17 marzo 2016

Cambio di consonante



Certo che con la K è tutta un'altra cosa. Mi riferisco alla Renault Captur, anzi alla versione per il mercato russo ribattezzata Kaptur per contingenti ragioni linguistiche. C'è pure un esplicito richiamo ai mantra, poiché la lettera K richiama i termini russi Качество, qualità, Комфорт, comfort e Красота seducente (il marketing, ipse dixit). In ogni caso la "nuova" vettura sarà prodotta negli stabilimenti del marchio di Mosca e avremo maggiori dettagli entro la fine del mese. Una concorrente per la Lada 4x4 Urban, dunque?

La prossima? L'assoluto



Aston Martin e Red Bull Racing hanno annunciato una collaborazione destinata a realizzare la più esagerata e prestazionale hypercar del mercato. Un mercato a sei zeri, ovviamente, visto che il prezzo della vettura che per ora viene indiviaduata soltanto con il codice di progetto AM-RB 001 si collocherebbe tra i 2 e i 3 milioni di sterline, fate voi i conti in euro, centinaio più centinaio meno. Incaricati dello sviluppo il responsabile tecnico della scuderia Adrian Newey e quello del reparto creativo della Casa, Marek Reichman; per ora nessuna dato ingegneristico sul progetto tranne che adotterà le più avanzate tecnologie in campo aerodinamico mutuate dalla F1 e lo stile aristocratico Aston. Non so quanto il teaser sia effettivamente rappresentativo dell'aspetto futuro della vettura, ma a un primo sguardo sembra più il Bluebird di Campbell che un'auto destinata circolare su strada. Comunque, tanto la scuderia quanto il brand meritano fiducia. Quindi aspettiamo.

La GT-R a New York



Teaser Nissan per la nuova GT-R, al debutto con il salone di New York la prossima settimana. A vederlo non sembra ci sia stato molto più di un lavoro di face lifting, quantomeno nella parte posteriore qui rappresentata e, a dispetto della notevoli doti prestazionali, ormai il look della più tosta delle Nissan è sicuramente piuttosto datato. In ogni caso anche guardando più in là nel tempo non ci sono rumors di un cambiamento di stile e basandosi sulle recenti dichiarazioni della Casa riguardo le prospettive dei futuri modelli sportivi ci sarebbe forse da preoccuparsi

16 marzo 2016

La prossima sarà iNEXT





Come scrivevo l'altro giorno, i costruttori cercano nuove strade per l'automobile ma non tutte nella stessa direzione. Così, se Ford abbraccia la filosofia del car sharing con la tecnologia elettrica a corollario, BMW evolve invece proprio nell'ambito di quest'ultima e annuncia l'ampliamento della gamma i. Oltre alla i8 roadster e alla riedizione della i3, ci sarà una nuova "vettura manifesto", emblema del livello di know how del gruppo sull'argomento, chiamata iNEXT. Partendo dall'auto elettrica odierna, iNEXT svilupperà su una scocca gli aspetti della guida autonoma, della connessione a largo spettro e della costruzione leggera con materiali innovativi, con l'ambizione di porre degli standard tecnologici per i prodotti del prossimo decennio. Ma anche in campo più tradizionale BMW intende evolvere il contrbuto della trazione elettrica ai sistemi tradizionali, aumentando il range delle plug in, migliorando rendimenti e rese dei componenti e aumentando la capacità dei pacchi batterie a parità di peso e volume. Parallelamente, dopo anni "buttati" a sviluppare il V12 che impiegava l'idrogeno bruciandolo come combustibile, BMW ha finalmente progredito nel settore delle fuel cell e dispone ora di un prodotto al pari della concorrenza, cioò dotato di un'autonomia di circa 700 km. Un tema caro ai tedeschi, che pare quindi continuino a rifiutare il fatto che idrogeno non sia una fonte primaria. In ogni caso Harald Krüger, il grande capo, sostiene che anche nelle prossime decadi il business tradizionale legato alla vendita pura e semplice avrà comunque un ruolo preminente rispetto alla nuove forme di mobilità. La battaglia tra analisti di sistema è aperta.

La nuova Camaro è da pista





















Sì, la Corvette, la Viper. Supersportive, certo, ma troppo lontane dal cuore (e dal portafoglio) della gente, specie degli yankee. Per coinvolgere appieno le masse ci vuol altro, ci vogliono macchine meno sofisticate ma molto più muscled; proprio come la Camaro, mito inossidabile da generazioni. Che nella fattispecie ha appena sfornato la nuova ZL1, decisamente vitaminizzata tanto a styling quanto a ponies; forse non quanto la Dodge Challenger Hellcat, che domina ancora la classifica tutta a stelle e strisce delle auto animali, ma che con 648 CV e 868 Nm si piazza mica male nel ranking. Sotto il cofano una ennesima versione dello small block V8 di 6.2 litri (si ostinano a chiamarlo così, perché il big block è a quota 8.000) sovralimentato a compressore (niente turbo perché la coppia dev'esserci subito) e cattivo come non mai. L'obiettivo e mettere nell'angolo le più titolate sportive di razza con una vettura progettata per la pista, dotata di sospensioni a controllo elettronico, freni Brembo, cerchi da 20 con pneus 285/30 ZR davanti e 305/30 ZR dietro e un alleggerimento complessivo di circa 90 kg. La trasmissione prevede lo standard del cambio manuale a sei marce oppure un nuovissimo automatico a 10 marce studiato apposta per tenere sempre il motore nel miglior regime di coppia (!!) e sparare così la Camaro fuori dalle curve come una fionda, grazie anche al grip garantito dall'autobloccante. Per la gioia degli smanettoni non mancano il launch control e la doppia linea di scarico, che prevede di prammatica un sound da incrinare i vetri (date un'occhiata al video e ascoltate come si sgranano le marce in pista). Per ora nessun dato prestazionale né economico, stay tuned per gli aggiornamenti.

15 marzo 2016

Ibride e 4x4 low cost







Le prossime compatte potrebbero diventare in massa delle 4x4 ibride. Una rivoluzione techno ma a basso costo, se la campagna di marketing della americana GKN avrà successo. E' un'azienda che produce (tra l'altro) componentistica e che si è specializzata in soluzioni ibride; nella fattispecie realizza un assale posteriore elettrico chiamato eAxle che in una nuova edizione a basso costo rende decisamente economico trasformare una trazione anteriore in 4x4. La tecnologia è già stata adottata con le versioni top da BMW per i8, Porsche per la 918 e Volvo per la XC90 T8, ma è estendibile praticamente a qualunque auto abbia una lunghezza almeno attorno ai 4 metri e richiede un semplice collegamento elettrico e (oggi) un sistema ibrido di supporto. Ovvio che allo stato attuale la vettura dev'esserne dotata inizialmente, ma non è strutturalmente complesso aggiungere o potenziare il generatore di serie anche senza il sistema ibrido e renderlo capace di alimentare l'assale posteriore quando occorra la trazione integrale. L'atout di tutta la manfrina sta, oltre che nel basso costo industriale, nel peso ridotto del componente, meno di 21 kg per tutto l'assale, e nella elevata potenza massima ottenibile, fino a 89 CV, che abilita il sistema tanto a una marcia puramente elettrica nel caso di una plug-in quanto al boost prestazionale o alla marcia off road negli altri. GKN ha poi messo a punto una versione dell'eAxle a due velocìtà, che è quindi in grado di svolgere il suo compito nell'intero range prestazionale della vettura e non soltanto a basse andature. Rimane da valutare se alla luce dei chiari di luna attuali (eh eh) che gravano sull'industria automobilistica ci sia spazio per investimenti di questo genere sui prodotti di massa.

14 marzo 2016

Subaru Forester 2016











La Forester è una fuoristrada un po' atipica nel panorama del mercato. Nata nel 1997 un po' più bassa delle altre, pareva rifarsi alle station a stelle e strisce, ma le sue doti in off road si sono mostrate subito notevoli. Così, con l'avvicendarsi dei model year, l'aspetto ha preso una piega maggiormente omologata rispetto alla concorrenza e l'ultima versione si presenta coma una comoda Suv, del tutto adatta alla strada, ma sempre tosta in fuoristrada all'occorrenza. I nuovi gruppi ottici a led non alterano il tradizionale family feeling delle auto delle Pleiadi, mentre i cerchi (da 17 o 18 pollici a seconda delle versioni) la sdoganano pienamente per l'uso a forte andatura.



Dentro si confermano l'ampia abitabilità e l'ottima visibilità in ogni direzione, mentre si apprezza il miglioramento dei materiali impiegati per i rivestimenti; la plancia ben strutturata accoglie lo schermo touch da 7 pollici del sistema di infotainment e un display superiore LCD per le info aggiuntive. Nuove guarnizioni e il maggior spessore dei cristalli migliorano la già buona insonorizzazione; sulla Diesel in prova i suoni arrivavano attutiti e il motore ronzava lontano.



Sotto il cofano l'abituale turbodiesel boxer Euro 6 da 150 CV al regime tranquillo di 3.600 giri con coppia massima di 350 Nm tra 1.600 e 2.400 giri, che accoppiato all'eccellente cambio automatico a variazione continua Lineartronic si conferma pienamente adatto a muovere con scioltezza il veicolo, anche se la perfetta ripartizione delle masse e l'ottimo assetto meriterebbero qualche cavallo in più. La trazione integrale è del tipo a ripartizione continua della coppia: in condizioni standard il 60% va all'avantreno, ma la ripartizione si modifica con continuità seguendo l'aderenza e la rapportatura del cambio.



L'avviamento è a tasto nelle vetture con il sistema di accesso keyless e le vibrazioni sono ridotte anche a freddo. Spostando la leva del cambio in drive l'auto si muove dolcemente e se non si preme con decisione sul gas il cambio tende a salire subito di rapporto, mantenendo il motore a basso regime a favore di coppia e bassi consumi. E' possibile anche l'azionamento con le palette al volante e in questo caso si passa brevemente in modalità manuale (selezionabile in permanenza con la leva) attivando una delle 6 posizioni virtuali tra le pulegge che corrispondono alle marce indicate sul cruscotto. Devo dire che però anche volendo forti accelerazioni non si ottiene una grande differenza rispetto all'automatismo e il consiglio è dunque di lasciar fare al Lineartronic, che è pure in grado di assorbire il lieve lag di risposta del turbo avvertibile negli on-off. Su strada la Forester corre come su un binario con una stabilità che rende praticamente superfluo il controllo di stabilità; le riprese sono brillanti e si finisce per sfruttare sempre il potenziale della vettura per viaggi veloci ma rilassati.



Sui salitoni del campo di cross adiacente all'aeroporto della Malpensa dove si è svolto un piccolo test fuoristrada, è emerso come il Lineartronic, grazie al sistema X-Mode inseribile con un tasto sulla plancia, supplisca benissimo alle ridotte, garantendo ottima trazione sulle forti pendenze e nel fango, situazione quest'ultima dove la vettura non mostra alcuna difficoltà. Il sistema comprende anche la funzione Hill Descent Control che stabilizza la velocità in salita o discesa sul parametro voluto: se si accelera o frena l'auto rimane poi all'ultima velocità impostata. La struttura meccanica simmetrica dona infine particolare stabilità nel transito su pendii laterali, situazione tradizionalmente difficile per le fuoristrada dato il baricentro tendenzialmente alto.



La Forester si conferma quindi una comoda vettura nel più tipico stile Subaru, ovvero quello di auto senza problemi e adatte a ogni circostanza, con la tranquillità di tutta l'elettronica per la sicurezza garantita dall'Eye Sight, che sovrintende alla marcia e al controllo di velocità intelligente, e la facilità di manovra incrementata dalla presenza della telecamera posteriore.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...