Hooningan, per chi non lo sapesse, è il nome di un racing team fondato con la collaborazione di Ken Block, uno dei miti del drifting, che come ovvio negli States, si è evoluto con un seguito di accessori gadget e amenities di vario genere per far più soldi. Nella scuderia, comunque, ingaggiano piloti con un certo pelo, come questi due, Chris Forsberg e Ryan Tuerck, che si ricorrono all'interno di un centro commerciale abbandonato, lo Hawthorne Plaza shopping mall di Los Angeles. Personalmente non ha mai amato il drift più di tanto, per me le "sgomme" si fanno solo dov'è davvero necessario e per andare più forte, mentre gli artisti della sbandata le "piantano" anche in rettilineo. Ma l'abilità e il controllo mostrati nel video sono indiscussi e l'ambientazione post-catastrofe nucleare ha il suo fascino; vale la pena guardarselo. Piccola nota: le due 370 Z impiegate sparano un bel 1.000 HP sull'asfalto, 1.014 CV ciascuna.
26 novembre 2015
Shopping drift
Hooningan, per chi non lo sapesse, è il nome di un racing team fondato con la collaborazione di Ken Block, uno dei miti del drifting, che come ovvio negli States, si è evoluto con un seguito di accessori gadget e amenities di vario genere per far più soldi. Nella scuderia, comunque, ingaggiano piloti con un certo pelo, come questi due, Chris Forsberg e Ryan Tuerck, che si ricorrono all'interno di un centro commerciale abbandonato, lo Hawthorne Plaza shopping mall di Los Angeles. Personalmente non ha mai amato il drift più di tanto, per me le "sgomme" si fanno solo dov'è davvero necessario e per andare più forte, mentre gli artisti della sbandata le "piantano" anche in rettilineo. Ma l'abilità e il controllo mostrati nel video sono indiscussi e l'ambientazione post-catastrofe nucleare ha il suo fascino; vale la pena guardarselo. Piccola nota: le due 370 Z impiegate sparano un bel 1.000 HP sull'asfalto, 1.014 CV ciascuna.
25 novembre 2015
The last of Mohicans
E visto che oggi andiamo di Subaru, ecco un assaggio della più tosta di tutte della serie attuale, la WRX STI. Negli States hanno le muscle car, da noi invece ci sono le "pronto corse" e questa Subaru è proprio così, una vettura che con poche aggiunte può cimentarsi nelle competizioni e che ha tutti i caratteri tipici di una sportiva senza compromessi. Il perché del titolo è presto detto. Con la scomparsa dal mercato della Mitsubishi Evo, ultima naturale concorrente e avversaria nelle competizioni di mezzo mondo, la STI è rimasta sola a portare la bandiera delle turbo di prima maniera, delle cattive così toste da mettere in crisi su un misto veloce anche le GT più titolate; non a caso la polizia inglese le impiega per gli inseguimenti.
Ma diamole un'occhiata da vicino. La linea non è delle più sobrie, il frontale "traforato" dalle prese d'aria per i diversi radiatori e il cofano con l'apertura superiore che convoglia l'aria prima all'intercooler e poi a raffreddare (ulteriormente) il motore. Passaruota allargati che si raccordano ai sottoporta (che provocano dolorose interferenze con le caviglie le prime volte che sali in macchina), linea a goccia del tetto e una coda decisamente esagerata, con quell'alettone da Boeing e lo scivolo inferiore che incorpora i quattro scarichi. Vistosa, certo, ma quello che si vede è lì perché serve, freni Brembo che occhieggiano dai cerchi BBS da 18 pollici compresi.
Dentro tutto nero, con strumentazione e profilature in rosso. L'abitacolo è comodo e spazioso, i sedili avvolgenti e contenitivi, la posizione di guida regolabile alla perfezione con la pedaliera in alluminio perfetta per il punta/tacco (che oggi non si ricorda più nessuno, vista la scomparsa del pedale frizione un po' dappertutto). Il cambio ha la leva corta proprio lì, dove appoggi naturalmente la mano; il volante a D multifunzione del giusto diametro con la corona grossa e gli appoggi per i pollici. Accanto al freno a mano (anche lui a portata, non si sa mai...) il commutatore dell'SI-Drive per le tre mappature della centralina: premendolo si sta nella depotenziata I, per Intelligent, destinata alla marcia in città e ai terreni a bassa aderenza, girando a sinistra la S (Sport), adatta un po' a tutto e con una salita di coppia più ripida, girando a destra la S# (Sport Sharp), quella "giù tutto". Appena sotto invece il comando della ripartizione del differenziale a lamelle a controllo elettronico centrale che può essere tarato mantenendo l'automatismo (c'è anche un autobloccante meccanico) e spostando la coppia più all'avantreno o al retrotreno oppure fissando manualmente il rapporto fino al bloccaggio. Roba sofisticata, utile per ottenere il comportamento voluto in condizioni da gara.
Basta guardarla, bisogna farla sgroppare. All'avviamento il pulsare ritmico del boxer di 2.5 litri scaturisce con una tonalità da basso dai quattro tubi e fa capire subito con chi hai a che fare; i 300 CV si sentono. La frizione è dura e ha la corsa corta, lo sterzo diretto e tendenzialmente pesante; bene. Cintura e via, in direzione dell'oltrepò, alla ricerca di qualche vecchia speciale rallistica. In I la salita di giri è regolare e progressiva, la grande coppia accetta anche marce alte a basso regime e la STI si rivela silenziosa e adatta anche ai lunghi viaggi, sempre però da un distributore all'altro perché il consumo è piuttosto elevato anche andando piano. Ma è la posizione S che rivela il potenziale del boxer, che sale rapido con un ruggito a patto ci si trovi attorno ai 2.500 giri. Il comportamento di questo motore turbo è decisamente vecchio stile, con un lag sensibile e una successiva salita travolgente; bisogna lavorare di cambio parecchio, dunque, e il comando dalle corse corte aiuta. Con la STI viaggi in tutta tranquillità tra i 140 e i 180 e il comportamento in curva è sempre direi "noncurante", nel senso che l'auto affronta le svolte come se non occorresse dare loro importanza; entra ed esce, con l'assetto piatto, un incredibile equilibrio dinamico e una trazione da urlo, merito dalla All-Wheel Drive con il Torsen, il meglio delle integrali.
E' il momento di passare alla Sport Sharp, con l'entrata in coppia più ripida e tutti i 407 Nm quando arrivi vicino ai 4.000. Così va guidata una Subaru, come se si facesse un balletto con la strada. Arrivi in entrata, stacchi, ti attacchi ai Brembo con il pedale duro e sensibile, stai sulla corda, a metà curva giù di gas e se hai regolato bene tutto quanto esci come una fucilata dal'altra parte; il tutto con una sorta di ritmo che quando lo prendi non vorresti smettere più. Ah, dimenticavo. Ci sono il controllo di stabilità e quello di trazione e si può decidere di staccare solo il secondo oppure entrambi. Anche in queste condizioni però la vettura rimane sempre perfettamente controllabile e sincera, con una rigidezza che ti fa saltellare qua e là sulle strade piene di dislivelli ma che è un'altra fonte di adrenalina pura. Le regolazioni del differenziale consentono di far diventare la STI sottosterzante o sovrasterzante e di adattarla al tipo di strada. E' come cavalcare un cavallo selvaggio, che però senti di saper controllare perfettamente, che sa gratificarti come nessun altro e, ultima soddisfazione, ti delizia con il borbottio del motore in staccata come sulle auto da corsa.
Devo dire però che qualche difettuccio, guidando così, emerge. Con l'andatura a ventre basso si evidenzia infatti la tendenza del cambio a impuntarsi e si vorrebbe maggior precisione dallo sterzo, tutte cose però che valuti in questo modo proprio perché il resto della vettura è decisamente OK, come i freni, inossidabili a ogni strapazzo. Adrenalina, dicevo e quindi anche la tendenza all'assuefazione e a continuare. Due le cose che però ti possono fermare: le forze dell'Ordine, dato che non stai facendo una gara, e il serbatoio che si svuota inesorabilmente e rapidamente. Troppo rapidamente, perché se sfrutti tutti i 300 CV e i 407 Nm non arrivi a 4 con un litro e anche se vai a passo d'uomo i 10 sono un miraggio. Ma la STI rimane un assoluto, una magnifica auto cattiva come non se ne fanno più. E se la ami la usi come si deve. Magari però vai a fare la spesa in motorino, sennò non ti rimane nulla per gli acquisti.
Eccola di nuovo
Dopo il teaser, eccola intera: parlo della nuova Subaru Impreza, che ha debuttato a Los Angeles. Questa concept è la capostipite della prossima generazione di auto del marchio delle Pleiadi e mostra un profilo aggressivo e compatto declinato su dimensioni da segmento C: 4.555×1.880×1.453 mm le misure, con il passo di 2.670 mm che rende così possibile un abitacolo spazioso. Più aggressivo nel frontale, che prevedo sarà decisamente "arricchito" nelle versioni più prestazionali, il corpo vettura si estende con una linea moderatamente a cuneo verso la coda, piuttosto elaborata in questa concept ma che potrebbe diventare più lineare in produzione. Ancora nessuna notizia sulle meccaniche, tranne quella che, come ci si può facilmente aspettare, la trazione integrale sarà sempre prevista. La gamma è da ancora da definire, ma tutti noi ci aspettiamo una versione cattiva, che apra la strada del futuro alle STI odierne.
24 novembre 2015
Never ending liars
Quando all'inizio del mese l'americana EPA (l'agenzia per l'ambiente) ha contestato a VW una violazione a carico dei Diesel 3 litri (che si aggiunge così a quella già "conclamata" per i 4 cilindri duemila), la Casa si è affrettata a negare, forse per una sorta di "reazione inversa aziendale" rispetto alla immediata ammissione del malfatto quando cominciò questa spinosa faccenda. Ma anche qui l'azienda "ne ha pestata un'altra", visto che ora è arrivata l'ammissione ufficiale che anche i V6 sono fuori legge. Il problema riguarda soltanto le auto vendute negli Usa tra il 2008 e il 2015 ma è proprio tra gli Yankee che le conseguenze saranno più pesanti, con probabili multe da decine di milioni di dollari e un ulteriore calo di fiducia nel marchio. O dovrei dire "nei" marchi, dato che il sei cilindri equipaggia parecchi brand della costellazione tedesca. Ma anche di qua dell'Atlantico le cose possono ancora peggiorare. In Gran Bretagna, infatti, i manager locali del gruppo rischiano addirittura 10 anni di carcere, come dichiarato dal segretario di stato per i trasporti Patrick McLoughlin. La violazione del Fraud Act del 2006 prevede infatti i 10 anni come massima pena, cui si aggiunge una multa che non ha un limite superiore e che quindi viene stabilita dal giudice caso per caso. Le bugie hanno le gambe corte e se diventano seriali non ti crede più nessuno...
Il tocco della Range
Per celebrare i 45 anni della Range Rover il costruttore indo/britannico ha organizzato una sorta di performance artistica al salone di Guangzhou, attualmente in svolgimento in Cina. Coinvolgendo l'artista Steve Messam, ha così realizzato un ponte ad arco in carta e lo ha fatto percorrere da una supercharged per la sua intera lunghezza. L'impresa, apparentemente facile, non è delle più semplici in concreto, perché non conta soltanto il peso della vettura ma occorre anche considerare che esso è concentrato sugli pneumatici e che questi esercitano un'azione di torsione per trasmettere la coppia. Comunque l'impresa è riuscita perfettamente, a riprova dell'inimitabile "touch" della Range.
23 novembre 2015
TT RS in avvicinamento
Seguendo la logica evoluzione di modello, si avvicina il lancio della più sportiva delle TT, la RS, le cui preview potrebbero essere la Quattro Sport concept car vista a Ginevra nel 2014 o l'esagerata Clubsport Turbo da 600 CV presentata al Worthersee. Tradizionalmente sotto il cofano di queste RS c'è il glorioso cinque cilindri ex Audi Quattro, rivisto e corretto con potenza via via crescente: nell'ultima versione viaggava sui 370 CV ma è lecito aspettarsi un bel 420 tondo tondo per la new entry, come del resto riportato già sulla fiancata della Sport concept; là però a cura della versione esagerata del due litri turbo, quello della Golf R 400. Trazione integrale di prammatica e scompasa del cambio manuale, sostituito in esclusiva dal 7 marce a doppia fìrizione. I muletti sono in giro per la Germania e il debutto è imminente.
20 novembre 2015
Operazione nostalgia 2
A Los Angeles ha finalmente debuttato anche la Mazda 124 Spider, oops scusate la Fiat 124 Spider, lapsus giustificato dalla base tecnica mutuata pari pari dalla sportiva jap. Cambia il motore, qui l'1.4 MultiAir turbo da 140 CV a 5.000 giri e 240 Nm a 2.250. Le prestazioni sono quindi simili alla versione 2 litri della Miata, mentre il peso di 1.050 kg è più vicino alla millecinque, un vantaggio quindi in termini di prestazioni. L'auto è leggermente più lunga della MX-5 ma ha una linea rétro che potrebbe piacere parecchio ai nostalgici dell'originale prodotto tra gli ani '60 e gli '80. Ovviamente, è ambito lo stesso successo dell'operazione nostalgia attuata brillantemente con la 500, ma data l'ottima performance stilistica della versione nipponica, il successo dipenderà in maniera sensibile anche dalla politica di prezzo che verrà attuata. L'auto esordirà sul mercato dalla metà del 2016 e sarà disponibile anche negli Usa, dove monterà però un motore da 160 CV.
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