27 agosto 2019

Il nuovo airbag di Honda





Ultimamente i marchi giapponesi puntano sulla sicurezza, prendendo il ruolo che in un certo senso Volvo ha lasciato ad altri concentrandosi sui nuovi prodotti. Dopo Subaru, ecco quindi anche Honda innovare il settore con un nuovo tipo di airbag, che avvolge la testa del passeggero grazie alla struttura in tre parti. Sviluppato con la svedese Autoliv, il dispositivo ha un sistema di gonfiaggio a due stadi che agiscono scaglionati a 150 ms l'uno dall'altro e assicura una maggiore protezione del capo nelle collisioni offset e in caso di ribaltamento. L'analogia tutta yankee spiegata durante la presentazione svoltasi in Usa è quella di un guanto da baseball, che avvolge e trattiene grazie anche al materiale morbido di sono fatti i sacchi, che tendono perciò più ad assorbire che a respingere elasticamente come avviene negli airbag tradizionali. La novità sarà disponibile sulle auto del marchio dal prossimo anno, non si ancora però su quali modelli.

La schiera dei grandi dell'auto si assottiglia





Per scelta evito sempre coccodrilli su chiunque. Ma la morte a 82 anni di Ferdinand Karl Piëch, uomo simbolo di VW per tanti anni, merita un commento. Nipote per parte di madre del fondatore Ferdinand Porsche, deve avere ereditato la genialità del nonno, che si è estrisecata negli ambiziosi progetti del gruppo, sempre all'insegna della tecnologia edge. Ingegnere meccanico, ha sempre profuso nell'azienda, in qualità di ad dal 1993 al 2002 e come presidente del comitato di controllo fino al 2015, un impulso di natura tecnica che ha portato ai successi del gruppo con la trazione integrale quattro e lo sviluppo dei Diesel, ma anche con l'acquisto di Bugatti e progetti ambiziosi cone la L1 dai consumi ridottissimi. La sua uscita dal board avvenne in seguito ai forti contrasti con l'allora ad Winterkorn, quello trombato subito dopo dalle conseguenze del Dieselgate. Uno degli ultimi grandi manager che consideravano l'industria dell'auto una specificità e non una semplice variazione merceologica dell'impresa come fanno buona parte di quelli con estrazione economica. E i risultati sin qui si sono visti.

26 agosto 2019

Battesimo al Ring per la Taycan











Quale miglior viatico per una presentazione Porsche di un bel tempo al Ring fresco fresco? Così la Taycan, che debutta il prossimo 4 settembre, ha girato in 7 minuti e 42 secondi, niente di eccezionale, visto che la sorella da corsa VW ID.R ha girato in 6:45,9 e che il record assoluto è sempre in casa e appartiene alla Porsche 919 Evo, ma comunque roba spessa, da auto di razza. Porsche vuole dimostrare che la sua prima elettrica è una sportiva secondo tutti i canoni di affidabilità e robustezza cui ci ha abituato il brand. Per questo oltre al giro sul circuito tedesco la Taycan è stata sottoposta a un test in cui ha accelerato da 0 a 200 km/h consecutivamente per 26 volte, oltre ad aver percorso sull'anello di Nardò una 24 ore di 3.425 km continuativi a velocità medie tra 195 e 215 km/h, in entrambi i casi senza che sia emerso alcun problema e con temperature ambiente fino a 42°C e di pista fino a 54°C. Certo però che se le cose vanno avanti così bisognerà abituarsi a 'sti giri in silenzio.

2019, VW svolta













Per Volkswagen questo sarà davvero l'anno della svolta. Non si sa per dove di preciso, ma svolta comunque. Al salone di Francoforte, ormai imminente, il gruppo spara roba grossa: la prima elettrica di massa, la ID.3, la prima offroad elettrica di Audi (teaser), la AI:TRAIL quattro, la prima concept elettrica di Cupra (foto dell'interno), ma soprattutto il nuovo logo del brand, cambio davvero epocale per un simbolo così importante e inossidabile del mondo dell'automobile. Il cambiamento va nella direzione di incontrare un ambiente più giovane (anche se l'Europa, quella con i soldi poi, è fatta di vecchi), più digitale e moderno (il collage ufficiale ne dà l'idea). Sono certo che l'avranno pensata bene, da quelle parti. Ma non dimentichiamoci che i tedeschi sono quelli che vincono le battaglie e perdono le guerre, quindi questo sussulto di strategia così a lungo termine dovrebbe ribaltare lo storico karma teutone. Certo è che gli investimenti stanziati sono stellari e coinvolgono  non solo la produzione ma tutto l'ambiente dell'auto del futuro. Sul nuovo logo c'è attesa ma ovviamente molta riservatezza. Lo vedremo a settembre.

Bye bye 124





Ripetitivo il destino della 124 Spider: due volte prodotta, due volte estinta. Rinata nel 2016 dopo un sonno di 31 anni, infatti, secondo il boss di Fiat Olivier François è piuttosto probabile esca definitivamente di produzione nel novero della riorganizzazione del marchio, che dovrebbe basarsi da qui in poi su prodotti di fascia bassa e non oltre il segmento C. La scelta coinvolgerà anche (l'identico) prodotto Abarth con il motore da 170 CV; la partnership con Mazda è stata dunque una meteora, pur in grado di garantire un utile, e investire ancora in un prodotto di nicchia con i bilanci sempre in bilico non rientra tra le priorità di un brand decisamente generalista. Tutto ciò nonostante il mese scorso la vettura sia stata la Fiat più venduta negli Usa, ma d'altronde la stessa permanenza del marchio in America è in fase di ripensamento. Quindi bye bye 124 Spider, alla prossima operazione nostalgia.

Fidarsi delle batterie









La società è tedesca e si chiama Volocopter. Dal nome potete già dedurre cosa produca: l'ultima creazione è il VoloCity, multicottero giunto alla quarta generazione e pronto per il debutto. Il settore dei taxi volanti autonomi è in sviluppo e numerose società aeronautiche lo individuano come un futuro grande business, anche se, viste le difficoltà della guida autonoma su strada e la congestione delle rotte aeree, il volo automatico su tre dimensioni credo debba ancora fare molta strada prima del debutto operativo. La struttura del VoloCity si basa su 18 rotori, mossi da altrettanti motori elettrici a loro volta alimentati da 9 batterie; a bordo spazio per due più un piccolo bagaglio a mano. L'elevato numero di rotori segue la duplice esigenza di garantire una ridondanza di forza portante e ridurre il rumore: a questo proposito la società sostiene che a 75 m di distanza l'apparecchio produca meno rumore di un piccolo elicottero a 500. Un paragone complesso da immaginare ma, se avete avuto occasione di sentire un elicottero in funzione da vicino, siamo su livelli mica tanto bassi.



La cosa a mio parere più inquietante è però che il VoloCity ha un'autonomia operativa di soli 20 minuti, con un range di circa 35 km alla velocità massima di 110 km/h. Davvero pochi per qualcosa che sta in aria solo grazie all'energia rotazionale delle pur numerose eliche e senza alcun ausilio di portanza aerodinamica. Volocopter ha già ottenuto permessi di volo in Germania e a Dubai, oltre alle città di Helsinki e Singapore, quest'ultima futura sede del prototipo di sistema di appoggio terrestre Voloport (foto), modulare e sviluppabile su terra e pontoni galleggianti. Sì, perchè questi multicotteri non possono atterrare ovunque, ma solo ove esista il sistema di ricarica rapida fornito dalla Casa, che vista la scarsa autonomia dev'essere necessariamente a portata di mano. Per ora i multicotteri tedeschi sono tra i primi ad aver volato effettivamente con un pilota; la guida autonoma è ancora in sviluppo ma alla Volocopter sono ottimisti, i piloti anche. Perchè il rischio lo correranno solo i passeggeri.

23 agosto 2019

Porsche: ecco gli interni della Taycan














A pochi giorni di distanza da Francoforte, la Porsche svela gli interni della Taycan la sua prima full electric che promette meraviglie sotto moltissimi punti di vista e che, a quanto pare, sta già riscuotendo grande successo considerando gli ordini che stanno letteralmente "fioccando" in fabbrica. La plancia ha un'impostazione classicamente Porsche ma è studiata in chiave hi tech e "full digital". Chi guida la Taycan potrà scegliere fra quattro modalità di visualizzazione del quadro strumenti:



Classic, che ricorda gli strumenti arrotondati tipici di Porsche. Al posto del contagiri, in posizione centrale fra gli indicatori, c’è un misuratore di potenza.

Map, dove il misuratore di potenza centrale viene sostituito da una mappa.

Full Map, che elimina del tutto gli indicatori rotondi in favore di una mappa di navigazione visualizzata a schermo intero.

Infine la modalità Pure, che visualizza soltanto le informazioni di guida essenziali - ad esempio, velocità, segnali stradali e navigazione – utilizzando una freccia minimalista.



Lungo i bordi dello schermo vi sono inoltre piccole aree dove sono collocati i comandi a sfioramento per attivare le funzioni relative a luci e telaio. Il quadro strumenti è dunque più largo del volante e ricorda, guardacaso, la prima 911 originale.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...