13 gennaio 2014
Porsche 911 Targa
Sempre Detroit, che per qualche giorno sarà il leitmotiv. Porsche fa debuttare qui la nuova 911 Targa tradizionale versione roadster sulla scocca della 991. Sezione centrale a mo' di roll bar con la capottina pieghevole nella parte aneriore e un lunotto in cristallo posteriormente. Ovviamente ci attendiamo la altrettanto tradizionale pletora di versioni Carrera e Carrera S, che Porsche dosa con maestria per dare sempre ai suoi appassionati (e benestanti) clienti un motivo per fare un upgrading rispetto al modello di cui dispongono.
Debutto americano per M3 e M4
431 CV, 550 Nm.Questo il biglietto da visista della nuova BMW M3, che debutta ufficialmente al salone di Detroit in apertura nella omonima città del Michigan (Usa). Della vettura abbiamo già parlato: l'elemento saliente è il ritorno al classico 6 in linea, nota lieta per alcuni, una perdita per altri (e io mi ci metto) dato il pensionamento del V8 di 4 litri, l'ultimo motore aspirato costruito con criteri corsaioli alla Motorsport. Certo, anche se di poco, le nuove M3 e M4 (la coupé cambia nome) sono più potenti, ma il fatto è che il sei cilindri di 3 litri è derivato dalla serie e non più costruito ad hoc per la bisogna. Oggettivamente i tempi sono cambiati e tira aria di riduzione di consumo e downsizing, ma da una M ci aspettiamo sempre molto.
10 gennaio 2014
Toh, la nuova Chrysler 200
Sul web si perde un po' di tutto. Così accade che Chrysler si sia "persa" alcune foto della nuova
200, presentanda a Detroit. Un grande cambiamento rispetto al vecchio e decisamente decotto modello, che ha fatto la sua comparsa anche in Italia sotto il marchio Lancia e in versione cabrio. La nuova linea, morbida, raccordata e sinceramente un po' Citroën, è funzionale alla prossima internazionalizzazione del modello, che con ogni probabilità bisserà il rebranding Lancia in Europa e che intende confrontarsi con la concorrenza nel combattuto segmento delle medie. La vettura è costruita sulla piattaforma modulare che ha già al suo attivo l'Alfa Romeo Giulietta e impiega per ora il 4 cilindri di 2.4 litri attuale da 184 CV, oltre al Pentastar V6 da 271. Oviamente per le versioni destinate al Vecchio Continente sono previsti anche motori Diesel. La trazione è anteriore; probabile l'installazione del nuovo cambio automatico ZF a 9 rapporti.
Tesla va avanti
Il più ricco marchio elettrico del mondo prosegue con il piano di diffusione delle speciali stazioni di ricarica a corrente continua ad alta intensità sul suolo americano. In questi giorni è stata inaugurata una nuova centralina nella città appartenenete alla meno popolata contea dello stato meno popolato degli Usa: Lusk, in Wyoming, portando il totale degli impianti a 54 unità. Incredibilmente, visto l'altissimo costo delle stazioni, la rete comincia realmente a diffondersi, anche se poco più di 50 stazioni su un territorio di una federazione che consta di quasi 10 milioni di chilometri quadri sono in tutta sincerità risibili. L'impianto inaugurato permette la ricarica rapida contemporanea di 5 vetture: con 20 minuti di collegamento si guadagnano 3 ore di autonomia. Sicuramente Musk è da elogiare per la sua visione e per come la persegue: il piano prevede infatti un totale di circa 3.000 stazioni per il 2015; che dire, auguri!
Niente Cina a Detroit
Per la prima volta dal 2006 non saranno presenti vetture di produzione cinese al salone dell'auto di Detroit, che si apre la prossima settimana. La decisione è dovuta all'analisi dei risultati di vendita dei principali marchi del Paese, che ha reso evidente come gli sforzi compiuti dall'industria per ottenere spazi di mercato in Occidente non siano stati ripagati da risultati apprezzabili. La notizia non meraviglia, vista le scarse qualità e affidabilità di buona parte dei cloni prodotti laggiù, ma potrebbe portare, vista la nota suscettibilità commerciale dei cinesi a operazioni di ritorsione sulle importazioni, dato che le vetture europee e americane sono sempre più gradite sul mercato nazionale. La notizia suona comunque strana, anche perché negli scorsi anni si paventava una sorta di invasione sul mercato Usa da parte delle auto di produzione cinese. Occorre ricordare, comunque, che proprio nel 2006 la Geely tentò un'entrata in grande stile in America ma venne bloccata dall'EPA (l'agenzia per l'ambiente) poichè i suoi modelli non rispettavano le norme anti-inquinamento vigenti.
Dalle carrozze alle auto elettriche a Central Park
Avete presente le carrozze che girano in Central Park a New York? Fine della storia. Il neosindaco Bill de Blasio, quello che ama gli italiani e che sembra proprio il più eclettico nella storia dei major della Grande Mela ha deciso di sostituirle con auto elettriche. Alla base della scelta storica, che provocherà di sicuro tutta una serie di reazioni contrarie legate alla tradizione e ai dipendenti delle società interessate, che si troveranno così a spasso, non c'è l'ostacolo al traffico costituito dalle carrozze o la questione dell'inquinamento (beh, sì, anche i cavalli...) ma una vera scelta animalista: de Blasio non vuole più vedere animali sfruttati per divertimento nella sua città. Ma la vera notizia è che le auto prescelte saranno... d'epoca. Nessuna Tesla, quindi, ma Baker o Detroit, entrambe risalenti agli albori del secolo scorso. Evidentemente il sindaco ha già in mente dove recuperare le vetture, cosa non semplicissima altrimenti. Purtroppo proprio per i cavalli che Bill voleva proteggere si prospetta una brutta fine: è assai probabile infatti che i proprietari degli animali, non potendo più utilizzarli, li mandino al macello.
Più brio per gli yankees
Conoscete il claim Mazda, Zoom Zoom? Fa riferimento alla brillantezza delle vetture giapponesi, note per la loro alta tecnologia, che si unisce a solidità e qualità. Bene, negli Usa il brio del Diesel SKYACTIVE, il rivoluzionario motore sviluppato dai tecnici jap seguendo la loro tecnologia proprietaria che permette bassissime emissioni, non è sufficiente.Non basta che il propulsore rilsulti conforme alle regolamentazioni californiane anche senza il catalizzarore per gli NOx, gli yankee vogliono di più; anche se poi si muovono a 80 all'ora, quella velocità vogliono raggiungerla subito, con accelerazioni brucianti. Questo il motivo del ritardo nel lancio della Mazda 6 Diesel sul mercato Usa, che, nonostante la partecipazione di 6 vetture al campionato Grand Am nell'ultima stagione, dovrà aspettare una ulteriore iniezione di potenza che faccia salire gli attuali 175 CV e 420 Nm. Mah, secondo me bastava accorciare un po' le marce basse, ma evidentemente la tendenza alla perfezione di Mazda impone scelte drastiche. Poi, credo che la pregiudiziale di fonte ai motori a gasolio degli americani prescinda dalle prestazioni, ma abbia più a che fare, per esempio, con il suo maggior prezzo alla pompa.
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