Tempo fa avevo trattato dell'Hyperloop, il futuristico progetto di trasporto simil-ferroviario nel quale è coinvolto a livello economico-progettuale anche Elon Musk, patron Tesla. Un paio di giorni fa, nel deserto del Nevada (Usa) a nord di di Las Vegas, si è svolto il primo test all'aperto del sistema di propulsione che, ricordo, è basato su motori elettrici lineari e prevede l'impiego di navicelle che corrono in tubi a bassa pressione a una velocità vicina a quella del suono. La società, che probabilmente per le forti richieste di capitale e le prospettive di rientro a lungo termine, è incorsa recentemente in una serie di vicissitudini che le hanno fatto cambiare nome da Hyperloop Technologies all'attuale Hyperloop One, continua a portare avanti il concetto e il test ne rappresenta la prova. Pur tra molti detrattori, la maggioranza dei quali paragona Hyperloop a un ottovolante anni '60 con una tecnologia (quella del Maglev, come il treno per l'aeroporto di Shanghai) estremamente costosa da realizzare e manutenere. In effetti a parte il costo già altissimo del sistema di propulsione, anche il mantenimento del tunnel di linea a bassa pressione e soprattutto, la garanzie della sicurezza dei viaggi a velocità così elevata a minima distanza da barriere solide è tutta da provare. Il fatto perciò che il test del video riguardi (peraltro su rotaia) il solo sistema elettromagnetico non prova che i problemi della linea siano stati risolti o quantomeno affrontati su scala industriale. Ma i sognatori e gli eclettici sono da sempre alla base del progresso dell'umanità e forse c'è più bisogno di loro di quanto non ritengano i grigi economisti.
13 maggio 2016
Primo test per il treno del futuro
Tempo fa avevo trattato dell'Hyperloop, il futuristico progetto di trasporto simil-ferroviario nel quale è coinvolto a livello economico-progettuale anche Elon Musk, patron Tesla. Un paio di giorni fa, nel deserto del Nevada (Usa) a nord di di Las Vegas, si è svolto il primo test all'aperto del sistema di propulsione che, ricordo, è basato su motori elettrici lineari e prevede l'impiego di navicelle che corrono in tubi a bassa pressione a una velocità vicina a quella del suono. La società, che probabilmente per le forti richieste di capitale e le prospettive di rientro a lungo termine, è incorsa recentemente in una serie di vicissitudini che le hanno fatto cambiare nome da Hyperloop Technologies all'attuale Hyperloop One, continua a portare avanti il concetto e il test ne rappresenta la prova. Pur tra molti detrattori, la maggioranza dei quali paragona Hyperloop a un ottovolante anni '60 con una tecnologia (quella del Maglev, come il treno per l'aeroporto di Shanghai) estremamente costosa da realizzare e manutenere. In effetti a parte il costo già altissimo del sistema di propulsione, anche il mantenimento del tunnel di linea a bassa pressione e soprattutto, la garanzie della sicurezza dei viaggi a velocità così elevata a minima distanza da barriere solide è tutta da provare. Il fatto perciò che il test del video riguardi (peraltro su rotaia) il solo sistema elettromagnetico non prova che i problemi della linea siano stati risolti o quantomeno affrontati su scala industriale. Ma i sognatori e gli eclettici sono da sempre alla base del progresso dell'umanità e forse c'è più bisogno di loro di quanto non ritengano i grigi economisti.
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