11 novembre 2013

Torna lo scorpione dei sogni















Di un calo del successo della 500 non è nemmeno il caso di parlare. E quindi, dato che a Novembre cadono giusto i 50anni dell'Abarth e che il concetto tiene, ecco la versione produzione della Abarth 595 50° Anniversario presentata al salone di Francoforte. Motore a 4 cilindri T-Jet da 180 CV, coppia masima di 250 Nm, accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi e una velocità massima di 225 km/h sono il biglietto da visita di questa 500 ultrasportiva, praticamente un'auto da corsa mignon che pur con il suo passo corto ha doti di stabilità e una precisone di inserimento invidiabili. A parte le ruote da da 17'' con cerchi dal design 695 Grigio Magnesi, particolari decisamente moderni e necessari per gestire la potenza della esubernate auto, la livrea della vettura si rifà all'antenata. Fatta salva una piccolezza: là c'era l'aggressività povera di chi voleva farsi strada, qui lo status di una piccola icona.




Subaru va di WRX



Debutto al salone di Los Angeles per le nuove Subaru toste, la WRX e la WRX STI, di cui la Casa ha diffuso un teaser. Devo dire che la linea delle ultime Subaru, BRZ e XV a parte, non mi ha smosso dentro più di tanto e che da ciò che si vede anche questa non sarà più bella di tanto. Comunque, a parte il concentrato di linee da mal di testa, la grande presa d'aria sul cofano fa tanto auto cattiva. Non è però priva della sua indubbia funzionalità, dato che il motore dovrebbe essere il 2 litri sviluppato con Toyota, quello della BRZ e edlla GT-86, qui in edizione turbo. A seconda delle tarature, meno spinta sulla WRX semplice e con maggiore sovrapressione sulla STI, la potenza dovrebbe variare tra 265 e 305 CV, praticamente gli stessi della versione attuale nel secondo caso ma, attenzione, ottenuti da un boxer di 2.5 litri contro i due del prossimo. D'altronde, dopo l'imprinting Mercedes con la nuova Classe A AMG, i duemila che vogliano definirsi sportivi non possono assolutamente stare sotto i 300 cavalli.



09 novembre 2013

CitroPorsche 911 DS









Il team del  blog  Brandpowder ha sviluppato un progetto tanto eccezionale quanto visionario. Si è posto l'obiettvo di realizzare l'auto perfetta e ha individuato due brand per ottenere l'assunto: Citroën e Porsche, la prima (parliamo dei modelli d'antan, ovviamente) per il comfort e la seconda per la sportività. Detto fatto, la scelta è caduta su due modelli: una indimenticabile DS e su una altrettanto inossidabile 911. E poi, direte voi? Semplice, poi le hanno messe insieme, ma davvero, non al computer, aggiungendo un tocco di tecnologia contemporanea con un sisetma di propulsione ibrido annesso al sei cilindri boxer Porsche, qui rivoluzionariamente collocato nel vano anteriore. Come vogliamo definirla questa 911 DS? Strana? Orribile? Inguardabile? Oppure straordinaria? A ciascuno la propria valutazione, ma devo dire che la giunzione è stata realizzata con cura perfetta. E che a seconda del'angolo di visuale si riconosce l'una o l'altra delle componenti. Come dire, unite sì, ma ognuna con la sua dignità.

A grande richiesta



Per la serie "A volte ritornano", trasmettiamo: i sei cilindri in linea Mercedes. Pare infatti che, a seguito dell'accordo con Renault sullo share di propulsori tra i due marchi e nell'ottica di ridurre i costi di fabbricazione rendendo il più possibili modulari i diversi componenti, la Casa della stella abbia riesumato a livello progettuale i suoi classici e (ottimi e  mai dimenticati, devo dire) motori a sei cilindri in linea, allo scopo di creare una nuova famiglia, appunto, modulare di propulsore a 6, 4 e 3 cilindri in linea. Il 3 dovrebbe addirittura equipaggiare anche la nuova Classe C. Ora, il passaggio ai V6 era avvenuto per ragioni di compattezza e di sicurezza nei crash; l'albero motore infatti in questo caso è molto più corto e ciò lascia maggior spazio disponibile all'avantreno. Tornare al 6 in linea implica una completa riprogettazione delle vetture per rivederne il bilanciamento (il motore è di gran lunga il componente più pesante) e quindi costi assai elevati che a mio parer sopravanzano alla grande la futura modularità. Ma una delle caratteristiche storiche della Mercedes è quella di lanciarsi in avventure tecnologiche anche al di là della convenienza, un tratto tanto raro quanto apprezzabile nel crudo mondo degli affari contemporanei.

08 novembre 2013

Se non te lo dicessero qual è quello vero...





Questo short video dà un'idea di quanto sia oggi sofisticata la realtà virtuale.Sulla destra le immagini riprese dall'interno di una vettura da corsa Mercedes durante una gara del campionato tedesco DTM; a sinistra invece l'immagine del videogioco sviluppato dalla svedese SimBin Studios AB. La precisione è incredibile e si capisce come anche i piloti professionisti possano allenarsi con questi simulatori. Rimane ovviamente la questione del pelo. Sì, perché su uno schermo non rischi nulla e non senti le accelerazioni, mentre nella realtà osare è decisamente più impegnativo.






L'estintore di serie sarebbe un'idea



E tre. Siamo alla terza Tesla che prende fuoco, dopo quella in Caifornia e quella in Messico. Si tratta anche questa volta di una Model S, d'altronde la più venduta delle auto elettriche di Musk. Anche questa volta l'incidente è avvenuto in USA, in particolare in Tennessee, e anche stavolta la dinamica del sinistro è analoga: l'auto urta un ostacolo sulla carreggiata e l'urto danneggia il contenitore delle batterie; di qui scaturisce l'incendio. Ora, è vero che non è così comune trovare un gancio di traino abbandonato sull'asfalto (era questo l'ostacolo nel caso specifico), così come il fatto che un automobilista dotato di riflessi normali dovrebbe riuscire a evitarlo. Ma anche ammettendo che il sudista alla guida fosse un bradipo, rimane il fatto che se una Tesla cozza con qualcosa di solido sull'asfalto può prendere fuoco. Immaginate cosa succederebbe con le voragini stradali che abbiamo in Italia: in tali frangenti un urto contro il sottoscocca non sarebbe così raro. Fatti salvi i miei commenti dell'altra volta (cliccate sul link in alto) rimane il vecchio detto: una volta è un caso, due una coincidenza, ma tre...

Come quella per Le Mans







Si dice spesso del transfert dalla corse alla produzione, un concetto intriso di retorica che spesso nasconde interessi economici diversi o semplicemente (e per fortuna dico io) passione. Ma guardando la Nissan BladeGlider che sarà presentata al prossimo salone di Tokyo, è difficile non notare la parentela con la ZEOD RC sviluppata per Le Mans. La linea aerodinamica di questa roadster con la carreggiata anteriore assai più stretta di quella posteriore, infatti, è quella dell'auto da corsa e garantisce, oltre a un miglior drag, una stabilità eccellente (vedi i carrelli degli aerei). Inoltre la BladeGlider è' una vettura da città a tre posti azionata eletricamente (la ZEOD RC è ibrida), con i motori incorporati nelle ruote e batterie al litio. Il sedile centrale anteriore, quello del guidatore, si sposta elettricamente in senso laterale all'apertura (pure elettrica) delle porte verso l'alto per consentire l'accesso ai due posti dietro, mentre contemporaneamente il volante si ritrae. Una vettura riuscita e gradevole, come del resto il sound del video.




Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...