30 agosto 2019
Nuova partnership dal Giappone
Se il "Divide et impera" dei Romani andava bene ai tempi per gestire l'impero, ai nostri giorni e traslata in campo automotive la parola d'ordine per affrontare crisi, cambiamenti di mobilità e ambito sociale è "Aggrega e risparmia". Il fatto che ogni costruttore, con più o meno successo, tenti il colpo ne è la prova. Ultima notizia. Scambio azionario tra Toyota e Suzuki teso a realizzare un'alleanza di lungo termine sui nuovi prodotti. La formula è sbilanciata dalla parte di Toyota, che con l'acquisizione di 24 milioni di azioni, pari al 4,9% del capitale e 96 miliardi di yen in soldoni entra nella partnership. Suzuki farà invece la spesa sul mercato, con 48 miliardi di yen in azioni. L'autorità interna deve ancora approvare l'unione, quindi formalmente le cose sono ancora in stand by, ma è solo una formalità.
Certo però che con Suzuki bisogna stare attenti. La piccola azienda jap infatti è gestita in maniera molto patriarcale da Osamu Suzuki, nato Matsuda ma divenuto erede del gruppo dopo il matrimonio con la nipote del fondatore Michio Suzuki, tanto da averne acquisito il cognome. A Osamu salta facilmente la mosca al naso, lo sanno bene alla VW. Nel 2010 il gruppo tedesco acquistò il 19,9% del capitale nipponico con la promessa di uno scambio tecnologico. Ma già un anno dopo, poiché lo scambio a Osama non pareva adeguato, Suzuki protestò l'accordo, iniziando una causa che l'avrebbe portata nel 2015 a rescindere la partnership. Si dice che la ritorsione fu di impiegare il motore Multijet 1.6 Fiat al posto di quelli VW, cosa che indispettì i tedeschi e fece precipitare la situazione. Quindi Toyota, pur forte della propria stazza, dovrà rispettare gli accordi, anche perché al momento non sembra ci siano altri attori disponibili sul mercato. Nissan sta trattando per l'uscita dal gruppo Renault e quest'ultima sta ri-considerando la fusione con FCA. Una partita a scacchi globale, nella quale si vince o si è vinti.
Alfa Romeo: cronaca di una crisi annunciata?
autothrill se n'è già occupato nelle scorse settimane ponendo qualche dubbio sui piani di sviluppo di FCA e in particolare sul destino di alcuni marchi in difficoltà come Alfa Romeo e Lancia. Ebbene è di queste ore la notizia che la crisi di vendite di Alfa costringerà allo stop della produzione nello stabilimento di Cassino dove appunto si realizzano i modelli del Biscione. Uno stop di 4 giorni il 2, il 6, il 9 e il 16 settembre, peraltro, era stato già annunciato in precedenza; ora però però si aggiunge un altro fermo della durata di 6 giorni, con ricorso alla Cassa integrazione per il 23 e 30 settembre e dal primo al 4 di ottobre. E con ogni probabilità più avanti verranno annunciati altri giorni di cassa integrazione per il mese di ottobre.
Un campanello d'allarme per i vertici del Gruppo, che dovrebbero rispondere con ben altre armi. Mi sbaglierò (e lo spero davvero), ma questi assordanti silenzi non promettono nulla di buono...
29 agosto 2019
Nuovo V6 turbo per la Macan
Il debutto della tecnologia elettrica di Porsche con la Taycan non significa che il marchio riservi meno attenzione a quelle più tradizionali, quindi ecco la nuova Macan Turbo, modello top della Suv media del marchio. L'auto è equipaggiata con con il 6 cilindri di 2.9 litri biturbo (nella V dei cilindri) al posto del vecchio propulsore di 3.6 ltri, che eroga 440 CV (40 più del precedente) e una coppia di 550 Nm costanti tra 1.800 e 5.600 giri. La trazione è integrale tramite un cambio PDK a doppia frizione con 7 rapporti e il sistema di gestione della motricità PTM. Modificato l'assetto per adattarlo alle nuove velocità massima, 270 km/h e accelerazione da 0 a 100 orari in 4,3 s. I cerchi sono da 20 pollici e montano i freni PSCB con rivestimento al tungsteno disponibili anche sulla sorella maggiore; l'aspetto esterno è stato modificato nel frontale e nella coda, ove uno spoiler fisso sul tetto a doppia ala rende il look più aggressivo. All'interno spiccano i sedili sportivi con 18 modalità di regolazione elettrica e i rivestimenti in Alcantara e alluminio spazzolato; l'infotainment prevede uno schermo touch da 10,9 " connesso a internet ,compreso il sistema di navigazione interattivo, e un impianto audio Bose Surround da 665 W. La Macan Turbo è già ordinabile, bastano 91.922 euro.
Tutti Tiger Woods con le palline Nissan
Indipendentemente da un futuro più o meno legato al gruppo Renault, Nissan va avanti lo sviluppo della guida autonoma e sta mettendo a punto un upgrading del sistema ProPilot che dovrebbe debuttare sulla nuova Skyline il mese prossimo in Giappone. Nel frattempo, la stessa tecnologia è stata applicata...al golf, realizzando una pallina intelligente che centra invariabilmente al primo colpo, addirittura se viene tirata in direzione opposta, la buca. Il sistema richiede una telecamera esterna di monitoraggio, che controlli il movimento della pallina e individui la buca. Il movimento spetta poi a un micromotore elettrico all'interno, che mantiene il moto sino a quando non venga raggiunto l'obiettivo. Un oggetto indubbiamente interessante dal punto di vista della micromeccanica, ma che potrebbe diventare un must anche per far scena, poiché le dimensioni sono inalterate rispetto alle palline normali. Temo però non sia in vendita, in quanto esercizio high tech del team che si occupa del ProPilot. In ogni caso sarà meglio fare qualche controllo in più ai prossimi tornei.
Seat consegna al volo
Nati (e tuttora impiegati) per uso militare, i droni hanno rapidamente ampliato la loro area di lavoro al settore ricognitivo e a quello commerciale, ambito quest'ultimo che oggi vede il loro maggiore sviluppo. Anche le Case si sono accorte che un drone può rendere più facile e veloce la comunicazione interna: è il caso di Seat, che nell'impianto principale di Martorell ha attivato un servizio di consegne mediante droni tra la sede e il centro logistico del gruppo Sesè di Abrera. Ora volanti e airbag volano verso le linee produttive grazie al progetto pilota sotto la supervisione dell'Agenzia spagnola per la sicurezza dell'aviazione; sono previsti diversi voli ogni giorno, che collegano i punti di partenza e arrivo distanti circa 2 chilometri. Il guadagno di tempo rispetto alla consegna via terra è notevole: 15 minuti invece di 90, per di più senza alcuna emissione di CO2. Un altro passo verso l'industria 4.0 da parte di una Casa che impiega già la realtà virtuale nello sviluppo e in linea e che sta implementando il controllo di processo mediante sistemi a intelligenza artificiale e software basati sui big data.
28 agosto 2019
Anche Hyundai crede nei monopattini
Il concetto di ultimo miglio sembra diventare sempre più virale, nel senso che le idee migrano rapidamente per espandersi da un continente all'altro. Così il monopattino elettrico che molti ritengono the ultimate solution per l'integrazione auto-parcheggi-inquinamento urbano all'insegna della mobilità sostenibile, furoreggia. Dopo l'e-scooter di Audi, ecco un altro monopattino, stavolta targato Hyundai. Realizzato sulla base del prototipo esposto al CES di Las Vegas nel 2017, ha il motore nella ruota posteriore, adotta batterie al litio ed è fornito di illuminazione. Lo scooter si ricarica automaticamente quando viene riposto nel suo alloggiamento sull'auto la quale, oltre che elettrica, può anche essere di tipo tradizionale. Come si vede nella parte iniziale del video, sono allo studio differenti collocazioni nell'auto, che terranno conto delle diversità costruttive dei vari modelli. Ciò significa che è intenzione del marchio fornire il monopattino come opzionale su ampia parte della gamma. Il due ruote è fornito di sospensione anteriore e l'accumulatore ha una capacità di 10,5 Ah, consentendo una percorrenza di 20 km per carica alla velocità massima di 20 km/h. Pesa 7,7 kg e ne è già prevista l'evoluzione con l'impiego della frenata rigenerativa, che aumenterà l'autonomia in media del 7%. Non ancora ufficiale la data di debutto, ma Hyundai vuole fare presto.
Wiesmann, il ritorno
Ve le ricordate le Wiesmann? Sì, quelle auto un po' tondeggianti (foto sotto) con motori BMW M dallo stile rétro, scomparse nel 2014 con il fallimento dell'impresa artigianale che le costruiva a Dulmen, Deutschland. Beh, sembra tornino sulla scena motoristica, grazie all'investimento di due imprenditori brit, che hanno anche ingaggiato Mario Spitzner, ex marketing Mercedes, per dare nuova vita al marchio. L'auto della rinascita potrebbe essere presente al salone di Francoforte; per ora ne è stato diffuso soltanto un teaser, dal quale però si deduce che la linea non pare molto cambiata rispetto al (bel) profilo precedente. Non è cambiato nemmeno il fornitore di motori, sempre BMW, sempre famiglia M. Qui in particolare è installato il V8 di 4,4 litri della M5, con 600 CV. Il marchio intende espandere la propria portata e arrivare anche sui mercati americano e asiatici; per questo sono state previste anche versioni con guida a destra.
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