02 settembre 2019
La 500 lascia gli Usa
Qualche giorno fa trattavo dei cambiamenti nella gamma Fiat; a latere aggiungo che da un po' si parlava anche del ritiro del marchio dal mercato Usa. Nel frattempo le cose evolvono. La vettura più glam in America è stata la 500, ma in assenza di restyling e aggiornamenti il suo gradimento scende. Scende parecchio, perché dalle 46.999 auto vendute nel 2012 siamo giunti alle 5.730 del 2018 e i report mostrano un gennaio-giugno fermo a 1.672 auto. Numeri che non valgono lo shipping. La 500 quindi esce di scena a fine anno, in compagnia della 500e, venduta solo da quelle parti. Mica male considerato che dall'anno prossimo tutte le 500 dovrebbero essere elettriche. Fine della storia, dunque. C'è da dire però che per le vetture rétro non tira aria buona presso gli yankee: anche la VW Beetle cessa l'importazione da fine anno. Ma contrariamente a FCA, i piani commerciali VW non prevedono certo l'abbandono della piazza, che anzi con le nuove elettriche promette numeri in crescita. Resta da vedere cosa sarà capace di fare il gruppo per mantenere la propria fetta del ricco mercato Usa.
30 agosto 2019
L'era delle Roboats
La guida autonoma allarga sempre più i suoi confini: se è già allo studio per i mezzi aerei, ora arriva anche a quelli galleggianti. Il progetto si chiama Roboats, è condotto congiuntamente da 5 anni da un'équipe dell'MIT di Boston e dall'Amsterdam Institute for Advanced Metropolitan Solutions e sta sviluppando battelli a guida autonoma. Lo sviluppo per ora è concentrato su natanti che si muovano nei canali, perché Amsterdam ha intenzione di sfruttarli in maniera integrata con gli altri mezzi urbani. Ma è indubbio il potenziale di un simile know how, che potrebbe dar vita a piattaforme galleggianti capaci anche di compiere delivery, raccogliere spazzatura o svolgere compiti tecnici di sorveglianza. La guida si basa sull'uso di un LiDAR (un laser per il rilevamento) e di una telecamera, connessi a una rete neurale che riconosce gli elementi presenti nel canale e dà indicazioni ai sistemi di controllo della spinta e alla timoneria per evitare gli ostacoli e tenere la rotta prefissata. Le prospettive del progetto sono però assai ampie se pensiamo alle navi oceaniche destinate al trasporto globale. Certo qui l'approccio è più complesso, perché se non c'è quasi mai il problema del traffico (porti esclusi); c'è però quello del mezzo su cui si galleggia, che non è né liscio né uniforme. Le masse in gioco poi possono diventare enormi, con tutte le conseguenze legate all'inerzia. Ma una flotta di navi a propulsione solare autonome sarebbe una bella svolta nella lotta alla produzione di CO2, no? Magari anche Greta Thunberg, appena arrivata in Usa sullo yacht a vela di Pierre Casiraghi sarebbe d'accordo. Ammesso che non siano troppo veloci per lei.
Nuova partnership dal Giappone
Se il "Divide et impera" dei Romani andava bene ai tempi per gestire l'impero, ai nostri giorni e traslata in campo automotive la parola d'ordine per affrontare crisi, cambiamenti di mobilità e ambito sociale è "Aggrega e risparmia". Il fatto che ogni costruttore, con più o meno successo, tenti il colpo ne è la prova. Ultima notizia. Scambio azionario tra Toyota e Suzuki teso a realizzare un'alleanza di lungo termine sui nuovi prodotti. La formula è sbilanciata dalla parte di Toyota, che con l'acquisizione di 24 milioni di azioni, pari al 4,9% del capitale e 96 miliardi di yen in soldoni entra nella partnership. Suzuki farà invece la spesa sul mercato, con 48 miliardi di yen in azioni. L'autorità interna deve ancora approvare l'unione, quindi formalmente le cose sono ancora in stand by, ma è solo una formalità.
Certo però che con Suzuki bisogna stare attenti. La piccola azienda jap infatti è gestita in maniera molto patriarcale da Osamu Suzuki, nato Matsuda ma divenuto erede del gruppo dopo il matrimonio con la nipote del fondatore Michio Suzuki, tanto da averne acquisito il cognome. A Osamu salta facilmente la mosca al naso, lo sanno bene alla VW. Nel 2010 il gruppo tedesco acquistò il 19,9% del capitale nipponico con la promessa di uno scambio tecnologico. Ma già un anno dopo, poiché lo scambio a Osama non pareva adeguato, Suzuki protestò l'accordo, iniziando una causa che l'avrebbe portata nel 2015 a rescindere la partnership. Si dice che la ritorsione fu di impiegare il motore Multijet 1.6 Fiat al posto di quelli VW, cosa che indispettì i tedeschi e fece precipitare la situazione. Quindi Toyota, pur forte della propria stazza, dovrà rispettare gli accordi, anche perché al momento non sembra ci siano altri attori disponibili sul mercato. Nissan sta trattando per l'uscita dal gruppo Renault e quest'ultima sta ri-considerando la fusione con FCA. Una partita a scacchi globale, nella quale si vince o si è vinti.
Alfa Romeo: cronaca di una crisi annunciata?
autothrill se n'è già occupato nelle scorse settimane ponendo qualche dubbio sui piani di sviluppo di FCA e in particolare sul destino di alcuni marchi in difficoltà come Alfa Romeo e Lancia. Ebbene è di queste ore la notizia che la crisi di vendite di Alfa costringerà allo stop della produzione nello stabilimento di Cassino dove appunto si realizzano i modelli del Biscione. Uno stop di 4 giorni il 2, il 6, il 9 e il 16 settembre, peraltro, era stato già annunciato in precedenza; ora però però si aggiunge un altro fermo della durata di 6 giorni, con ricorso alla Cassa integrazione per il 23 e 30 settembre e dal primo al 4 di ottobre. E con ogni probabilità più avanti verranno annunciati altri giorni di cassa integrazione per il mese di ottobre.
Un campanello d'allarme per i vertici del Gruppo, che dovrebbero rispondere con ben altre armi. Mi sbaglierò (e lo spero davvero), ma questi assordanti silenzi non promettono nulla di buono...
29 agosto 2019
Nuovo V6 turbo per la Macan
Il debutto della tecnologia elettrica di Porsche con la Taycan non significa che il marchio riservi meno attenzione a quelle più tradizionali, quindi ecco la nuova Macan Turbo, modello top della Suv media del marchio. L'auto è equipaggiata con con il 6 cilindri di 2.9 litri biturbo (nella V dei cilindri) al posto del vecchio propulsore di 3.6 ltri, che eroga 440 CV (40 più del precedente) e una coppia di 550 Nm costanti tra 1.800 e 5.600 giri. La trazione è integrale tramite un cambio PDK a doppia frizione con 7 rapporti e il sistema di gestione della motricità PTM. Modificato l'assetto per adattarlo alle nuove velocità massima, 270 km/h e accelerazione da 0 a 100 orari in 4,3 s. I cerchi sono da 20 pollici e montano i freni PSCB con rivestimento al tungsteno disponibili anche sulla sorella maggiore; l'aspetto esterno è stato modificato nel frontale e nella coda, ove uno spoiler fisso sul tetto a doppia ala rende il look più aggressivo. All'interno spiccano i sedili sportivi con 18 modalità di regolazione elettrica e i rivestimenti in Alcantara e alluminio spazzolato; l'infotainment prevede uno schermo touch da 10,9 " connesso a internet ,compreso il sistema di navigazione interattivo, e un impianto audio Bose Surround da 665 W. La Macan Turbo è già ordinabile, bastano 91.922 euro.
Tutti Tiger Woods con le palline Nissan
Indipendentemente da un futuro più o meno legato al gruppo Renault, Nissan va avanti lo sviluppo della guida autonoma e sta mettendo a punto un upgrading del sistema ProPilot che dovrebbe debuttare sulla nuova Skyline il mese prossimo in Giappone. Nel frattempo, la stessa tecnologia è stata applicata...al golf, realizzando una pallina intelligente che centra invariabilmente al primo colpo, addirittura se viene tirata in direzione opposta, la buca. Il sistema richiede una telecamera esterna di monitoraggio, che controlli il movimento della pallina e individui la buca. Il movimento spetta poi a un micromotore elettrico all'interno, che mantiene il moto sino a quando non venga raggiunto l'obiettivo. Un oggetto indubbiamente interessante dal punto di vista della micromeccanica, ma che potrebbe diventare un must anche per far scena, poiché le dimensioni sono inalterate rispetto alle palline normali. Temo però non sia in vendita, in quanto esercizio high tech del team che si occupa del ProPilot. In ogni caso sarà meglio fare qualche controllo in più ai prossimi tornei.
Seat consegna al volo
Nati (e tuttora impiegati) per uso militare, i droni hanno rapidamente ampliato la loro area di lavoro al settore ricognitivo e a quello commerciale, ambito quest'ultimo che oggi vede il loro maggiore sviluppo. Anche le Case si sono accorte che un drone può rendere più facile e veloce la comunicazione interna: è il caso di Seat, che nell'impianto principale di Martorell ha attivato un servizio di consegne mediante droni tra la sede e il centro logistico del gruppo Sesè di Abrera. Ora volanti e airbag volano verso le linee produttive grazie al progetto pilota sotto la supervisione dell'Agenzia spagnola per la sicurezza dell'aviazione; sono previsti diversi voli ogni giorno, che collegano i punti di partenza e arrivo distanti circa 2 chilometri. Il guadagno di tempo rispetto alla consegna via terra è notevole: 15 minuti invece di 90, per di più senza alcuna emissione di CO2. Un altro passo verso l'industria 4.0 da parte di una Casa che impiega già la realtà virtuale nello sviluppo e in linea e che sta implementando il controllo di processo mediante sistemi a intelligenza artificiale e software basati sui big data.
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