25 marzo 2015

Top Gear ends



E' ufficiale: a fine mese la BBC non rinnoverà a Clarkson il contratto per Top Gear. La fine di un mito, dato che la sua grande notorietà è legata a doppio filo alla TV inglese e che gli altri due della partita si sono rifiutati di mandare avanti il programma in assenza del dispotico leader. Il direttore generale dell'azienda, Tony Hall, ha dichiarato che "la BBC è un'azienda aperta... ma devono esserci standard di decenza e rispetto". Proprio quegli standard che Jeremy pare abbia infranto colpendo il produttore Oisin Tymon per non avergli fatto trovare un pasto caldo al suo rientro in albergo durante le riprese di una puntata. Ora l'azienda di broadcasting studia come riorganizzare Top Gear per il 2016, mentre l'appiedato Clarkson potrebbe trovare spazio presso altre reti. Certo che sarà difficile trovare un rimpiazzo adeguato, così come per Jeremy approdare a un'azienda che gli metta a disposizione un budget come quello della BBC.

Segni particolari: molto cool







Queste sono le prime immagini del modello di produzione della nuova piccola sportiva jap, la Honda S660, pubblicate dal sito Usa AutoGuide e colte sul molo di un porto giapponese, con le vetture pronte per la spedizione. Come avevo anticipato nel 2013, la miniroadster è equipaggiata con un tre cilindri aspirato in posizione centrale da 64 CV, ma la novità è come sia disponibile ora, oltre al cambio a variazione continua CVT, anche un sano manuale a 6 marce. Da 660 cm3 è difficile tirar fuori uno sfracello di cavalli, così sembra sia prevista anche una versione S, dotata di un 4 cilindri turbo più potente, quanto non si sa ancora, però. Beh, la trovo niente male, ma temo dovremo aspettare un bel po' prima di vederla dalle nostre parti, UK esclusa: le varianti con guida a sinistra non sono per ora previste, un po' come accadde ai tempi con la Daihatsu Copen.

A New York la più potente





Con il salone della Grande Mela alle porte crescono le anticipazioni sulle novità che saranno esposte. E poiché il settore delle ipercar sembra (visto Ginevra) quello in maggior sviluppo, ecco che una recente startup Usa, la Lyon Motor Car, fa debuttare la sua creazione, la LM2 Streamliner. La società fa capo a Kevin Lyons, un designer del settore, e punta decisamente in alto, dato che ha realizzato questa scocca in fibra di carbonio che impiega un sottotelaio in acciaio inox per sostenere un motore centrale V8 biturbo da 8.2 litri che eroga la bellezza di  1.724 CV a 9.000 giri e 2.184 Nm a 4.000. Gli altri sottotelai reggono le sospensioni in titanio e alluminio a controllo elettronico, regolabili su due settaggi, Luxury e Sport, che corrispondono, rispettivamente, a un elevato filtraggio delle asperità e a un abbassamento del corpo vettura con taratura da pista, oltre alla piena apertura dei condotti di scarico, altrimenti piuttosto silenziati. La trazione è integrale attraverso un cambio sequenziale Borg Warner a 7 rapporti e i freni sono Brembo carboceramici, con ruote da 20 pollici all'avantreno e da 21 dietro. Tutti i sistemi di controllo della vettura sono di ispirazione aeronautica e impiegano l'interfaccia di uno schermo touch da 16 pollici in plancia, mentre i comandi vengono inviati mediante un solo cavo e ciascun organo è dotato di microprocessori che recepiscono le informazioni a lui dedicate. L'eliminazione dei fasci di cavi coadiuva la riduzione del peso complessivo, contenuto in 1.406 kg; ciò determina quindi lo strepitoso rapporto peso potenza di 0.82 kg/CV, vicino a quello di una motoGP. Le prestazioni (dichiarate, perché non è dato sapere se la vettura sia già marciante) sono ovviamente stellari: 0-60 mph (96 km/h) in 2,23 secondi, 0-200 (sempre mph, quindi 322 km/h) in 11,85 secondi. Velocità massima 467 km/h. A mio parere, visto che proviene da un designer, con la linea si poteva far meglio, specialmente nel frontale e nella parte superiore. Ma forse, viste le velocità possibili, hanno dovuto dare precedenza alla deportanza per evitare decolli indesiderati. Prezzo ancora ignoto, ma credo sarà difficile vederne una dalle nostre parti.

24 marzo 2015

Creatività made in China













Della, diciamo, abilità nella copia dei diversi produttori cinesi si è scritto fino alla nausea e molte delle azioni legali intraprese hanno portato a un nulla di fatto. Ma forse tanto vale lasciarli fare, visto che quando si cimentano in iniziative più personali i risultati non sembrano poi così brillanti. E' il caso di questo incrocio tra una VW Beetle prima serie e quella attuale con la particolarità delle 4 porte, "confezionata" dalla VIDOEV e presentata al salone dei veicoli elettrici di Shandong. Dalla location si arguisce come il maggiolino cinese sia elettrico, anche se, particolare davvero curioso, è ancora presente la tubazione di scarico. L'auto è lunga 4,3 metri e larga 1,7, mentre il motore ha una potenza di 20 kW e viene alimentato da batterie al litio; buio su autonomia e prestazioni. Il costruttore specifica come si tratti ancora di un prototipo, la cui produzione per il 2016 è però piuttosto probabile, mentre il prezzo dovrebbe collocarsi attorno ai 100.000 yuan, circa 15.000 euro. Bella no?

Scura a comando



Piccola incursione nel mondo delle due ruote per una bella novità destinata ai caschi integrali. Chiunque vada in moto sa come, specie in certe ore del giorno, il sole negli occhi possa diventare piuttosto pericoloso. Certo ci sono le visiere fumé, ma poi la visione in condizioni normali è troppo scura, mentre quelle scure sovrapponibili lasciano scoperta una parte della visuale. AGV ha introdotto una innovativa visiera a cristalli liquidi che scurisce a comando in meno di un secondo, grazie a un piccolo accumulatore integrato nella struttura. Si chiama AGVisor e si aziona facilmente anche con i guanti; la durata della batteria è di dodici ore in modalità scura, per la ricarica bastano due ore e in caso di malfunzionamento la visiera torna trasparente. Disponibile da Aprile.

23 marzo 2015

De Tomaso riparte



La storia recente della De Tomaso non è stata proprio cristallina, visto il fallimento del 2012 seguente i trascorsi con la famiglia Rossignolo. Ora però sembra che si sia arrivati a un punto di svolta: L3 Holding, cordata svizzero/lussemburghese ha vinto l'asta fallimentare per 2.500.000 euro, presentando un piano industriale che prevede 360 assunzioni tra 2017 e 2021 e una produzione di 4.500 auto all'anno. L'offerta vincente comprende quindi anche la produzione, che dovrebbe essere realizzata in un nuovo stabilimento dato che quello di Grugliasco è troppo vecchio e sarebbe quindi eccessivamente costoso da aggiornare. I 900 lavoratori in carico all'azienda tornano quindi a sperare in una ripresa produttiva, anche se per ora i particolari della vettura da costruire non sono ancora noti.

La Lotus c'è



Dopo le recenti traversie economiche, il più racing dei british brand (con buona pace della McLaren) sembra abbia ripreso la sua vitalità. In rapida sequenza, dopo la presentazione della Elise 20th Anniversary Edition, che celebra appunto i vent'anni del "peso piuma" inglese, la Casa paladina della leggerezza fa debuttare anche la Exige S Club Racer, che perde altri 15 kg rispetto alle versioni standard. Il motore è sempre il 3.5 V6 sovralimentato da 350 CV, ma il minor peso le permette di staccare lo 0-100 in 4 secondi, mentre la velocità massima è di 274 km/h. La massa di soli 1.161 kg e il motore centrale rendono la guida ad alta velocità un lavoro da compiere in punta di dita, ma dalla Casa ci garantiscono che già a 160 km/h la deportanza esercita un spinta di 42 kg; le Lotus sono comunque vetture estreme e raffinate che richiedono però sempre un certo spirito di sacrificio. Anche dal punto di vista economico: la neonata costa infatti 56.900 sterline, pari a circa 78.100 euro, mica male per un giocattolo da pista. Beh, ma ha la batteria al litio però.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...