05 novembre 2014

Anche GTS la Cayenne



Le sigle di Porsche sono sempre le stesse, ma i contenuti cambiano. Così la nuova Cayenne GTS è un'evoluzione della recente S presentata a Parigi: il V6 di 3.6 litri ha guadagnato 20 CV e ora eroga 440 CV, mentre la coppia è salita a 600 Nm. Migliorano anche le prestazioni e magicamente scendono i consumi, certo sempre secondo i famosi cicli UE che in genere corrispondono a percorsi su marte. Lo scarico più libero ad hoc dovrebbe compensare la perdita di sonorità rispetto al V8, mentre la scocca impiega gli ammortizzatori attivi PASM di serie che fanno scendere di 24 mm

l'altezza da terra. I freni della Turbo con le pinze rosse sono decisamente la ciliegina sulla torta.

04 novembre 2014

EICMA 2014















































































































Come di prammatica il giro al motosalone, antica denominazione dell'Eicma sempre valida per gli appassionati. Non tira una grande aria: poca gente, giornalisti e pure fanatici, e poche novità di nota. Insomma anche nel campo moto l'uscita dalla crisi richiede ancora il binocolo e nell'attesa gli investimenti languono. Comunque la gallery ci sta sempre e c'è davvero di tutto: dalle special alle nuove touring, dalla neo R1 alle biciclette che sembrano moto (voglio vedere poi a pedalarci, con quelle gomme da tirarsi dietro), oppure elettriche di terza generazione (Piaggio), alle vintage di ritorno di Ducati (la Scrambler) e Mash by Fantic Motor. Oppure ai quattro e tre ruote, cone quello Harley nella più pura retorica Usa. Lì di fianco però, dietro le tende, l'elettrica Livewire, il futuro di Milwaukee. E per finire le poliziotte sexy, ciliegina sulla torta.

30 ottobre 2014

Niente Europa per la Volt 2.0





La Chevrolet Volt non ha avuto grande successo, né di là né di qua dell'Atlantico (come Opel Ampera). Causa del prezzo sostenuto (circa 40.000 €, niente leasing per la batteria, si acquista tutto), ma anche della serrata concorrenza delle ibride plug-in, che di fatto funzionano secondo lo stesso principio del range extender, ma offrono maggiori prestazioni e autonomia. GM però non molla il colpo e al prossimo salone di Detroit, in Gennaio, presenterà la seconda generazione della Volt, che mostra diverse novità. Innanzitutto cambia la scocca, che sarà la nuova D2XX destinata alle vetture compact (all'americana, quindi grosso modo le nostre medie); poi la gestione della batteria è stata migliorata in base ai report d'uso delle auto vendute: la capacità utile è salita del 20% a parità di energia totale accumulata e ciò ha permesso una riduzione dimensionale e di peso (circa 15 kg) del pacco batterie, sempre conformato a T e al centro del veicolo. Incremento anche nell'efficienza dei due motori elettrici, che pesano ora complessivamente circa 45 kg in meno e che dispongono di un sistema di gestione che ne prevede l'uso singolo o contemporaneo a seconda delle esigenze di guida. Le statistiche hanno mostrato infatti che le Volt circolano perlopiù con la trazione elettrica, il software che regola l'intervento del generatore è stato perciò tarato in modo da azionare quest'ultimo solo quando sia indispensabile. Tutto il gruppo di trazione è più compatto e incorpora ora anche l'inverter (i motori elettrici sono a corrente alternata), mentre la cilindrata del motore a 4 cilindri cha aziona il generatore è salita a 1,5 litri con un sensibile guadagno di efficienza, che ha permesso anche il miglioramento delle doti di accelerazione del 20%. Speriamo solo che in tutto questa sequela di upgrading sia stata prevista anche un "camionata" di insonorizzante per assorbire il rumore del generatore quando va a pieno regime (attualmente ha tre diverse velocità di funzionamento) e che il prezzo non salga ancora. In ogni caso non ci sarà una Ampera 2.0: la nuova vettura Chevy sarà venduta soltanto in America, pur se Opel dice di non voler lasciare il segmento elettrico.

28 ottobre 2014

Quasi da corsa la R8 per Los Angeles





Visto che gli States, contrariamente all'Europa, crescono, si moltiplicano i progetti alto di gamma per quel mercato. E' il caso di Audi, che a Los Angeles (intendo al salone) porta la R8 competition, versione esterma della coupé di riferimento tedesca alleggerita con particolari in carbonio e dotata del propulsore da 570 CV, che sarà prodotta in soli 60 esemplari e soltanto per il mercato nordamericano. Questa coupé è la stradale più simile alla R8 LMS ultra da corsa e il suo V10 da 5.2 litri è fornito esclusivamente con il cambio S tronic a doppia frizione e 7 marce, mentre i due grossi tubi di scarico sono la parte terminale di un sistema a bassa contropressione la cui sonorità è ampiamente esaltata. La R8 competition stacca uno 0-60 (mph) in 3,2 secondi e ha una
velocità massima di 320 km/h, ma mostra anche una proverbiale resistenza alle sollecitazioni: basti pensare che la versione da pista LMS richiede interventi di un certo peso solo dopo circa 21.000 km di gara, mentre la maggior parte dei propulsori della concorrenza richiede una revisione dopo 24 ore di funzionamento. E se pensate che è la più prestazionale mai prodotta...

Nuova crossover Mazda



Al salone di Los Angeles che si apre il prossimo 21 Novembre Mazda presenterà la CX-3, nuova crossover che sta alla gamma del marchio come la Juke sta a quella di Nissan. Prevista sul mercato per il prossimo Aprile, l'auto sposa lo stile Kodo che contraddistingue tutti i nuovi modelli del brand e monterà la new entry dei motori Skyactiv, il millecinque da 116 CV che ha debuttato con la nuova Miata di cui si sa finalmente la potenza ufficiale. Prevista anche le versione turbodiesel dello stesso propulsore, quotata a 105 CV, che dovrebbe equipaggiare anche la prossima Mazda 2; al salone ci saranno anche il facelift di CX-5 e Mazda. Piccola notazione: i due motori Skyactiv G 1.5 e 2.0 a benzina sono gli unici della gamma ad avere una versione per il montaggio longitudinale e trovare così collocazione nella MX-5 accoppiati alla trazione posteriore.

Pronti all'inverno con Bridgestone





Nonostante il riscaldamento globale, l'inverno arriva ancora e ha in genere la prerogativa di scaricare la neve randomly, leggi zero in Lapponia e una cifra sul passo a mezza quota che ti tocca per arrivare all'albergo della settimana bianca. L'uso delle coperture invernali, quindi, è sempre consigliabile, anche se sono ammesse pure la catene: solo le gomme ti garantiscono infatti su ogni percorso e ti permettono di affrontare anche gli innevamenti intermittenti senza lo stress del metti e togli. Gli pneumatici invernali sono prodotti ad alta tecnologia, anche più di quelli estivi e le loro performance dipendono dalla completezza degli studi effettuati per il loro sviluppo. Come per Bridgestone, che con i suoi Blizzak offre una guida precisa e sicura anche nelle peggiori condizioni, grazie alla struttura a lamelle tridimensionali del battistrada che dà un'aderenza quasi paragonabile a quella sull'asciutto anche in frenata, la condizione più critica sui fondi a bassa aderenza. L'aggrappaggio sulla neve è frutto di un'azione meccanica che ricorda quella di una cremagliera: i Blizzak si adattano al fondo e tirano l'auto con forza, assicurando tanto le partenze in pendenza quanto la stabilità necessaria alla guida sicura. Ma inverno non vuol dire soltanto neve: con la grande variabilità delle condizioni meteo cui si siamo abituati negli ultimi anni è fondamentale una copertura che permetta anche un comportamento ottimale sui tratti asciutti e ad alta velocità, due caratteristiche che rendono facile l'inverno e che Bridgestone accoppia a quelle più tipicamente specifiche dei prodotti della gamma Blizzak. La consuetudine è che i pneus invernali durino poco, scotto da pagare per la tenuta sul difficile. La ricerca Bridgestone anche qui ha fatto la differenza e l'effetto combinato della tecnologia Nanopro-tech e della struttura degli intagli conferiscono alle coperture jap una eccellente resistenza all'usura, che si traduce alla lunga in un risparmio relativo: se monti le gomme da neve, per metà dell'anno lasci in garage quelle estive, che così durano di più.

26 ottobre 2014

Luxury Kia?





Se dico Kia K900 vi viene in mente qualcosa? Noo? Beh è la (relativamente) nuova flagship del marchio coreano per gli States, sul mercato da Marzo. L'auto è una berlina sportiva di alta gamma e contrasta con l'immagine che il brand ha sinora avuto, particolarmente in Usa, ma anche da noi: quella di produrre vetture robuste e con un certo tocco di design ma assolutamente poco sportive e ancora meno d'impatto. Con la K900, Kia vuole perciò entrare anche nel segmento alto e per questo ha dotato la vettura di due opzioni di motore high level: un V6 di 3.8 litri da 320 CV e un V8 da 5 litri (quello dell'"equina" Equus) che ne eroga 426, entrambi agenti sulle ruote posteriori, come si conviene nell'ambiente "giusto". Ma nonostante l'ampia dotazione di serie, le ruote da 19 con pneus 245/45 davanti e 275/40 dietro, i fari a Led adattivi, telecamere dappertutto e un impianto multimediale con ben 17 trasduttori curato da Harman Kardon, le vendite non decollano e a oggi sono state piazzate soltanto una manciata di auto. Ecco allora la decisione di partecipare al prossimo SEMA di Las Vegas (dal 4 Novembre) con una K900 High Performance, dotata di V8 sovralimentato con il grande intercooler in evidenza e verniciatura grigio opaco, il tutto condito da cerchi da 23 pollici nero brillante. Basterà a riqualificare il marchio?

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...