19 agosto 2014

Il purismo di Cadillac



Le scelte tecniche seguono quasi sempre ragioni economiche. E il passaggio dalla tradizionale trazione posteriore a quella anteriore nella generazione A di Mercedes o nella BMW

Active Tourer (e nelle prossime Serie 1 e 2) non sfugge a questa generale regola di marketing, che offre minori costi in produzione e maggior spazio nell'abitacolo. Due piccioni con una fava, dunque, ma con il contraltare, parlando di segmento premium, di un netto peggioramento delle doti stradali. Sì, sulla neve le anteriori si prendono la rivincita, ma normalmente non danno quel piacere di guida cui quel tipo di acquirente è abituato. Ecco perché Cadillac non vuole fare lo stesso errore nella definizione della sua prossima vettura, che sarà collocata al di sotto della ATS, nel range di Audi A3 e CLA, per intenderci. Gli ingegneri sono al lavoro sulla scocca di una ATS per ridurne le dimensioni ma la rear wheel drive sarà mantenuta, anche a costo di omologare l'auto come 2+2, cioè con posti dietro, diciamo, strettini. Il progetto avrà il suo esito nel corso del 2015 ed è curioso come provenga da un Paese ove le doti di handling nella guida di tutti i giorni sono mortificate come in poche altre nazioni. Oltretutto a fronte di indagini  di mercato in cui si evidenzia come l'80% dei possessori di blasonate trazioni posteriori sia convinto siano invece le ruote avanti a tirare, fattore che talvolta balza all'occhio anche da noi nell'evenienza del montaggio di catene da neve. Chi ha ragione? I tecnici del Vecchio Continente che si affannano a trovare avantreni sempre pù sofisticati per evitare le magagne delle anteriori oppure questa new age del purismo made in Usa?

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