04 novembre 2016

Una Bestia più gentile





















The Beast, la bestia. Così si chiama l'auto (quella qui sopra) costruita l'anno scorso dal californiano Ferris Rezvani, basata sul telaio di una Ariel Atom e motorizzata a 300, 500 o 700 (Beast X) cavalli. Considerata l'essenzialità di una Atom, anche la Beast segue la stessa filosofia: niente porte, niente tetto e un 4 cilindri di derivazione Honda (?) turbocompresso di bestia. Per attirare più clienti, però, Rezvani ha pensato a una versione più docile, che offra dunque porte e tettuccio asportabile e che sia adatta, come suggerisce il primo dei due teaser rilasciati, anche a un "certo ambiente". La particolarità delle porte è però quella di una struttura scorrevole come sui furgoni, ma in avanti, soluzione molto originale che però ho il sospetto aggiunga non pochi chili al totale. The Beast Alpha, questo il nome della neonata sportiva, sarà presentata ufficialmente il 16 novembre prossimo con una dotazione interna decisamente più completa, che prevede  clima, controlli elettronici della dinamica di guida e rivestimenti più adatti a una signora. Nessuna notizia ufficiale sul propulsore e i dati prestazionali, ma è lecito si tratti ancora del 2.4 turbo con cambio manuale a sei marce o sequenziale in optional. Trazione posteriore, che domande!

03 novembre 2016

Da qui in poi si passa direttamente ai razzi









Mentre Toyota cincischia da alcuni anni sulla nuova GT-86 e sul vociferato (e richiesto) aumento di potenza del boxer di origine Subaru (ma anche no), i preparatori si sbizzarriscono a installare sull'ottima scocca della sportiva a trazione posteriore i motori che ci vogliono. Dopo l'exploit australiano di agosto, ecco ora un'altra esagerazione, stavolta a stelle e strisce. Ci ha pensato la Huddy MotorSports, che ha rimpiazzato il due litri boxer originario con un V8 di 4,5 litri Ferrari, quello della 458 Italia per la precisione. 570 cavalli sui circa 1.200 kg (ma saranno di meno visti gli alleggerimenti) della GT-86 fanno meno di mezzo chilo per cavallo, roba da eclissare la Koenigsegg One:1. Gli scarichi laterali anteriori sono la chicca, fiammate comprese. Comunque, spero per l'integrità del motore che quando hanno girato il video fosse già in temperatura: sgasare a freddo in quel modo non è certo il miglior viatico per una lunga durata.

Volvo insegue lo stile (interno) Rolls






 















Volvo aggredisce il segmento del lusso estremo con questa S 90 Excellence, destinata al mercato cinese. OK, la linea è un po' Audi (peraltro sempre un must in Cina), ma l'interno è davvero esagerato, sia per la qualità dei materiali, sia per le soluzioni destinate al comfort, alcune delle quali decisamente "orientali", vedi il ripostiglio per le scarpe integrato in quella che Volvo chiama Lounge Console, collocata al posto del passeggero anteriore. Va da sé che questa S 90 vada guidata dall'autista, che però deve condurre con molta souplesse per evitare che il contenuto della cristalleria Orrefors, fornita con l'auto, vada a macchiare gli interni chiari. La consolle tra i sedili dietro contiene infatti un refrigeratore e un piccolo microonde per riscaldare il contenuto di una tazza, optional

utile nelle interminabili code che contraddistinguono il traffico nel Celeste impero. L'auto sarà presentata tra due settimane al salone di Guangzhou; ne è previsto l'import in Usa ma non in Europa. Costo attorno ai 100.000 euro.

02 novembre 2016

Mercedes torna in linea



Vent'anni fa circa la Casa della stella decise di passare per i suoi motori di gamma intermedia dal 6 in linea al V6. Questioni d'ingombro, di crash test, di maggiore rapidità di risposta, si disse. Ma i tempi cambiano, le cose anche e la nuova generazione di motori prevede proprio l'architettura scartata in passato. Una gamma modulare che prevede tre versioni a benzina e due Diesel, con cilindrata unitaria di 500 cm3 e architetture a 4 o 6 cilindri, più il V8 sviluppato da AMG. C'è tanta nuova tecnologia in questi motori, che sono a norma del secondo step della Euro 6 e vantano potenze specifiche attorno ai 100 kW/litro: impianti di trattamento gas di scarico con urea per i Diesel, assistenza elettrica incorporata con impianto elettrico a 48 V e deattivazione di alcuni cilindri a bassi carichi per i benzina, filtri antiparticolato per entrambe le serie. Già, perché ora si è scoperto che anche la benzina (specie con con l'iniezione diretta) produce microparticelle. Ma innanzitutto una valutazione d'impatto. Questi motori sono imponenti, soprattutto i Diesel e la scelta della disposizione in linea sui 3 litri è dovuta proprio a un problema dimensionale. Il complesso impianto di trattamento dello scarico, infatti, che arriva a costare il 40% del costo complessivo dell'unità, avrebbe reso un V6 troppo largo per il vano motore, senza contare il minor costo di produzione data l'unica bancata. Sulla destra dei due motori a gasolio, di 2 e 3 litri, troneggiano quindi i sistemi di riduzione degli inquinanti e del particolato, con complesse tubazioni di ricircolo che rendono le unità quasi una scultura. L'unità OM 654 a 4 cilindri eroga 195 CV a 3.800 giri, con coppia massima di 400 Nm tra 1.600 e 2.400 giri, è tutta in alluminio e ha canne trattate al Nanoslide (per ridurre l'attrito), con pistoni in acciaio e una nuova camera di combustione a gradino. La OM 656 ha cilindrata di 3 litri e potenza di 313 CV con oltre 650 Nm, utilizza il variatore di fase Camtronic per attuare una sorta di EGR supplementare e accelerare il riscaldamento dei catalizzatori e dispone di due turbo in sequenza. Si chiamano invece M 264 e M 256 i motori a ciclo Otto, che impiegano l'impianto elettrico a 48 che consente di azionare indipendentemente la ancillaries e di fornire una potenza supplementare fino a 20 CV all'albero oltre allo start&stop, mediante l'alternatore a cinghia sul 4 e integrato sull'albero nel 6. Quest'ultimo, dotato di un turbo elettrico in sequenza a quello tradizionale, eroga 408 CV e oltre 500 Nm; secondo soltanto ai 476 CV e 700 Nm del neo V8.

27 ottobre 2016

Digital truckers









La settimana scorsa ho presentato un video onboard su una Tesla Model S a guida autonoma. Questo settore di sviluppo ovviamente interessa (e forse anche di più) il delivery e oggi mi mostro il video di Otto, primo autocarro self driving a effettuare una "vera" consegna . Otto era carico di birra Budweiser e per un lungo tratto del percorso di 120 miglia, 193 km, ha avuto il posto di guida del tutto vuoto. Otto è il nome del truck ma anche e soprattutto quello della compagnia che si occupa dello sviluppo del sistema di guida, posseduta da Uber, che vede la robotizzazione del trasporto merci come risorsa futura. Il trasporto è stato effettuato in Colorado e le autorità locali hanno previsto che una pattuglia di polizia seguisse il mezzo per tutto il percorso, mentre l'operazione è stata organizzata la mattina presto e con un meteo ottimale. Certo che comunque le autorità di Fort Collins e Colorado Springs, luoghi di partenza e arrivo, si sono fidati alla grande del sistema, viste massa e velocità in gioco. Questo la dice lunga sul futuro del trasporto merci, quantomeno in Usa, perché il progresso galoppa e queste soluzioni sono appena dietro l'angolo. Ah, la prima parte del filmato è in pratica uno spot Bud, ma si sa che in America le cose vanno così.

26 ottobre 2016

Autonomous flying
















Se dico Airbus probabilmente vi viene in mente il 380. O i 319 che fanno la spola tra le diverse città europee. Ma la società guarda avanti, molto avanti e mediante una partecipata della Silicon Valley, A3, ha sviluppato Vahana, un piano di mobilità aerea urbana che potrebbe debuttare dal 2020, con i primi voli dei velivolo elettrico autonomo già dal 2017. Ho scritto autonomo e qui sta la chiave di volta di tutto il progetto. Lo spazio aereo rimane infatti l'unica possibilità di sfuggire agli ingorghi permanenti che attanagliano e attanaglieranno in futuro le megalopoli del mondo. La migrazione verso i centri urbani è apparentemente irreversibile e con città da oltre 10 milioni di abitanti la mobilità terrestre diventa talmente congestionata da provocare danni sensibili all'economia. Il progetto Vahana si propone quindi di spostare "verso l'alto" il traffico, ma per far ciò in modo sicuro occorre una guida autonoma; non è possibile infatti concepire il traffico aereo senza controllo, tanto più con migliaia di piccoli mezzi in volo contemporaneamente. Il velivolo monoposto in sviluppo impiega motori elettrici e accumulatori ultraleggeri, è capace di decollare verticalmente come un elicottero e più che alla genia degli aeroplani appartiene a quella dei droni. Ma l'azienda non si ferma qui: Airbus sta infatti pensando anche a degli airbus passeggeri, mentre a metà dell'anno prossimo debutterà il progetto Skyways di Singapore, destinato al delivery aereo sull'ultimo chilometro. Non è detto che Amazon e & stiano fuori dal business, ma Airbus ha tutta l'intenzione di aprire questa nuova strada dei trasporti per conto proprio. Certo la sfida è davvero notevole. Siamo appena agli inizi della guida autonoma bidimensionale e concepire quella su tre dimensioni è ancora di là da venire. Nemmeno i veicoli spaziali ne sono forniti pur con i loro budget stellari. Ma la fida è lanciata. Ci aspetta un futuro da Pronipoti. O da Quinto Elemento per i più giovani.

25 ottobre 2016

Alba chiara sulla Rolls




















Per la serie velleitario a manetta (finché dura, visto l'andazzo con economia e migranti), ecco una nuova Rolls Royce, la Dawn-Inspired by Fashion. Proviene dal servizio interno Bespoke, quello che a Goodwood confeziona auto su misura per chi trova le Rolls di serie troppo cheap. La cabrio è un omaggio alla haute couture ed è stata concepita da un gruppo di persone esterno all'azienda, il cui campo di lavoro spazia, appunto, dalla moda al lusso ai tessuti di pregio. Gli interventi, dunque, si sono concentrati sull'interno, realizzato in bianco con inserti rossi (o gialli, o blu) e decorazioni nelle tasche che riprendono in astratto la mitica statuetta Spirit of Ecstasy che campeggia tuttora sul chilometrico cofano motore. Inutile citare la cura maniacale di ogni particolare, su tutte basti sapere che il processo di laccatura della plancia con inserti in alluminio richiede nove giorni. La carrozzeria è disponibile solo in Andalucian White con tetto Mugello Red, Cobalto Blue o Mandarin. La Dawn si può ordinare da novembre; non chiedetemi il prezzo, please, è così volgare!

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...