Sì, la Corvette, la Viper. Supersportive, certo, ma troppo lontane dal cuore (e dal portafoglio) della gente, specie degli yankee. Per coinvolgere appieno le masse ci vuol altro, ci vogliono macchine meno sofisticate ma molto più muscled; proprio come la Camaro, mito inossidabile da generazioni. Che nella fattispecie ha appena sfornato la nuova ZL1, decisamente vitaminizzata tanto a styling quanto a ponies; forse non quanto la Dodge Challenger Hellcat, che domina ancora la classifica tutta a stelle e strisce delle auto animali, ma che con 648 CV e 868 Nm si piazza mica male nel ranking. Sotto il cofano una ennesima versione dello small block V8 di 6.2 litri (si ostinano a chiamarlo così, perché il big block è a quota 8.000) sovralimentato a compressore (niente turbo perché la coppia dev'esserci subito) e cattivo come non mai. L'obiettivo e mettere nell'angolo le più titolate sportive di razza con una vettura progettata per la pista, dotata di sospensioni a controllo elettronico, freni Brembo, cerchi da 20 con pneus 285/30 ZR davanti e 305/30 ZR dietro e un alleggerimento complessivo di circa 90 kg. La trasmissione prevede lo standard del cambio manuale a sei marce oppure un nuovissimo automatico a 10 marce studiato apposta per tenere sempre il motore nel miglior regime di coppia (!!) e sparare così la Camaro fuori dalle curve come una fionda, grazie anche al grip garantito dall'autobloccante. Per la gioia degli smanettoni non mancano il launch control e la doppia linea di scarico, che prevede di prammatica un sound da incrinare i vetri (date un'occhiata al video e ascoltate come si sgranano le marce in pista). Per ora nessun dato prestazionale né economico, stay tuned per gli aggiornamenti.
16 marzo 2016
La nuova Camaro è da pista
Sì, la Corvette, la Viper. Supersportive, certo, ma troppo lontane dal cuore (e dal portafoglio) della gente, specie degli yankee. Per coinvolgere appieno le masse ci vuol altro, ci vogliono macchine meno sofisticate ma molto più muscled; proprio come la Camaro, mito inossidabile da generazioni. Che nella fattispecie ha appena sfornato la nuova ZL1, decisamente vitaminizzata tanto a styling quanto a ponies; forse non quanto la Dodge Challenger Hellcat, che domina ancora la classifica tutta a stelle e strisce delle auto animali, ma che con 648 CV e 868 Nm si piazza mica male nel ranking. Sotto il cofano una ennesima versione dello small block V8 di 6.2 litri (si ostinano a chiamarlo così, perché il big block è a quota 8.000) sovralimentato a compressore (niente turbo perché la coppia dev'esserci subito) e cattivo come non mai. L'obiettivo e mettere nell'angolo le più titolate sportive di razza con una vettura progettata per la pista, dotata di sospensioni a controllo elettronico, freni Brembo, cerchi da 20 con pneus 285/30 ZR davanti e 305/30 ZR dietro e un alleggerimento complessivo di circa 90 kg. La trasmissione prevede lo standard del cambio manuale a sei marce oppure un nuovissimo automatico a 10 marce studiato apposta per tenere sempre il motore nel miglior regime di coppia (!!) e sparare così la Camaro fuori dalle curve come una fionda, grazie anche al grip garantito dall'autobloccante. Per la gioia degli smanettoni non mancano il launch control e la doppia linea di scarico, che prevede di prammatica un sound da incrinare i vetri (date un'occhiata al video e ascoltate come si sgranano le marce in pista). Per ora nessun dato prestazionale né economico, stay tuned per gli aggiornamenti.
15 marzo 2016
Ibride e 4x4 low cost
Le prossime compatte potrebbero diventare in massa delle 4x4 ibride. Una rivoluzione techno ma a basso costo, se la campagna di marketing della americana GKN avrà successo. E' un'azienda che produce (tra l'altro) componentistica e che si è specializzata in soluzioni ibride; nella fattispecie realizza un assale posteriore elettrico chiamato eAxle che in una nuova edizione a basso costo rende decisamente economico trasformare una trazione anteriore in 4x4. La tecnologia è già stata adottata con le versioni top da BMW per i8, Porsche per la 918 e Volvo per la XC90 T8, ma è estendibile praticamente a qualunque auto abbia una lunghezza almeno attorno ai 4 metri e richiede un semplice collegamento elettrico e (oggi) un sistema ibrido di supporto. Ovvio che allo stato attuale la vettura dev'esserne dotata inizialmente, ma non è strutturalmente complesso aggiungere o potenziare il generatore di serie anche senza il sistema ibrido e renderlo capace di alimentare l'assale posteriore quando occorra la trazione integrale. L'atout di tutta la manfrina sta, oltre che nel basso costo industriale, nel peso ridotto del componente, meno di 21 kg per tutto l'assale, e nella elevata potenza massima ottenibile, fino a 89 CV, che abilita il sistema tanto a una marcia puramente elettrica nel caso di una plug-in quanto al boost prestazionale o alla marcia off road negli altri. GKN ha poi messo a punto una versione dell'eAxle a due velocìtà, che è quindi in grado di svolgere il suo compito nell'intero range prestazionale della vettura e non soltanto a basse andature. Rimane da valutare se alla luce dei chiari di luna attuali (eh eh) che gravano sull'industria automobilistica ci sia spazio per investimenti di questo genere sui prodotti di massa.
14 marzo 2016
Subaru Forester 2016
La Forester è una fuoristrada un po' atipica nel panorama del mercato. Nata nel 1997 un po' più bassa delle altre, pareva rifarsi alle station a stelle e strisce, ma le sue doti in off road si sono mostrate subito notevoli. Così, con l'avvicendarsi dei model year, l'aspetto ha preso una piega maggiormente omologata rispetto alla concorrenza e l'ultima versione si presenta coma una comoda Suv, del tutto adatta alla strada, ma sempre tosta in fuoristrada all'occorrenza. I nuovi gruppi ottici a led non alterano il tradizionale family feeling delle auto delle Pleiadi, mentre i cerchi (da 17 o 18 pollici a seconda delle versioni) la sdoganano pienamente per l'uso a forte andatura.
Dentro si confermano l'ampia abitabilità e l'ottima visibilità in ogni direzione, mentre si apprezza il miglioramento dei materiali impiegati per i rivestimenti; la plancia ben strutturata accoglie lo schermo touch da 7 pollici del sistema di infotainment e un display superiore LCD per le info aggiuntive. Nuove guarnizioni e il maggior spessore dei cristalli migliorano la già buona insonorizzazione; sulla Diesel in prova i suoni arrivavano attutiti e il motore ronzava lontano.
Sotto il cofano l'abituale turbodiesel boxer Euro 6 da 150 CV al regime tranquillo di 3.600 giri con coppia massima di 350 Nm tra 1.600 e 2.400 giri, che accoppiato all'eccellente cambio automatico a variazione continua Lineartronic si conferma pienamente adatto a muovere con scioltezza il veicolo, anche se la perfetta ripartizione delle masse e l'ottimo assetto meriterebbero qualche cavallo in più. La trazione integrale è del tipo a ripartizione continua della coppia: in condizioni standard il 60% va all'avantreno, ma la ripartizione si modifica con continuità seguendo l'aderenza e la rapportatura del cambio.
L'avviamento è a tasto nelle vetture con il sistema di accesso keyless e le vibrazioni sono ridotte anche a freddo. Spostando la leva del cambio in drive l'auto si muove dolcemente e se non si preme con decisione sul gas il cambio tende a salire subito di rapporto, mantenendo il motore a basso regime a favore di coppia e bassi consumi. E' possibile anche l'azionamento con le palette al volante e in questo caso si passa brevemente in modalità manuale (selezionabile in permanenza con la leva) attivando una delle 6 posizioni virtuali tra le pulegge che corrispondono alle marce indicate sul cruscotto. Devo dire che però anche volendo forti accelerazioni non si ottiene una grande differenza rispetto all'automatismo e il consiglio è dunque di lasciar fare al Lineartronic, che è pure in grado di assorbire il lieve lag di risposta del turbo avvertibile negli on-off. Su strada la Forester corre come su un binario con una stabilità che rende praticamente superfluo il controllo di stabilità; le riprese sono brillanti e si finisce per sfruttare sempre il potenziale della vettura per viaggi veloci ma rilassati.
Sui salitoni del campo di cross adiacente all'aeroporto della Malpensa dove si è svolto un piccolo test fuoristrada, è emerso come il Lineartronic, grazie al sistema X-Mode inseribile con un tasto sulla plancia, supplisca benissimo alle ridotte, garantendo ottima trazione sulle forti pendenze e nel fango, situazione quest'ultima dove la vettura non mostra alcuna difficoltà. Il sistema comprende anche la funzione Hill Descent Control che stabilizza la velocità in salita o discesa sul parametro voluto: se si accelera o frena l'auto rimane poi all'ultima velocità impostata. La struttura meccanica simmetrica dona infine particolare stabilità nel transito su pendii laterali, situazione tradizionalmente difficile per le fuoristrada dato il baricentro tendenzialmente alto.
La Forester si conferma quindi una comoda vettura nel più tipico stile Subaru, ovvero quello di auto senza problemi e adatte a ogni circostanza, con la tranquillità di tutta l'elettronica per la sicurezza garantita dall'Eye Sight, che sovrintende alla marcia e al controllo di velocità intelligente, e la facilità di manovra incrementata dalla presenza della telecamera posteriore.
Ford sposta risorse verso il futuro
I segni premonitori si notano da tempo. La disaffezione dei giovani, l'accanimento della tassazione, l'attribuzione (vera o presunta) di principale causa dell'inquinamento e infine la progressiva diminuzione dello "spazio vitale" sono tutti segnali di "fine periodo", parlando ovviamente all'automobile. Così le Case si muovono per recuperare, modificare o addirittura incrementare il business e se vendere semplicemente veicoli non basta (o non rende) più occorre battere altre strade. E' il caso di Ford che annuncia la creazione di Ford Smart Mobility LLC, una nuova società che si occuperà (molto in generale) di servizi di mobilità. Si tratta di un vero e proprio spin off e non di una semplice piccola nuova attività, visto che il mondo dei servizi collegati alla nuova mobilità muove negli States 5,4 miliardi di dollari all'anno. Compito della nuova azienda sarà dunque quello di inserirsi in questo settore economico e di elaborare nuove strategie che si associno all'esistente, così come di integrare la tecnologia delle auto autonome nel sistema di noleggio e di car sharing a livello globale. E poiché la domanda di questi servizi verte intrinsecamente su veicoli a impatto zero sul clima, la Smart Mobility LLC si occuperà anche di auto elettriche, del loro sviluppo, della loro gestione e dell'implementazione del servizio di ricarica sul territorio. Un deciso passo avanti nella direzione di un diverso modo di intendere il mondo che ci circonda, quindi, ma anche un modo di non perdere il ruolo trainante che l'industria dell'auto ha avuto nel secolo scorso e che in questo nuovo millennio non vuole perdere.
Sempre più "nero" il futuro dei Diesel in Europa
Lo scandalo delle emissioni truccate dei Diesel, che si allarga ogni giorno con nuovi attori in ballo, come Renault e ultimamente Fiat con la 500 X, pare abbia modificato profondamente l'atteggiamento dei legislatori nei confronti dei motori a gasolio. Ma per assurdo le amministrazioni dei singoli Paesi sono decisamente più avanti rispetto alla UE, che ha recentemente deliberato norme a favore dei costruttori per concedere loro il tempo di adeguare i modelli alle future normative (e ammortizzare lo stock dell'invenduto). Così, dopo la Francia che prospetta tasse sui Diesel, anche la Gran Bretagna ha in programma l'aumento della VED, Veichle Excise Duty, in pratica la tassa di circolazione albionica, con l'aggiunta di 800 £ (circa 1.032 €) per tutte le nuove auto a gasolio immesse in circolazione. La riedizione della supertassa all'italiana ha lo scopo di disincentivarne l'acquisto e di favorire invece i veicoli meno impattanti sulla qualità dell'aria. Secondo il responsabile governativo per l'ambiente Richard Howard, già dal 2013 le emissioni di CO2 delle auto a benzina sono praticamente pari a quelle dei Diesel e viene quindi a mancare quello che storicamente è stato l'atout dei Diesel e cioè il minor consumo, mentre l'emissione di NOx è immutata e quella di particolato ultrafine è invece maggiore sui nuovi modelli. Anzi, è proprio nel tentativo di ridurre questi ultimi che il consumo e quindi la quantità di CO2, sono aumentati. E' allo studio anche la reintroduzione del meccanismo del 2010, che prevedeva un incentivo di 1.000 £ per la sostituzione della vettura inquinante associato a un pari importo per le Case che aderivano all'iniziativa.
TT RS in anteprima
Dopo la R8 ora tocca alla TT RS. Il lancio della nuova sportiva cattiva di Audi avverrà nella seconda metà dell'anno, ma le vetture sono già in giro senza camuffatura e grazie alla pagina Instagram di autogespot_spain è stata rubata una foto in occasione di un rifornimento. Come per le altre RS, il propulsore è l'immortale 5 cilindri (in linea, occorre distinguere perché il gruppo ne produsse anche uno a V) che in questa versione starebbe attorno ai 400 CV. Trazione integrale e cambio a doppia frizione con 7 rapporti fanno parte della dotazione di serie.
11 marzo 2016
Sballo Pennzoil
Pennzoil è il nome di una compagnia petrolifera Usa, nota per le sua assidua partecipazione in abbinata con numerosi team a diverse competizioni nel Paese. Tra le tradizioni del brand c'è quella di girare video spettacolari in quelle condizioni che tutti gli appassionati sognano: strade deserte, libertà totale. Stavolta la protagonista è una Ferrari 488 GTB che ci dà dentro alla guida di Rhys Millen in quel di Barcellona. Che dire, invidia?
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