17 giugno 2014
Scoperta in anteprima
Sul mercato la attendiamo ancora in versione berlina, ma da oggi al 20 agosto, potete prenotare online la Nuova Twingo OpenAir, la cabrio della piccola Renault che arriverà dopo l'estate. Tutti
i clienti che effettueranno la prenotazione online saranno invitati a
scoprire l’auto prima del lancio e i primi 100 potranno ritirarla
in anteprima. Il tetto in tela e motore a 3 cilindri da 70 CV gli equipaggiamenti della nuova versione, che offre anche il sistema di connessione multimediale R&GO,
climatizzatore, sensori di parcheggio posteriore e cerchi in lega da
16’’. Ultime novità sul prodotto, la nuova tinta Blu Shopping con interni personalizzati e un kit di accessori FULLSPOT solo per i primi 100 di cui sopra.
Come ti ritaglio il fascio
Ci sono due elementi nell'automobile che sostanzialmente sono rimasti gli stessi dai primordi a oggi: i tergicristallo e i fari. Questi ultimi, però, sono stati recentemente oggetto di una veloce rivoluzione, che ha introdotto nuove sorgenti luminose come led e laser (Audi e BMW) per aumentare le prestazioni e renedere la guida notturna più sicura. Ma l'elemento chiave rimane, più della potenza illuminante, la distribuzione del fascio luminoso: se non puoi usare gli abbaglianti i miglioramenti sono sempre scarsi. E proprio a questo riguardo Mercedes ha sviluppato per le prossime CLS un nuovo sistema a led multifascio, che impiega 24 diodi controllati singolarmente 100 volte al secondo da una unità di comando che si basa sulle indicazioni di una telecamera montata sul parabrezza. In questo modo gli abbaglianti funzionano sempre e se si incontra un altro veicolo il fascio gli viene ritagliato attorno per evitare abbagliamenti. La profondità di illuminazione raggiunge così i 485 m, mentre chi guida non deve più preoccuparsi di disturbare le auto che incontra.
Record Mègane al Nürburgring
Oggi si va di video. Questo è il nuovo record Renault al Nürburgring con la Mègane RS 275 Trophy-R, auto nata espressamente per battere il record sul giro per una trazione anteriore, detenuto sinora dalla Seat Leon con 7' 58"4. Obiettivo raggiunto, con il tempo di 7' 54"36. Un quattro non dà lo stesso thrill di un V8 ad alto regime, ma è senz'altro cattivo, mentre il soffio del turbo ha il suo fascino e lo stridio di gomme la dice lunga su quanto debba faticare un'anteriore per scaricare 360 Nm sull'asfalto in curva. Comunque la Mègane RS in pista è sempre una bella bestia.
Virtuale non troppo
Certo che se bastasse un programma per fare nuova auto avremmo in breve tempo tutta una nuova generazione di entusuasmanti supercar. Queat è l'ultima: la Nissan Concept 2020 Gran Turismo, nata su uno schermo per il gioco omonimo. Quel che è interessante, però, è che nel 2016 questa potrebe essere la nuova GT-R, con molti contenuti della LMP1 per la Le Mans che la Casa sta sviluppando. A latere ci sta un commento piùà generale: l'interesse per i prototipi da parte dei marchi sportivi cresce, lo provano sia il gruppo Renault, con i progetti Alpine e Nissan e la recente acquisizione di Caterham, sia le recentissime dichiarazioni Ferrari. Il tutto a scapito di una ormai noiosa F1; avete visto l'ultima gara di MotoGP? In Formula1 dove si vedono ultimi giri così?
06 giugno 2014
Hot lap, great pleasure
Se dico Can-Am, cosa vi viene in mente? Per chi è troppo giovane rispondo io: dal 1966 al 1987 è stata la Challenge Cup più bella del mondo, allla quale parteciparono tutte le marche più importanti con vetture per l'epoca (e pure oggi) strapotenti. Il video è uno hot lap di Jim Pace con una McLaren M6B del 1968, dotata di un motore Chevy V8 da circa 550 CV. Molti per una scocca che pesa suppergiù lo stesso in chili. Il circuito è bello e molto veloce, si trova nel cuore degli States, in Wisconsin e si chiama Road America, nomen omen. Niente elettronica, cambio sequenziale vero, a denti dritti, sterzo ultradiretto. Una bella storia, da ascoltare ad alto volume, anche se il video si perde un po' in autocelebrazioni. Consiglio: andate direttamente a 1:36 minuti dall'inizio.
Contro gli incendi una corazza
Dopo i casi di incendio delle Model S, Musk è corso ai ripari e ha dato mandato ai suoi ingegneri di trovare un rimedio. La soluzione è arrivata sotto forma di tre scudi (!!) posizionati sotto il pianale in corrispondenza del pacco batterie, capaci, come mostra il video, di sbriciolare anche un blocco di cemento senza che questo possa far breccia nel rivestimento interno. Gli incidenti, infatti, erano stati causati dall'urto con oggetti abbandonati sulla strada che avevano rotto il rivestimento esterno del comparto batterie, permettendo all'umidità di entrare in contatto con il litio innescando così l'incendio. La nuova corazza è costituita da una barra in alluminio che ha lo scopo di deviare gli oggetti potenzialmente pericolosi, posizionata davanti a una placca in titanio capace invece di resistere agli impatti qualora siano inevitabili. Ma se anche questa non bastasse c'è un ulteriore schermo in alluminio dai bordi smussati, studiato per assorbire anche l'energia residua. Tutti i test effettuati da Tesla mostrano che lo scudo è assolutamente impenetrabile, persino nel caso si incontri un rottame metallico appuntito ad alta velocità. L'azienda ha annunciato che ogni nuovo modello sarà dotato della protezione aggiuntiva e che dietro richiesta dei proprietari questa sarà installata anche sulle auto già vendute senza costi aggiuntivi.
Le minicar consumeranno meno di un motorino
E' ormai storia che l'epopea dell'ibrido sia nata in Giappone. Ma forse è nello stesso Paese che potrebbe trovare anche la sua fine, quantomeno (per ora) nell'ambito delle minicar. Suzuki e Daihatsu, infatti, stanno studiando nuove tecnologie motoristiche che promettono riduzioni di consumo fino al 30%. E considerando che Daihatsu è di proprietà Toyota, il know how sviluppato ad hoc potrebbe poi "finire" anche nella produzione della capogruppo, con la futura sostituzione di molti modelli ibridi. Le due aziende si muovono su fronti diversi per raggiungere lo stesso obiettivo. Daihatsu ha messo a punto un sistema quasi fantascientifico, che impiega un magnetron come quello dei forni a microonde per migliorare la combustione nel cilindro. In aggiunta sono previsti il recupero del calore di scarico, trasformato in elettricità con piastre a effetto Peltier (quelle dei frigo da campeggio) per alimentare l'impianto della vettura, e un generale alleggerimento dei veicoli ottenuto estendendo l'impiego di parti in plastica, come nel caso del serbatoio. La Mira di nuova generazione dovrebbe raggiungere così una percorrenza di 42 km/litro. Dal canto suo, Suzuki studia invece il ricircolo dei gas di scarico raffreddati e nuovi iniettori a spray ultrafine, insieme a un sistema di recupero a volano dell'energia persa durante la decelerazione; anche qui il target è quello dei 40 km/litro. Entrambe le filosofie sono molto vicine alla produzione e il loro impiego è solo questione di marketing e ammortamento delle altre tecnologie già in uso; potremmo già vederne i primi esempi nei prossini due anni.
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