Dopo l'auto che guida da sola, Google raddoppia con Ghostrider, la moto che si guida da sola, sfida ancor più difficile ma che legittima una fitta serie di domande sulla sua reale utilità. Il progetto è portato avanti da Anthony Lewandowski, un ingegnere di Berkeley che lavora a stretto contatto con Ron Meford, responsabile per la sicurezza del programma Google Autonomous Drive; quest'ultimo ha richiesto allo Stato della California l'autorizzazione a procedere con i test. Più che indirizzato alla guida di tutti i giorni, tuttavia, il progetto potrebbe avere scopi militari, vista anche l'acquisizione da parte di Google di Boston Dynamics, azienda specializzata in robotica militare; lo sviluppo di un drone robotico è tra le ipotesi. La ricerca di nuovo business potrebbe finire quindi, come peraltro è già accaduto in US, in ambito militare, un grande cambiamento per le dichiarate politiche di Google. Chiedo scusa per foto e video di bassa qualità; quest'ultimo è relativo al prototipo della moto di qualche tempo addietro.
19 agosto 2014
MotoDrone
Dopo l'auto che guida da sola, Google raddoppia con Ghostrider, la moto che si guida da sola, sfida ancor più difficile ma che legittima una fitta serie di domande sulla sua reale utilità. Il progetto è portato avanti da Anthony Lewandowski, un ingegnere di Berkeley che lavora a stretto contatto con Ron Meford, responsabile per la sicurezza del programma Google Autonomous Drive; quest'ultimo ha richiesto allo Stato della California l'autorizzazione a procedere con i test. Più che indirizzato alla guida di tutti i giorni, tuttavia, il progetto potrebbe avere scopi militari, vista anche l'acquisizione da parte di Google di Boston Dynamics, azienda specializzata in robotica militare; lo sviluppo di un drone robotico è tra le ipotesi. La ricerca di nuovo business potrebbe finire quindi, come peraltro è già accaduto in US, in ambito militare, un grande cambiamento per le dichiarate politiche di Google. Chiedo scusa per foto e video di bassa qualità; quest'ultimo è relativo al prototipo della moto di qualche tempo addietro.
Il purismo di Cadillac
Le scelte tecniche seguono quasi sempre ragioni economiche. E il passaggio dalla tradizionale trazione posteriore a quella anteriore nella generazione A di Mercedes o nella BMW
Active Tourer (e nelle prossime Serie 1 e 2) non sfugge a questa generale regola di marketing, che offre minori costi in produzione e maggior spazio nell'abitacolo. Due piccioni con una fava, dunque, ma con il contraltare, parlando di segmento premium, di un netto peggioramento delle doti stradali. Sì, sulla neve le anteriori si prendono la rivincita, ma normalmente non danno quel piacere di guida cui quel tipo di acquirente è abituato. Ecco perché Cadillac non vuole fare lo stesso errore nella definizione della sua prossima vettura, che sarà collocata al di sotto della ATS, nel range di Audi A3 e CLA, per intenderci. Gli ingegneri sono al lavoro sulla scocca di una ATS per ridurne le dimensioni ma la rear wheel drive sarà mantenuta, anche a costo di omologare l'auto come 2+2, cioè con posti dietro, diciamo, strettini. Il progetto avrà il suo esito nel corso del 2015 ed è curioso come provenga da un Paese ove le doti di handling nella guida di tutti i giorni sono mortificate come in poche altre nazioni. Oltretutto a fronte di indagini di mercato in cui si evidenzia come l'80% dei possessori di blasonate trazioni posteriori sia convinto siano invece le ruote avanti a tirare, fattore che talvolta balza all'occhio anche da noi nell'evenienza del montaggio di catene da neve. Chi ha ragione? I tecnici del Vecchio Continente che si affannano a trovare avantreni sempre pù sofisticati per evitare le magagne delle anteriori oppure questa new age del purismo made in Usa?
18 agosto 2014
100% ignorance
Le muscle car sono quanto di più yankee ci sia nel mondo dell'automobile e, come tutti i prodotti made in Usa, o le ami o le odi. Se appartenete alla prima categoria dovrete convenire che si tratta sempre e comunque di prodotti estremamente ignoranti, anzi, più sono ignoranti e meglio è. E in questo ambito alla Dodge Challenger spetta senz'altro un posto di prima fila, anche senza scomodare il Generale Lee, protagonista di una famosa serie TV a stelle e strisce. La SRT Hellcat è l'ultima della serie, la più potente di sempre e tra tutte le muscle car, la più immutata nello stile rispetto alle Camaro o ai Ponies della Ford. In questo video hanno tirato in ballo un altro format TV: Fast 'n Loud di Discovery Channel, che avrete certamente visto su Dmax, il cui protagonista, Richard Rawlings texano purosangue e owner della Gas Monkey, si esibisce in uno sparo sul quarto di miglio contro una Challenger del '71, che sdruma facilmente dandole più di 3 secondi. Se mi è consentita una critica, io lavorerei di più sul sound, che deve accompagnare, o meglio precedere, sempre una vera muscle car. Consiglierei uno stage alla AMG.
La meglio delle P1
Se la McLaren P1 per voi è troppo poco, c'è la soluzione: la P1 GTR, mostrata in questo weekend al concorso di eleganza di Pebble Beach, quello vicino a Laguna Seca, California. Il pezzo forte è il motore, sempre V8 ad albero piatto da 3,8 litri, che qui raggiunge (con la collaborazione del gruppo ibrido) la stratosferica potenza di 1.000 CV, facendo entrare la P1 nel club delle hypercar. La linea è decisamente racing e la parte posteriore molto più pulita, grazie alla grande ala fissa (al posto di quella retrattile) che consentito di rimodellare gli scivoli di uscita per l'aria; davanti con quello spoiler sporgente prevedo problemi per affontare anche una minima rampa, ma queste auto le fanno così, non ce n'è. Gli acquirenti devono avere già acquistato una P1 normale. Già, perché non basta sganciare i 2,47 milioni di euro necessari all'acquisto, bisogna anche far parte di quei 375 che hanno già sborsato un milione per l'auto. Insomma una P1 GTR costa in pratica 3 miloni e mezzo. Vi vedo già controllare il contante nel portafoglio, ma dovete frenare le pulsioni, perché l'auto non sarà disponibile che dal prossimo anno e solo dopo che la produzione della P1 convenzionale sia finita; alla McLaren pensano di venderne tra 25 e 30.
Ma allora è un virus!
Della (brutta) abitudine di mettere dei 4 cilindri sotto il cofano delle ammiraglie per ora si era macchiata solo Mercedes. Ma il contagio sta proprio dilagando se le indiscrezioni da Audi sono vere: sembra infatti che nel gruppo VW sia in fase di sviluppo un nuovo motore a quattro cilindri studiato appositamente per la bisogna, ergo progettato per ridurre anche quelle vibrazioni del secondo ordine che fanno la differenza con i 6 e gli 8. Il miglioramento sarebbe ottenuto con una disposizione non convenzionale delle manovelle e dalla Casa che ha prodotto i W18 possiamo concretamente aspettarci grandi cose. I cilindri, ovviamente, restano però quattro e la struttura impiega due invece di una biella per ciascun cilindro con l'asse di questi ultimi spostato rispetto ai propulsori convenzionali; il risultato è un 4 che è largo come un V6 e non è detto sia più corto. Ora, con buona pace dell'inquinamento e dell'intrippamento techno degli ingegneri coinvolti nel progetto, che comprendo benissimo: ma non era meno complicato continuare con V6 e V8, che ottengono la morbidezza in modo naturale e alla fine costano lo stesso? Con tutti 'sti turbo elettrici e gruppi ibridi di sostegno, la riduzione di consumo non dovrebbe essere così difficile da ottenere.
14 agosto 2014
El coche de Mallorca
Tra i tanti costruttori del primo dopoguerra, ce n'era uno anche alle Baleari. La Casa si chiamava LORYC, fu fondata nel 1920 e già nel 1922 con un modello Speedster riuscì a conquistare un terzo posto alla Le Mans di quell'anno. Chi sia stato a Maiorca sa si tratti di una sorta di colonia tedesca: così un imprenditore teutone là trasferitosi ha deciso di riprendere il filo con i fasti delle antenate e (ri)fondato nel 2013 la LORYC Mallorca. Bene, direte voi, saranno le solite sportive artigianali costosissime. Niet, non potrebbero essere più lontane da una sportiva. Si tratta infatti di due vetture elettriche che delle antenate mantengono soltanto il concetto di vettura essenziale e leggera. Pesano attorno ai 550 kg, pochi per auto a batteria, e hanno un motore da 20 CV, decisamente inadatto a garantire loro prestazioni esaltanti; accu al litio e autonomia tra 120 e 180 km completano il quadro, per ora, dato che la presentazione ufficiale è prevista per il prossimo Marzo. Con un peso di soli 550 kg vedo assai difficile ottenere una simile autonomia, ma soprattutto trovo che la scelta di produrre la Speedster e la Pickup con un look ben oltre il concetto rétro e dunque perfettamente in linea con le auto degli anni '20 mi sembra un vero azzardo commerciale. Sì, perché a parte il fatto che le orginali erano più carine, l'esborso per l'acquisto si colloca attorno a 45.000 euro. Vi sfido a trovare il cliente tipo.
La Supra!
Della FT-1, la probabile nipote della Toyota Supra, si parla da tempo, anche prima della presentazione all'ultimo salone di Detroit. Ma in occasione del prossimo concorso di eleganza di Pebble Beach, in questo fine settimana, alla versione corsaiola per Gran Turismo del video, che potrebbe comunque avere un seguito concreto, sono state associate le foto di una variante strada molto reale, che secondo le indiscrezioni sarebbe la versione definitiva della macchina, pronta per la produzione. Buio sulla parte meccanica, valgono le indiscrezioni di cui ho parlato a suo tempo: un 4 oppure un V6, più un sistema ibrido. Dalla finestra sul cofano, tuttavia, il motore parrebbe addirittura un sei in linea e, vista la collaborazione con BMW, la cosa ci starebbe pure. Le solite voci parlano anche di una potenza complessiva salita a 450 CV; resta la trazione posteriore. Il profilo è molto jap, con il solito accavallamento di linee (il troppo stroppia), ma sicuramente ha il suo fascino. La vediamo a Parigi?
Iscriviti a:
Post (Atom)
Arrivano le multe per le autonome
In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...
-
Mentre la UE va avanti a proclami ideologici, in Burkina Faso sta avvenendo la vera transizione energetica. Sostenibile. Dal colpo di stato ...
-
La storica produttrice italiana di veicoli commerciali diventa indiana. Un altro pezzo d'Italia che va all'estero. La famiglia Elkan...
-
La sperimentazione Mazda della Mobile Carbon Capture dà l'occasione per fare il punto sullo stato reale della cattura attiva della CO₂. ...











