17 marzo 2015
Upgrade Ferrari
I comuni mortali, pardon, costruttori, li chiamano richiami. Alla Ferrari sono invece upgrade. Comunque, l'upgrade riguarda tutte le LaFerrari vendute e consiste nella sostituzione del rivestimento serbatoio di carburante, che comunque non darebbe in ogni caso luogo a eventuali rischi di incendio. Un eccesso di zelo e prudenza, dunque, peraltro dovuto su una vettura dal costo che sfiora il milione e mezzo. Otto ore di lavoro sulla vettura e il gioco è fatto, come nuova; tutto compreso nei 7 anni di tagliandi gratuiti.
16 marzo 2015
Il sound del mito
Vabbè, lo so, gli yankee, automobilisticamente parlando, hanno quella che si definisce in gergo tecnico "coazione a ripetere". Nel senso che sugli argomenti tipici della loro passione per l'automobile hanno una incontenibile tendenza a riproporre gli stessi temi. Come per il sound dei V8 e nella fattispecie per quello della Camaro 2016, new entry della infinita serie di uno dei più gettonati miti del Paese. La nuova versione debutterà il prossimo 16 Maggio a Bell Isle, propaggine sul Detroit River della omonima città Usa un tempo interamente dedicata alla costruzione delle auto e luogo dedicato ai test dei nuovi modelli al locale salone dell'auto in Gennaio, oltre che sede del Detroit Grand Prix. Grandi novità: il reveal sarà assolutamente pubblico, con accesso libero e si assocerà al conio di un nuovo logo che campeggerà sulla vettura, mentre saranno previsti hot laps con una Z 28. Perché parlavo di sound? Perché nell'attesa ci si può scaricare il suono del nuovo motore (vabbé, facciamo finta sia davvero così) dal sito http://www.chevrolet.com/2016-camaro/ e settarlo come suoneria sul telefono. Forse non ci farà sballare come i nostri cugini d'Oltreatlantico, ma sicuramente è un bel sentire.
Nord e Sud, due mondi per l'auto elettrica
Che la UE dei nostri giorni corra a due velocità è ormai un fatto, le differenze tra il Sud e il Nord del Continente divengono infatti sempre più marcate. Anche nel campo dell'automobile. Lo mostra una recente ricerca di Stripe Partners, istituto indipendente che si occupa di innovazione e strategie globali. Secondo lo studio, un numero crescente di famiglie britanniche e norvegesi individua nelle auto elettriche una alternativa credibile alla propria vettura principale e sono perciò diposte all'acquisto ritenenendolo ragionevole, vantaggioso e responsabile (nei confronti dell'ambiente). Una differenza assai marcata, per esempio, con lo scarso appeal di queste auto nel nostro Paese, dovuto a dire il vero anche alla totale assenza di una infrastruttura di supporto degna di questo nome. L'analisi dei risultati porta però anche ad altre considerazioni. La media chilometrica annuale dei veicoli nella UE è pari a 11.539 km, appena inferiore alla media italiana che si colloca invece attorno ai 12.500 km. Le famiglie del Nord Europa fanno però in media 75 km alla settimana, meno della media giornaliera di un abitante di Milano "attivo" che non si voglia sottoporre alla letargia dei mezzi pubblici (metro esclusa) e forse possono contare su mezzi collettivi efficaci e su una rete informativa e operativa assai più efficiente, che eviti spostamenti e attese inutili. Ne consegue che se l'auto la usi poco o pochissimo è anche ragionevole sia elettrica, sempre che la rete, quella elettrica intendo, regga la ricarica dell'intero quartiere passato alla nuova forma di mobilità, eventualità del tutto fantascientifica in Italia. Insomma, l'auto elettrica bisogna potersela permettere, perché prima di essere una scelta ambientale deve corrispondere a criteri ampiamente condivisi di economicità reale e facilità d'uso. Perché anche lo stress ha un costo.
12 marzo 2015
Come sei messo a riflessi?
Ok, se ti sei comprato una Atom hai anche voglia di usarla come si deve. E quale miglior incentivo di stare a ridosso di una moto tirando su un bel misto stretto, una sorta di trenino che, visto dal posto di guida della Atom, non è poi nemmeno così tirato. Ma la malasorte ci mette lo zampino, sotto forma di un idiota che si è fermato nel bel mezzo della carreggiata dietro una curva. Tutto accade in un battito di ciglia e la piccola scoperta rischia di finire nella scarpata per evitare l'urto; ma secondo me la vera botta di adrenalina se la becca il tipo in moto, che riesce a evitare lo schianto per un soffio. E il commento del nostro, almeno stando ai miei parametri, è fin troppo educato.
11 marzo 2015
A caccia della iCar
Le indiscrezioni sulla iCar, l'automobile che segnerebbe l'entrata del colosso di Cupertino nel mondo dell'automobile, si susseguono. Malgrado il totale riserbo della Casa, che deve probabilmente aver fatto firmare a ogni dipendente un protocollo di segretezza con penali tali da scoraggiare anche il più inguaribile chiacchierone, uno stuolo di investigatori della notizia setaccia ogni documento Apple alla ricerca di conferme, vere o presunte. L'ultima viene dall'ufficio brevetti della California, presso il quale l'azienda della mela ha presentato una richiesta riguardante un sistema di ricarica wireless. Dato il tipo di prodotti che realizza Apple non ci sarebbe nulla di strano, tranne che nell'elenco dei dispositivi cui potrebbe essere applicato il sistema di ricarica senza fili sono citati telefoni, tablet e... veicoli elettrici. Ora, anche il recentissimo iwatch può disporre di ricarica wireless, prova che la tecnologia è in fase di diffsione, ma il fatto è che nei brevetti tutto ciò che non scrivi espressamente viene escluso dalla protezione anti-copia. Se perciò hai intenzione di costruire un'auto elettrica dotata di un innovativo sistema per ricaricarla senza il collegamento diretto a una presa e non vuoi che altri copino la tua idea devi dichiarare nel patent che il sistema si applica anche a una vettura. Quindi....
La battaglia sul Diesel è appena iniziata
Data lo scorso dicembre la presa di coscienza di Manuel Valls, primo ministro di Francia, di come il motore Diesel sia incompatibile con il traffico cittadino e le conseguenti iniziative di penalizzazione che di lì hanno originato e origineranno nel Paese transalpino. Nel post dello scorso Dicembre, ipotizzavo anche una pronta levata di scudi dell'industria automobilistica, con particolare riguardo a quella tedesca. Bene, mi sbagliavo; ma non tanto sulla presa di posizione, quanto sulla sua provenienza: l'iniziativa a supporto del Diesel proviene infatti dal Regno Unito e in particolare dalla Society of Motor Manufacturers and Traders, che ha lanciato oggi una campagna casalinga contro la "crescente demonizzazione del Diesel". All'iniziativa hanno aderito (te pareva) BMW, Ford, Jaguar-Land Rover e Volkswagen; la richiesta è di condurre una campagna informativa corretta e coerente che diffonda dati chiari sul reale inquinamento prodotto dai motori a gasolio moderni, che in poco tempo sono passati dal ruolo di campioni dell'economia d'esercizio e delle ridotte emissioni di CO2 a quello di pericolosi emettitori di NOx e polveri sottili. Si invitano poi le autorità nazionali a non penalizzare i veicoli alimentati a gasolio con tasse e balzelli; per esempio a Londra alcuni consigli locali hanno introdotto sovrattasse dirette unicamente alle auto Diesel per consentirne il parcheggio vicino casa ai residenti e in tutta Europa cresce l'avversione verso questo tipo di soluzione. Ora, sono conscio dei grandi investimenti fatti dalle varie Case su questo tipo di tecnologia e del fatto che una Euro 6 rimanga tale sia a benzina sia a gasolio. Ma il problema riguarda le polveri ultrasottili e al di là delle dichiarazioni è ben lungi dall'essere risolto. I filtri per il particolato, infatti, sono spesso più un problema che una soluzione e funzionano perlopiù innalzando i livelli di particolato localmente invece di distribuirli su tutto il funzionamento della vettura. Nella fase di rigenerazione, infatti, producono forti emissioni concentrate che penalizzano l'ambiente ma non vengono rilevate. Per non parlare dei numerosi problemi di intasamento, che portano inoltre a un aumento generalizzato del consumo e alla vanificazione del blue ribbon della poca CO2 emessa. Insomma, al di là della simpatia o meno per il Diesel e del riguardo per le somme investite, è indubbio che oggi siano diponibili soluzioni a impatto ambientale decisamente minore, a partire dal vecchio motore a benzina, che per quasi un ventennio è stato penalizzato aprioristicamente da un cartello teso a favorire il Diesel.
Le Dodge tra 10 anni
Per celebrare il centesimo anniversario del marchio Dodge, caduto l'anno scorso, FCA ha organizzato un concorso di design tra tutte le high school di settore del Paese, tema del quale era creare una Dodge per l'anno 2025. Ora sono stati resi noti i nomi dei vincitori, i cui lavori vi mostro. Non per fare l'ipercritico, ma visti i risultati capisco perché in tutti i centri stile Usa lavorino più che altro team europei; qualunque lavoro presentato da un istituto del Vecchio Continente mi sembra infatti assai più professionale, mentre in questi progetti a stelle e strisce vedo ancora qualcosa di infantile, anche se ciò potrebbe rappresentare, visto in una certa ottica, uno spaccato realistico di ciò che l'America si aspetta dal futuro del brand. Anyway, ecco i vincitori: Joshua Blundo, studente alla
Moultonborough Academy, che risiede nella omonima città del New Hampshire e immagina una futura Viper
con un curioso (e forse un po' fantascientifico) tutt'uno tra parabrezza, montanti anteriori e tetto. Seconda piazza per Conner Stormer della Stoney Creek High School di
Rochester, Michigan, che ha tradotto nel futuro la tipica griglia Dodge, e terza posizione per Hwanseong Jang della Bloomfield Hills High School, anch'essa in Michigan, che immagina una coupè molto muscolare con una visione prospettica forse un po' da rivedere. I premi, erogati dal centro stile Usa di FCA e dal College for Creative Studies (CCS), co-sponsor della manifestazione, come sempre sono molto concreti negli States: tre settimane di corso al CCS, un iPad o un McBook per tutti i classificati, mentre il vincitore si aggiudica anche una borsa di studio di 60.000 $ per il CCS.
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