31 ottobre 2019

Brabham debutta a Brands Hatch con la Competition





La carriera della BT62 va avanti. La serie è stata completata già da tempo con la 70esima vettura costruita e venduta (a 1.3 Mio $), ma ora, in occasione della prima gara cui Brabham parteciperà come scuderia il mese prossimo a Brands Hatch, UK, il brand ha messo a punto un allestimento Competition che può essere adottato da tutti i clienti. La scelta complessiva è quindi ora tra Road Compliant (per dare lezioni un po' a tutti su strada), Ultimate Track Car (da pista) e la recentissima Competition, alleggerita di ogni particolare inessenziale per le gare.







L'auto è quindi priva di allestimento interno (solo nuda fibra di carbonio), di sedile del passeggero e di verniciatura, sostituita da una pellicola ultrasottile. Ha però il volante estraibile, i martinetti idraulici per il sollevamento rapido e i freni in carbonio. Brabham si impegna inoltre a dotarla di ogni sorta di wrap sponsorizzato che il cliente-pilota richieda. Il peso è quindi minore, non si sa di preciso di quanto. In compenso cala anche il prezzo (ma non erano già tutte vendute?), che scende a circa 900.000 dollari.







Resta comunque una delle auto pronto gare (o pronto strada) più entusiasmanti da guidare, rifatevi un giro nel caso ve lo siate scordato.

30 ottobre 2019

Di sicuro non da sola





Parlo di FCA e del prosieguo della sua storia industriale. Da parecchio assistiamo a proposte, endorsements, ipotesi di affinità elettive con altri costruttori, ma in fondo di certo c'è solo che il gruppo non ha intenzione (o non può più) continuare da solo. Dopo il fallimento della fusione con Renault, torna in auge quella con PSA, un balletto che, non avvenisse in un ambito nel quale conta solo il denaro e non la faccia, sarebbe quantomeno imbarazzante. Ma forse il mondo dell'auto è divenuto più affine di quanto non si pensi a quello di Hollywood.







Comunque i colloqui con Tavares sono ripresi e sono allo studio diverse ipotesi, dal semplice scambio azionario, che lascerebbe i due ad in posizione attuale nelle rispettive holding, a soluzioni più complesse che prevedano un puzzle dei diversi brand. In ogni caso l'interesse è reciproco, perché tanto FCA ha bisogno di un boost sul mercato europeo in declino quanto Peugeot di una testa di ponte per entrare su quello americano. Restano però parecchie incognite, mentre la miccia dell'accordo con Renault potrebbe non essersi ancora spenta. Materia mobile, insomma, mettendo in conto non ultima, la reazione del potente sindacato USA UAW, che ha appena terminato la prova di forza con GM (vincendola), e potrebbe replicare con FCA se l'accordo prevedesse tagli inaccettabili. Cosa cui sarebbe meglio pensassimo anche dalle nostre parti.

Renault va avanti con la Zoe RS







C'erano una volta le versioni sportive delle berline, la cui capostipite è indubbiamente la Golf GTI. I francesi si sono però allineati subito e tanto Peugeot quanto Renault hanno sfornato le varie GTI e RS ad accrescere le fila delle piccole supervitaminizzate. Ma l'avvento dell'era elettrica mette in crisi non poco il settore e conseguentemente l'annesso (pur piccolo) ambito di mercato. Il concetto di prestazioni è tutto da rivedere con le auto a batteria, perché l'elevata coppia subito disponibile rende già (volendo) le versioni base delle sportive. Un intero segmento che sfuma, quindi, viste le diversità delle newcomers. Renault però non intende mollare e così è decisa a lanciare sul mercato nei prossimi 3 anni la Zoe RS, che verosimilmente sarà molto simile alla e-sport vista nel 2017 (foto). La sfida è quella di trovare una chiave che dia ancora un senso a una RS, compito non facile in un mercato dove auto che sembrano berline per andarci a fare la spesa al supermercato (indovinate di quale parlo) hanno poi prestazioni da supercar. Sarà interessante vedere quindi la chiave estetica e meccanica del nuovo prodotto, ma soprattutto il suo posizionamento di mercato. Visti i prezzi attuali delle elettriche, potrebbe costare come una V8 yankee.

29 ottobre 2019

La prima moto di Aston





Metti che Aston Martin scelga di entrare nel settore moto. Logica vuole che trovi un marchio di appoggio, vista la sostanziale misconoscenza del segmento, ma dato il livello del brand occorre un partner all'altezza. L'Inghilterra negli anni '30 era piena di costruttori di motocicli, tutti più o meno skilled nella tecnologia dell'epoca; uno più di tutti spiccava però per raffinatezza ed esclusività delle sue realizzazioni: Brough Superior, definita allora la Rolls Royce delle moto.







Ecco quindi che l'accordo con la rinata fabbrica brit, che incidentalmente festeggia nel 2019 i 100 anni dalla fondazione e produce attualmente una SS 100 che riprende il nome dell'antenata, darà vita a una due ruote esclusiva al debutto la prossima settimana all'EICMA. Nessuna spifferata su caratteristiche e aspetto reale, solo un teaser. Ma Mark Reichman, leader della divisione creativa, ha dichiarato che la moto sarà in tutto e per tutto una Aston Martin, con il suo bagaglio di eleganza, raffinatezza e prestazioni.









Facile immaginare che il prezzo sarà in linea con quello delle automobili prodotte dal marchio italo/britannico ma si sa, noblesse oblige.

Doppietta racing da Lamborghini







In occasione dsella chiusura del Super Trofeo a Jerez, Lamborghini
annuncia una doppietta a sorpresa. Il debutto riguarda una Aventador
destinata unicamente alle piste, dotata di una versione del V12 di 6,5
litri da 830 cavalli, ambasciatrice di una possibile futura SVR a
chiudere la serie del motore aspirato più potente di sempre del marchio
di Sant'Agata. La vedremo nel 2020 in serie limitata, con la presa
d'aria sul tetto, cofano e coda modificati, quest'ultima con un largo
alettone, e l'immancabile roll bar. Sono stati installati un
cambio sequenziale da corsa Xtrack e un differenziale autobloccante
regolabile dal posto di guida; dotazioni che potrebbero essere condivise
dalla eventuale successiva piccolissima serie di SVR street legal.
Il V12 chiude quindi il suo ciclo produttivo: l'unità sostitutiva,
prevista per il 2022 equipaggerà una vettura ibrida plug-in e sarà
quindi dotata di assistenza elettrica, ma forse anche di
sovralimentazione, settore nel quale Audi, proprietaria del marchio, la
sa lunga.









Passerella anche per la Urus ST-X, prima Suv da competizione del
marchio e al mondo, dotata del V8 bi-turbo Audi e alleggerita con
particolari in fibra di carbonio: cofano con prese d’aria supplementari e
ala posteriore. La veste in verde Mantis riprende il colore racing della squadra corse, l'allestimento è quello per le competizioni. La prima gara è prevista nell’ambito delle World Finals 2020
di Misano Adriatico.

Sarà da vedere comunque se allora Lamborghini apparterrà ancora al gruppo VW, visti i rumors di una possibile cessione.








28 ottobre 2019

Ferrari brevetta il V12 a precamera







Uno dei problemi che i motori a benzina devono risolvere per prolungare la loro esistenza è quello del riscaldamento. La valutazione delle emissioni considera infatti anche la fase di avviamento ed è proprio in questi frangenti che si concentra la peggiore performance del propulsore. Il problema è tanto più avvertibile quanto maggiore è la cilindrata, perché un motore di grande cubatura si riscalda più lentamente, ambito che riguarda perciò particolarmente i costruttori di supercar, più o meno tutte con motori al di sopra di 4.000 cm3. Ferrari, che pur con le escursioni in ambito ibrido continua a ritenere il suo V12 un must di cui non si possa fare a meno anche nella produzione futura, ha brevettato un sistema per abbreviare l'andata a regime dei catalizzatori, soluzione che ricorda quella dei Diesel a precamera pre-iniezione diretta. 










Si tratta infatti proprio di una precamera dotata di candela d'accensione posta sopra il cilindro, nella quale la combustione avviene con maggiore escursione termica. Nella fase di avviamento la precamera lavora insieme al cilindro con un'ammissione separata e favorisce dunque la formazione di gas più caldi che mandano rapidamente in temperatura il catalizzatore. Di fatto è come se il motore girasse a regimi più elevati anche se viene mantenuto a basso carico, cosa questa necessaria a ottenere un riscaldamento graduale che riduca l'usura dei particolari. Al di là della valutazione tecnica, il brevetto mostra quindi implicitamente quanto Ferrari abbia intenzione di mantenere in produzione il suo V12, icona che potrebbe sopravvivere all'elettrificazione di massa anche nel suo esclusivo settore.









Le Shelby presto anche in Italia











Una bella notizia per i nostalgici del bel tempo che fu e soprattutto
per gli amanti delle muscle car a stelle e strisce. Il Gruppo Cavauto
che tra l’altro cura la distribuzione nel nostro Paese del marchio
Cadillac, aggiunge al suo portfolio un altro brand americano,
diventando l’importatore unico per l’Italia della Shelby. L’accordo
siglato con Shelby Europe permette al gruppo italiano di vendere e
garantire la manutenzione delle celebri supercar preparate nella factory
fondata dal leggendario pilota Carroll Shelby. Shelby America è una
Divisione della Carroll Shelby International Inc ed è un marchio per
l’appunto specializzato in performance car, nato per fornire auto e
accessori capaci di garantire emozioni e una guida adrenalinica.
L'azienda è nata nel 1962, grazie alla passione di Carroll Shelby, uno
dei più celebri piloti di auto da corsa americani. La sua vittoria più
eclatante è quella nella 24 ore di Le Mans del 1959 in coppia con Roy
Salvadori. 










Shelby Europe è stata fondata nel 2016 dalla società GU Auto Trade B.V., con sede in Olanda, mentre la sede produttiva è negli stabilimenti del partner tecnico Magna in Austria. In tal modo Shelby Europe è entrata nel mercato continentale con le Mustang Super Snake e GT/GT-H, e con il pick-up F-150 in diverse versioni. I prodotti per l’Europa sono costruiti con specifiche dedicate al mercato Europeo e ne rispettano le normative di omologazione. Tutte le vetture hanno una numerazione di telaio Shelby e la garanzia di 3 anni o 100.000 km.




L’abbiamo scritto all’inizio: per gli appassionati è una bella notizia. Un po’ controcorrente, certo, ma è un pur sempre una lieta novella. Non vi pare?



Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...