02 marzo 2016

Ginevra, a world apart-1



Un altro salone di Ginevra, un altro contatto con un mondo che si rivela anno dopo anno sempre più distante dalla vita reale. Pur considerando le esigenze di "spettacolo" che una manifestazione di questo tipo impone, è impossibile non cogliere lo stridente contrasto tra le numerosissime supercar presenti e celebrate e l'ambiente di vita della stragrande maggioranza degli europei. Per i quali l'auto è sempre più un elettrodomestico, che come tale non giustifica più i sacrifici e magari gli indebitamenti del passato. Un'atmosfera fin de siècle, una sorta di canto del cigno che prelude a un inevitabile declino, dettato dalla scarsa attenzione al settore del mondo giovanile, dalla profittabilità delle industrie di ambito che non può che calare da qui in avanti, da legislazioni sempre più coerenti con la salute della popolazione e del pianeta che impongono limiti che forse la tecnologia non è in grado di raggiungere. Ma per la serie qui e oggi, ecco una carrellata di quello che può far ancora sognare chi ha amato e ama un oggetto di movimento che è stato al centro dell'evoluzione di un intero secolo. E cominciamo dai sogni.




 















































































































27 febbraio 2016

Tre ruote da drift







La Bombardier è un'azienda canadese nota per costruire aerei e motoslitte ma che, come alcune imprese jap, ha una piccola divisione che progetta veicoli stradali. Uso questa definizione generica poiché se è relativamente semplice etichettare i 4 ruote da off road, con la Can-Am la classificazione è più difficile. Ha tre ruote ma non è un'auto, ha il manubrio ma non è una moto. E' comunque qualcosa di tosto e divertente da guidare specialmente in questa ultima versione, la F3 Turbo, che adotta il motore Rotax di 1.3 litri (quello delle motoslitte) cui è stato aggiunto un turbo. Che si traducono in 152 CV e 186 Nm, i quali, scaricati a loro volta sull'unico pneumatico posteriore determinano uno 0-100 in 4 secondi e una "naturale" inclinazione al drifting che ne fa uno dei migliori fun vehicle al mondo. Roba da California o Florida, come nel video? Forse, ma le Can-Am sono omologate anche in Italia.

26 febbraio 2016

Subaru XV 2016






















La XV è nata nel 2012 come vettura urbana, certo, secondo il criterio Subaru. Quindi una vettura agile, pratica, versatile, ma con la certezza della 4x4, icona del marchio tecnologicamente da sempre all'avanguardia in questo settore. Motori a benzina (1.6 e 2.0) e Diesel 2.0 tutti ovviamente boxer, altro must del brand. Devo dire che definirla urbana è un po' forzato, sia per le dimensioni (4,45 x 1,78 x 1,57 m) sia per le caratteristiche che la rendono perfettamente utilizzabile anche su lunghe percorrenze. L'interno è infatti comodo e abbastanza spazioso, consente un comodo accesso dalle 4 porte e l'insonorizzazione filtra efficacemente anche il rumore proveniente dal Diesel boxer montato sulla vettura oggetto della prova.



Le differenze del modello 2016 rispetto a quello dell'anno precedente sono legate esternamente alla nuova griglia, ai paraurti e ai fari, anteriori e posteriori, oltre al nuovo disegno dei cerchi in lega. Internamente sono cambiate le modanature e il rivestimento dei sedili, che ora sfoggiano cuciture arancioni. La plancia è uniformata allo stile degli altri modelli e mostra in evidenza lo schermo del sistema Starlink che comprende sulle versioni top anche il navigatore satellitare e le connessioni tramite Usb. Bello il nuovo volante sportivo a tre razze, che fa tanto STI ed è di diametro ridotto. Il vano bagagli ha una capacità di 380 litri, è di forma regolare ma forse è l'unico particolare che si possa definire oggettivamente urbano, poiché a causa della scarsa profondità (i piccoli vani sotto il pianale non alterano di molto la situazione) non consente un carico di valige "da vacanza"; questo è però lo scotto da pagare per disporre della 4x4.



Diesel, dicevo. Il motore è l'unico impiegato da Subaru per le sue vetture; in Giappone e negli Usa (il mercato di riferimento) l'uso del gasolio è assai limitato e i numeri del mercato europeo non giustificano sensibili diversificazioni di gamma. Quindi la struttura boxer produce in questo caso 147 CV al ridotto regime di 3.600 giri con una coppia massima di 350 Nm tra 1.600 e 2.400 giri, più che sufficienti a garantire alla XV una buona brillantezza, anche in virtù del peso contenuto in 1.435 kg. Tutte le Subaru sono a trazione integrale, ma le soluzioni sono diverse a seconda del veicolo e della trasmissione: sulla XV, che in versione a gasolio è disponibile soltanto con il nuovo cambio manuale a 6 rapporti (l'ottima trasmissione automatica a variazione continua Lineartronic non si può installare per questioni geometriche, ma presto il problema sarà risolto), lo schema chiamato ATS, Active Torque Split, prevede una frizione in bagno d'olio che distribuisce la coppia tra l'asse anteriore e quello posteriore. La ripartizione base è al 60% davanti e 40% dietro, ma in caso di slittamento sono possibili tutte le combinazioni, mentre il sistema reagisce automaticamente anche per correggere sotto o sovrasterzo.



Come dicevo prima il comfort a bordo è ottimo e la rumorosità molto contenuta, complice anche la tendenza del motore a spingere forte senza bisogno di salire troppo con il regime. La XV è un'auto al volante della quale si adotta istintivamente quella che potremmo definire una guida brillante ma rilassata, ben coadiuvati dal cambio che mostra corse ridotte e rapportatura corretta e che manifesta qualche impuntamento solo se si indugia nella guida davvero sportiva. La tenuta di strada è quella cui le Subaru ci hanno abituato: la simmetria degli organi meccanici e il motore boxer determinano un equilibrio "naturale" del veicolo che rende praticamente inutile il controllo di stabilità e dona una tranquillità di guida assoluta in ogni condizione meteo e stradale. Pochissime auto e tutte di livello ben superiore quanto a prezzo sanno fare lo stesso. La risposta del propulsore ai comandi del gas non è però rapidissima e si avverte il build up della pressione nei lunghi condotti di aspirazione, necessari data la presenza di due bancate e di un solo turbo per alimentare entrambe. La cosa non influisce però sulle prestazioni e risulta addirittura piacevole una volta acquisita. Sterzo OK, adatto alle caratteristiche della vetture e freni pure, non particolarmente potenti ma resistenti anche all'uso prolungato. Insomma un'auto cui ci si abitua subito e che ripaga con la tradizionale affidabilità del marchio, che rende l'esperienza di guida di totale tranquillità, oltre a fornire un'estetica e una capacità di affrontare la strada fuori dal branco.

Elettrica sportiva da DS







Il marchio DS è quello premium di Citroen e come tale sforna modelli con qualcosa in più. Questa volta il plus è elettrico, vista la E-TENSE che debutta a Ginevra. La concept si propone come il connubio tra lusso e sportività (come Lancia prima di essere sterminata, insomma), con contenuti high tech e prestazioni di alto livello. Garantite dal sistema di trazione elettrico, capace di 402 CV e 516 Nm, sufficienti a classificare l'auto come una vera GT di nuova generazione. La E-TENSE, lunga 4,7 m e alta meno di 1,30, vanta la scocca in carbonio che contiene il pacco di batterie al litio e le sospensioni sportive a quadrilatero, oltre a un sistema di illuminazione a led adattivi, mentre al centro della plancia troneggia un orologio realizzato dalla BRM Chronographes che si può staccare e mettere al polso. Dal vivo martedì.


23 febbraio 2016

I 110 crash di Fast&Furious





Ce l'avete un minutino da dedicare a un sano remind di tutti i crash avvenuti nella serie di Fast &Furious? Beh eccoli qui, tutti e 110 in ordine cronologico, grazie alla dedizione di Supercompressor, che li ha trovati e ordinati per la gioia di tutti gli appassionati di botti assolutamente mega. Guardandoli, comunque, si nota l'evoluzione dello stunt che dagli iniziali scontri "meccanici" è arrivata alle esplosioni ultrasceniche. Enjoy.

Scénic, atto quarto



A cavallo di Ginevra ecco la nuova Renault Scénic, quarta generazione della monovolume costruita da chi indubbiamente di questo tipo di auto se ne intende. Parabrezza panoramico, linee più tese e family feeling preso dalle recenti Suv del marchio, che trova riscontro anche nella maggiore altezza da terra rispetto al vecchio modello. Completano il quadro le carreggiate allargate (davanti e dietro) e i fari a led. Dal vivo martedì prossimo.

Gymkhana 8 is coming





Lunedì prossimo sarà lanciato il nuovo episodio della saga internet Gymkhana, serie cult a cura dell'ultrafamoso drifter Ken Block. Comme d'abitude, il nostro è uso spremere una Ford, che per l'occasione, cioè il debutto di Gymkhana 8, è una Fiesta ST RX43 che spara la bellezza di 660 CV sulle gomme Toyo, sponsor dell'edizione, inevitabilmente destinate alla distruzione sistematica. In attesa del video completo, alle 6 pm di lunes, ecco il teaser.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...