23 maggio 2016
La più esagerata delle Clio in serie limitata
Renault è in procinto di lanciare una versione pompata di brutto della Clio sotto l'ormai consolidato brand sportivo Renaultsport, nota per ora con il nome di progetto KZ 01. La vettura debutterà con ogni probabilità al GP di Monaco, pratica anche questa ormai quasi abituale per i nuovi modelli "cattivi" del marchio, e le foto sono comparse in rete sul sito ceco Car.forum.cz. La vettura dovrebbe mutuare i gruppi della Mègane Renaultsport pur basandosi sulla meccanica della Clio 220: la potenza sarebbe salita quindi ad almeno 250 CV, ma fonti interne parlano addirittura del 2 litri turbo da 275 CV; mica male considerato che sono che scaricati sulle ruote anteriori della Clio. Sempre secondo i rumors, la vettura potrebbe essere concepita soltanto per una piccola serie chiusa da 500 pezzi, ma al riguardo sono ancora in corso gli studi di mercato. Notevoli comunque i particolari, come il volante da formula con led e indicatori nella parte superiore della corona.
20 maggio 2016
La Vanquish Zagato Concept a Villa d'Este
In questo periodo si accavallano due delle manifestazioni più elitarie dedicate alle vetture d'epoca, la Mille Miglia e il concorso d'eleganza di Villa d'Este. Come marketing insegna, è più che ovvio che le diverse Case, partecipanti a vario titolo agli eventi, sfruttino il palcoscenico per presentare novità e anticipazioni. Così Aston Martin ha scelto il lago Lario per il debutto di questa Vanquish Zagato Concept nel fine settimana. Si tratta della quinta auto realizzata in collaborazione tra il carrozziere italiano e la Casa britannica (italian owned) ed è stata concepita dal team di progetto basato a Milano con riferimenti stilistici alla DB11 e e alla One-77. La scocca è realizzata in carbonio con l'impiego di pannelli di grandi dimensioni al fine di ridurre le antiestetiche zone di giunzione (che orrore!), mentre il propulsore è il V12 aspirato della Casa, la cui potenza ha raggiunto in questa applicazione i 600 CV. Tecnologia led per i gruppi ottici e interni in carbonio, bronzo anodizzato e pelle a volontà. E' un prototipo, ma si sa come vanno le cose con queste auto...
18 maggio 2016
Nei Paesi emergenti la sicurezza è un optional
Global NCAP è un'iniziativa basata in UK che mira a rendere più sicure tutte le auto in vendita, comprese quelle piazzate sui mercati emergenti. Riguardo queste ultime, infatti, grazie alla mancanza di norme locali stringenti si registrano spesso clamorose defaillances in tema di sicurezza che corrispondono ad altrettanti risparmi produttivi, per competere meglio sul mercato ma anche per massimizzare gli utili; non si sa esattamente se conti più la prima o la seconda delle intenzioni. In ogni caso sono stati pubblicati i video riguardanti alcune auto vendute sul mercato indiano e i risultati sono impressionanti: ciascun veicolo non guadagna infatti nemmeno una stella. Le auto prese in considerazione, Renault Kwid, Maruti Suzuki Celerio, Maruti Suzuki Eeco, Mahindra Scorpio e Hyundai Eon non provvedono infatti un livello di sicurezza accettabile in caso di urto, in molti casi per la mancanza degli airbag, che sul mercato indiano saranno obbligatori solo da ottobre 2017. Un'occhiata ai video dà la misura di cosa possa succedere ai passeggeri risparmiando sulla loro pelle, tenuto conto inoltre che anche con la dotazione degli airbag in molti casi siamo di fronte a problemi di resistenza strutturale che richiedono l'uso di diversi materiali e di irrobustimenti. Nota curiosa. Sapete chi siede nel consiglio direttivo del Global NCAP? Max Mosley, l'ex presidente FIA che nel 2008 venne colto in un festino nazi-sadomaso e l'anno dopo non si ricandidò. Un bel cambio di prospettiva, no?
17 maggio 2016
Un nuovo 6 cilindri per le M Performance
BMW ha da tempo una linea cadetta delle vere M, la M Performance, che annovera comunque auto con abbastanza cavalli da schiodare i tombini se usate con la giusta cattiveria. In questo ambito coloro i quali rimpiangevano le M135i e M235i sono ora consolati, con l'introduzione delle M140i e M240i. Seguendo la consolidata tradizione dell'elica azzurra, infatti le nuove vetture sono più potenti di quelle che sostituiscono: il 6 in linea TwinPower turbo eroga infatti 340 CV a 5.500 giri, con coppia massima di 500 Nm costanti tra 1.500 e 4.500 giri. I motori sono stati riprogettati e annoverano tutte le caratteristiche tecniche che li rendono unici ed esclusivi: oltre al turbo integrato nel collettore di scarico con il doppio ingresso per sfruttare anche l'impulso dei gas, ci sono il Valvetronic e il Vanos, sistemi associati al comando valvole per ottenere regolazione della potenza e massima efficienza ai diversi regimi. Il risultato è che con queste vetture si sta comunque sotto i 5 secondi sullo 0-100, sia con il cambio manuale, rivisto per rendere ancora più morbidi i passaggi, sia con l'otto rapporti automatico Steptronic Sport in opzione. E' stato anche rivisto il sound del motore, per eliminare i suoni "molesti" e far percepire soltanto quelli giusti.
Mercedes "perde" l'Airscarf in patria
L'esito di una lunga battaglia legale riguardo l'Airscarf (il sistema che diffonde aria calda nella zona superiore del corpo per poter viaggiare a cielo aperto anche nei climi freddi) tra la Mercedes-Benz e herr Ludwig Schatzinger, inventore e detentore del brevetto del sistema, è stato avverso alla prima. Perciò ora MB deve disattivare il sistema su tutte le sue auto vendute in Germania, pena una multa di 250.000 euro. Le concessionarie hanno quindi avuto indicazioni su come agire per blocccare il funzionamento dell'apparato, anche se sembra assai facile riattivarlo in seguito; in ogni caso il divieto d'impiego dell'Airscarf, limitato peraltro alla sola Germania, scade con il brevetto alla fine del 2016. Con il tipico atteggiamento tetragono dei teutoni, comunque, ci saranno controlli accurati a campione da parte dell'autorità giudiziaria sulle effettive disattivazioni, che potrebbero avvenire non tanto nelle concessionarie quanto sui veicoli stessi; nessun rischio comunque per i clienti, che non saranno in alcun caso ritenuti responsabili di alcunché.
16 maggio 2016
NextEV dalla Formula E alle hypercar
NextEV è il team cinese di Formula E (fondato dal governo nel 2004) che nel 2015 ha vinto il primo campionato di formula elettrica e che oggi fa capo alla omonima società fondata dal miliardario cinese William Li (ma quanti ne sono?) e dall'ex boss della Ford europea Martin Leach. L'azienda non intende però limitarsi alle competizioni, ma piuttosto svolgere un ruolo attivo e primario nella produzione su larga scala di auto elettriche. Per fare questo ha già investito 3 miliardi di renminbi (circa 406 milioni di euro) in un nuovo centro di sviluppo motori a Nanjing e si appresta a far debuttare una hypercar elettrica che avrà il ruolo di accendere i riflettori sulla Casa. La vettura, della quale si conoscono per ora soltanto gli intenti progettuali, apparterrebbe alla classe esclusiva di McLaren P1 e Ferrari LaFerrari, e dovrebbe debuttare nel Vecchio Continente entro fine anno, non si sa però dove. Il prosieguo dell'attività della NextEV si concentrerà quindi su una vettura capace di fare concorrenza alla Tesla Model S, basando questa soluzione di business sulla domanda interna cinese in salita per auto elettriche che abbiano le connotazioni del lusso e dell'esclusività, due caratteristiche molto importanti per i nuovi ricchi locali (ma quanti ne sono? Totò mi perdonerà per il bis); un ambito che Li conosce molto bene.
13 maggio 2016
Primo test per il treno del futuro
Tempo fa avevo trattato dell'Hyperloop, il futuristico progetto di trasporto simil-ferroviario nel quale è coinvolto a livello economico-progettuale anche Elon Musk, patron Tesla. Un paio di giorni fa, nel deserto del Nevada (Usa) a nord di di Las Vegas, si è svolto il primo test all'aperto del sistema di propulsione che, ricordo, è basato su motori elettrici lineari e prevede l'impiego di navicelle che corrono in tubi a bassa pressione a una velocità vicina a quella del suono. La società, che probabilmente per le forti richieste di capitale e le prospettive di rientro a lungo termine, è incorsa recentemente in una serie di vicissitudini che le hanno fatto cambiare nome da Hyperloop Technologies all'attuale Hyperloop One, continua a portare avanti il concetto e il test ne rappresenta la prova. Pur tra molti detrattori, la maggioranza dei quali paragona Hyperloop a un ottovolante anni '60 con una tecnologia (quella del Maglev, come il treno per l'aeroporto di Shanghai) estremamente costosa da realizzare e manutenere. In effetti a parte il costo già altissimo del sistema di propulsione, anche il mantenimento del tunnel di linea a bassa pressione e soprattutto, la garanzie della sicurezza dei viaggi a velocità così elevata a minima distanza da barriere solide è tutta da provare. Il fatto perciò che il test del video riguardi (peraltro su rotaia) il solo sistema elettromagnetico non prova che i problemi della linea siano stati risolti o quantomeno affrontati su scala industriale. Ma i sognatori e gli eclettici sono da sempre alla base del progresso dell'umanità e forse c'è più bisogno di loro di quanto non ritengano i grigi economisti.
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