Videino della nuova AMG GT S? Eccolo, girato al Circuit of the Americas, ad Austin, Texas. Il sound non rende bene e non si apprezzano al meglio i roar del V8 quattromila biturbo, ma tosta è tosta, senz'altro. Tra l'altro, se nel mirino c'è la Porsche, almeno dal lato estetico l'obiettivo è stato raggiunto: di coda la GT sembra la 928, la mitica V8 di Stoccarda (e pure Mercedes è di Stoccarda) mai compresa a fondo ma amata dagli intenditori. Sì, lo so, AMG intende la 911 Turbo, ma ovviamente con una disposizione "tradizionalmente" transaxle della meccanica ci sono dei limiti, no?
14 settembre 2014
In pista per godersela a fondo
Videino della nuova AMG GT S? Eccolo, girato al Circuit of the Americas, ad Austin, Texas. Il sound non rende bene e non si apprezzano al meglio i roar del V8 quattromila biturbo, ma tosta è tosta, senz'altro. Tra l'altro, se nel mirino c'è la Porsche, almeno dal lato estetico l'obiettivo è stato raggiunto: di coda la GT sembra la 928, la mitica V8 di Stoccarda (e pure Mercedes è di Stoccarda) mai compresa a fondo ma amata dagli intenditori. Sì, lo so, AMG intende la 911 Turbo, ma ovviamente con una disposizione "tradizionalmente" transaxle della meccanica ci sono dei limiti, no?
13 settembre 2014
Ne rimarrà solo una?
All'ultimo concorso di eleganza di Villa d'Este, in Maggio, si è visto un atipico prototipo MINI, realizzato a mano dalla Touring: la MINI Superleggera Vision, definito auto da esposizione senza un probabile futuro. Pare però la Casa ci abbia ripensato e stia valutando la possibilità di una messa in produzione della vettura, così diversa dallo stile cui il marchio ci ha abituato e perciò un po'rischiosa dal punto di vista del marketing. Tanto più che pare anche il brand abbia deciso una riduzione del numero complessivo di modelli; a questo punto l'opzione della Vision andrebbe a sostituire tanto la Coupé quanto la Roadster che, pur caratterizzate da un certo tasso di flop, hanno comunque uno stile molto più MINI di questa concept invece così italiana. Ripensandoci, però, la cosa ci starebbe. Ricordate quando BMW esordì con la Z3 disegnata da Chris Bangle? Anche allora ci fu un cambio di stile epocale, che si tradusse comunque in un grande successo. Chissà che non venga coinvolto 007 un'altra volta.
12 settembre 2014
In arrivo una XL1 a quattro posti
La XL1, la superconoma ibrida di VW a due posti recentemente al centro di un preteso stop all'omologazione in Usa, è attualmente prodotta in serie limitata. Ma le ambizioni di Ferdinand Piech, motore dell'intero progetto e tutt'ora eminenza grigia del gruppo, non si fermano qui: pare sia prevista infatti una nuova versione della vettura, questa volta a 4 posti, che dovrebbe sfuttare inalterate le parti anteriore e posteriore dell'auto cui abbinare un abitacolo completamente riprogettato. Questo avrebbe due porte incernierate posteriormente ma i sedili ancora sfalsati come sul modello attuale per contenerne la sezione frontale. Con l'aumento della portata e del peso (ora di 795 kg) il gruppo motore attuale, basato sul bicilindrico da 800 cm3 e 48 CV più il motore elettrico da 20 kW, non basterebbe alla bisogna; occorre dunque un upgrading. Stimando il peso della futura 4 seater in circa 950 kg , per mantenere le prestazioni attuali ci vogliono perciò 57 CV e 24 kW, obiettivo facile in assoluto ma assai più arduo se si vogliono mantenere i 111,11 km/litro attuali. Non ho dubbi però che la sfida sia già stata accettata da Piech e il suo staff.
11 settembre 2014
Ritorno al futuro
Fino a pochissimo tempo fa la gran parte dei costruttori che producevano motori a 6 cilindri in linea ha sviluppato V6 al loro posto. Questione di spazio, di ripartizione delle masse, di esiti dei crash test. Tutto tecnicamente ineccepibile, salvo il fatto che un V6 costi di più, sia meno equilibrato e consumi intrinsecamente di più perché ha più parti in movimento. Ora sembra sia in corso una clamorosa retromarcia. Tanto Mercedes quanto il gruppo Jaguar-Land Rover, infatti, stanno sviluppando nuove unità 6 in linea al posto delle attuali V6 in uso e ciò con l'unico scopo di ridurre i costi. Anche il mood techno risente quindi fortemente della crisi e l'argomento economico prevale sulle ragioni puramente tecniche. Una sorta di inchino alla BMW, quindi, che non ha mai cambiato posizione e che, anzi, ha recentemente sacrificato dei motori V8 (peraltro ottimi, sob) per rientrare nella costruzione in linea. C'è da dire che un I6 può essere realizzato in modo modulare e che tanto il gruppo tedesco quanto quello indo-britannico devono sfruttare le rispettive nuove famiglie di motori ad alta efficienza riducendo all'osso gli sprechi: ciò significa assemblare le unità da tre a sei cilindri sulla stessa linea e l'unico modo di farlo è realizzare, appunto, motori in linea.
Textile vivant
Siamo abituati a considerare i tessuti nell'ambito della moda. Un legame naturale e coerente, che però non esaurisce l'arco della funzionalità del materiale e non gli dà il giusto risalto dal punto di vista della sua utilità. Il tessuto visto come superficie, pelle, della cultura è in grado di sviluppare nuove branche della conoscenza, anche solo semplicemente catalizzando attenzione, emozioni, riflessioni. Tutto questo si apprezza nella mostra "Textile vivant", inaugurata oggi alla Triennale di Milano, dove il made in Italy è visto nella specificità del tessuto e della sua evoluzione artistica e tecnologica. Sì, perché cercando il fil rouge della tecnica si apprezza come aziende specializzate possano dar vita a capi che coniugano traspirazione con resistenza,comfort e sicurezza, unioni un tempo impossibili ma che danno la misura di una evoluzione continua e di un grande orizzonte. Del resto il settore tessile è uno dei più attivi nel nostro Paese e trae la sua vitalità da una storia iniziata nel dopoguerra, con i fondi del piano Marshall che alimentarono la sua crescita iniziale. Oggi i tessuti possono addirittura sostituire materiali tecnologici specifici e il loro futuro nel campo dell'automobile è cominciato da tempo. Non dimentichiamo che la fibra di carbonio è di fatto un tessuto e che tutte le tecnologie leggere convergono sull'uso di tessili ad alte prestazioni integrati con resine, la soluzione obbligata per ridurre il peso garantendo la necessaria resistenza. Integrare tutto ciò con le stampanti 3D potrebbe essere la chiave di volta per produzioni snelle e versatili, che non devono attendere molto per divenire realtà.
Elettriche cinesi crescono
La Cina è il Paese con la maggior crescita nella produzione di veicoli
elettrici. Dall'inizio dell'anno ad Agosto l'incremento rispetto allo
stesso periodo del 2013 è stato del 700%, valore eccellente ma da
ridimensionare in termini numerici concreti: si tratta infatti di sole 31.137
auto, nel cui novero vanno conteggiate però anche le ibride plug-in, pari a 6.621 unità. Rispetto al mercato nazionale,
che nei primi sette mesi dell'anno ha fatto registrare una produzione di
13,3 milioni di veicoli, il dato è sicuramente risibile. Ma il trend in
crescita, conseguente alle numerose facilitazioni concesse dallo stato
agli acquirenti di veicoli non inquinanti, potrebbe portare, in un mercato virale come quello del Celeste Impero, a una diffusione a macchia d'olio delle auto elettriche e a un contagio anche verso altri Paesi. Sicuramente le elettriche made in Cina avranno un costo più competitivo di quelle fatte qui e potrebbero perciò innescare la crescita anche da noi.
10 settembre 2014
Sfida al top
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Nel mirino c'era la Porsche 911 Turbo, obiettivo da centrare e possibilmente sorpassare forti del nuovo V8 biturbo e dei successi sportivi: vedremo su strada se le aspettative sarano confermate, ma per ora possiamo dire che la nuova AMG GT sembra avere tutto al posto giusto. Due versioni, GT e GT S, identica la cilindrata, 3.982 cm3, ma rispettivamente 462 CV a 6.000 giri e 600 Nm costanti da 1.600 a 5.000 giri la prima e 510 CV a 6.250 giri, 650 Nm da 1.750 a 4.750 giri la seconda. Per la GT S c'è poi un pacchetto Dynamic Plus che estende i valori massimi sull'arco dei giri (potenza massima da 6.000 a 6.500 giri e coppia massima da 1.750 a 5.000) oltre ad agire sui supporti di motore e cambio (transaxle con doppia frizione a 7 marce) per ottimizzarne la durezza e rendere la guida più precisa. Le sospensioni sono a doppi bracci oscillanti, gli ammortizzatori a controllo elettronico (GT S), il differenziale autobloccante sulla GT e a controllo elettronico sula GT S. 0-100 in 4 e 3,8 secondi, velocità massima 304 e 310 km/h. Il peso è stato contenuto in 1.540 kg, con ripartizione di 47 e 53 percento del peso tra avantreno e retrotreno, i freni sono in composito ceramico (a richiesta) e le ruote sono da 19 con pneus 255/35 anteriori e 295/35 sulla GT; le dimensioni passano a 265/35 anteriori sulla GT S, con i posteriori 295/30 ma da 20 pollici. Insomma la nuova AMG ha quel che serve e qualcosa in più, come lo scarico ad azionamento selettivo che consente viaggi in comfort oppure le più furiose sgasate per adrenalina da collasso. Aspettiamo di sentirlo, perché nella presentazione di ieri Nico Rosberg non ha sgasato abbastanza.
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