05 febbraio 2016

Nostalgia degli anni '30













Le roulotte da noi sono ormai in disuso, sostituite dai camper; ne trovi solo qualcuna con targa olandese ogni tanto. Negli Usa è diverso, specie per prodotti raffinati come questa Bowlus Road Chief. Il marchio è nato durante la Depressione: William Haweley Bowlus costruiva alianti nella sua fattoria di San Fernando, California, tutti in alluminio. Bowlus divenne un professionista e con la sua esperienza aiutò Lindbergh a costruire il suo aereo. Per portare in giro i suoi alianti, costruì poi un rimorchio, anch'esso in alluminio, che pesava meno di 500 kg ma aveva una grande capacità. Logico trasformarlo in seguito in casa viaggiante, complice la coincidenza con la crisi che nel 1934 fece sì che la domanda di trailor crescesse rapidamente. Alla fine Bowlus costruì 80 roulottes, 40 delle quali tuttora esistenti e quotate attorno ai 180.000 $. Fine della storia passata. John ed Helen Long vendono la loro software house e con il ricavato si comprano una Tatra (cecoslovacca d'epoca, V8 posteriore) e un Road Chief; poi partono per un viaggio sabbatico e nel mentre si convincono che le Bowlus possono essere un nuovo business. Così ecco le nuove Bowlus, supertecnologiche (riscaldamento a pompa di calore, pareti radianti, pannelli solari, spazio per riporre biciclette internamente, un vero bagno, luci a led e ruote da 15 pollici) e altrettanto esclusive delle antenate. I prezzi non arrivano a quelli delle vintage, ma comunque si parte dai 115.000 $ della Heritage Edition per sfiorare i 140.000

della Open Road Edition; mica male. Attenzione: non vorrete mica trainarle con un pickup o un Suv, vero? Se non avete una cabrio non c'è storia.

Alla faccia dell'optional!







Si sa che le hypercar sono progettate per un mondo decisamente a parte, fatto di lusso ed esclusività. Così accade che i progettisti e il marketing della Koenigsegg si siano spremuti il cervello per dare qualche opzione in più alla Agera RS, vista la serrata competizione vigente nel settore. Difficile stupire, soprattutto annoiati ricconi abituati a tutto. E allora ecco una chiave assolutamente preziosa, realizzata in platino e decorata (nel caso non bastasse) con 40 carati di brillanti sul bordo. Decisamente kitsch, a mio modo di vedere, anche perché nella parte inferiore c'è una chiavetta usb, un po' come servire caviale in un piatto di plastica, ma molto di ciò che piace a quel tipo di clientela (you know what I mean) lo è spesso. Non è un vero  e proprio optional, piuttosto un tentativo per vedere se "acchiappa". Costo stimato, attorno a un quarto dell'auto, 250.000 dollari. A questo punto credo che il record dell'accessorio più costoso spetti alla Svezia.

Performance, il top di Audi





Il gruppo VW crede che i Suv siano il futuro della mobilità automobilistica a livello di stile e praticità d'uso: secondo studi effettuati, il segmento di quelli compatti dovrebbe crescere del 25% entro il 2020, superando in Europa un milione  mezzo di unità. E applicando dunque a tale settore il concetto di famiglia tanto caro al gruppo VAG, si va dal primo Suv compatto di Seat, che sarà lanciato quest'anno, alla sportiva RS Q3 performance che debutta a Ginevra, al vertice di categoria per prestazioni, come di ce il nome: lo 0-100 è infatti bruciato in 4,4 secondi per una velocità massima di 270 km/h. Le versioni performance sono le più prestazionali ma adottano una vecchia conoscenza, il 5 cilindri TFSI che deriva da quella della quattro e che rimane un must quando occorrano potenza e cattiveria. In questa versione eroga 27 CV in più e sale a 367, con coppia massima di  e 645 Nm da 1.625 e 5.550 giri (che precisione!). Cambio a 7 marce S tronic con palette al volante che prevede la doppietta per dare maggiore soddisfazione al guidatore. Per carità, questione di gusti e di dare al mercato ciò che vuole, anche se continuo a ritenere che per andare forte naturalmente (cioè senza il contributo determinante dell'elettronica) il baricentro debba essere nettamente più basso. In vendita a primavera.

03 febbraio 2016

Renault rilancia sullo sport



Renault torna in F1 con il Renault Sport Formula One team e i piloti Magnussen e Palmer. Sono state create due divisioni sportive, la Renault Sport Racing che si occuperà delle competizioni e la Renault Sport Cars, che prende in carico tutte le attuali e le prossime sportive stradali del gruppo. Tra le due società ci sarà una notevole sinergia che permetterà il transfer di tecnologia tra la F1 e la strada, il tutto ovviamente mediato dalla tipologia di prodotto e dal prezzo. Renault manterrà e incrementerà poi l'impegno nella Formula E, implementando la produzione di veicoli elettrici con opzioni innovative e avanzate tecnicamente. Il ricorso allo sport per trainare le vendite, quindi, è ancora ritenuto, nonostante i costi stellari, un efficace veicolo di marketing anche nel terzo millennio.

E' ancora Super Bowl








Tra quattro giorni si svolgerà il Super Bowl 50, quest'anno tra Carolina Pathers e Denver Broncos a Santa Clara, California, e come al solito i diversi costruttori si affannano a girare spot per colpire il pubblico. Come ci riescano con questa roba, sinceramente non lo so, ma d'altra parte basta ascoltare cosa dicono i candidati alla presidenza nei loro comizi per farsi un'idea di come si riesca a far breccia (o almeno si tenti di farlo) nel cuore degli yankee. Qui tre commercial, di MINI, Hyundai e Honda. Il primo pieno di celebrità (io confesso di riconoscere solo Harvey Keitel) e il secondo altrettanto pieno di simboli ma tutti con la faccia del canadese Ryan Reynold, Lanterna Verde, per gli amanti dei film Marvel. Nello spot Honda invece, le star appartengono al mondo animale. Vuoi vedere che è perché riguarda il nuovo pickup Ridgeline? No comment, enjoy.



02 febbraio 2016

Pannelli vegetali per le auto di domani



I ricercatori dell'istituto universitario di Mie, in Giappone, hanno sviluppato un materiale composito costituito da cellule vegetali e resina sintetica che ha ottime caratteristiche meccaniche ed è ignifugo. Quest'ultima caratteristica, in particolare, lo rende ottimale per l'industria aeronautica ma anche per i trasporti pubblici in genere, mentre la facilità di composizione del materiale e la maneggiabilità senza rischi per l'apparato respiratorio ne rende l'uso industriale più conveniente rispetto alla fibra di vetro. Il materiale è stato chiamato LNCC, lignofenolo-cellulosico composito; si ottiene in pochi minuti da una reazione chimica tra le cellule vegetali e la matrice plastica ed è completamente biodegradabile, il che lo rende ideale nella progettazione di parti per auto, che secondo le nuove normative devono prevedere anche possibilità e costi di smaltimento a fine vita. Tentativi in questo senso sono stati svolti anche da altri centri di ricerca, ma sinora non si era sciolto il nodo della solubilità in acqua della parte vegetale a fronte dell'insolubilità della resina.

Autonome personalizzate



I fautori della guida autonoma sono spinti a tale scelta dalla necessità di trovare per l'automobile un futuro che regga all'impatto del cambiamento sociale e (questo è però tutto da vedere) dalla necessità di rendere la circolazione più sicura riducendo il numero di incidenti. Personalmente provo un certo malessere al solo pensiero, ma forse è soltanto perché sono troppo vecchio e/o troppo appassionato per accettare un ruolo passivo al volante. Però qualche ragione ce l'ho, quantomeno alla luce della recente ricerca in corso di svolgimento da parte del gruppo Jaguar-Land Rover. Nell'ambito di un progetto multimilionario sulle auto a guida autonoma, il brand è arrivato infatti alla conclusione che occorra alle future auto self driving un comportamento più umano che robotico. Il conducente deve infatti fidarsi ciecamente del computer per affidargli la guida (e la sua vita) e ciò è molto più facile se il sistema adotta uno stile nel quale egli si possa riconoscere. A tale scopo un certo numero di dipendenti del gruppo conduce auto dotate di sistemi di registrazione del comportamento, della postura, della tipologia di guida nel traffico di Londra, indugiando particolarmente nelle situazioni più "qualificanti": traffico intenso, code, ingorghi e cattive condizioni meteo. Non so quindi se dovremo attenderci computer che insultano gli altri oppure gare al semaforo, ma è certo che qualcuno comincia a rendersi conto che tra fantascienza e realtà occorra mediare. E che per far sborsare una barcata di soldi agli automobilisti prossimi futuri si debba almeno considerare come la pensano loro.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...