Come scrivevo l'altro giorno, i costruttori cercano nuove strade per l'automobile ma non tutte nella stessa direzione. Così, se Ford abbraccia la filosofia del car sharing con la tecnologia elettrica a corollario, BMW evolve invece proprio nell'ambito di quest'ultima e annuncia l'ampliamento della gamma i. Oltre alla i8 roadster e alla riedizione della i3, ci sarà una nuova "vettura manifesto", emblema del livello di know how del gruppo sull'argomento, chiamata iNEXT. Partendo dall'auto elettrica odierna, iNEXT svilupperà su una scocca gli aspetti della guida autonoma, della connessione a largo spettro e della costruzione leggera con materiali innovativi, con l'ambizione di porre degli standard tecnologici per i prodotti del prossimo decennio. Ma anche in campo più tradizionale BMW intende evolvere il contrbuto della trazione elettrica ai sistemi tradizionali, aumentando il range delle plug in, migliorando rendimenti e rese dei componenti e aumentando la capacità dei pacchi batterie a parità di peso e volume. Parallelamente, dopo anni "buttati" a sviluppare il V12 che impiegava l'idrogeno bruciandolo come combustibile, BMW ha finalmente progredito nel settore delle fuel cell e dispone ora di un prodotto al pari della concorrenza, cioò dotato di un'autonomia di circa 700 km. Un tema caro ai tedeschi, che pare quindi continuino a rifiutare il fatto che idrogeno non sia una fonte primaria. In ogni caso Harald Krüger, il grande capo, sostiene che anche nelle prossime decadi il business tradizionale legato alla vendita pura e semplice avrà comunque un ruolo preminente rispetto alla nuove forme di mobilità. La battaglia tra analisti di sistema è aperta.
16 marzo 2016
La prossima sarà iNEXT
Come scrivevo l'altro giorno, i costruttori cercano nuove strade per l'automobile ma non tutte nella stessa direzione. Così, se Ford abbraccia la filosofia del car sharing con la tecnologia elettrica a corollario, BMW evolve invece proprio nell'ambito di quest'ultima e annuncia l'ampliamento della gamma i. Oltre alla i8 roadster e alla riedizione della i3, ci sarà una nuova "vettura manifesto", emblema del livello di know how del gruppo sull'argomento, chiamata iNEXT. Partendo dall'auto elettrica odierna, iNEXT svilupperà su una scocca gli aspetti della guida autonoma, della connessione a largo spettro e della costruzione leggera con materiali innovativi, con l'ambizione di porre degli standard tecnologici per i prodotti del prossimo decennio. Ma anche in campo più tradizionale BMW intende evolvere il contrbuto della trazione elettrica ai sistemi tradizionali, aumentando il range delle plug in, migliorando rendimenti e rese dei componenti e aumentando la capacità dei pacchi batterie a parità di peso e volume. Parallelamente, dopo anni "buttati" a sviluppare il V12 che impiegava l'idrogeno bruciandolo come combustibile, BMW ha finalmente progredito nel settore delle fuel cell e dispone ora di un prodotto al pari della concorrenza, cioò dotato di un'autonomia di circa 700 km. Un tema caro ai tedeschi, che pare quindi continuino a rifiutare il fatto che idrogeno non sia una fonte primaria. In ogni caso Harald Krüger, il grande capo, sostiene che anche nelle prossime decadi il business tradizionale legato alla vendita pura e semplice avrà comunque un ruolo preminente rispetto alla nuove forme di mobilità. La battaglia tra analisti di sistema è aperta.
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