Stile di rottura e unico per la nuova berlina coreana, che riporta in auge il concetto (per molti in declino) di berlina e offre un eccellente Cx di 0,21.
Il fatto che le crossover siano ormai in netta maggioranza tra le new entry ci dicono sia dovuto alle scelte degli automobilisti, che le preferiscono alle forme più tradizionali. Ma non è (del tutto) vero. Alla luce della transizione elettrica e al di là della popolarità indotta, una linea alta consente di installare facilmente i pacchi batteria senza alterare troppo le proporzioni.
Ma parliamoci chiaro, è difficile definire belle le Suv, per quanto blasonate siano. D'altra parte anche per realizzare una berlina a batteria l'aerodinamica è estremamente importante e la linea a tre volumi non è la più adatta a ottenere performance brillanti.

Ecco perché Hyundai, con la nuova Ioniq 6 ha deciso di percorrere nuove strade, risolvendo contemporaneamente il problema aerodinamico e quello di design; una scelta che fa invecchiare di colpo tutta la concorrenza. Dopo le linee tese della Ioniq 5, infatti, sulla piattaforma elettrica E-GMP Hyundai ha realizzato un profilo definito "una curva", che in un certo senso dissimula i 4,86 m di lunghezza. Ci sono reminiscenze della Saab 92 e di certe influenze aerodinamiche degli anni '30, ma anche qualche richiamo molto più attuale alle Porsche nel frontale e nella coda.
La cura del design aerodinamico si esplicita poi nello spoiler posteriore che raddoppia quello più in basso sul portellone e in un deflettore anteriore che modella il passaggi d'aria attorno alle ruote e collabora attivamente al risultatao del Cx di 0,21, il più basso tra i modelli di serie. Telecamere al posto dei retrovisori, scelta che si diffonde ma non offre reali vantaggi di guida eccettuata la riduzione della resistenza all'aria.

Dentro lo spazio è abbondante e in tono minimalista (il passo è di 2,95 m), con la plancia in cui spicca lo schermo continuo (lo stesso della Ioniq 5) per cruscotto e display centrale. Al grande comfort consentito dal pavimento piatto, però, si oppone la limitata abitabilità in altezza del padiglione, poco adatta alle alte stature. Le elettriche sono silenziose di meccanica, dunque occorre attenzione al resto. Ecco allora gli pneumatici a bassa rumorosità, il pavimento interno disaccoppiato dalla struttura e vari materiali fonoassorbenti, oltre al vetro acustico per il parabrezza e le portiere, mentre il sottoscocca profilato elimina le turbolenze.
Ci sono versioni a uno o due motori, a trazione posteriore o integrale. Nel primo caso la potenza dell'unità va da i 150 CV della versione con acccumulatore da 53 kWh ai 229 di quella con batteria da 74 kWh, mentre la bimotore, con la stessa batteria, dispone di 325 CV; la versione sportiva, la Ioniq N, avrà invece 584 CV.
La tensione di lavoro a 800 V degli accumulatori permette, come per la Ioniq 5, l'uso delle stazioni di ricarica rapida da 350 kW in continua, ottenendo in soli 18 minuti la crescita dell'autonomia dal 10 all'80%; Hyundai dichiara che la Ioniq 6 può arrivare a un range di 600 km. Nel sistema di gestione sono inclusi una pompa di calore e un sistema di riscaldamento per le celle al litio, così come un nuovo sistema di precondizionamento che dovrebbe rendere più veloce la carica anche in condizioni climatiche fredde. Con il caricabatterie installato da 11 kW, la ricarica si completa in circa 6 ore per la dotazione da 53 kWh o circa 8 con quella da 77,4, valori che salgono rispetticvamente a 8 e 12 ore con una wallbox da 7,0 kW. Infine c'è il connettore Vehicle to Load (V2L), che consente di alimentare elettrodomestici o caricare lentamente un altro veicolo elettrico.