29 gennaio 2015
In Italia si taglia, in Germania si riusa
Che ci siano enormi differenze tra i diversi Paesi della UE è un fatto; trattandosi però in ogni caso di nazioni ad alto sviluppo tecnologico ci si aspetterebbe quantomeno una linea comportamentale razionale e comune. Cosa dire perciò della recente cancellazione tutta italiana di ogni tipo di incentivo per l'acquisto di veicoli a basse emissioni complessive, cioè di ogni auto elettrica, ibrida, a metano, idrogeno o Gpl, norma ben nascosta nell'ultima legge di stabilità? Beh, pur data per scontata la cronica mancanza di denaro del nostro Paese (solo per certe voci di spesa, però) il confronto con gli Stati del Nordeuropa è stridente, soprattutto alla luce di una recente iniziativa trasversale, nata da un accordo tra BMW, Bosch e Vattenfall, azienda elettrica svedese. Nell'ottica diffusiva dei veicoli elettrici, infatti, occorre necessariamente prendere in considerazione il problema dello smaltimento degli accumulatori montati sulle auto a fine vita, più complesso rispetto agli smaltimenti consueti. L'accordo però è letteralmente l'uovo di Colombo, dà vita infatti all'inziativa Second Life Batteries (niente avatar qui, però) che prevede il riciclo intelligente delle batterie al litio provenienti (per ora) dalle ActiveE, i3 e i8. Gli accumulatori non più adatti ai cicli di ricarica saranno impiegati dalla Vattenfall come stabilizzatori di rete, accorpati in cluster con la funzione di buffer e dotati di un sistema di gestione realizzato da Bosch, per assorbire le variazioni di domanda della rete. La prima unità di questo tipo sarà realizzata ad Amburgo entro fine anno e avrà una potenza di 2 MW, ma dopo il progetto pilota l'esperienza potrebbe essere generalizzata. OK, le elettriche oggi sono una manciata ma guardare avanti aiuta. E pensare alla qualità dell'aria delle nostre città pure.
28 gennaio 2015
Alpine corre sullo schermo
Bastasse il virtuale! Ma Alpine giura che questa race car destinata al (solito) Vision Gran Turismo, disponibile per il download dal mese di Marzo, è di fatto la pre-concept di una vettura che vedremo live prossimamente, ma nemmeno troppo in là. Interessante il V8 da 4.5 litri che eroga 450 CV e 580 Nm, relativamente pochi i cavalli, tanta la coppia, il che suggerisce la sovralimentazione; chissà da dove viene e se c'entra la Mercedes. Trasmissione sequenziale a 7 rapporti, peso bassissimo, appena 900 kg. Vedremo quanto di questo virtuale sarà tradotto nel prototipo e, soprattutto, se ci sarà un prototipo. Comunque, sulla coda no comment.
Tartaruga 3.0
Negli Usa il calendario è fatto apposta per non farti rilassare mai, specialmente se lavori nell'ambito del marketing. Così, se l'hai scampata alla tempesta del secolo, devi subito darti da fare per il Super Bowl e produrre uno spot che sia accattivante. Ora, sul concetto di accattivante si riscontrano le maggiori differenze tra yankee ed europei ma questa volta Mercedes ha realizzato uno spot moolto carino, la riedizione della famosa storia della lepre e della tartaruga in chiave AMG, con l'animale storicamente più lento che si prende una bella soddisfazione sull'arrogante lepre grazie a una GT S. Sul fatto che poi si spupazzi anche la leprottina... beh, dipende.
26 gennaio 2015
I ponies corrono sul Ring
La Shelby GT350R vista a Detroit è il lato pistaiolo dell'ultima top Mustang, dotata di un V8 da oltre 500 CV, di aerodinamica più accurata e di minor peso ripetto alle altre 350 grazie all'uso di parti in fibra di carbonio. E la Ford, in odore di rispolverare i suoi fasti sportivi (vedi la GT), ha tutta l'intenzione di mostrare al mondo di che pasta sono i suoi prodotti quasi-racing. Di qui i test al Nürburgring, durante i quali si dice l'auto abbia staccato un tempo di 7' 32,19" sinora però non confermato ufficialmente. E' un bell'andare, visto che siamo al livello di Ferrari 458 Italia e Porsche GT3 RS, ma soprattutto, vista la tradizionale lotta casalinga tra Pony e Camaro, il tempo risulta inferiore ai 7'37,47" stabiliti da quest'ultima sul Ring nel 2013. In attesa di un video ufficiale Ford, ci accontentiamo di queste prove 2014 con la GT350 SVT, che ci regala un sound niente male.
Nuova Suv di Renault
Si chiama Kadjar e sarà presentata ufficialmente il prossimo 2 Febbraio: è la nuova crossover di segmento C del marchio francese sviluppata a partire dalla Nissan Qashqai, con la quale condividerà gruppi meccanici e dimensioni. Seguendo le ormai comuni impostazioni del mondo auto, la Kadjar impiega la piattaforma flessibile in uso in Francia e Giappone e avrà un look derivato in gran parte dalla sorella minore Captur, pur mostrando una personalità distinta e spiccata. Niente foto per ora, tranne una spy diramata da Renault sul suo sito. In assenza di altre info rilevanti, vi renderò edotti circa la genesi del nome, perché sono sicuro che nell'attesa non ci dormite la notte. Kadjar deriva dall'unione di tre mots français: quad, i noti veicoli off road, agile, ovvero agile, e jaillir, apparire bruscamente, la cui unione, secondo le fonti Renault, dona al nome finale un tocco esotico. Wow, sono certo che sarà un forte motivo di scelta.
24 gennaio 2015
RND: scherzone di Toyota UK
Un paio di giorni fa è comparso sul web il teaser di una nuova Toyota, la RND, che avrebbe, nelle svariate fantasie degli "addetti ai lavori", rappresentato il punto di svolta della Casa jap, ovvero l'avanguardia stilistica del nuovo corso, quando non addirittura la nuova Supra. Beh niente di tutto questo, cari topolini, perché RND non è altro che l'acronimo di Red Nose Day, cioè il giorno del naso rosso, manifestazione di beneficenza organizzata ogni anno in Gran Bretagna per raccogliere fondi destinati ai clown che alleviano le sofferenze dei bimbi ricoverati in ospedale. Il teaser, quindi non è altro che una Auris con un naso rosso applicato sul frontale e rappresenta l'iniziativa benefica di Toyota UK, che chiede 5 £ per l'acquisto del naso rosso su eBay oppure lo stesso importo donato presso le concessionarie del marchio. Un po' beneficenza e un po' pesce d'Aprile, quindi.
23 gennaio 2015
Fenice elettrica
Se si esamina la storia della mobilità, ci si accorge facilmente che le idee davvero nuove sono assai poche e che più spesso i nuovi progetti "ripescano" concetti già sperimentati, magari con scarso successo. E' il caso di Gogoro, scooter prodotto da una startup californiana che è stato presentato all'ultimo CES di Las Vegas e che ripercorre l'idea di Better Place (fallita due anni fa) ma in campo scooteristico. Gogoro propone infatti, oltre all'acquisto dello scooter, l'abbonamento a una rete di Gostation nelle quali la batteria viene sostituita permettendo così di riprendere la marcia con una piccola interruzione temporale invece di attendere lungamente per la ricarica. Che attualmente tale network di fatto non esista ancora è un dettaglio e che il "precursore" in joint venture con Renault abbia fatto una brutta fine pure, ma Gogoro ha raccolto negli ultimi 4 anni finanziamenti per ben 150 milioni di dollari, con i quali ha sviluppato un prodotto con autonomia di 100 km e un discreto scatto, tale da farlo accelerare da 0 a 50 orari in 4,2 secondi. Costruzione in materiali ecocompatibili e motore completamente impermeabile (si vede che vogliono venderlo in Indonesia) corredano l'offerta, mentre ben 55 sensori distribuiti nel veicolo ne consentono la continua analisi così come la comunicazione con il proprio smartphone, lo stesso capace di indirizzare alla più vicina Gostation (vedi video) se la batteria si sta scaricando. Che dire, gli facciamo gli auguri?
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