Una quindicina di anni fa ricordo un invito a Trollhättan, sede della mitica Saab (quella prima dell'ingresso in GM che ne segnò la fine), un brand che si segnalava per la grande creatività tecnologica. Presentavano due motori innovativi: uno a 6 tempi, destinato a ridurre l'inquinamento e che vedemmo solo staticamente, e un 5 cilindri con turbo e rapporto di compressione variabile (la testata era mobile attorno a un perno), che provammo su una vettura e che mi fece un'ottima impressione, rumorosità elevata a parte. Oggi VW ripercorre quella strada con un'unità che unisce ammissione forzata e compressione variabile. Lo ha detto il responsabile tecnico Hackemberg nella conferenza annuale, senza però entrare nello specifico con dati tecnici precisi. Il gruppo vuole anche estendere l'uso di turbo dotati di avvolgimento elettrico, già usati in gara, che consentono sia una rapida accelerazione della turbina a bassi flussi di gas di scarico, tipicamente sotto i 2.000 giri, sia l'eventuale recupero energetico in rilascio, e il coasting, quello che usa anche Porsche, cioè la semplice vecchia abitudine di mettere in folle se si vede il rosso in fondo alla strada o si viaggia in discesa. Il futuro, a volte, deve imparare dai nonni.
28 marzo 2014
VW ripesca un'idea Saab
Una quindicina di anni fa ricordo un invito a Trollhättan, sede della mitica Saab (quella prima dell'ingresso in GM che ne segnò la fine), un brand che si segnalava per la grande creatività tecnologica. Presentavano due motori innovativi: uno a 6 tempi, destinato a ridurre l'inquinamento e che vedemmo solo staticamente, e un 5 cilindri con turbo e rapporto di compressione variabile (la testata era mobile attorno a un perno), che provammo su una vettura e che mi fece un'ottima impressione, rumorosità elevata a parte. Oggi VW ripercorre quella strada con un'unità che unisce ammissione forzata e compressione variabile. Lo ha detto il responsabile tecnico Hackemberg nella conferenza annuale, senza però entrare nello specifico con dati tecnici precisi. Il gruppo vuole anche estendere l'uso di turbo dotati di avvolgimento elettrico, già usati in gara, che consentono sia una rapida accelerazione della turbina a bassi flussi di gas di scarico, tipicamente sotto i 2.000 giri, sia l'eventuale recupero energetico in rilascio, e il coasting, quello che usa anche Porsche, cioè la semplice vecchia abitudine di mettere in folle se si vede il rosso in fondo alla strada o si viaggia in discesa. Il futuro, a volte, deve imparare dai nonni.
La F-Type debutta a Milano
Anteprima nazionale per la Jaguar F-Type Coupé, versione a tetto chiuso della spider presentata l'anno scorso; un'auto che potrebbe rinverdire i fasti della mitica E-Type. L'aggiunta del tetto (in vetro fumé) dona alla linea complessiva, anche se personalmente ritengo più riuscita la coda delle XK. I motori sono gli stessi della spider, V6 e V8, ma qui si al vertice si aggiunge la versione R, dotata del 5 litri potenziato a 550 CV, con coppia massima di 680 Nm. Un propulsore impegnativo per la (relativamente) piccola coupé british, capace di spararla da 0 a 100 in 4,2 secondi e di raggiunere senza troppi sforzi i 300 orari. Alla costruzione in alluminio, che unisce l'elevata rigidità torsionale (33.000 Nm/grado) alla leggerezza e che consente la grande agilità, si aggiungono i sistemi elettronici di tutoring, tra cui per la versione top il nuovo differenziale attivo che aiuta a stabilizzare la vettura nelle staccate anche violente. Il resto della gamma prevede una versione del V8 da 495 CV e due V6, sempre dotati sovralimentazione volumetrica con compressore a vite, da 340 e 380 CV, con tempi, rispettivamente, di 5,3 e 4,9 secondi sullo 0-100 e Vmax di 260 e 275 km/h. In opzione per le V8 i freni carboceramici; per tutte cambio automatico a 8 rapporti con paddle al volante. La carrzzeria coupè ha concesso un filo in più di spazio al bagaglio, con un vano che ora è di 407 litri: un vero sollievo per i golfisti, che ora possono finalmente invitare un amico a una partita.
26 marzo 2014
Toyota ricicla il rame
La Toyota ha sviluppato una tecnologia all'avanguardia per riciclare il rame proveniente dai cablaggi dei veicoli, nel'ottica di risparmiare le risorse a fronte del calo della disponibilità mondiale del metallo sul mercato: gli studi più recenti paventano infatti che le risorse non vadano oltre i prossimi 40 anni. Il rame è presente per un peso di circa 10 kg nei veicoli, con una lunghezza media dei cablaggi tra 3 e 5 km. L'innovazione del metodo realizzato dalla Casa sta nell'automatizzazione di un processo che finora avveniva solo manualmente e che richiedeva quindi tempi lunghi e costi elevati. La trafila industriale si basa sull'iniziale schiacciamento meccanico di connettori e cavi; il composto eterogeneo ottenuto viene poi inviato in vasche piene d'acqua, dove avviene una selezione basata su differenze di galleggiamento ed effetto di potenti magneti. Il rame ottenuto ha una purezza del 99,96 % e può essere riutilizzato nelle nuove vetture Toyota. Dall'inizio del progetto nel 2013, Toyota ha costruito oltre 200.000 vetture con rame riciclato, mentre il piano prevede che nel 2016 il recupero arrivi a 1.000 tonnellate annue di metallo, sufficienti per circa 2 milioni di automobili.
Videoteaser Murano
La Nissan Murano non ha avuto vita facile in Europa. Prima la gamma mancava di un Diesel, poi il suo look ha creato qualche resistenza tra i clienti del Vecchio Continente; insomma un lancio non proprio brillante. Ecco perché non è ancora chiaro se la terza generazione del Suv jap sarà importata o meno in Europa, privilegiando invece gli Usa che mostrano di gradire parecchio la vettura. Dal teaser si possono trarre conferme delle dichiarazioni Nissan riguardo una nuova era di design che si estenderà a tutti gi altri modelli in produzione, la Murano è infatti ideale come vettura simbolo. Il nuovo modello sarà più grande del precedente e dotatao delle ultime tecnologie nel campo dell'infotainment e della sicurezza. In attesa di vederla al salone di New York il 16 Aprile prossimo, dobbiamo accontentarci del gruppo ottico con luci a led.
La Variant cattiva
Dal sito Usa AutoGuide le foto della versione wagon della Golf R. La versione Variant è stata colta durante i test finali, che rivelano come sia ormai nella sua veste definitiva che definirei davero poco appariscente. La R Variant condivide con la berlina il propulsore a 4 cilindri turbo di 2 litri da 300 CV e 400 Nm e la traziine integrale mediante giunto Haldex, quella per motori con la collocazione trasversale. Cambio manuale a 6 marce o DSG, 0-100 in 5.5 secondi; non è esclusa in futuro una versione ancora più cattiva, sulla scorta della Evo in presentazione al salone di Pechino tra poco. La vedremo al prossimo salone di Parigi, in autunno.
0-100 con la i8
Anche stamattina partiamo con un video. Questo è la cronaca di uno sparo 0-100 con la nuova BMW i8. Devo già correggermi: definirlo uno sparo è quantomeno improprio, perché il sound, pur irrobustito dall'Active Sound Design con il suono emesso dal sistema audio, non è di quelli che definirei esaltanti. Un 3 è un 3, non si scappa e se può andar bene sulla smart, su una supercar fa davvero una magra figura. Comunque le prestazioni ci sono, perché i motori elettrici spingono forte e si vede dalla salita del tachimetro. Se la tendenza è questa è meglio che ci abituiamo... alle auto che guidano da sole. Così almeno ci gustiamo il caffè.
25 marzo 2014
Costa meno il trike di Yamaha
Dopo l'MP3 della Piaggio ci sono state poche novità nel campo dei 3 ruote da città. A colmare il vuoto arriva però oggi Tricity, il trike Yamaha che abbiamo visto in novembre all'EICMA di Milano. La sua caratteristica fondamentale è l'economicità: costa infatti meno di 4.000 euro, decisamente meno della concorrenza e al livello di molti scooter entry level. Tricity è stato pensato come un vero commuter urbano e si rivolge a coloro che hanno abbandonato l'auto per un veicolo più agile o cercano un'alternativa ai mezzi pubblici. Primo tre ruote della Yamaha, ha un motore 125 a iniezione raffreddato a liquido da 11 CV e una trasmissione continua CVT; le ruote anteriori da 14 pollici sono montate su un parallelogramma che guida la loro inclinazione in curva e rendono il trike molto più sicuro e stabile su asperità e fondi sdrucciolevoli, grazie anche al peso contenuto in 152 kg. La frenata è integrale mediante la leva di sinistra, mentre la destra agisce solo sui dischi anteriori da 220 mm (230 il mono posteriore). Strumentazione digitale e luci a led completano la dotazione; disponibile dalla prossima estate.
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