In questo simpatico mini-film un truck da 800 CV guidato dal pilota BJ Baldwin insegue Bruce The Sasquatch, il tanto popolare quanto mitico uomo dei boschi Usa, che pare se la cavi bene sia con la guida off road sia con le ragazze. Più che i salti, sono spettacolari gli atterraggi: le sospensioni del Trophy Truck di Baldwin sono davvero eccezionali.
11 novembre 2015
Guida selvaggia
In questo simpatico mini-film un truck da 800 CV guidato dal pilota BJ Baldwin insegue Bruce The Sasquatch, il tanto popolare quanto mitico uomo dei boschi Usa, che pare se la cavi bene sia con la guida off road sia con le ragazze. Più che i salti, sono spettacolari gli atterraggi: le sospensioni del Trophy Truck di Baldwin sono davvero eccezionali.
La Giulia fa il muletto?
Ferrari va avanti con lo sviluppo della Dino, che non è ancora chiaro se rientri a tutti gli effetti nella gamma principale o, come la sua antenata 40anni fa, vada a costituire un brand a sé stante. Trattandosi comme d'habitude di una sportiva di razza, la discriminante è tipicamente il propulsore e qui ce n'è uno nuovo o quasi. E'infatti il V6 biturbo della Giulia Quadrifoglio Verde, la nuova Alfa la cui serie "normale" è stata appena ritardata di sei mesi (same old story in Alfa, no?) cosa che a questo punto colloca la Giulia più come muletto per il Cavallino che come alfiere di gamma. Un propulsore da 2.9 litri, 510 CV e 600 Nm, realizzato per competere con quelli tedeschi dello stesso genere, tanto che ha la disattivazione dei cilindri e lo start&stop. Alla Ferrari negano con forza si tratti di un entry model; non è interesse del marchio ampliare la propria platea né proporre modelli a minor prezzo. Comunque, per quanto potente, un V6 non è certo all'altezza di aspirati ad albero piatto come il 4.5 della 458 Italia o il 3.9 turbo della 488 GTB. Per non parlare del sound. Vedremo quindi quale sarà l'evoluzione della Dino, che sta facendo i test stradali in Germania sotto le spoglie di una 458 Italia modificata.
La SL a Los Angeles
Quando comincia la stagione dei saloni (questa, appunto) c'è da perdersi. Le Casa dividono infatti le novità sui diversi palcoscenici e basta tralasciarne uno per perdersi qualcosa di (magari) importante. Mercedes-Benz, per esempio, ha scelto Los Angeles per il debutto della nuova SL, che potrebbe subire più di un semplice facelift. Per ora è stato diffuso però soltanto un teaser frontale, che rivela poco dei potenziali cambiamenti sul resto della vettura. Appuntamento tra una settimana per il reveal.
10 novembre 2015
La vedo, mi piace, la stampo
L'automobile ha ampiamente superato il secolo di vita e per quanto il suo concetto sia stato adeguato ai tempi, mantiene ancora qualcosa di strutturalmente antico: il processo costruttivo. Gran parte delle vetture sono infatti costruite con le evoluzioni più recenti della catena di montaggio, che risale a Henry Ford e che sempre più mostra la corda per l'intrinseca scarsa flessibilità. Ma, come spesso succede, trovare un'alternativa è tutt'altro che semplice, a meno di non passare alla lavorazione semi-artigianale, inadatta alle grandi produzioni. L'evoluzione delle stampanti 3D è però in pieno svolgimento e una delle leader del settore, la Local Motors, è ormai pronta al debutto nel mondo automotive. Dopo la Strati, che ha segnato l'inizio del cammino con la prototipazione, ora l'azienda è pronta alla serie con la Swim, realizzata in termoplastica sotto il marchio LM3D nell'impianto di Knoxville, in Tennessee (pronto a fine anno). La vettura è attualmente sottoposta ai crash test e alla certificazione della NHTSA e per il 2017 dovrebbe essere in vendita. E' una specie di buggy molto leggera che dovrebbe avere nella facilità di customizzazione il suo atout, anche se occorrerà valutare se le modifiche richieste non alterino le doti di resistenza della scocca stampata. Di sicuro sarà però assai leggera e questo è di per sè già un vantaggio. Nessuna notizia al momento sulla parte tecnica, ma l'idea è di ottenere licenze per impiegare meccaniche affidabili e di piccola cilindrata oppure trazione elettrica. C'è solo un piccolo problema: l'analisi dei costi ha portato a un prezzo di vendita attorno a 53.000 dollari. Un po' tantino per un'auto la cui durability è tutta da provare, non trovate?
Il futuro leggero di Yamaha
Un paio di settimana fa citavo la Yamaha Sports Ride Concept presentata a Tokyo; in particolare facevo riferimento all'innovativo ma un po' misterioso processo costruttivo ideato da Gordon Murray, definito iStream. Ora si sa qualcosa di più su questa tecnica. Il nome completo è iStream Carbon e deriva da quella sviluppato dallo stesso Murray per la vetroresina; qui invece delle fibre vetrose si impiegano invece quelle di carbonio. La chiave di tutto è però un sistema meccanizzato per la produzione dei pannelli, capace di sfornarne uno con la forma prescelta ogni minuto e mezzo. La grande versatilità dimensionale consente quindi sia piccole produzioni, attorno a 1.000 vetture, sia grandi, oltre le 350.000, con un enorme risparmio in termini di peso e uno parimenti sensibile nell'ambito degli investimenti per il sito produttivo. Murray sta lavorando su più fronti per affermare la sua tecnologia, che si presta a numerose varianti, come quella adottata dalla giapponese Toray che per raggiungere il minimo peso impiega una struttura a nido d'ape in carta tra due fogli di carbonio.
Tutto dietro per la Huracan
Mentre è in svolgimento in salone di Dubai, si pensa già a quello di Los Angeles, che apre la settimana prossima. E qui ci sarà con ogni probabilità una novità assoluta di Lamborghini: una Huracan a trazione posteriore. Come tutti gli appassionati sanno, le Lambo sono attualmente tutte a trazione integrale e anche il modello di ingresso alla gamma non sfugge a questa regola industriale. D'altra parte nell'immaginario collettivo e nella ricerca delle prestazioni pure la trazione posteriore ha molti vantaggi, quali la riduzione di peso un feeling di guida molto più comunicativo. Quindi, anche se per la Huracan "convenzionali" sono state modificate le tarature dei differenziali per rendere il comportamento più neutro, una versione da puristi ci sta. Inoltre, data la minor complessità tecnica, anche il prezzo scenderebbe e la vettura sarebbe il nuovo entry model della Casa. Altre novità, estese a tutta la gamma, saranno la deattivazione di una bancata di cilindri con basse richieste di potenza e lo start&stop, mentre tra gli optional comparirà un upgrading "sonoro" per chi proprio di una Lambo soft (si fa per dire) non sa che farsene. In ogni caso, con tutta 'sta cavalleria scaricata su un solo asse sarà meglio per i futuri acquirenti stare in campana. Giusto per non fare figure...
09 novembre 2015
La Cina soffoca
La recente decisione cinese di aumentare a due il numero di figli consentito a ogni coppia (da molto tempo era fermo a uno) è senza dubbio lungimirante poiché contrasta il progressivo spostamento verso l'alto dell'età media della pur sterminata popolazione locale, ma forse è stata presa anche allo scopo di "compensare" il sicuro aumento della mortalità che gli attuali valori di inquinamento dell'aria determineranno, posto che è impossibile vengano drasticamente ridotti da subito. Un'ipotesi senza dubbio cinica, ma che assurge all'attualità visti i livelli letali di avvelenamento dell'aria delle principali città cinesi. Nell'ultima settimana si sono registrati infatti livelli senza precedenti un po' in tutto il Paese, con punte devastanti a Shenyang, dove il PM2,5, il particolato più pericoloso perché capace di penetrare nel sangue attraverso gli alveoli polmonari, ha raggiunto la concentrazione di 1.157 µg/m3 contro il massimo consentito dalla OMS di 24 µg/m3 in media per un massimo di 24 ore. L'utilizzo intensivo delle centrali a carbone è il principale accusato, ma anche la scarsa qualità dei carburanti impiegati nel Paese e l'assenza di veri controlli sullo stato di efficienza dei mezzi fanno la loro parte, determinando un vero e proprio stato di emergenza, con le consuete e inutili raccomandazioni di non uscire di casa, la chiusura delle scuole e le indicazioni sul come sigillare porte e finestre. Per fronteggiare il problema occorrerebbe chiudere fabbriche e centrali e impedire la circolazione di mezzi a motore fino alla riduzione degli inquinanti nell'aria, ma la Cina non sembra un Paese orientato a prendere decisioni penalizzanti per l'economia, pur se a favore della sanità pubblica. Da noi le cose vanno meglio? Beh, sì, ma è sempre meglio tenere alta la guardia, soprattutto a fronte del recente aumento nell'uso del carbone al posto di altre fonti primarie.
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