E' davvero molto che se ne parla; ora fine dell'attesa. La Honda NSX, remake di nome (e forse anche di fatto) della blasonata e (per i tempi) eccezionale antenata, debutterà con il marchio Acura (la Honda a stelle e strisce) in Ohio in occasione di una gara NASCAR, prova ancor più esplicita di quanto gli interessi del marchio jap per l'Europa siano scarsi. Marketing a parte, la nuova sportiva disporrà (ancora) di un V6 EarthDreams trasversale centrale di 3,6 litri aspirato a iniezione diretta, la cui potenza non è stata dichiarata ma, data la parentela progettuale con la F1, dovrebbe aggirarsi prudentemente attorno ai 400 CV. Trazione posteriore tramite cambio a doppia frizione; due motori da 20 kW su ciascuna ruota anteriore servono poi a garantire stabilità e traiettorie precise, più che a fornire una vera trazione integrale. Rimane comunque la possibilità di brevi tratti a emissioni zero, tipo Le Mans, per intenderci. Per uno come me che ama il tuono baritonale di un V8, il rombo del V6 non è da sclera, ma obiettivamente ha la sua dignità.
31 luglio 2013
Tanto tuonò che piovve
E' davvero molto che se ne parla; ora fine dell'attesa. La Honda NSX, remake di nome (e forse anche di fatto) della blasonata e (per i tempi) eccezionale antenata, debutterà con il marchio Acura (la Honda a stelle e strisce) in Ohio in occasione di una gara NASCAR, prova ancor più esplicita di quanto gli interessi del marchio jap per l'Europa siano scarsi. Marketing a parte, la nuova sportiva disporrà (ancora) di un V6 EarthDreams trasversale centrale di 3,6 litri aspirato a iniezione diretta, la cui potenza non è stata dichiarata ma, data la parentela progettuale con la F1, dovrebbe aggirarsi prudentemente attorno ai 400 CV. Trazione posteriore tramite cambio a doppia frizione; due motori da 20 kW su ciascuna ruota anteriore servono poi a garantire stabilità e traiettorie precise, più che a fornire una vera trazione integrale. Rimane comunque la possibilità di brevi tratti a emissioni zero, tipo Le Mans, per intenderci. Per uno come me che ama il tuono baritonale di un V8, il rombo del V6 non è da sclera, ma obiettivamente ha la sua dignità.
30 luglio 2013
MB Super Classe S: la svolta?
La Mercedes, visto l'andamento commerciale del medio-recente periodo, si direbbe possieda una sorta di "catalizzatore" di flop. Il fatturato complessivo del grande gruppo è sempre ampiamente positivo, ma periodicamente la società incappa in un serio problema che causa débacle più o meno gravi con questo o quel prodotto. E' già successo con smart, Chrysler e più recentemente con Maybach. E proprio in quest'ultimo caso non si capisce come siano state fatte scelte così autolesioniste su quello che voleva essere un brand competitor di Rolls e Bentley. I numeri: in dieci anni circa 3000 Maybach vendute, più o meno le RR Phantom piazzate in un anno. Dopo la decisione di chiudere il marchio, tuttavia, rimane aperta la questione di come "attingere" al mercato delle auto da oltre 200.000 €, segmento nel quale giustamente la Casa di Sindelfingen si sente più che a suo agio. Così il ceo Zetsche ha dichiarato che dal 2015 sarà sul mercato una Super Classe S che andrà a occupare il segmento del iperlussuose "lasciato libero" da Maybach. Doverose a questo punto alcune considerazioni: innazitutto un plauso alla fin troppo tardiva decisione di chiudere Maybach, nome troppo poco noto e non abbastanza promozionato (vedi Audi con Bugatti) per rendere. Le vetture inoltre, erano decisamente troppo simili a una Classe S per ambire a un mercato davvero esclusivo. Ma anche la nuova strada sembra irta di ostacoli. Non ho dubbi che MB sia in grando di costruire un'auto superiore per raffinatezza e lusso, gli skill ci sono tutti. Ma che un semplice modello possa competere con marchi come Bentley e Rolls Royce è altra cosa. Chi fa questi acquisti di questo genere non mira soltanto al comfort e al lusso ma più che altro al blasone. E se è certo che una Super Classe S sarebbe tecnologicamente una vettura di riferimento nel segmento, è altrettanto prevedibile che l'emiro di turno la destinerebbe al suo staff, prediligendo per sé una britannica (con buona pace della proprietà) purosangue. Scommesse?
29 luglio 2013
L'onda lunga yankee sul turbo
Gli americani hanno sempre l'onda lunga, in campo auto, intendo. L'applicazione delle tecnologie che rendono così up to date i motori prima europei e poi giapponesi arriva da loro con un percepibile ritardo, ma ha poi il grande vantaggio di usufruire di una rapida economia che ne favorisce la diffusione su larga scala. E' il caso della riduzione del turbo lag, un problema che i tecnici del Vecchio Continente hanno affrontato con successo da tempo, tipo i turbo twin scroll delle ultime BMW. Negli USA l'occasione è il nuovo motore Cadillac, un V6 biturbo di 3,6 litri da 420 CV a 6000 giri e circa 580 Nm da 1900 a 5600 giri che andrà ad equipaggiare la CTS 2014. Il marchio GM non fa mistero di voler così equipaggiare un'avversaria di BMW, MB e Audi nel settore delle berline top power cattive, ma come in tutti i casi di "pianerottolo ampio" di coppia il build up della pressione nei condotti di aspirazione nelle fasi on-off è sempre un problema. Così hanno studiato un percorso breve dal compressore all'intercooler (sopra il motore) e poi al corpo farfallato per minimizzare il lag. Certo, utilizzare come Porsche due turbo a geomeria variabile sarebbe stata la soluzione aurea, ma si sa che gli yankee hanno sempre l'occho attento sui costi e in questo devo dire sono in buona compagnia, vedi la già citata BMW che dai turbo sequenziali ha ridotto il budget con il passaggio ai twin scroll. Comunque, vista l'attenzione che gli americani riservano alla coppia (sana abitudine) e il fatto che un motore nato Cadillac può poi "viaggiare" su tutta la produzione GM, sarebbe decisamente interessante fare un giro con la huova CTS, per un confronto con le rivali europee (e magari india
ne).
24 giugno 2013
Una Lotus a due ruote
Questa volta innovazione e coraggio vengono dal Far East e in particolare dalla Malesia. La Lotus, passato luminoso e presente così così, attualmente proprietà dei seguaci di Sandokan della Proton, azienda con un forte mercato in area asiatica e dotata di tecnologie assai all'avanguardia che però non profonde nelle sue acquisizioni occidentali, ha deciso di lanciare una divisione motciclistica. E' una notizia bomba, innanzitutto perché si tratta di una primizia assoluta, poi perché l'azienda sta mettendo molti capitali nell'impresa, a partire dalla collaborazione con il racing partner tedesco Kodewa per giungere al designer Daniel Simon e al gruppo Holzer. Per la C-01, questo il nome della "superbike" in progettazione, solo elementi d'eccezione, anche se il ruolo effettivo di Lotus parrebbe più quello di assemblatore che di costruttore. Kodewa
è infatti il partner per le auto corsa nei programmi Lotus per Le Mans, Daniel
Simon, ex gruppo Volkswagen, è stato uno dei
principali designer della Bugatti Veyron e ha lavorato per Hollywood con il ciclo di Tron; infine il gruppo di Holzer è specializzato in materiali
avanzati in titanio, fibra di carbonio e acciaio aerospaziale. Nessuna new sul motore, sul quale c'è solo un vago accenno alla potenza, 200 CV. Ci sono però da attendersi maggiori fughe di notizie nei prossimi giorni, ora che i riflettori si sono accesi sulla vicenda.
14 giugno 2013
NIssan dà la scossa a Le Mans
Siamo a una settimana dalla 24ore di Le Mans e già c'è chi si prende spazio per l'edizione 2014. Parlo della Nissan, che ha preparato un ritorno in chiave techno alla gara di durata più famosa del mondo: la partecipazione con una vettura elettrica. Il videoteaser fa riferimento perciò alle dichiarazioni del ceo Ghosn di febbraio e alla conferenza ufficiale di presentazione che si solgerà sul circuito venerdì prossimo, alla vigilia della gara. L'ingresso al garage 56 nel 2014 avverrà quindi con una LMP1 assai innovativa cui potremo dare un occhiata tra qualche giorno. Siamo altrettanto sicuri che non verrà guidata da un pilota extraterrestre, come si potrebbe invece dedurre dagli occhi "elettrici" nel buio di Le Mans.
12 giugno 2013
La monti, la usi, la ami
Si fa un gran parlare del calo verticale della passione automobilistica nelle nuove generazioni. Vero, ma forse si dovrebbe anche essere più...propedeutici, in modo da, se non proprio invertire, almeno mitigare quella che potrebbe anche non essere una inevitabile tendenza. Esempi? Beh, questa Camatte57s della Toyota, che è stata presentata al Tokyo Toy Show 2013, salone del giocattolo nazionale. Andiamo con ordine, il nome innanzitutto. Camatte in giapponese vuol dire "cura, attenzione", 57 è il numero di pannelli che compongono la carrozzeria dell'auto e la s minuscola sta per sawaru, che sempre in giapponese significa "toccare". Già il nome, quindi, riflette un'idea di maggiore contatto tra i singoli e i loro veicoli; i 57 pannelli sono facili da assemblare e personalizzare e fanno un po' vecchio Meccano, che quelli della mia età ricordano. La macchina è carina, simpatica, ha la trazione elettrica, un posto avanti centrale, due dietro e può essere guidata da un bambino, dato che oltre al volante ha solo acceleratore e freno. Il posizionamento dei posti è poi tale che l'adulto seduto dietro può intervenire per aiutare il bimbo a guidare l'auto, facendo così scuola guida in modo diretto. Per Toyota Camatte57s è il modo migliore per ispirare la gioia di guidare nelle nuove generazioni, sensazione che si direbbe tutte le amministrazioni pubbliche italiane facciano a gara per reprimere sul nascere. Augurarsi che il progetto faccia scuola sarebbe il minimo.
10 giugno 2013
Supercharged Hazzard
Ok, date un occhio a questa sorta di videoteaser. Una Dodge Challenger SRT8 2009 con il Roots, che spara la bellezza di 1217 CV. Dal particolare del paracadute e dalle gomme si capisce come sia stata realizzata per le gare di accelerazione sul quarto di miglio e non ho dubbi in pista sia un vero sparo. Ma questo mostra anche quanto siamo lontani noi e gli yankee dal punto di vista dei miti e da quello tecnologico. I 575 CID (Cubic Inch Displacement, pollici cubi) del General Lee (si vabbè quella là era una Charger R/Tdel '69, ma di fatto questa è il filante prosieguo della storia e poi il motore Hemi è lo stesso, anche se di "soli" 7,2 litri) fanno 9369 cm3 abbondanti. Una semplice divisione dà 127,9 CV/litro, una bella botta, certo, ma la Mercedes A 45 AMG viaggia sui 180,8 ed è un'auto stradale con la garanzia di due anni. Sull'affidabilità delle meccanica, poi, con buona pace della Craven Performance avrei qualche dubbio. Nel video l'auto dà solo delle leggere accelerate, ma guardate la cinghia del compressore com'è "scarica" dopo la seconda puleggia. Con il motore spinto a fondo c'è il concreto dubbio che scarrucoli producendo un disastro; per non parlare del Cx pari a quello di un armadio a quattro ante. A' americani; i miti 'so miti, ma dovete ancora correre...
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