15 maggio 2015

Firestone lancia la ognitempo













Firestone è stato uno dei primi produttori di pneumatici in Usa, che legò il suo successo alla Ford T e all'inizio della produzione in serie delle auto. Dal 1988 è un brand della galassia Bridgestone e oggi rappresenta l'ala più giovane della produzione. Di qui una gamma moderna e attenta, oltre alle classiche prestazioni di un pneus, anche a ridurre i consumi di carburante, così come a fornire un prodotto adatto a ogni condizione. E' il caso della nuova Multiseason, gomma atta a garantire quella libertà di guida che è negli obiettivi del marchio, con elevata adattabilità in un ampio range di temperature. Sfruttando infatti la tecnologia Nano-ProTech© della mescola, Multiseason si adatta a ogni condizione stradale e offre grip e tenuta tanto sull'asciutto ad alta velocità quanto su strade innevate, grazie alla marchiatura M+S. Se quindi la marcia sul brutto è una condizione sporadica e l'auto non vi si trova abitualmente, un solo pneumatico garantisce assoluta sicurezza ed evita sia il montaggio delle catene, sia possibili sanzioni. Con una nuova iniziativa promozionale, inoltre, oggi il marchio si riallaccia alle proprie tradizioni musicali con il Firestone Music Tour (negli anni '30 la Casa fu ideatrice di un programma radiofonico Usa di successo, Voice of Firestone) e diventa key sponsor dei più importanti festival musicali in programma quest’estate in Spagna, Germania, Francia, Polonia, Italia e Regno Unito. C'è anche la possibilità di diventare inviati speciali ai music festival; per info andate sul sito http://musictour.firestone.it/# o sul sito istituzionale www.firestome.eu.


Bravo, bravo!





Sinceramente, non ho mai capito cosa ci sia di attraente in un burnout, se non la soddisfazione dei gommisti che vedono aumentare il loro fatturato. Ma c'è di più, anzi, di peggio. Per tenere ferma la macchina, infatti, occorre premere sul freno e bloccare le ruote anteriori (con una trazione posteriore, ovvio). Poiché però i freni di ogni asse sono azionati simultaneamente, per fare la sgommata il motore deve vincere l'azione dei freno posteriori. Ergo, ecco il brillante due per uno a stelle e strisce: in un sol colpo si distruggono due pneumatici e due sistemi frenanti, peraltro per stare fermi. Ditemi voi se c'è un senso... Comunque in questo video un geniale driver Usa fa fuori i suddetti in una Dodge Challenger SRT Hellcat nel corso del brutale quanto inutile burnout, che finisce in un principio di incendio proprio a causa del freno incandescente. Che sballo eh?

14 maggio 2015

Richiamo Toyota in Cina





La Cina continua lo sviluppo a passi da gigante e diventa sempre più esigente in fatto di specifiche e qualità delle auto importate. Così, a dispetto del fatto che una gran parte dei propri prodotti automotive sia spesso realizzata con materiali poveri e risulti pesantemente sotto gli standard europei di sicurezza, le ispezioni sulle vetture di importazione sono sempre più accurate e severe. Ecco quindi il provvedimento preso dalla General Admininistration of Quality Supervision nei confronti di Toyota, che dovrà richiamare 302.705 Vios e Corolla EX prodotte tra il 1° Gennaio 2004 e il 31 Marzo 2007. Il problema riguarda l'airbag del passeggero, che va sostituito poiché durante l'esplosione della carica pirotecnica proietta frammenti verso gli occupanti della vettura a mo' di shrapnel, con la possibile conseguenza di gravi lesioni. Toyota provvederà da subito al rimpiazzo dei dispositivi a costo zero per tutti i possessori cinesi delle due vetture.

La smart crossover



Se parla da tempo, ma ora sembra il progetto abbia una concreta possibilità di realizzo. La smart Suv potrebbe arrivare sul mercato nei prossimi due anni, per aumentare la saturazione degli impianti produttivi Renault di Novo Mesto, attualmente collocato attorno alle 160.000 auto annue. Un dato ancora poco remunerativo, che potrebbe essere incrementato con un nuovo modello, la Suv, appunto. La crossover deriverebbe dalla Forfour con un leggero allungamento (sempre meno di 4 metri, comunque) e il look dovrebbe essere più aggressivo delle normali smart, anche se l'applicazione della trazione integrale a un telaio con il motore in posizione posteriore implica la progettazione ex-novo dei componenti (dato che non si possono adattare quelli delle altre serie), con costi molto elevati. In opzione potrebbe trattarsi di una Suv a trazione posteriore, ma nulla è ancora definitivo.

Un giro sulla One:1





La lotta per la supremazia nel mercato delle ipercar è sempre più serrata, anche perché si tratta di una nicchia assai piccola dove anche una sola vettura venduta in più fa la sua bella differenza. Così i vari costrruttori si affannano a collezionare test e prove dimostrative delle qualità dei rispettivi veicoli, con lo sporadico aiuto di qualche associazione di veri patiti della velocità. E' il caso della BHP Project, un gruppo di appassionati targati UK, che si sono tassati (e mica poco) per acquistare uno degli assoluti del segmento, la Koenigsegg One:1, per inciso l'unica della produzione con la guida a destra. Della vettura con il rapporto peso/potenza più vicino a quello di una moto tosta, 1.341 kg e 1.360 CV (in HP fanno esattamente 1.341, di qui il nome One:1) ho già ampiamente trattato: è senza dubbio un must, ma a mio parere, al di là del carbonio a profusione, la linea lascia molto a desiderare. Anyway, ecco un video girato dagli entusiasti di BHP Project, con uno sparo 0-220 mph (354 km/h circa) alla guida del collaudatore ufficiale Koenigsegg, Robert Serwanski. Una precisazione e due considerazioni. La prima è che essendo l'auto alimentata a benzina ne non con il mix di etanolo (che regge una maggiore pressione dei turbo) la potenza disponibile è di appena 1.160 HP, 1.176 CV. Le considerazioni. Certo un video non rende la realtà, ma mi sembra poi che tutto sommato a bordo non si percepisca nulla di eccezionale; tra l'altro in quel cruscotto non si vede nulla, tantomeno il tachimetro. Inoltre mi sfugge la gratificazione profonda dell'appassionato che tira fuori un sacco di soldi per poi far guidare la vettura dal collaudatore: saranno mica fautori della guida automatica?

12 maggio 2015

Il trenino tutti insieme









Sul futuro dell'automobile si dice di tutto, ma in Germania sembra proprio abbia preso forte l'idea della guida autonoma. Strano, nell'ultimo Paese al mondo con le autostrade (parzialmente) senza limiti, ma forse una sorta di senso di colpa cosmico affligge i tecnci di quell'area. Così fioriscono i progetti in tal senso. Come questo del centro di ricerca sull'intelligenza artificiale di Brema, che ha sviluppato insieme al ministero dei trasporti il sistema EO, auto elettrica a due posti capace di raggiungere i 65 km con un'autonomia attorno ai 70 km. La vettura è dotata dei sensori atti a consentirle la guida autonoma (telecamere e lidar) e ha i motori collocati nei mozzi con la possibilità di ruotarli di 180°, consentendo così sia la marcia in diagonale sia quella per traverso, cosa utile per i parcheggi insieme a una sorta di funzione di ripiegamento verso l'alto del corpo centrale. Ma la caratteristica più esclusiva è quella di poter formare con altri mezzi dello stesso tipo dei trenini per raggiungere in pura guida autonoma le località prescelte, vedi il video (muto, ahimé). Ora mettiamo da parte la mia atavica avversione al salire in macchina per leggere il giornale (molto meglio farlo a casa in poltrona), ma sinceramente in questo progetto vedo le radici di molte delle allegorie tedesche. A partire dall'uniformità dei mezzi di trasporto (auto del popolo, requerde?) sino alla radice più profonda delle fiabe dei fratelli Grimm (i bandisti di Brema) e in definitiva non riesco a trovarle davvero utile. Innanzitutto perchè di fatto limita la libertà del mezzo individuale, poichè ti tocca dire al mondo dove vai e quando e sperare che un trenino vada proprio lì, poi perché il costo di un oggetto di questo tipo, pur nella sua povertà prestazionale, è certamente assai più elevato di un comune sistema pubblico. Ma il futuro deve ancora essere scritto, per fortuna.

11 maggio 2015

Infornata di motori by VW



Annualmente, il gruppo VW presenta a Vienna le sue novità operative in campo automotive e anche quest'anno le novità non sono mancate. Si comincia con il nuovo 4 cilindri TFSI, che farà la sua comparsa sulla nuova generazione della Audi A4, attesa per fine estate. Interrompendo la recente tradizione al rialzo, la nuova unità eroga 190 CV e 320 Nm, quindi meno dei 223 CV e 350 Nm del motore attuale; una scelta dettata dalla ricerca di maggiore efficienza con l'ottenimento di un picco di coppia assai più in basso, a 1450 giri, mantenuto costante fino a 4400. Grazie al funzionamento secondo un ciclo simile a quello Miller, con maggiori espansione e rapporto di compressione, al sistema di raffreddamento riprogettato che che consente una rapida entrata a regime e al lubrificante sintetico di nuovo tipo, il consumo medio dichiarato sulla A4 è di 20 km/litro, molto basso in rapporto alle prestazioni complessive. All'altro estremo della gamma c'è invece il nuovo W12, unità che deve equipaggiare più di un marchio, tra cui anche Bentley. La cilindrata è sempre di 6 litri e la sovralimentazione garantita da due turbocompressori, ma al sistema di iniezione diretta ne è stato aggiunto un'altro più tradizionale (indiretto) che entra in funzione nei transitori e che si aggiunge alla deattivazione dei cilindri alle basse richieste di potenza e allo start&stop di serie. La potenza è di 608 CV a 6.000 giri, con una coppia massima di 900 Nm costanti da 1.500 a 4.500 giri. Per non farsi mancare nulla, c'è anche il tre cilindri della Polo WRC, che eroga 272 CV e 270 Nm, mentre per i veicoli industriali debutta una nuova versione dell'immortale 2 litri turbodiesel, offerto con potenze da 84 a 204 CV e coppie da 220 a 450 Nm. Buono a sapersi, tanto per farsene una ragione la prossima volta che un commerciale ci brucerà al semaforo.



Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...