17 dicembre 2013
Basta con le foto del diploma!
Accidenti, sembra che questo 2014 inizi carico di cambiamenti epocali. Come quello che riguarda la patente di guida. Dal 9 Gennaio niente più rinnovo decennale o (quinquennale per i più agé) con il bollino autoadesivo, ma un nuovo documento ogni volta. Questo parto degli ultimi giorni del 2013 ha una sua logica e serve ad aggiornare le foto ultradecennali presnti su gran parte delle patenti e oggettivamente scarsamente rispondenti ai requisiti di identificazione quando siano passati trenta o quarant'anni dal rilascio. Tutta la procedura avverrà tramite il Portale dell'Automobilista (quello del ministero dei Trasporti) e agli interessati verrà chiesta quindi anche una fotografia oltre al costo della procedura, che risulta invariato. Nell'attesa del documento nuovo, si potrà circolare con la ricevuta, che vale 60 giorni. No problem, il ministero garantisce che entro una settimana la patente nuova sarà a casa vostra. Ci credete vero?
Beh, almeno mettetevi d'accordo!
Parafrasando dal web, si direbbe che il car sharing sia proprio virale. Parte infatti oggi a Milano, dopo GuidaMi (ATM), E-VAI (Ferrovie Nord) e Car2go (Mercedes), EnJoy, servizio patrocinato da ENI (in primis), Trenitalia, FIAT e Comune di Milano. Fiat è un socio hardware: ha già fornito trecento 500 rosse che entro gennaio arriveranno a 650. Insomma in tempi di calo di vendite anche iniziative come questa possono dare ossigeno all'auto. E non lo dico per spirito anti-mezzo pubblico (che peraltro rivendico con orgoglio), ma basandomi sulle interviste fatte ai vari attori dell'iniziativa. Curiosamente, infatti, mentre da parte dei vertici ENI e Trenitalia si sottolineava con vigore come un car sharing vada nell'ottica del terzo millennio automobilistico (Scaroni arrivava addirittura a fare il paragone tra Milano e New York, auspicando un uso dell'auto ridotto come nella Grande Mela), l'uomo Fiat ametteva come per l'azienda ex-torinese questa sia l'occasione di far provare la vettura (ergo la 500) ai clienti del noleggio e magari di spingere l'utente occasionale a un acquisto pemanente. Evidenza di quanto l'economia di questo inizio di secolo sia confusa e complessa, ma anche prova lampante del fatto che solo con mediazioni intelligenti si possano salvare mobilità e posti di lavoro.
E come economica?
Tesla apre il 2014 con quello che potrebbe sembrare un cambio di rotta dal punto di vista del marketing rispetto alla sua mission attuale. Con il debutto al salone di Detroit 2014 (dal prossimo 13 Gennaio) della Model E, l'azienda californiana apre infatti la sua gamma a un target diverso dall'attuale, composto, questo, perlopiù da entusiasti, visionari, ecologisti, tutti accomunati dalla sostanziosa disponibilità finanziaria, visto che per una Model S occorre sborsare più di 60.000 €. La Model E, invece, dovrebbe avere un prezzo tra i 25.000 e i 35.000 $, tra 18.000 e 26.000 € circa, aprendo di fatto la strada a un abbassamento di gamma che potrebbe dar luogo a un discreto aumento di vendite. L'auto non sarà comunque una Model S più piccola: il responsabile del design Franz von Holzhausen ha dichiarato infatti che la Model E avrà una sua personalità, così come il pickup in fase di sviluppo, e non sposerà il concetto Audi del familiy feeling, anche se il debutto della nuova auto non avverrà sulla piataforna di terza generazione che è ancora in sviluppo. Prosegue anche la messa a punto del Suv Model X, che si vedrà nel corso dell'anno e che avrà un target price vicino a quello della S; ancora in forse invece la riedizione della Roadster.
16 dicembre 2013
Under pressure
Ci risiamo. Con la scatola nera, intendo, ossia con il grande fratello pagato da noi. Nell'ultimo decreto del governo, infatti, è stata inserita una clausola che prevede uno sconto di non meno del 7% sulla tariffa nel caso in cui l'assicurato decida di farsi montare il dispositivo. Bene. Innanzitutto, sconto su che, su quale tariffa, visto che le assicurazioni praticano i tassi che vogliono? Basta fare prima un bell'aumento e in tal caso lo sconto a cosa corrisponderebbe? Ma la cosa che mi fa impazzire è che l'associazione delle compagnie ha già protestato. Sì, perchè l'articolo prevede che il costo della scatola nera sia a carico loro e non dell'automobilista. Siamo al teatro dell'assurdo. Io devo pagare di tasca mia, con uno sconto fittizio in risarcimento su una tariffa aleatoria e sulla quale non ho alcun controllo, per un servizio che la campagnia adotta per controllarmi e applicarmi eventualmente variazioni di premio. E poi, non ne abbiamo già abbastanza di bancomat, carte di credito, social network, telefoni che tracciano ogni nostro movimento e comportamento? Pure l'auto? Senza contare che a parer mio non ci vorrebbe molto prima che uno o l'altro dei comuni in cronico passivo chiedano di poter usare a fine legale i dati delle scatole nere per sanzionare, per esempio, gli eccessi di velocità nel loro territorio. Pensateci, la scatola nera potrebbe trasformare (quel che resta del) la guida in un incubo.
Che botta!
Ragazzi, qui non c'è storia. Già con la Serie 1 BMW bisognerebbe stare
accorti sugli alleggerimenti dinamci da scollinamento, ma se poi mentre
la macchina ti parte non tenti nemmeno di fare un minimo di
costrosterzo... Beh allora te la cerchi proprio. Questo signore ha
deciso di portare a fare un giretto tirato sulla pista di Zandvoort
(Paesi Bassi) un suo famigliare: mai scelta fu più azzardata, viste le
non eccellenti doti di pilota, che hanno trasformato quello che poteva
essere un semplice testa-coda in un capottamento con tanto di decollo che ha causato quasi la distruzione dell'intera auto.
La nuova Classe C
Mercedes si trova decisamente in un momento di grazia e sforna nuovi modelli con una progressione che farebbe pensare la crisi sia alle spalle (magari!). Ora è il turno della nuova Classe C, che sfoggia una nuova livrea dalle complesse linee morbide e una coda che ricorda le S di qualche tempo addietro. Il nuovo modello punta alla leggerezza, con una riduzione media di peso 100 kg che si basa su una innovativa scocca ibrida in alluminio e acciaio ad alta resistenza (la scocca da sola pesa 70 kg in meno). Minor peso vuol dire anche minori consumi e a questo riguardo si apprezzano la miglior penetrazione aerodinamica, con un Cx di 0.24 e il progressivo downsizing della gamma, che al lancio prevede un Diesel, la C220 (2.1 litri) e due benzina, la C180 (1.6 l) e la C200 (2.0 l), con potenze, rispettivamente di 170, 156 e 184 CV. Più avanti, nella gamma ci saranno però anche i nuovi Diesel 1.6 l da 115 e 136 CV, mentre il range di potenza dei benzina, tutti a iniezione diretta, giungerà a 333 CV con un nuovo V6. Ovviamente assai curato l'interno, che si presenta in una nuova veste molto tecnologica e che nel claim MB intende dare la stessa impressione del passaggio alla business su un aereo. Nella plancia uno schermo touch da 7 o 8.4 pollici, sul tunnel cenrale un controller di nuova generazione che sembra uno smartphone e consente addirittura di scrivere ciò che si vuole, con risposta tattile al comando. Trattandosi di una Mercedes non c'è da domandarsi poi se sia stata posta attenzione alla sicurezza: alla abituale amplissima gamma di ausilii attivi alla guida, si aggiungono infatti airbag anche per le ginocchia e tutti i sistemi Intelligent Drive che avvertono (e intervengono) delle situazioni di pericolo. Per ciò che attiene la dinamica di guida, infine, un nuovo assetto meccanico modificabile all'acquisto su tre tarature, dalla più confortevole alla sportiva, oltre all'optional delle sospensioni pneumatiche.
Torna la Jeepster
Alla fine degli anni '40 la Willys -Overland, antesignana della Jeep, produsse la Jeepster che, lontanissima dalla apparenti somiglianze con la desinenza usata anche da Porsche, era più una sorta di incrocio tra un fuoristrada e una MG; lo stesso nome fu poi adottato dalla AMC per le Commando degli anni '60. Ora Chrysler potrebbe riesumare il nome, che nel frattempo era stato usato dal gruppo per una concept nel 1998. Oggi il nome ritorna in... sedicesimo, nel senso che verrà dato al nuovo piccolo Suv che il gruppo vuole costruire sulla piattaforma della Fiat 500. In effetti le auto saranno due, la Jeepster e la 500X, realizzate con trazione intergrale oppure anteriore e assemblate, udite udite, nello stabilimento di Melfi in Italia. L'intenzione è quella di offrire un'alternativa a costo inferiore alla Skoda Yeti e alla MINI Countryman, cosa che dovrebbe essere possibile anche grazie alla gamma motori. I propulsori saranno infatti gli stessi delle 500, con l'inclusione dei Twin Air che in Europa sarebbero i favoriti. Le potenze installate andranno da 95 a 180 cavalli, compendendo anche l'1.4 turbo della Punto; per ora nessun accenno ai Diesel, il cui montaggio è però certo. L'allestimento produttivo dovrebbe già essere in corso, mentre il lancio sul mercato avverrà entro il prossimo autunno.
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