04 novembre 2015
LA COPO 2016 di Camaro
Anche quest'anno ci siamo. Al SEMA, intendo, il salone dell'elaborazione e dell'aftermarket di Las Vegas, dov'è scontata la partecipazione delle muscle car e, ovviamente, quella di Chevrolet, che ha portato qui una nuova versione della Camaro, la COPO Courtney Force, dove COPO sta per Central Office Production Option, ossia dotata di accessori della Casa ma non disponibili nelle normali opzioni, e il nome è quello della brillante pilota di Funny Car che corre appunto per Chevrolet nell'omonimo campionato. L'auto è di fatto la stessa che sarà in vendita tra poco: una vettura pronto corse che sarà costruita in soli 69 esemplari e che gli interessati possono prenotare da subito sul sito chevrolet.com/performance/copo-camaro. Basata sulla piattaforma 2016 della popolare sportiva americana, è stata irrigidita del 28% con strutture ad hoc, mentre il peso scende di 60 kg (appena?); molto lavoro sull'aerodinamica e sulle sospensioni, che sono di tipo regolabile, con montanti in alluminio anteriori e un bell'assale rigido posteriore al posto delle sospensioni indipendenti di serie. Niente servo sullo sterzo, differenziale autobloccante al 40% e un bel V8 robusto sotto il cofano completano la dotazione, con tre motori in opzione: un 5.7 litri con compressore, un aspirato da 7 litri oppure il nuovo LT basato su un basamento da 6.2 litri; le potenze dipendono dal grado di preparazione, ma siamo attorno ai 700 CV. Ultima differenza dalla serie la trasmissione, che qui è una Turbo 400 semiautomatica a tre marce, poche in assoluto ma sufficienti con le coppie devastanti in gioco. Ah, se invece di una pronto corsa vi interessa proprio la COPO Courtney Force del SEMA, sappiate che sarà battuta all'asta per beneficenza.
03 novembre 2015
Never ending story
Come per il film (peraltro tedesco) citato nel titolo, l'affaire di Volkswagen che ha truccato le centraline per rientrare nei limiti delle norme EPA, quelle Usa, si complica ulteriormente e sembra non aver fine. L'agenzia americana ha infatti comunicato ufficialmente alla Casa tedesca che la ritiene responsabile di un'altra violazione, questa volta compiuta a carico del V6 di 3 litri turbodiesel, nella cui centralina ci sarebbe un software analogo a quello rilevato per il motore 2 litri, capace cioè di ridurre le emissioni durante il ciclo di prova che risultano invece "normalmente" di oltre 9 volte il consentito. La contestazione riguarda i modelli VW Touareg, Audi A6, A7, A8 e Q5 e Porsche Cayenne per un totale di circa 10.000 unità. Il gruppo ha subito negato l'esistenza di un software illegale, ma qui le cose si fanno di lana caprina. In America è infatti consentito l'uso di programmi che modifichino le emissioni dei veicoli in determinate condizioni, ma occorre, primo, dichiararlo, secondo, non adottare alcuna misura che influisca sulle misurazioni durante le prove di emissione. Ora, secondo l'agenzia, per queste vetture non è stato dichiarato nulla, quindi il sofware (rilevato) che secondo la Casa serve solo a proteggere il motore in determinate condizioni è per la rigissima EPA illegale. Che è talmente convinta del rilevato da aver anche chiarito come funzioni il "programma segreto": non appena i diversi sensori avvertono che sì stia iniziando un ciclo di prova (cosa più facile di quanto si pensi, perché tali condizioni sono del tutto diverse da quelle della normale cicolazione) la centralina provvede a ridurre gli NOx, per tornare al settaggio precedente appena un secondo dopo la misurazione. Tira una brutta aria da quelle parti per VW.
30 ottobre 2015
Kikai, il non-futuro di Toyota
Nel (parziale) resoconto da Tokyo di Toyota (gruppo) ho tralasciato, vista la copertura completa del prodotto automobile da loro mostrata, un'altra vettura interessante: la Kikai. E' una concept e allo stesso tempo non lo è per nulla: non ingloba nessuna nuova tecnologia, difficilmente potrebbe fare trend, non c'entra nulla con lo stile conservativo del marchio. Di fatto è una buggy con tutto di fuori, che strizza l'occhio alle auto-costruite americane con quelle gommine strette su cerchi che ricordano i Kenworth. Da notare la fascia bianca degli pneumatici all'interno. Andrà mai in produzione? Naa!
Gli Usa rivedono i crediti di VW
Il dissesto economico aperto alla Volkswagen dallo scandalo delle centraline truccate è ben lontano dalle battute finali e il passivo registrato nell'ultimo trimestre, pari a 3,48 miliardi di euro di perdite operative e a 1,67 miliardi netti è fatalmente destinato ad aumentare nel prossimo futuro. Negli States, infatti, la situazione si complica: il senatore del Massachusetts Edward Markey ha spedito mercoledì una lettera alla NHTSA, l'ente che sovrintende alla sicurezza e alla "pulizia" delle auto, chiedendo la rivalutazione di milioni di crediti attribuiti alla Casa di Wolfsburg. Negli Usa c'è infatti una forma di remunerazione per le auto che consumano meno del massimo stabilito dalle norme CAFE. Il meccanismo attribuisce un credito per ogni decimo di mpg (miglia al gallone) al di sotto del massimo consumo ammesso per la categoria e lo moltiplica per il numero di veicoli della flotta in esame. Non si guadagna nulla, ma i crediti diventano fondamentali quando "non" si rispettano le norme; per esempio, tanto per restare in gamma VW, con la Audi R8. In tal caso i più compensano i meno, ma se si arriva a zero oppure se si sono venduti i crediti ad un'altra azienda (pratica consentita) occorre pagare multe salate. La revisione della situazione VW potrebbe quindi portare ad altre sanzioni; per esempio Porsche tra il 2008 e il 2012 ha pagato oltre 8 milioni di dollari per questo. Se al computo totale aggiungiamo poi le migliaia di azioni legali dei singoli per truffa e quelle dei diversi Stati per riavere (con interessi e multe) gli sgravi concessi per le basse emissioni la cosa si fa davvero spessa.
L'alternativa a stelle e strisce
Arrivano sul mercato dal prossimo anno le nuove Cadillac ATS-V e CTS-V, concorrenti yankee delle muscle car europee, leggi M e AMG. La prima monta un V6 biturbo di 3.6 litri da 470 CV a 5.850 giri e 603 Nm a 3.500, la seconda il V8 di 6.2 litri sovralimentato a compressore delle Corvette con 648 CV a 6.400 giri e 855 Nm a 3.500. Sono numeri di notevole peso che, pur facendo i conti con la differente erogazione di potenza dei propulsori americani rispetto ai "nervosi" europei, collocano le due vetture vicino al vertice del settore. Tanto più che l'equipaggiamento è di prim'ordine, dalle sospensioni a controllo elettronico ai freni Brembo e alla trasmissione automatica a 8 rapporti con cambiate ultraveloci. Certo, forse la linea non fa l'effetto della concorrenza, ma considerato che i prezzi partono da 73.200 euro (per la ATS-V berlina) per arrivare ai 102.519 (della CTS-V) se si guarda alle prestazioni pure l'effetto concorrenza c'è. C'è da dire anche che chi pensa che le auto prestazionali Usa non tengano la strada si sbaglia di grosso: gli americani hanno il loro bel know how al riguardo e se costruiscono anche i cassoni è perché al loro mercato di riferimento piace così. Ma quando vogliono far bene sono anche capaci di spakkare.
29 ottobre 2015
Tutti insieme appassionatamente
La "misteriosa" Nissan del teaser di cui parlavo la settimana scorsa è stata svelata: si tratta della IDS Concept, veicolo elettrico semiautonomo che ha la funzione di laboratorio per lo sviluppo, appunto, del sistema di guida automatico che potrebbe equipaggiare le Nissan a venire. Nell'abitacolo, che dato il concetto ispiratore di quest'auto è il vero fulcro della vettura, i sedili ruotano verso l'interno per favorire il dialogo (ci mancavano solo le auto social!) mentre durante la guida autonoma l'intera plancia si trasforma in uno schermo che mostra i messaggi scambiati con gli altri utenti della strada, verso i quali un sistema a matrice di led collocato all'esterno comunica con variazioni di colore il proprio stato d'animo (da non crederci!). Se poi vuoi proprio guidarla, la IDS, allora devi adattarti a una specie di volante in stile sommergibile, ma almeno non devi preoccuparti troppo dell'autonomia, data la gigantesca batteria della capacità di 60 kWh, quanto del costo della batteria stessa, probabilmente nell'ordine di quello dell'intera vettura (auguri con il ricambio!); la ricarica wireless è la ciliegina sulla torta. Vista in un'altra ottica, però, la IDS ha almeno un aspetto positivo: se siete sui social e la cosa vi impegna tanto da non potervi distrarre un attimo (cosa purtroppo non uncommon tra gli automobilisti odierni) il sistema di monitoraggio interno della vettura se ne accorge e passa automaticamente al "pilota automatico", risparmiandovi così le "benedizioni" che quelli come me vi indirizzerebbero.
Un battistrada con i baffi
Un battistrada unico per questa copertura Bridgestone, destinata a celebrare la partecipazione della casa jap a Movember, l'iniziativa di sensibilizzazione sulle tematiche legate ai tumori alla prostata e ai testicoli. Farsi crescere i baffi per condividere il sostegno che Bridegstone offre con l'appoggio ormai triennale alla LILT, la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, è un modo di mostrare la propria sensibilità a un tema che potrebbe salvare molte vite grazie alla prevenzione che la maggior attenzione al problema può generare. Lo pneumatico è stato scolpito a mano al Technical Centre Europe di Bridgestone di Castel Romano e Fabrizio Raschietti, fotografo già autore delle immagini per la campagna Nastro Rosa, ne ha tratto gli scatti.
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