08 novembre 2013
L'estintore di serie sarebbe un'idea
E tre. Siamo alla terza Tesla che prende fuoco, dopo quella in Caifornia e quella in Messico. Si tratta anche questa volta di una Model S, d'altronde la più venduta delle auto elettriche di Musk. Anche questa volta l'incidente è avvenuto in USA, in particolare in Tennessee, e anche stavolta la dinamica del sinistro è analoga: l'auto urta un ostacolo sulla carreggiata e l'urto danneggia il contenitore delle batterie; di qui scaturisce l'incendio. Ora, è vero che non è così comune trovare un gancio di traino abbandonato sull'asfalto (era questo l'ostacolo nel caso specifico), così come il fatto che un automobilista dotato di riflessi normali dovrebbe riuscire a evitarlo. Ma anche ammettendo che il sudista alla guida fosse un bradipo, rimane il fatto che se una Tesla cozza con qualcosa di solido sull'asfalto può prendere fuoco. Immaginate cosa succederebbe con le voragini stradali che abbiamo in Italia: in tali frangenti un urto contro il sottoscocca non sarebbe così raro. Fatti salvi i miei commenti dell'altra volta (cliccate sul link in alto) rimane il vecchio detto: una volta è un caso, due una coincidenza, ma tre...
Come quella per Le Mans
Si dice spesso del transfert dalla corse alla produzione, un concetto intriso di retorica che spesso nasconde interessi economici diversi o semplicemente (e per fortuna dico io) passione. Ma guardando la Nissan BladeGlider che sarà presentata al prossimo salone di Tokyo, è difficile non notare la parentela con la ZEOD RC sviluppata per Le Mans. La linea aerodinamica di questa roadster con la carreggiata anteriore assai più stretta di quella posteriore, infatti, è quella dell'auto da corsa e garantisce, oltre a un miglior drag, una stabilità eccellente (vedi i carrelli degli aerei). Inoltre la BladeGlider è' una vettura da città a tre posti azionata eletricamente (la ZEOD RC è ibrida), con i motori incorporati nelle ruote e batterie al litio. Il sedile centrale anteriore, quello del guidatore, si sposta elettricamente in senso laterale all'apertura (pure elettrica) delle porte verso l'alto per consentire l'accesso ai due posti dietro, mentre contemporaneamente il volante si ritrae. Una vettura riuscita e gradevole, come del resto il sound del video.
Il V12 è morto, viva il V12
Neanche il tempo di gustarsi la S 63 AMG che arriva la S 65. E non si tratta solo di sigle, perché sotto il cofano della sorellona, al posto del (pur straordinario) V8 pulsa un V12 biturbo di 5980 cm3 (invece dei banali 5.5 litri del V8). Potenza dei cinesi, perché nelle strategie della Stella c'era l'eliminazione dei V12, troppo assetati e costosi per la vecchia Europa. Ma nel continente giallo più è meglio, tanto che era stata tenuta in vita anche la SL V12 soltanto per quel mercato. E così rieccoci con la bestia a dodici cilindri, 630 CV tra 4800 e 5400 giri (non gira troppo, non serve) e ben 1000 Nm costanti tra 2300 e 4300 giri. Una coppia da TIR, grazie alla quale un'auto lunga quasi 5 metri e 30 e pesante intorno alle 2 tonnellate scatta da 0 a 100 orari in 4.3 secondi e raggiunge una velocità massima di 250 km/h autolimitati (ma sbloccabili acquistando il kit Performance). Con una di quelle dichiarazioni meraviglia che tanto piacciono ai tedeschi, la percorrenza media è di 8.4 km per litro, un valore quasi incredibile per la potenza in gioco. Che sia per la presenza dello start&stop? Scherzi a parte, le S AMG si guidano come biciclette a dispetto della loro mole e scattano morbide e sicure grazie al nuovo cambio Speedshift Plus 7G-Tronic a 7 rapporti, irrobustito per non disintegrarsi alla prima accelerata a fondo. Inutile parlare della finezza degli interni: da tempo Mercedes occupa il primo posto nel campo, a volte sfidando anche marchi nobiliari. Ma dal punto di vista dinamico c'è tutto per garantire una guida sportiva come se si trattasse di una piccola coupé con risultati davvero eccellenti. Ah, dimenticavo. Date un occhiata alla marca dell'orologio a analogico nella plancia.
07 novembre 2013
Esagerata? Di più!
Dalle auto presentate al salone di Dubai ci si può aspettare di tutto, anche perché catturare i clienti nella penisola arabica richiede un notevole impegno. Sceicchi ed emiri hanno visto di tutto e si possono permettere tutto, stupirli non è facile. Ci prova quindi "dall'interno" (è costruita proprio in Dubai dalla Defining Extreme Vehicles Car Industry L.L.C) questa Devel Sixteen, che si presenta con numeri più aeronautici che terrestri. Ben cinquemila cavalli, ottenuti da 16 cilindri (non si sa ancora in quale configurazione, se a V oppure a W come sulla Bugatti), una velocità massima di 560 km/h (un turboelica) e da 0 a 100 in 1.8 secondi. E già qui casca l'asino, perché con una potenza oltre quattro volte superiore a una Veyron il tempo scende solo di 7 decimi. D'altronde anche una trazione integrale non può usperare i limiti della fisica: oltre una certa coppia gli pneumatici sgommano e basta. Già, le gomme. Ci pensate che coperture deve avere la Devel per non dechapare alla prima tirata? Non mi risulta siano in commercio; anche qui bisogna rivolgersi all'industria aeronautica, ma con prodotti che "vanno solo diritti" e per poco tempo. Vabbè, magari hanno comprato anche una fabbrica di gomme e se le fanno da loro; possibile.Comunque non mi pare 'sta bellezza, la Devel e sul far valere la garanzia, poi.... La cilindrata è sconosciuta, come del resto il prezzo. Ma in Dubai parlare di soldi è quasi offensivo.
06 novembre 2013
Te lo do io il tagliaerba!
Honda è universalmente conosciuta per le moto e le auto, ma l'attività produttiva della Casa jap si estende anche a generatori e tagliaerba. E proprio a questa categoria appartiene la sua ultima creazione tecnologica: Mean Mower, una superfalciatrice, messa a punto, manco a dirlo, dal team inglese della Honda. Al posto del solito monocilindrico da qualche cavallo è stato installato il 4 cilindri di 1000 cc della VTR Firestorm da 110 CV e il risultato è un tagliaerba che raggiunge 210 km/h e va da 0 a 100 km/h in 4 secondi. Ma a cosa serve, è la domanda che sorge spontanea. Beh, gli inglesi sono folli per tutto ciò che si muove e in UK ci sono sfide tra appassionati (magari un po' fuori di melone) per raggiungere la velocità più alta con questi oggetti. Che sono a tutti gli effetti tagliaerba, provvisti della loro bella lama falciante posta sotto il telaio. In questo caso, dato che la trasmisione del moto dal 4 cilindri sarebbe stata un po' laboriosa, la lama è azionata da due motori elettrici e il suo bravo compito di lawnmower può avvenire fino a 24 km/h, che è comunque una bella velocità su un prato. L'unico neo è il sound a scarico aperto, entusiasmante per le piste ma decisamente off su un prato all'inglese: ben 130 dB, quasi quanto un jet al decollo.
Niente benza, siamo norvegesi
Se penso alla Norvegia mi viene in mente un posto un po' fuori dal mondo (oltre che dalla UE); uno stato dove un pluriassassino può fondare un partito che prende voti a manetta alle elezioni e dove un fuori di testa sale su un autobus con un coltello (two days ago) e fa fuori persone che nemmeno conosce. Logico quindi che anche dal punto di vista dei trasporti ci siano quanto meno delle oddities. Qualche anno addietro circolava addirittura la notizia che dal 2015 sarebbe stata messa al bando la vendita dei combustibili tradizionali e interdetta la circolazione delle auto a loro correlate, rivelatasi fortunatamente del tutto falsa. Ma forse molti norvegesi l'hanno presa per vera, perché capita che in quel Paese la vendita di auto elettriche vada come nei più rosei sogni di Elon Musk: a settembre sono state immatricolate ben 616 Tesla Model S, mentre in ottobre sono state 716 le Nissan Leaf messe in circolazione. Ora, in un Paese con poco più di 5 milioni di abitanti, uno share del 7,2% è senz'altro molto significativo, ma bisogna considerare che lo Stato ci mette lo zampino, sotto forma di congrui incentivi fiscali, di esenzioni da pedaggi e costi di parcheggio. In ogni caso, considerato che la Norvegia è un discreto produttore di petrolio ma anche il più grande produttore di energia idroelettrica in Europa, la scelta di impiegare a fondo la idrocorrente vendendo nel contempo agli altri il petrolio è degna di un premio Nobel. Nel senso della filosofia di Alfred Nobel, quello che ha inventato la dinamite e poi ha indetto il premio.
Giù tutto al Ring
La Ferrari LaFerrari (cavolo che scioglilingua!) è senza dubbio un assoluto, anche se solo per ricchi emiri o vecchi appassionati (gli unici che possano sganciare il quasi milione mezzo di euro richiesto per l'acquisto). Gli appassionati come noi con meno denaro apprezzano comunque un pezzo di meccanica da urlo, con 800 CV e 700 Nm (V12) "vecchio tipo" più 163 CV e 270 Nm elettrici (fanno 963 cavalli e 970 Nm in totale), capace di uno 0-300 in 15 secondi e di una velocità massima di oltre 350 km/h. Un assoluto insomma. Ecco perché è interessante questo video girato al Nürburgring che mostra appunto l'assoluto che scarica i suoi attributi sull'asfalto.
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