23 ottobre 2015
La nuova Nissan per Tokyo
Siamo ormai alle porte del salone di Tokyo e Nissan ha diffuso lo scarno teaser di un'auto che viene definita cripticamente (traduco) "La visione futura di Nissan riguardo intelligenza ed elettrificazione automobilistiche". In effetti dal teaser si capisce soltanto che si tratta di una wide body, un po' monovolume un po' Suv, ma facendo un minimo di ragionamento si può ipotizzare si tratti tanto di una vettura laboratorio per studiare nuovi sistemi di accumulo e propulsione (elettrici), quanto per progredire sulla linea della guida automatica (sob). La nuova Leaf, l'elettrica del gruppo, è attesa per il 2017 ma dalla sua tecnologia dovrebbe originare una serie di modelli con struttura e linea diverse. Questo prototipo potrebbe dunque dare l'idea di quello che saranno le nuove Nissan in questo settore d'avanguardia. D'altra parte, se la Casa ha l'ardire di prospettare le nuove Z come crossover...
22 ottobre 2015
Bello essere le regine!
Incurante dei problemi di inquinamento dei Diesel, prosegue la marcia del supervitaminizzato V8 turbo a benzina Audi con una nuova edizione, capace di 605 CV e 700 Nm, che in overboost diventano 750. Il propulsore sarà montato sulle nuove RS 6 Avant e RS 7 Sportback, che condividono il livello prestazionale: da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e da 0 a 200 in 12,1, con velocità massima autolimitata ai (soliti) 250 km/h ma possibilità dell'optional Dynamic che la fa salire a 280 o 305. Due modelli da vera superiorità stradale, mutuando un termine aeronautico, che tuttavia nel ciclo ECE (quello totalmente falso) vantano percorrenze sopra i 10 km/litro, probabilmente realistiche solo in discesa nonostante l'altissimo livello tecnologico raggiunto dal motore Audi, che incorpora lo start&stop e la disattivazione di 4 cilindri quando la richiesta di potenza non è elevata. Il cambio è ancora il tiptronic a 8 marce, dato che nessun doppia frizione regge tanta coppia, che prevede le modalità standard e sportiva oltre alla selezione manuale con le levette al volante. La ripartizione di coppia è al 40% all'avantreno e al 60% dietro, ma c'è un controllo selettivo su ciascuna ruota a controllo elettronico, oltre a un differenziale posteriore autobloccante a richiesta. Sospensioni pneumatiche elettroniche di serie e assetto sportivo a richiesta oltre, sempre optional, allo sterzo a demoltiplicazione variabile in relazione a velocità e variazione di assetto. Freni carboceramici ancora a richiesta, visibili attraverso i cerchi da 21 con pneus 285/30 per la RS 6 e 275/30 per la RS 7. Dentro pelle e Alcantara, in un connubio che esalta le doti decisamente sportive delle due auto. Sul mercato entro fine anno; molto denaro per comprarle, ça va sans dire.
Omaggio a Le Corbusier
Cinquant'anni fa moriva Charles-Edouard Jeanneret-Gris, più noto come Le Corbusier, architetto svizzero naturalizzato francese con interessi quanto mai vasti, che coprirono anche il mondo dell'automobile con progetti di "minima e massima" per la mobilità. Per l'occasione i designer del centro stile Renault hanno realizzato un prototipo di vettura del 21° secolo ispirato ai principi del celebre architetto che da oggi sarà esposto a Parigi a villa Savoye, una costruzione nata nell'età d'oro dell'automobile e ispirata ai medesimi principi. Il tempo e la tecnologia hanno prodotto notevoli variazioni sullo stile e la funzionalità delle auto, ma la Coupé Corbusier si rifà agli stessi criteri di semplicità, struttura visibile, e gestione della luce che erano alla base dei progetti dell'illustre predecessore. Se passate da Parigi vale la pena farci un salto, fino a marzo 2016.
Essere o non essere?
Nella gestione economica di una Casa automobilistica si possono seguire diverse filosofie. Qualcuna punta sull'innovazione, sulla ricerca continua e sul raggiungimento di standard sempre più alti, magari con qualche scorciatoia quando la tecnologia richiederebbe più tempo della finanza. E' il caso della Volkswagen, che ha fatto bandiera del suo continuo rinnovarsi e migliorarsi tranne poi cadere in quello che forse è stato un tranello ma che comunque la sta portando rapidamente a un ridimensionamento che non fa giustizia dei suoi sforzi nell'ultimo ventennio. Per sopravvivere all'enorme esborso economico che si prospetta dovrà infatti con ogni probabilità tagliare quello che fa luccichìo ma non core business, tipo Ducati, Lamborghini, Bugatti e anche Seat, da tempo in bilico a favore di Skoda ma anche poco remunerativa in assoluto. Da numero uno mondiale a comprimaria in pochi mesi, dunque, un vero tracollo. Per non parlare di quanto occorrerà per riguadagnare la fiducia del mercato Usa, che non perdona facilmente le menzogne (gli omicidi e le truffe invece sì). Possiamo dire quindi che questa strategia è perdente? Beh, senza l'inghippo non lo sarebbe stata, quindi il giudizio è sospeso. Peraltro ci sono invece altre strade, apparentemente più arzigogolate ma decisamente più convenienti nell'ottica finanziaria. Per esempio: come si acquista un marchio senza sborsare un quattrino? Semplice, te li fai da qualcun'altro, i soldi. Dal governo, dal mercato. Ma questo è possibile soltanto se tu sei già da solo un asset, se cioè si ritiene che le tue capacità siano tali da trasformare quello che tocchi in profitto, più o meno sempre, e quindi hai fiducia a priori. Abbiamo di fronte un esempio chiarissimo di questa tipologia imprenditoriale, che in questi giorni attinge a una ricca cassa scaricando nel contempo passivi su una società assolutamente in attivo e attingendo pure al finanziamento borsistico; capra e cavoli. Quindi meglio così, meglio avere prodotti obsoleti ma che riducono l'esposizione e ridimensionare i costi di un'industria, quella automobilistica, che va verso esborsi capaci di vanificare i suoi profitti nel medio termine? Oppure meglio ragionare alla Piëch, con l'obiettivo ingegneristico di fare sempre meglio, magari inciampando ogni tanto, ma orgogliosi delle proprie capacità? Difficile dirlo, soprattutto in tempo di crisi: i consumatori debbono guardare al sodo. Ma forse la verità è soltanto che il mondo dell'auto come lo conosciamo è finito e che questi sono davvero i last urrah.
21 ottobre 2015
Il vero futuro di Back to the future
Oggi è il "Back to the future day", mito cinematografico anni '80 che ha individuato 26 anni fa proprio oggi come data di arrivo della De Lorean lanciata attraverso il tempo. Alla facoltà di Stanford hanno deciso di celebrare a modo loro l'anniversario, realizzando una De Lorean a guida autonoma che...fa i numeri. Come si evince dal primo video, infatti, è in grado di eseguire cerchi quasi perfetti in sbandata controllata grazie ai sofisticati sensori installati sul veicolo con il progetto MARTY, che sta per Multiple Actuator Research Test bed for Yaw control, un interessante sviluppo dei sistemi automatici di guida (!?) che è in grado di controllare perfettamente un'auto in condizioni instabili come, appunto, la guida in controsterzo o in condizioni di perdita di aderenza. Se la cosa va avanti la vedo male per i rally del futuro.
1000 Hp per la RapidE
La nuova versione della Aston Martin Rapide sarà elettrica e si chiamerà RapidE. Il prototipo della vettura è stato mostrato stamattina al presidente cinese Xi Jinping, presente agli stabilimenti di Gaydon in occasione della visita ufficiale in Gran Bretagna che sta compiendo in questi giorni. La presentazione all'insegna del Dragone ha lo scopo di celebrare la firma dell'agreement tra la Casa (a controllo italiano) e il gruppo di investimento ChinaEquity, che metterà le basi per lo sviluppo di una nuova generazione di auto elettriche di lusso e grande potenza che, nonostante la recente frenata delle importazioni, troverebbero un consistente mercato in Cina, ma anche in Usa e (buona ultima) in Europa. La vettura, che sarà comunque costruita a Gaydon, si basa sulla scocca della V12 "tradizionale" da 558 CV, nella quale sarà installato un motore elettrico di analoga potenza con autonomia attorno ai 360 km. E' però prevista una versione più performante con un motore per ruota che dovrebbe superare i 1.000 CV, dotata quindi di trazione integrale e di torque vectoring, il cui sviluppo sarà però posticipato al lancio della RapidE standard. L'investimento complessivo è attualmente di 50 milioni di sterline, circa 68 milioni di euro, mentre il prezzo della prima RapidE, quella a trazione posteriore, dovrebbe collocarsi attorno alle 200.000 sterline, 50.000 più della versione a benzina. Per l'integrale si vedrà.
La regina dei semafori
Agli americani piace andar forte... sul dritto. Facile, direte voi. Perché è sulle curve che si vede l'abilità di un pilota. Vero; ma se l'auto da lanciare, pure sul dritto, ha una cavalleria mooolto sostenuta, diciamo attorno ai 2.000 CV, le cose si fanno più spesse e l'impresa può non essere delle più facili. In ogni caso, a vedere questo video girato all'edizione 2015 del King of the Street Texas Invitational di Dallas, drag contest per supervitaminizzate di tutte le razze, sembra invece tutto facile per questa Audi R8 con la bellezza di 2.100 HP (2.129 CV), ottenuti sovralimentando il V10 originale. Tanto da vincere, pur nella sua livrea praticamente stradale, anche il confronto diretto con una Nissan GT-R da 2.200 HP (2.230 CV), pesantemente equipaggiata da dragster con gomme specifiche e tanto di paracadute, staccando 213.06 mph, 342.81 km/h, sul quarto di miglio. Le regole del contest prevedono una partenza lanciata a 60 mph, 96 km/h circa, con le vetture appaiate, per aggirare la difficoltà dello start da fermo dato che i piloti non sono professionisti. Ma l'accelerazione è comunque stratosferica e gestita alla perfezione dalla R8.
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