28 maggio 2014

Io guido da sola





Avevo già parlato della ricerca di nuovo business da parte di Google. Ora il progetto self driving, quello delle auto che guidano autonomamente, fa un altro passo avanti con un nuovo prototipo, del quale è stato diffuso un video. L'auto non ha ancora un nome, ma funziona, è elettrica e raggiunge una velocità massima di 25 miglia orarie, circa 40 km/h. Il modello progettuale sembra quello della smart: due posti, piccolo bagagliaio, sviluppo in altezza, ma con l'aggiunta di uno styling da cartoon che la rende più simpatica. Dentro nessun volante o pedaliera o leva del cambio, solo un bottone che attiva il sistema vocale per dare al sistema le indicazioni sulla destinazione. Il progetto prevede ora la realizzazione di 100 prototipi, i primi dei quali avranno però anche i comandi tradizionali per mettere a punto definitivamente il sofware. D'altronde per un'azienda che ha sviluppato Google Maps e Street View non dovrebbe essere difficile adeguare in tempo reale la cartografia. I commenti degli instant tester nel video sono tutti positivi; rimane da vedere se l'evoluzione del prodotto (e il suo costo) premieranno un'idea che è per altri versi tombale per il concetto di guida come lo intendo io. Ma se abiti in California e ogni giorno affronti 6 corsie stipate di auto anche per andare a fare la spesa forse la chance esiste.

27 maggio 2014

Alta tecnologia a basso costo



Piccola digressione nel campo dei trasporti pubblici. La Central Japan Railway Co, che gestisce i famosi treni veloci Shinkansen in Giappone, costruirà una linea ad altissima velocità negli Usa, il collegamento tra Washington DC e Baltimora. Altissima velocità vuol dire circa 500 km/h, ottenuti impiegando treni maglev a levitazione magnetica, come quello che collega Shanghai all'aeroporto (l'unico al mondo in servizio, peraltro). Questo permetterà di percorrere i circa 60 km di distanza tra le due città in soli 15 minuti. Il costo dell'opera sarà di 8 miliardi di dollari, metà dei quali messi dallo stato giapponese, un "regalo" fatto sperando evidentemente di ottenere in seguito altri contratti sul territorio Usa. Facendo due conti, la linea verrà a costare suppergiù 1.335.000 dollari al chilometro, che in euro fanno 997.800 €/km abbondanti. E questo per una linea estremamente costosa, dato che impiega magneti superconduttori e sistemi di protezione molto sofisticati, molto più costosa del treno stesso. Ora mi domando: com'è che la metropolitana a Milano costa tra i 60 e i 70 milioni di euro al chilometro, dati 2011, che probabilmente oggi saranno ulteriormente lievitati? Sono furbi loro o scemi noi?

Fuoco, fuochino, acqua





Questa ripresa termica del pit stop di una BMW M4 nel DTM permette di evidenziare alcune simpatiche peculiarità. Il colore delle gomme pronte per la sostituzione è lo stesso di quelle da cambiare; segno che sono già in temperatura e che il pilota potrà tirare subito. Curioso poi notare come il calore venga emesso soltanto dalle prese d'aria della macchina e dagli scarichi, mentre tutto il resto è freddo, meccanici compresi. Almeno prima della sosta, perché appena dopo si scaldano anche loro. E le strisce sull'asfalto?

Dopo 66 anni la Ambassador ci lascia



E' opinione comune che la vettura prodotta per il maggior periodo di tempo (65 anni) sia stata il Maggiolino, ma forse non è così: dal 2003, anno della cessazione nello stabilimento messicano VW, il testimone di durata è stato preso in consegna da un'altra automobile, la Hindustan Ambassador, realizzata in India nello stabilimento di Uttarpara e molto diffusa nel subcontinente. Se consideriamo che la Hindustan è la diretta discendente della Morris Oxford II, che ha debuttato nel Regno Unito nel 1954 e ha iniziato la produzione anche in India nel 1958, occorre aggiornare il record della vetustà di un modello. A essere precisi, poi, la vettura del 1954 era solo un blando restyling della Morris Oxford MO, nata nel 1948. A questo punto gli anni di produzione diventano 66 e per una unità il record tedesco è stato battuto. La considerazione ha carattere esaustivo, poiché la Hindustan ha chiuso lo stabilimento di Uttarpara con le linee di montaggio per tutta una serie di problemi tipicamente locali, come la bassa produttività, le frequenti assenze delle maestranze, la scarsità di fondi e le perdite crescenti. Nessun accenno alla evidente condizione di instant classic (a essere davvero buoni) della vettura, che ormai, per quanto il mercato indiano possa essere arretrato, è certamente un'auto fuori dal tempo e improponibile. Qualcuno sarà addolorato? Certo, succede sempre. Ma sono convinto che gli indiani si consoleranno presto con una bella Tata Nano, quella sì che è il futuro.

26 maggio 2014

Sarà mica colpa della F1?



Saranno gli insuccessi nella massima categoria o forse sfiducia nel futuro delle special sportive. Comunque pare che Tony Fernandes, il miliardario malese proprietario della Caterham, si sia stufato del business e abbia messo in vendita tutta l'organizzazione, la Caterham Cars, il team di F1, la società di engineering e quella che si occupa di materiali compositi. Chiede 589 milioni di dollari e ha già fatto le sue proposte a qualche papavero negli Emirati, l'unica area geografica ove si possano ancora fare acquisti emozionali, ma per ora buio. Insomma una battuta di arresto negli interessi malesi nel mondo dell'automobile, che segue la notizia di inizio anno della cancellazione della collaborazione Caterham per l'area motosport con la Renault e lo spostamento in avanti (quanto non si sa) dello sviluppo della concept AeroSeven. Visto l'andazzo, c'è da aspettarsi qualcosa anche dalla Proton, proprietaria della Lotus?

What a MINI!








Al concorso di eleganza di Villa d'Este questo weekend si è vista anche questa MINI Superleggera Vision concept, vero e proprio salto epocale nello stile e nella funzionalità del brand. Realizzata, come esplicita già il nome, con la collaborazione della famosa carrozzeria Touring, autrice delle più belle Alfa Romeo del passato e tuttora vivace nell'ideazione di prototipi, la piccola spider è molto italiana e poco british, dato che gli stilemi del marchio si riconoscono appena nel frontale. Nessun commento ufficiale sul futuro produttivo, anche perché la concept è stata realizzata a mano comme il faut per una vettura della Touring, ma senz'altro una spiderina potrebbe aprire una nuova linea di sviluppo della Casa britannica con il passaggio a modelli più eleganti ed esclusivi. Il parallelo con la smart dei primi anni del millennio, quando produsse la Roadster, viene però spontaneo. Entrambe le vetture base sono di grande successo ma allora i risultati commerciali furono scarsi e portarono addirittura alla ristrutturazione del marchio. Ma sono certo che alla BMW sanno fare bene i conti. I diversi video danno un'idea dei particolari.

23 maggio 2014

Bye bye Active E



Il sito Usa Jalopnik riporta della distruzione di 1.110 BMW Active E a trazione elettrica, vetture basate sulla Serie 1 servite da banco di prova per le i3 e i8 e date in leasing a una serie di clienti selezionati. Le leggi di mercato yankee sono diverse dalle nostre e nella loro ottica la distruzione di una serie di vetture alla fine del contratto di leasing è ragionevole: BMW non vuole affrontare i costi di costituzione di un magazzino ricambi specifico che dovrebbe fornire parti per almeno una decina d'anni; in più, ora che le i sono sul mercato meglio restringere il campo. Una storia che ricorda quella delle Viper donate per l'istruzione stradale. In America le cose vanno così.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...