16 maggio 2013

Niente elettriche, siamo jankee





Obama ci credeva davvero, ma gli americani no. Parlo di auto elettriche, auto elettriche sul mercato USA, che fanno registrare uno dei flop più pesanti degi ultimi vent'anni. Al presidente che paventava un milione di auto a zero emissioni sul mercato tra due anni il mercato risponde con la richiesta di fallimento per Coda Automotive, che avevo visto in gran pompa al salone di Los Angeles due anni fa  (con una vettura della stessa brillantezza stilistica di una Jetta, però) e Fisker che fa fuori tre quarti dei dipendenti, mentre Tesla ha abbassato le sue ultraottimistiche previsioni a un piano di mera sopravvivenza e GM vede la sua Volt a produzione zero. Per una volta biosgna dire che Marchionne ha visto giusto nel non credere all'esplosione di un sistema (quello composto dalle auto più la struttura di ricarica sul territorio) che in tempi di crisi non trova alcuna convenienza concreta. Dulcis in fundo, un rapporto di JD Power e LMC Automotive stima allo 0,47% la penetrazione dell'auto elettrica nel 2015, mentre pochissimi tra gli intervistati ne acquisterebbero una. Insomma non ce n'è: va bene l'ecologia, ma non è accettabile costi il doppio della mobilità attuale con una funzionalità che non arriva nemmeno alla metà.


14 maggio 2013

Gli errori si pagano











































Il web non perdona. Nel senso della memoria, che assai più di quella del mitico elefante, immagazzina dati e non li scorda più. E questa volta a farne le spese è stata la BMW, che si è fatta scappare le immagini della nuova M5 mettendo online un configuratore su un sito tedesco. Accortisi dell'errore, i tecnici lo hanno subito levato dalla pagina, ma il guaio era fatto e i soliti a caccia di notizie hanno fatto in tempo a registrare le immagini. Eccole qui, anche se devo dire che non mostrino drammatiche variazioni; ma tant'è. Le modifiche consistono in piccoli aggiustamenti per le luci e in una nuova calandra che ricorda quella dell' M6. All'interno le variazioni sono appena percettibili, il volante leggermente più sottile e quello che sembra essere un nuovo touchpad integrato con l'iDrive. L'unica novità vera è però il nuovo pacchetto motore (di cui ho già parlato http://auto-thrill.blogspot.it/2013/04/per-qualche-cavallo-in-piu.html) studiato per allineare le prestazioni della vettura alle rivali Audi RS 6/RS 7 e Mercedes-Benz E63 AMG. La potenza della versione standard, tuttavia, rimarrà di 560 cavalli.

10 maggio 2013

Eh, il fascino di Hollywood...



























Eh, il mondo dell'automobile cambia. Così ti capita di dover fare delle... deviazioni in campo cinematografico, come l'intervista che ho fatto ieri sera a Shannyn Sossamon, protagonista del corto Desire, che Jaguar ha commissionato alla Ridley Scott Associates per il lancio della nuova spider F-TYPE. Shannyn è decisamente un'anti-diva, così tranquilla e semplice, anche nell'ammettere i propri limiti e la sua fortuna. Se volete dare un'occhio al merito guardate qui: http://www.marieclaire.it/Lifestyle/Intervista-esclusiva-a-Shannyn-Sossamon-protagonista-del-corto-di-Jaguar-Desider.

Se invece volete vedere il corto, che è oggettivamente molto bello e concentra in soli 12 minuti una vera 007-story ecco qui:

http://www.marieclaire.it/Lifestyle/Video-il-film-con-protagonista-la-nuova-Jaguar-F-TYPE


06 maggio 2013

Ci vado pure io









Il prossimo 30 giugno scatta l'edizione 2013 della cronoscalata Pikes Peak, forse la più famosa e mitica gara in salita del mondo. Così sono andato a rivedermi il filmato del record 2012, stabilito dal neozelandese Rhys Millen su una Hyundai Genesis da 700 CV. Non è per metterla giù dura, ma ho la netta impressione che "vada piano". E' vero, il tracciato è sporco e metter giù 700 ponies non è facile, ma secondo me qualunque pilota nostrano andrebbe più forte e di parecchio (pure io forse). E' solo un giro di prova (non so se sia previsto, tra l'altro)? O una questione di prospettiva? Delirio (mio) di onnipotenza?

Il Medioevo prossimo venturo





Il governo Letta ha di fronte a sè una serie di impegni decisamente soverchi e dio solo  sa se ce la farà a cavarne qualcosa di concreto. Il problema su cui vorrei puntare l'attenzione è perciò logicamente in infinitesima posizione d'ordine e non mi aspetto minimamente venga affrontato in tempi brevi, ma in un'ottica di riordino razionale del Paese, andrebbe certamente preso in considerazione. Tassazione sulle auto di cosiddetto lusso, valutazioni. Dal 2011 al 2012 vendite Ferrari giù del 50%, Maserati dell'80, Lambo 4 o 5 auto al mese al massimo. E qui siamo ai vertici, perché se scendiamo a livelli più umani (con i motori odierni superare i 185 kW, 251 CV,  è relativamente facile) il calo è ancora più radicale. Risultato parziale a oggi: gettito previsto 185 milioni di euro, incassati circa 60. Non ci vuole molto a capire che i limiti assurdi producono solo due effetti: il livellamento in basso (con ovvia riduzione degli incassi) o l'aggiramento, tipo immatricolazione in Germania, con risparmi per l'utente di circa il 50% e perdita totale per l'Erario. E' tutto sbagliato, è tutto da rifare, parafrasando un famoso ciclista anni '60. A partire dal modo in cui la supetassa viene esatta, con un versamento a parte sul modulo F 24, che è una specie di autodenuncia di evasione. Ma de ché? Finché si ragionerà in questo modo l'unico ambito da quale si uscirà non sarà certo quello della crisi, ma piuttosto quello dei Paesi industrializzati. Il terzo  o il (quarto) mondo ci attende, il declino è lì dietro l'angolo. C'è solo una magrissima consolazione. Valutando lo stato delle strade nazionali, piene di buche e insidie, la macchina del futuro non sarà certo una supercar (vera o presunta) ma piuttosto una robusta off road con i due assali rigidi.


02 maggio 2013

T come TVR, come Tuscan, come... Chevrolet



Ve la ricordate la storia della TVR? Marchio mito per cattiveria e sportività estreme, è ahimè silente dal 2004, anno in cui Peter Wheeler ha ceduto per 21 volgari milioni di euro l'azienda al magnate russo Smolenski. Da lì è partita una tanto accurata quanto lunga analisi finanziario-tecnica che puzzava moltissimo di carenza di fondi, durante la quale sono emersi svariati modi di far rivivere il mitico marchio. Nove anni sono lunghi e ora finalmente, a ricordi ormai quasi sopiti e alimentati soltanto da usati messi così così, finalmente Smolenski salta fuori con la nuova Tuscan Vulcan. Differenza fondamentale rispetto alla Tuscan d'annata? Il motore. Già, invece di costruirseli, i propulsori, ora la TVR li compra sul mercato USA. E in un sussulto di fantasia da collasso prende gli originalissimi e poco diffusi Chevrolet, V8 tanto widespread da sembrare dei virus. Beh, almeno sono robusti. Allora: trasferimento in Austria dei rimasugli di scocca delle ultime Tuscan, alloggiamento del tecnico Str8six pure lui dall'Oxfordshire, installazione dell'otto cilindri LS che sta bene nel vano dei 6 in linea anche se un po' stretto. Ah dimenticavo. Lo small block è stato tirato a un pelo meno di 500 CV e con un peso della vettura attorno ai 1100 kg le sgomme vengono quanto mai bene. Ammortizzatori Ohlins, cambio manuale a cinque marce. Basta sganciare 100.000 euro. Sperare di provarne una? Con una decina di pezzi da realizzare, auto più auto meno, sarà difficile. Ma forse sono meglio i ricordi.



"Fuori" rapporto





La pubblicità è l'anima del commercio, saggezza popolare docet. Ma bisogna attraversare l'Atlantico per trovare esempi estremi di promozione come questo, realizzato da Goorgen, owner dell'Arlen Trasnsmission Center di Burbank, California. Ancorché situato in terra USA, in tutto il commercial aleggia una certa aria mediorientale, mentre le parole della canzocina sono tutte ispirate ai... cambi marcia.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...