22 settembre 2015
Chiedere all'oste se il vino è buono
Ok, stavolta hanno beccato la Volkswagen. E per dirla tutta, almeno a livello di mangement, se lo meritano. Bastava vedere la spocchia con la quale Winterkorn è partito dopo la conferenza stampa alla visita del "suo" salone, con fare da Guida (non ricordo come si dice in tedesco...) e uno stuolo di famigli con il compito di "far aria" attorno a lui in una IAA stracolma. Ma la questione è un'altra, o meglio è più ampia. Infatti probabilmente riguarda tutti, tutti i costruttori, tutti i costruttori che hanno deciso di far diventare i Diesel "puliti". Il mio disamore per questo ciclo termodinamico dallo strabiliante rendimento è noto, ma al di là delle antipatie, un motore a gasolio pulito (secondo standard veri) è senz'altro possibile, ma con potenze specifiche ragionevoli, non con quelle odierne, che sembrano più da F1 di qualche anno addietro. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriuaca, ergo prestazioni sportive ed emissioni inesistenti. Tutto ciò se i limiti sono davvero limiti ma, soprattutto, se chi li controlla è un organismo indipendente, come appunto negli Usa. Qui da noi, nella evoluta Europa, i limiti li controllano i costruttori stessi; di qui il titolo che ho scelto. Smettere di credere a Babbo Natale, dunque? Beh, vi propongo un test. Mettete la vostra mano quasi a contatto con il tubo di scarico (a motore acceso ovviamente) di una vettura di ultima generazione a gas, a benzina e Diesel. Differenze? Eccome. E non dimenticate che il miglior analizzatore del mondo è il vostro naso. Difficile che ciò che puzza sia salutare.
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