La corsa, o meglio la ricorsa alle potenze, fa proseliti anche in Usa. Così la nuova Dodge Challenger, mito inossidabile nella sua "ignoranza" stilistica, si produce nella nuova versione SRT Hellcat, dove l'ultimo termine sta per il motore 6.2 litri HEMI (cioè con camere di scoppio emisferiche), che grazie al compressore (il primo su questa unità) sfonda finalmente quota 100 CV/litro per erogare 717 CV (707 in horsepower) e 882 Nm; il più potente V8 Dodge di sempre e il motore di grande serie top in terra yankee. La Hellcat ha due chiavi di accensione, una rossa e una nera. Con quest'ultima la potenza viene ridotta a soli 500 CV (come dire, con questa manciata di ponies il valet non ci farà i numeri, no?), mentre con quella rossa, full power. Cambio automatico nuovo, il Torqueflite a 8 rapporti e interni completamente rinnovati; si fa per dire. Sì, perché sono quelli della Challenger del '71, per la felicità dei vari tuner sparsi per il Paese. Insomma tutto nuovo; come una volta. Da settembre è in vendita. Enjoy the video.
02 luglio 2014
Doppia chiave per la Hellcat
La corsa, o meglio la ricorsa alle potenze, fa proseliti anche in Usa. Così la nuova Dodge Challenger, mito inossidabile nella sua "ignoranza" stilistica, si produce nella nuova versione SRT Hellcat, dove l'ultimo termine sta per il motore 6.2 litri HEMI (cioè con camere di scoppio emisferiche), che grazie al compressore (il primo su questa unità) sfonda finalmente quota 100 CV/litro per erogare 717 CV (707 in horsepower) e 882 Nm; il più potente V8 Dodge di sempre e il motore di grande serie top in terra yankee. La Hellcat ha due chiavi di accensione, una rossa e una nera. Con quest'ultima la potenza viene ridotta a soli 500 CV (come dire, con questa manciata di ponies il valet non ci farà i numeri, no?), mentre con quella rossa, full power. Cambio automatico nuovo, il Torqueflite a 8 rapporti e interni completamente rinnovati; si fa per dire. Sì, perché sono quelli della Challenger del '71, per la felicità dei vari tuner sparsi per il Paese. Insomma tutto nuovo; come una volta. Da settembre è in vendita. Enjoy the video.
01 luglio 2014
Upgrading della ST
Uno dei must del Festival of Speed di Goodwood è la famosa piccola salita che in pura chiave british ha fatto la storia della manifestazione (tradotto, niente di che ma è famosa). E proprio su questo tracciato Ford ha fatto debuttare la nuova cattiva Focus, la ST. Gli aggiornamenti esterni prevedono parti anteriore (paraurti più aggressivo, griglia
superiore maggiorata e inferiore
con inserti a nido d'ape e fendinebbia) e posteriore (scarichi a profilo esagonale che
sporgono dal diffusore centrale) più sportive, un nuovo cofano, fari più sottili con illuminazione diurna a LED di serie e cerchi in lega da 18 pollici. Il motore turbo a 4 cilindri da 2 litri eroga 256 CV a 5.500 giri e una coppia massima di 366 Nm a 2.500 grazie al doppio variatore di fase e all'iniezione diretta ad alta pressione. Sospensioni e sterzo (con servo elettrico) sono stati regolati rispettivamente sul rigido e con assistenza molto diretta, mentre il cambio manuale a 6 marce usufruisce di una nuova rapportatura con i primi quattro ingranaggi più ravvicinati.
Senza fine
Nella continua ricerca del limite, particolarmente accentuata in casa Audi negli ultimi tempi, le versioni RS hanno un ruolo di punta. Ma al di là delle "perversioni " a gasolio, le Plus sono le sportive estreme del brand. Per ora la miniserie comprende TT e R8, ma presto potrebbe aggiungersi al novero anche una RS6 Avant, Plus, appunto. Il V8 biturbo da 4 litri usufruirebbe un'iniezione di potenza di una quarantina di cavalli arrivando a 600 tondi, mentre assetto, sospensioni e taratura del cambio sarabbero adattati alle maggiori prestazioni, compreso un nuovo sistema frenante da pista. Prevista anche la riduzione del peso grazie all'impiego di elementi in fibra di carbonio, mentre con ogni probabilità la produzione non sarà limitata: la RS6 Plus sarà di fatto un'auto di serie, destinata a confrontarsi con le eterne rivali M5 ed E AMG.
27 giugno 2014
Cavalli buttati
Ok, giuro che questa non è invidia. Sì, perché per guidare a 'sto modo a Goodwood un mostro sacro come la Koenigsegg One:1 tanto valeva stare seduti in una tribuna e vederla "spremere" da un collaudatore. Nothing personal, quindi, ma il sig. Andy Craig, al di là delle frasi tipo "non ci credo, incredibile, etc", cos'altro sa fare? Se metti le terga su un'auto da 1361 CV (e 1361 kg), anche se è un muletto, se hai paura di rovinarla perché costa più della tua intera vita di stipendi oppure se hai semplicemente un po' di reverenza, un minimo di thrill dovresti provarlo. E spingi con quel piede!
26 giugno 2014
La Ariel torna alle moto
La Ariel è conosciuta
come produttrice della Atom, la piccola ed essenziale ma anche
superprestazionale auto inglese. Ma chi faccia un minimo di ricerca storica scoprirà
che dai primi del secolo scorso il marchio produceva motocicli noti per la
loro eleganza e le soluzioni ingegneristiche originali, come quelle dei 4
cilindri in quadrato. A Goodwood, al Festival of Speed intendo, il brand
torna al passato e presenta la Ace, prima moto del terzo millennio. La
struttura ricorda una Atom, con il suo telaio "reticolato" e il mezzo può essere configurato
come una moto sportiva o una cruiser grazie all’impiego di componenti Honda. La nuova moto Ariel offrirà un livello di design
e attrezzature su misura inedito; ogni Ace sarà individualista come il suo
proprietario. Il motore è il V4 raffreddato
ad acqua da 1237 cm3 della VFR 1200 che eroga 173 CV; Ariel ha progettato la propria gestione del
motore mentre i dati relativi alle prestazioni definitive non sono ancora
disponibili, ma viene stimata una
velocità massima di 265 km/h e un tempo da 0 a 100 km/h sotto i 3,5 secondi. Ariel
offrirà un’ampia gamma di selle, manubri, scarichi, freni, dimensioni del
serbatoio e stili, così come diversi frontali e layout del telaio. La società prevede
di vendere da 100 a 150 moto all'anno a partire dal prossimo Gennaio e
utilizzerà le stesse tecniche di costruzione artigianali della Atom, il tutto
per circa 25.000 euro, nemmeno troppi per un impallinato.
Energia dagli ammortizzatori
Ridurre i consumi è ormai il leit motiv di ogni costruttore. Per ottenere tale risultato si può agire sul peso (fatto), sul rendimento del motore (fatto), recuperare l'energia cinetica dispersa in frenata (fatto) e quella termica "buttata" allo scarico (fatto pure questo, dalla BMW). Ora Audi ha trovato però un'altra fonte di energia parassita attualmente non sfruttata per il recupero: quella che producono in forma cinetica le sospensioni con il loro movimento durante la marcia. Il poliedrico dottor Ulkemberg, responsabile dello sviluppo del marchio, ha dichiarato infatti che è allo stadio prototipale un sistema per ottenere energia elettrica dal movimento degli ammortizzatori mediante piccoli generatori, il cui flusso elettrico viene poi immagazzinato dal sistema ibrido (se presente) oppure inviato semplicemente alla batteria nelle vetture convenzionali. A rendere ancora più interessante tutto ciò è il fatto che il flusso di energia sia reversibile: ciò significa prendere due piccioni con una fava, poiché utilizzando i generatori come attuatori si ottiene un sistema di sospensioni regolabile a controllo elettronico. Una semplice modifica strutturale agli attuatori delle sospensioni regolabili esistenti oggi esplica quindi anche il ruolo di contributo alla riduzione di consumi ed emissioni. Geniale, complimenti, Ulkemberg!
25 giugno 2014
Idrogeno di massa?

Toyota ha presentato oggi la FCV, prima auto a idrogeno di grande produzione vista l'anno scorso al salone di Tokyo in veste di concept. L'auto sarà venduta sul mercato nazionale nella primavera del 2015, mentre il lancio sui mercati europeo e americano avverrà in estate. La FCV costa in Giappone 7 milioni di yen, poco più di 50.000 euro, e inizialmente le vendite saranno riservate alle aree ove le infrastrutture per il rifornimento (scarse anche nel Sol Levante) siano presenti. L'auto ha 4 posti ed è dotata di fuel cell per la generazione di energia collocate sotto i sedili anteriori, mentre dietro i posteriori è posto il serbatoio di idrogeno principale e sotto il pianale del vano bagagli trova posto quello secondario. Il motore elettrico di trazione agisce sulle ruote anteriori ed eroga 100 kW; con un pieno di idrogeno l'autonomia sarebbe di circa 700 km, mentra la velocità massima di 170 km/h.
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