Negli ultimi anni un po' tutti i costruttori hanno messo in secondo piano il mercato europeo, concentrandosi su quello americano e soprattutto sulle piazze asiatiche, ritenute le più promettenti. E non parlo solo della Cina, ma anche dell'intero Oriente e dell'India. Sembra però che quantomeno la prima metà del 2019 celebri la caduta delle false ipotesi e una contrazione generale del mercato globale, con l'unica eccezione di quello brasiliano. Abbiamo visto dunque le ipotesi di crescita cinese riparametrarsi su incrementi nettamente minori del previsto, la piazza giapponese mostrare un leggero decremento, 0,3%, la Russia cedere del 2,4%. Ma è l'India a far registrare il maggior tonfo, con le vendute di luglio calate del 30% a seguire un giugno con -17,5%; gli analisti ritengono oggi che il 2019 potrebbe chiudersi con un calo a 2 zeri. Amaramente la caduta sembra dovuta principalmente alle nuove stringenti regole sulle emissioni inquinanti promulgate dal governo del Sub-continente, lo stesso problema peraltro alla base del calo cinese, ma qui contano anche anche l'aumento dei tassi di interesse sul mercato interno e, soprattutto, il boom della diffusione dei servizi di Uber e Ola anche nella aree rurali. Il car sharing è quindi un cavallo di ritorno per il mercato, quantomeno nelle aree a basso reddito e ciò dovrebbe far suonare qualche allarme dove ci si occupa di previsioni. Le nuove aree di business hanno il difficile compito di garantire introiti almeno non troppo inferiori a quelli dei precedenti anni di vacche grasse, ma l'evoluzione di un sistema che ha virato verso la povertà generalizzata potrebbe prendere direzioni impreviste.
07 agosto 2019
2019, l'anno della disillusione
Negli ultimi anni un po' tutti i costruttori hanno messo in secondo piano il mercato europeo, concentrandosi su quello americano e soprattutto sulle piazze asiatiche, ritenute le più promettenti. E non parlo solo della Cina, ma anche dell'intero Oriente e dell'India. Sembra però che quantomeno la prima metà del 2019 celebri la caduta delle false ipotesi e una contrazione generale del mercato globale, con l'unica eccezione di quello brasiliano. Abbiamo visto dunque le ipotesi di crescita cinese riparametrarsi su incrementi nettamente minori del previsto, la piazza giapponese mostrare un leggero decremento, 0,3%, la Russia cedere del 2,4%. Ma è l'India a far registrare il maggior tonfo, con le vendute di luglio calate del 30% a seguire un giugno con -17,5%; gli analisti ritengono oggi che il 2019 potrebbe chiudersi con un calo a 2 zeri. Amaramente la caduta sembra dovuta principalmente alle nuove stringenti regole sulle emissioni inquinanti promulgate dal governo del Sub-continente, lo stesso problema peraltro alla base del calo cinese, ma qui contano anche anche l'aumento dei tassi di interesse sul mercato interno e, soprattutto, il boom della diffusione dei servizi di Uber e Ola anche nella aree rurali. Il car sharing è quindi un cavallo di ritorno per il mercato, quantomeno nelle aree a basso reddito e ciò dovrebbe far suonare qualche allarme dove ci si occupa di previsioni. Le nuove aree di business hanno il difficile compito di garantire introiti almeno non troppo inferiori a quelli dei precedenti anni di vacche grasse, ma l'evoluzione di un sistema che ha virato verso la povertà generalizzata potrebbe prendere direzioni impreviste.
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