27 maggio 2026

Porsche, arriva la bufera

La svolta Bev di Stoccarda convince sempre meno e la produzione della Taycan è stata sospesa più volte per mancanza di ordini. 

Non serve girarci troppo intorno: la Taycan, fiore all’occhiello della svolta elettrica Porsche, ormai fatica a trovare acquirenti. Lo conferma Auto Motor und Sport, mentre la radiotelevisione pubblica SWR ha riferito di uno stop di un'intera settimana a Zuffenhausen a partire dal 22 maggio. Un portavoce di Porsche ha ammesso che la cadenza produttiva viene adeguata al portafoglio ordini, con nuove interruzioni già programmate, un fatto che il costruttore definisce normale, ma che i numeri raccontano diversamente.
Nel 2025 le vendite globali della Taycan sono calate del 22%, fermandosi a 16.339 unità. Nel primo trimestre 2026 il trend è peggiorato: -19%, con sole 3.420 auto consegnate nel mondo. Non si tratta di un'inversione improvvisa, già nell'estate 2024 Porsche aveva ridotto la produzione a un solo turno giornaliero, dopo un crollo del 49% delle vendite registrato nell'intero anno.

Il quadro generale del gruppo non è migliore. Nel primo trimestre 2026 le consegne complessive sono scese del 15%, con un -21% in Cina e -10% in Nord America. I profitti sono calati di quasi un quarto, con ricavi fermi a 8,4 miliardi di euro. A pesare, oltre al calo strutturale della domanda di elettrico nel segmento premium, ci sono la fine della produzione della 718 a benzina, la cancellazione degli incentivi fiscali per i veicoli elettrici negli USA e, dettaglio non trascurabile, circa 700 milioni di euro di dazi americani che pesano sull'anno 2025, dato che tutta la produzione avviene in Germania e non in Usa.

I record al Ring non bastano più: il vero ostacolo è ora il listino, che in Italia parte da 107.590 e arriva a 251.000 euro, mentre all’orizzonte c’è l’arrivo della Xiaomi SU7 sul mercato europeo, che sarà venduta tra 35 e 40.000 euro.
La strategia Porsche puntava tutto sull’elettrico, lasciando il motore a combustione quasi solo sulla 911 per non scontentare i lavoratori. Ma dal 2024 le cose sono cambiate e il marchio si è trovato costretto a rivedere tutto al volo. A ciò si aggiunge la chiusura della rete di ricarica in Cina, insieme alla riduzione da 138 a circa 100 concessionarie entro l'anno prossimo e a un taglio del 33% del personale, una ritirata camuffata da riposizionamento.
Elettrico e top car, in Europa funziona sempre meno.

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