27 novembre 2013

Maserati 5 stelle





Siamo abituati a dividere istintivamente le vetture sicure da quelle sportive. Dev'essere una sorta di innato meccanismo di salvaguardia, che ci permette di ritenere che la nostra sete di velocità e prestazioni (con quell'insostituibile carica di adrenalina che nessun videogioco ti può dare you know what I mean), sia del tutto priva di possibili rischi. Ahimé non è però così, anche perché al salire della velocità salgono i danni in caso di incidente. Ecco perché il fatto che la Maserati Ghibli abbia ottenuto le 5 stelle nelle prove Euro NCAP, il massimo del punteggio possibile, è importante. Il video è un bel connubio di tutto questo discorso, anche se la carcassa dell'auto dopo il crash offset (avvenuto cioé soltanto sul 40% della  sezione frontale) fa indubbiamente impressione. Ma ora possiamo darci dentro più tranquilli, vero?

Rifornimento fai da te?



Ok, il risparmio energetico è à la page. Certo che però in Sardegna hanno preso la questione davvero alla lettera, tanto che un ricercatore dell'università di Sassari ha trovato un sistema di riutilizzare l'urina (sì proprio quella, umana e animale) come additivo per migliorare il rendimento di combustione dei carburanti tradizionali. Finora sapevamo dell'impiego dell'urea per i sistemi di catalisi per gli NOx sui Diesel di mezzi pesanti e alcune auto Euro 6, soluzione già diffusa tanto che ci sono i distributori di Ad Blue, l'urea, appunto, destinata a tali sistemi. Ma Franco Lisci, l'ideatore del progetto, con un passato in Fiat, ha messo a punto un sistema legato invece direttamente alla combustione, che si basa su un processo di filtrazione molto ecologica della materia prima, tanto che i dispositivi sono realizzati in lana di pecora (!!). Tale processo consente di di ottenere un additivo che promette riduzioni di consumo del 35% nei motori a benzina, del 60% in quelli Diesel e addirittura dell'80% con i combustibili gassosi. Sono valori strabilianti, forse troppo per dar loro fiducia così, d'acchito. Ma in tempi di crisi val comunque la pena di verificare la congruità degli asserti. Comunque sarebbe bello poter contare sempre sulla possibilità di un rifornimento personale per la propria auto; non so se mi spiego.

26 novembre 2013

Metti una strada con il formaggio



Questa è davvero forte. In inverno le amministrazioni devono accollarsi elevati costi per trattare le strade ghiacciate. La soluzione universalmente adottata è quella di cospargere il manto stradale di sale, che fa scendere il punto di congelamento dell'acqua ed elimina così il ghiaccio. Ma l'uso del sale ha un lato negativo perché il suo elevato potere corrosivo risulta dannoso sia all'asfalto stesso sia alla carrozzeria delle auto che percorrono il tratto "salato". Così nel Wisconsin (Usa), dove la sanno lunga di neve ghiaccio e basse temperature, hanno trovato una soluzione alternativa  locale che a loro dire è molto efficace: invece di spargere sale, impiegano gli scarti di lavorazione dei caseifici locali, il latticello salato che rimane da smaltire a fine ciclo. Pare che nella contea di Polk un dipendente del caseifico locale per un incidente abbia sparso il residuo sull'asfalto all'interno dell'azienda, notando un immediato miglioramento dello stato dell'asfalto. Nelle contee Usa la catena di comando è breve e così il nostro novello Archimede ha informato il sindaco, il quale dopo qualche esperimento ha contagiato prima la contea e dopo l'intero stato, nel quale la produzione di formaggio è capillare e diffusa. Così da quest'anno per sghiacciare le strade in Wisconsin si usano i residui provenienti dai caseifici con il vantaggio di una maggiore resistenza al freddo (-20 °C contro i circa -10 °C con il sale) e di una forte riduzione di costo. I caseifici risparmiano infatti i costi di smaltimento e le amministrazioni quelli di acquisto del sale. Tutti contenti? Beh, dipende. Perché il latticello puzza terribilmente e così quando si parcheggia l'auto nel box e la temperatura sale il penetrante odore di formaggio stantio rischia di invadere l'intera casa. Meglio la puzza o il rischio?

Niente aria, siamo jap



E' come un destino. Parlo della fine delle camere d'aria e in genere degli pneumatici come li conosciamo noi. L'ultima volta che ne ho parlato la new veniva dalla Corea (http://auto-thrill.blogspot.it/2013/09/uno-pneumatico-vivo.html) ora si ritorna sul pezzo con un prodotto presentato da Bridgestone al salone di Tokyo. Si chiama Air Free Concept Tyre ed è privo di aria, grazie alla struttura a lamelle in resina termoplastica che regge la fascia battistrada realizzata nella tradizionale gomma. Il problema tipico di queste realizzazioni a raggi prive d'aria è la velocità. L'assorbimento delle discontinuità dà luogo infatti a forti contraccolpi sulla struttura che ne limitano le performance al crescere delle prestazioni; non  a caso Bridgestone ha mostrato Air Free su una vettura elettrica e dichiara la sua efficacia fino a una velocità di 60 km/h. Un ulteriore vantaggio rispetto ai prodotti consueti è costituito dalle minori emissioni di CO2 legate alla ridotta resistenza di rotolamento e al minor peso, fattore questo che migliora anche la dinamica del veicolo per le minori masse non sospese. Ovviamente l'evoluzione di questi prodotti è legata a un accurato bilancio tra rigidezza e peso della struttura: alla prima sono legati infatti i consumi, mentre al secondo il comfort paragonato a un prodotto tradizionale. E' però certo che in futuro vedremo moltiplicarsi i concept di questi prodotti, inizialmente su veicoli da città ma sempre più su ogni tipo di veicolo.

Più reale o più virtuale?








L'influenza del web sulla realtà è sempre maggiore. Lo dimostra la Mercedes AMG Vision Gran Turismo, nata per diventare la protagonista di un videogioco, nella fattispecie il progetto Vision GT realizzata da Polyphony Digital. A Gran Turismo 6, ultima evoluzione dell'ormai famoso videogioco, hanno collaborato anche altri costruttori, come Alfa Romeo, VW e BMW, tutti realizzando concept virtuali che manifestano una eventuale opzione reale. Vale a dire che le Case coinvolte nel progetto si riservano la possibilità di dare vita a una vettura destinata davvero alle strade. Così Mercedes ha prsentata a Los Angeles la concept vera e diramato le caratteristiche virtuali (ma assolutamente credibili) della Vision Gran Turismo: 585 CV e 800 Nm, peso contenuto in 1385 kg, motore V8 biturbo di 5.5 litri (l'attuale AMG in uso su altri modelli). Il video silente è oggettivamente pesante e molto teutone, soprattutto quando i vari tecnici ronzano intorno all'auto, ma dà un'idea concreta di quanto esagerata sia la concept.

End of game



Finita. Chiuso. Giù la serranda. La Lamborgini Gallardo diventa una instant classic, dopo l'uscita dell'ultimo modello dalla linea di montaggio, ieri, dell'ultima LP 570-4 Spyder Performante. Ne hanno prodotte 14.022, la vettura costruita nel maggior numero di pezzi dalla Casa di Sant'Agata. Dalla sua presentazione a Ginevra nel 2003, una carriera lunga dieci anni, tanti anche per una supersportiva. In attesa della Cabrera, che prenderà il suo posto, con la chiusura della linea del V 10 (arrivato a 570 CV) alla Lambo rimane in produzione soltanto il V12 della Aventador. Trattandosi quest'ultima di una esagerata ipercar, pure nell'ambito di un marchio abituato agli eccessi come questo occorre assolutamente una sostituta, sia per bissare l'eccellente risultato economico, sia per introdurre novità tecnologiche anche in ambito iper. La fine della dinastia dei V8 in F1, infatti, autorizza anche il gruppo VAG (i tedeschi di VW proprietari del marchio) a proprorre un downsizing anche nel settore supersport, peraltro nella filosofia LeMans di Audi. C'è quindi l'ipotesi di un V6 turbo, ma occorrerà un accurato sondaggio nel gradimento da parte della affezionata clientela prima di una delibera definiva.

15 novembre 2013

Taci, la batteria ti ascolta!



















Le auto sono sempre più computer viaggianti e questo rende possibili tutta una serie di innovazioni sempre più importanti, per eempio nelll'ambito della sicurezza. Ma ci sono anche lati oscuri, più evidenti nei veicoli che impiegano tecnologie più sofisticate. Un caso recentemente portato alla ribalta della cronaca in Germania ci fa riflettere. Si tratta della Zoe, ultimogenita elettrica di Renault. Come per tutte le altre auto a batteria della Casa, è stato scelto di vendere soltanto la vettura, mentre gli accumulatori sono ceduti in leasing. Ciò permette da un lato di ridurre l'importo iniziale (le batterie costano in pratica quasi quanto la vettura) e dall'altro di mettere il cliente al riparo da eventuali malfunzionamenti o problemi: in tal caso gli accumulatori vengono semplicemete sostituiti senza costi aggiuntivi. Ma i tedeschi hanno scoperto che Renault ha messo dei DRM, Digital Rights Mangements, sulla batteria della Zoe. Si tratta di sistemi di sicurezza informatici che consentono di esercitare una sorta di diritto d'autore nel campo digitale; nella fattispecie questo tutela Renault da eventuali irregolarità di pagamento delle rate del leasing. In tal caso, infatti, potrebbe venire impedita la ricarica della batteria rendendo l'auto inutilizzabile. Il fatto però è che, secondo Der Spiegel, il sistema di controllo raccoglie anche altri dati di utilizzo sulla vettura e li invia alla Casa senza metterene a parte il proprietario. Un grande fratello? Speriamo proprio di no. Anche perché l'auto è rimasta forse l'ultimo ambienet in cui si possa avare un po' di privacy.


Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...