Sul futuro dell'automobile si dice di tutto, ma in Germania sembra proprio abbia preso forte l'idea della guida autonoma. Strano, nell'ultimo Paese al mondo con le autostrade (parzialmente) senza limiti, ma forse una sorta di senso di colpa cosmico affligge i tecnci di quell'area. Così fioriscono i progetti in tal senso. Come questo del centro di ricerca sull'intelligenza artificiale di Brema, che ha sviluppato insieme al ministero dei trasporti il sistema EO, auto elettrica a due posti capace di raggiungere i 65 km con un'autonomia attorno ai 70 km. La vettura è dotata dei sensori atti a consentirle la guida autonoma (telecamere e lidar) e ha i motori collocati nei mozzi con la possibilità di ruotarli di 180°, consentendo così sia la marcia in diagonale sia quella per traverso, cosa utile per i parcheggi insieme a una sorta di funzione di ripiegamento verso l'alto del corpo centrale. Ma la caratteristica più esclusiva è quella di poter formare con altri mezzi dello stesso tipo dei trenini per raggiungere in pura guida autonoma le località prescelte, vedi il video (muto, ahimé). Ora mettiamo da parte la mia atavica avversione al salire in macchina per leggere il giornale (molto meglio farlo a casa in poltrona), ma sinceramente in questo progetto vedo le radici di molte delle allegorie tedesche. A partire dall'uniformità dei mezzi di trasporto (auto del popolo, requerde?) sino alla radice più profonda delle fiabe dei fratelli Grimm (i bandisti di Brema) e in definitiva non riesco a trovarle davvero utile. Innanzitutto perchè di fatto limita la libertà del mezzo individuale, poichè ti tocca dire al mondo dove vai e quando e sperare che un trenino vada proprio lì, poi perché il costo di un oggetto di questo tipo, pur nella sua povertà prestazionale, è certamente assai più elevato di un comune sistema pubblico. Ma il futuro deve ancora essere scritto, per fortuna.
12 maggio 2015
Il trenino tutti insieme
Sul futuro dell'automobile si dice di tutto, ma in Germania sembra proprio abbia preso forte l'idea della guida autonoma. Strano, nell'ultimo Paese al mondo con le autostrade (parzialmente) senza limiti, ma forse una sorta di senso di colpa cosmico affligge i tecnci di quell'area. Così fioriscono i progetti in tal senso. Come questo del centro di ricerca sull'intelligenza artificiale di Brema, che ha sviluppato insieme al ministero dei trasporti il sistema EO, auto elettrica a due posti capace di raggiungere i 65 km con un'autonomia attorno ai 70 km. La vettura è dotata dei sensori atti a consentirle la guida autonoma (telecamere e lidar) e ha i motori collocati nei mozzi con la possibilità di ruotarli di 180°, consentendo così sia la marcia in diagonale sia quella per traverso, cosa utile per i parcheggi insieme a una sorta di funzione di ripiegamento verso l'alto del corpo centrale. Ma la caratteristica più esclusiva è quella di poter formare con altri mezzi dello stesso tipo dei trenini per raggiungere in pura guida autonoma le località prescelte, vedi il video (muto, ahimé). Ora mettiamo da parte la mia atavica avversione al salire in macchina per leggere il giornale (molto meglio farlo a casa in poltrona), ma sinceramente in questo progetto vedo le radici di molte delle allegorie tedesche. A partire dall'uniformità dei mezzi di trasporto (auto del popolo, requerde?) sino alla radice più profonda delle fiabe dei fratelli Grimm (i bandisti di Brema) e in definitiva non riesco a trovarle davvero utile. Innanzitutto perchè di fatto limita la libertà del mezzo individuale, poichè ti tocca dire al mondo dove vai e quando e sperare che un trenino vada proprio lì, poi perché il costo di un oggetto di questo tipo, pur nella sua povertà prestazionale, è certamente assai più elevato di un comune sistema pubblico. Ma il futuro deve ancora essere scritto, per fortuna.
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