Le auto sono sempre più computer viaggianti e questo rende possibili tutta una serie di innovazioni sempre più importanti, per eempio nelll'ambito della sicurezza. Ma ci sono anche lati oscuri, più evidenti nei veicoli che impiegano tecnologie più sofisticate. Un caso recentemente portato alla ribalta della cronaca in Germania ci fa riflettere. Si tratta della Zoe, ultimogenita elettrica di Renault. Come per tutte le altre auto a batteria della Casa, è stato scelto di vendere soltanto la vettura, mentre gli accumulatori sono ceduti in leasing. Ciò permette da un lato di ridurre l'importo iniziale (le batterie costano in pratica quasi quanto la vettura) e dall'altro di mettere il cliente al riparo da eventuali malfunzionamenti o problemi: in tal caso gli accumulatori vengono semplicemete sostituiti senza costi aggiuntivi. Ma i tedeschi hanno scoperto che Renault ha messo dei DRM, Digital Rights Mangements, sulla batteria della Zoe. Si tratta di sistemi di sicurezza informatici che consentono di esercitare una sorta di diritto d'autore nel campo digitale; nella fattispecie questo tutela Renault da eventuali irregolarità di pagamento delle rate del leasing. In tal caso, infatti, potrebbe venire impedita la ricarica della batteria rendendo l'auto inutilizzabile. Il fatto però è che, secondo Der Spiegel, il sistema di controllo raccoglie anche altri dati di utilizzo sulla vettura e li invia alla Casa senza metterene a parte il proprietario. Un grande fratello? Speriamo proprio di no. Anche perché l'auto è rimasta forse l'ultimo ambienet in cui si possa avare un po' di privacy.
15 novembre 2013
Taci, la batteria ti ascolta!
Le auto sono sempre più computer viaggianti e questo rende possibili tutta una serie di innovazioni sempre più importanti, per eempio nelll'ambito della sicurezza. Ma ci sono anche lati oscuri, più evidenti nei veicoli che impiegano tecnologie più sofisticate. Un caso recentemente portato alla ribalta della cronaca in Germania ci fa riflettere. Si tratta della Zoe, ultimogenita elettrica di Renault. Come per tutte le altre auto a batteria della Casa, è stato scelto di vendere soltanto la vettura, mentre gli accumulatori sono ceduti in leasing. Ciò permette da un lato di ridurre l'importo iniziale (le batterie costano in pratica quasi quanto la vettura) e dall'altro di mettere il cliente al riparo da eventuali malfunzionamenti o problemi: in tal caso gli accumulatori vengono semplicemete sostituiti senza costi aggiuntivi. Ma i tedeschi hanno scoperto che Renault ha messo dei DRM, Digital Rights Mangements, sulla batteria della Zoe. Si tratta di sistemi di sicurezza informatici che consentono di esercitare una sorta di diritto d'autore nel campo digitale; nella fattispecie questo tutela Renault da eventuali irregolarità di pagamento delle rate del leasing. In tal caso, infatti, potrebbe venire impedita la ricarica della batteria rendendo l'auto inutilizzabile. Il fatto però è che, secondo Der Spiegel, il sistema di controllo raccoglie anche altri dati di utilizzo sulla vettura e li invia alla Casa senza metterene a parte il proprietario. Un grande fratello? Speriamo proprio di no. Anche perché l'auto è rimasta forse l'ultimo ambienet in cui si possa avare un po' di privacy.
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