Il virus tedesco è arivato anche in America. Mi riferisco a quella particolare malattia che causa nei costruttori nordeuropei una irrefrenabile coazione a rincorrere le prestazioni massime raggiunte dai concorrenti. E i protagonisti in US non possono che essere GM e Ford. Nella fattispecie, dopo l'annuncio della Corvette Z06 2015 sovralimentata che sfiora i 660 CV, la Casa dell'Ovale non poteva che replicare con la prossima Shelby GT 500 2017, la più cattiva delle Mustang di serie, anch'essa dotata di compressore. Ci sono solo foto spia dell'auto, ma le indiscrezioni riportano di un V8 derivato dall'attuale 5.8 litri da 671 CV che non dovrebbe erogare maggior potenza ma essere radicalmente diverso meccanicamente: avrebbe infatti l'albero piatto, quello delle Ferrari e delle McLaren per intenderci, soluzione che consente gli scoppi simultanei nelle due bancate, aumenta la potenza a parità di cilindrata (caratteristica di cui gli yankee non sembrano però aver usufruito) e dona un sound da superquattro che se ben gestito può essere oggetto di brevetto (vedi Cavallino). La vettura punta dunque più sull'alleggerimento che sulla maggior potenza e al riguardo ecco i freni anteriori in carbonio e un accurato blueprinting di revisione sul superfluo. Ma non va tutto bene, pare. Dopo un secolo di V8 tradizionali, forse il know how per quelli piatti da 7.000 giri manca: ciò spiegherebbe le catastrofiche rotture dei prototipi messi al banco, le cui cause specifiche sono ancora in fase di indagine, così come ancora volatili, però, le soluzioni. Ma sono sicuro che alla Ford ce la faranno.
18 giugno 2014
V8 piatto per la nuova Shelby
Il virus tedesco è arivato anche in America. Mi riferisco a quella particolare malattia che causa nei costruttori nordeuropei una irrefrenabile coazione a rincorrere le prestazioni massime raggiunte dai concorrenti. E i protagonisti in US non possono che essere GM e Ford. Nella fattispecie, dopo l'annuncio della Corvette Z06 2015 sovralimentata che sfiora i 660 CV, la Casa dell'Ovale non poteva che replicare con la prossima Shelby GT 500 2017, la più cattiva delle Mustang di serie, anch'essa dotata di compressore. Ci sono solo foto spia dell'auto, ma le indiscrezioni riportano di un V8 derivato dall'attuale 5.8 litri da 671 CV che non dovrebbe erogare maggior potenza ma essere radicalmente diverso meccanicamente: avrebbe infatti l'albero piatto, quello delle Ferrari e delle McLaren per intenderci, soluzione che consente gli scoppi simultanei nelle due bancate, aumenta la potenza a parità di cilindrata (caratteristica di cui gli yankee non sembrano però aver usufruito) e dona un sound da superquattro che se ben gestito può essere oggetto di brevetto (vedi Cavallino). La vettura punta dunque più sull'alleggerimento che sulla maggior potenza e al riguardo ecco i freni anteriori in carbonio e un accurato blueprinting di revisione sul superfluo. Ma non va tutto bene, pare. Dopo un secolo di V8 tradizionali, forse il know how per quelli piatti da 7.000 giri manca: ciò spiegherebbe le catastrofiche rotture dei prototipi messi al banco, le cui cause specifiche sono ancora in fase di indagine, così come ancora volatili, però, le soluzioni. Ma sono sicuro che alla Ford ce la faranno.
17 giugno 2014
Scoperta in anteprima
Sul mercato la attendiamo ancora in versione berlina, ma da oggi al 20 agosto, potete prenotare online la Nuova Twingo OpenAir, la cabrio della piccola Renault che arriverà dopo l'estate. Tutti
i clienti che effettueranno la prenotazione online saranno invitati a
scoprire l’auto prima del lancio e i primi 100 potranno ritirarla
in anteprima. Il tetto in tela e motore a 3 cilindri da 70 CV gli equipaggiamenti della nuova versione, che offre anche il sistema di connessione multimediale R&GO,
climatizzatore, sensori di parcheggio posteriore e cerchi in lega da
16’’. Ultime novità sul prodotto, la nuova tinta Blu Shopping con interni personalizzati e un kit di accessori FULLSPOT solo per i primi 100 di cui sopra.
Come ti ritaglio il fascio
Ci sono due elementi nell'automobile che sostanzialmente sono rimasti gli stessi dai primordi a oggi: i tergicristallo e i fari. Questi ultimi, però, sono stati recentemente oggetto di una veloce rivoluzione, che ha introdotto nuove sorgenti luminose come led e laser (Audi e BMW) per aumentare le prestazioni e renedere la guida notturna più sicura. Ma l'elemento chiave rimane, più della potenza illuminante, la distribuzione del fascio luminoso: se non puoi usare gli abbaglianti i miglioramenti sono sempre scarsi. E proprio a questo riguardo Mercedes ha sviluppato per le prossime CLS un nuovo sistema a led multifascio, che impiega 24 diodi controllati singolarmente 100 volte al secondo da una unità di comando che si basa sulle indicazioni di una telecamera montata sul parabrezza. In questo modo gli abbaglianti funzionano sempre e se si incontra un altro veicolo il fascio gli viene ritagliato attorno per evitare abbagliamenti. La profondità di illuminazione raggiunge così i 485 m, mentre chi guida non deve più preoccuparsi di disturbare le auto che incontra.
Record Mègane al Nürburgring
Oggi si va di video. Questo è il nuovo record Renault al Nürburgring con la Mègane RS 275 Trophy-R, auto nata espressamente per battere il record sul giro per una trazione anteriore, detenuto sinora dalla Seat Leon con 7' 58"4. Obiettivo raggiunto, con il tempo di 7' 54"36. Un quattro non dà lo stesso thrill di un V8 ad alto regime, ma è senz'altro cattivo, mentre il soffio del turbo ha il suo fascino e lo stridio di gomme la dice lunga su quanto debba faticare un'anteriore per scaricare 360 Nm sull'asfalto in curva. Comunque la Mègane RS in pista è sempre una bella bestia.
Virtuale non troppo
Certo che se bastasse un programma per fare nuova auto avremmo in breve tempo tutta una nuova generazione di entusuasmanti supercar. Queat è l'ultima: la Nissan Concept 2020 Gran Turismo, nata su uno schermo per il gioco omonimo. Quel che è interessante, però, è che nel 2016 questa potrebe essere la nuova GT-R, con molti contenuti della LMP1 per la Le Mans che la Casa sta sviluppando. A latere ci sta un commento piùà generale: l'interesse per i prototipi da parte dei marchi sportivi cresce, lo provano sia il gruppo Renault, con i progetti Alpine e Nissan e la recente acquisizione di Caterham, sia le recentissime dichiarazioni Ferrari. Il tutto a scapito di una ormai noiosa F1; avete visto l'ultima gara di MotoGP? In Formula1 dove si vedono ultimi giri così?
06 giugno 2014
Hot lap, great pleasure
Se dico Can-Am, cosa vi viene in mente? Per chi è troppo giovane rispondo io: dal 1966 al 1987 è stata la Challenge Cup più bella del mondo, allla quale parteciparono tutte le marche più importanti con vetture per l'epoca (e pure oggi) strapotenti. Il video è uno hot lap di Jim Pace con una McLaren M6B del 1968, dotata di un motore Chevy V8 da circa 550 CV. Molti per una scocca che pesa suppergiù lo stesso in chili. Il circuito è bello e molto veloce, si trova nel cuore degli States, in Wisconsin e si chiama Road America, nomen omen. Niente elettronica, cambio sequenziale vero, a denti dritti, sterzo ultradiretto. Una bella storia, da ascoltare ad alto volume, anche se il video si perde un po' in autocelebrazioni. Consiglio: andate direttamente a 1:36 minuti dall'inizio.
Contro gli incendi una corazza
Dopo i casi di incendio delle Model S, Musk è corso ai ripari e ha dato mandato ai suoi ingegneri di trovare un rimedio. La soluzione è arrivata sotto forma di tre scudi (!!) posizionati sotto il pianale in corrispondenza del pacco batterie, capaci, come mostra il video, di sbriciolare anche un blocco di cemento senza che questo possa far breccia nel rivestimento interno. Gli incidenti, infatti, erano stati causati dall'urto con oggetti abbandonati sulla strada che avevano rotto il rivestimento esterno del comparto batterie, permettendo all'umidità di entrare in contatto con il litio innescando così l'incendio. La nuova corazza è costituita da una barra in alluminio che ha lo scopo di deviare gli oggetti potenzialmente pericolosi, posizionata davanti a una placca in titanio capace invece di resistere agli impatti qualora siano inevitabili. Ma se anche questa non bastasse c'è un ulteriore schermo in alluminio dai bordi smussati, studiato per assorbire anche l'energia residua. Tutti i test effettuati da Tesla mostrano che lo scudo è assolutamente impenetrabile, persino nel caso si incontri un rottame metallico appuntito ad alta velocità. L'azienda ha annunciato che ogni nuovo modello sarà dotato della protezione aggiuntiva e che dietro richiesta dei proprietari questa sarà installata anche sulle auto già vendute senza costi aggiuntivi.
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