07 aprile 2014
Automatiche per vendere
Nell'intento di far salire le vendite delle Fiat 500 Turbo e Abarth negli Usa, entrambe le versioni sovralimentate dell'utlitaria (ex)italiana saranno disponibili con la trasmissione automatica in opzione. Una scelta di semplice praticità commerciale, derivante dalla considerazione espressa a chiare lettere dal boss locale Jason Stoicevich: " I giovani semplicemente non guidano auto manuali". Ora, al di là dei puri numeri, peraltro piuttosto strimiziti sul grande mercato americano (36.000 vetture vendute nel 2013, di cui solo 4.100 Abarth), la scelta rende ancor più evidente l'enorme cambiamento della clientela che si affaccia alla guida rispeto al passato. Un tempo acquistare una sportiva con il cambio automatico era fonte di ridicolo; oggi è solo una considerazione pratica. E non parlo di cambi a doppia frizione o sequenziali, ma di una normale unità con il convertitore che tipicamente, vista nell'ottica delle tarature americane, riuscirebbe a mortificare anche una Bugatti.
Anche cabrio la M4
In queste bellissime calde giornate di una primavera che sembra più un inizio estate, chi non avrebbe voglia di farsi un bel giretto in campagna a tetto aperto? Domanda retorica, tanto più se la vettura del tour è la nuova M4 cabrio, che sarà presentata ufficialmente tra pochi giorni al salone di New York. Ultima della tradizionale triade "berlina, coupé, cabrio", la M4 ha ovviamente lo stesso motore, il nuovo 6 in linea biturbo da 431 CV e 550 Nm e stacca uno 0-100 da 4.4 secondi, ma è piuttosto pesantuccia, a causa del necessario irrobustimento che deve compensare la mancanza di un tetto strutturale: dai 1612 kg della coupé si passa infati a 1865 kg (con il DSG a 7 rapporti), ben 253 chili in più. Io continuo a ritenere le cabrio potenti un non senso: pesano di più delle coupé e voglio vedere chi va in giro sul filo dei 200 all'aria aperta; ma il marketing la pensa diversamente. Il particolare caratterizzante, il tetto è ad azionamento elettrico, è diviso in tre sezioni e si apre in 20 secondi anche in corsa fino alla velocità di 18 km/h. Curiosamente, per un vettura di questo calibro e prestazioni, la BMW insiste sulle elevate percorrenze chilometriche della vettura, capace in media di superare gli 11 con un litro. Dico curiosamente perché intanto non ci credo, a meno di non andare in giro come mister Magoo, poi perché chi di questi tempi tira fuori più di 60.000 euro per un auto non credo abbia il cruccio del consumo.
04 aprile 2014
La crisi "motore" del rinnovamento
La settima edizione del Triennale Design Museum che è stata inaugurata ieri è intitolata: " Il design italiano oltre le crisi, autarchia, austerità, autoproduzione". Un tema estremamente interessante in ambito creativo, che offre però lo spunto di una profonda riflessione anche da un punto di vista più squisitamente tecnico. Le crisi sono periodi di assenza, di mancanza dell'abituale, ma come diceva il filosofo Agostino d'Ippona, più noto come sant'Agostino, occorre prima fare spazio per poterlo riempire. E può accadere che l'abbondanza impedisca il rinnovamento, ma soprattutto che tarpi le ali alla creatività. Basta guardare cos'è diventato oggi il prodotto automobile: una infinita serie di clonazioni per ridurre costi e investimenti, che portano sostanzialmente a un'uniformità, un piattume progettuale ormai evidente. Tolti rari (e generalmente proibitivi) esempi, le vetture rispondono sì sempre meglio alle esigenze della mobilità, ma hanno perso per strada la personalità, quella che io amo chiamare la biodiversità tecnologica, il fermento che dà la scintilla per esplorare nuove strade. Così i programmi di progettazione computerizzati finiscono per definire prodotti egualmente orientati, ma non è detto che quella strada debba essere l'unica: cambiare è possibile. Lo dimostrano la prima Vespa, in mostra alla Triennale, sviluppata nel dopoguerra per riconvertire gli stabilimenti Piaggio o la coeva Lambretta, anche lei nata su progetti eseguiti da ingegneri aeronautici. Il meglio che l'automobile può trarre da questo lungo periodo di difficoltà è dunque un nuovo inizio, basato su intuizioni che originano dall'esistente per dare nuovo volto a un concetto di cui tuttora non si può fare a meno e che deve trovare lo sviluppo in assonanza e non in contrapposizione a quello del'uomo. Non è solo una questione di mezzi, ma piuttosto di idee.
03 aprile 2014
Ora il record è americano
Un anno fa il record della Hennessey Venom GT, con circa 428 km/h. Il 14 Febbraio scorso la stessa vettura ha stabilito un nuovo record mondiale di velocità per vetture sportive a 2 posti, raggiungendo la velocità massima di 435,31 km/h. La prova è stata eseguita presso il John F. Kennedy Space Center, a Cape Canaveral (Florida), sulla pista di atterraggio dello Space Shuttle, lunga 3,2 miglia, 5.148 metri. Ricordo che la Venom annovera da tempo quello che la Koenigsegg One:1 ha appena raggiunto: il rapporto 1:1 tra peso e potenza. Ha infatti 1244 CV e pesa 1244 kg. Vabbè, il discorso di JFK in sottofondo è decisamente forzato; lo sappiamo che gli yankee non hanno il senso dela misura. Ma i numeri sono lì da vedere.
Al caldo con un click
Questo video Volvo magnifica il remote start, cioè la possibilità di avviare il motore mediante il telecomando senza salire in auto. Non mi sembra 'sta gran novità. Tre anni fa, nel corso di una vacanza in Florida, noleggiai una Chevy Impala che aveva proprio questo device, comodo, ma abbastanza comune nelle auto premium in Usa. In un clima caldo, l'entrare nell'auto lasciata sotto il sole già fresca è un bel plus. Ma nel caso opposto, il riscaldamento della vettura lasciata al gelo, non so se sia più efficace accendere il motore (tra l'altro, non so se in Svezia sia permesso) oppure usare un semplice riscaldatore, come quello usato dalle auto tedesche che si vede nel secondo video. C'è da moltissimi anni ed è molto comodo. Non è tutt'oro quel che luccica.
A NY debutta la Discovery
La nuova Land Rover Discovery è in arrivo al salone di New York, che si apre il prossimo 16 Aprile. Della vettura è stato diffuso questo videoteaser che ne mostra più o meno la linea (più gli interni a dire il vero). Il nuovo modello è più lussuoso del precedente ed entra nel segmento premium, mentre è chiaro anche dal teaser come lo stile abbia preso una piega nettamente diversa dalle precedenti versioni. Nella plancia campeggia un touch screen e si nota la cura dei particolari che ha introdotto anche su quella che finora era una vettura da lavoro con upgrade un tocco di classe in stile Jag.
01 aprile 2014
Niente specchi siamo yankee
Tesla guida una cordata per ottenere dalla NHTSA, l'ente supervisore del traffico Usa, l'autorizzazione a installare sulle nuove automobili telecamere al posto degli specchietti retrovisori. La regolamentazione attuale non consente infatti la sostituzione tout court, ma
solo l'affiancamento della telecamera allo specchietto, senza prenderne
il posto. La petizione è stata presentata dalla Casa californiana e dalla Alliance of Automobile Manufacturers, che comprende anche GM, Toyota e VW, basandosi sulla considerazione tecnica che l'uso delle telecamere diminuisca la resistenza aerodinamica delle vetture e di conseguenza ne aumenti l'economia d'esercizio, riducendo quindi le emissioni di CO2. Una sorta di grimaldello techno, quindi, per forzare una vecchia norma. Comunque migliorerebbe anche lo stile.
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