01 agosto 2019

Aston Martin va in rosso





In questo quasi primo quarto di nuovo millennio all'insegna della crisi permanente, è opinione comune che in campo automotive le uniche Case immuni al virus siano ancora quelle che producono prodotti di lusso. Lo prova in teoria la pletora di supercar e ipercar presentate a ritmo continuo, che pare riescano a integrare la trazione elettrica in un modello di business ancora vincente. Il termine pare è però d'obbligo, perché qualcosa anche in quel settore inizia a scricchiolare. Aston Martin, marchio di  altissimo prestigio con una produzione che spazia dalla nautica Lagonda (la coda sembra quella di un gozzo) alla ipercar Valkyrie, ha i conti in rosso. L'ultimo report semestrale evidenzia infatti un deficit pre-tax di 78,88 milioni di sterline, pari a 86,5 milioni di euro, dovuto, secondo l'ad Palmer, quello critico sulle attuali tendenze del mondo auto, al calo della domanda concentrato in Europa, Medio Oriente e Africa, ma avvertibile anche in Usa. La Lagonda è quella che fa registrare la peggior performance, con un calo attorno al 75% nelle vendite, ma la caduta e generalizzata e mette addirittura in crisi il futuro dello stabilimento di St Anthon nel Galles, quello destinato a produrre le Suv DBX che rappresentano il futuro del marchio in linea con le più aggiornate richieste del mercato. Crisi annunciata dunque per il marchio di proprietà Bonomi, che paga con le sue piccole dimensioni la difficoltà a reperire i capitali richiesti per il passaggio epocale che si annuncia per ogni brand. E la Brexit non aiuta, checchè ne dicano gli ottimisti a oltranza.

Mercedes: l'ultimo restyling della smart





In Germania circolano le foto pressoché definitive delle smart restyling che debutteranno al Salone di Francoforte e entreranno nelle vetrine delle concessionarie entro la fine dell'anno. Definitivamente abbandonate le opzioni con motori a benzine, le prossime smart saranno vendute solo nella configurazione elettrica EQ. E' presumibile quindi che al di là degli interventi estetici, il lavoro si sia concentrato su propulsore e batterie. Nel primo caso dovremmo attenderci un sensibile aumento della potenza (ora eroga 82 CV), mentre l'evoluzione delle batterie ha come scopo una maggiore autonomia, fino ad ora uno dei punti deboli delle smart EQ. Autonomia che, a quanto si dice, salirà dagli attuali 100-120 km a 200 km. Modifiche anche al sistema di infotainment e all'elettronica di bordo. Questo sarà l'ultimo restyling di Mercedes sulla smart: in futuro la "palla" passerà ai cinesi della Geely (ora azionisti al 50%) che acquisiranno il marchio e si preoccuperanno della progettazione e della costruzione delle smart di domani. Ovviamente in Cina.

31 luglio 2019

Solo lodi a chi compra...





Il marchio Rimac è rapidamente entrato nel novero dei costruttori di supercar e attualmente si colloca tra quelli con il maggiore know how nel campo dei powertrain elettrici di grande potenza. Se me lo consentite aggiungo che tale know how è comunque limitato (senza alcuna intenzione di denigrare) rispetto al bagaglio di skills e tecnologia necessari a ottenere le stesse prestazioni con i vecchi motori endotermici. Ma tant'è e attualmente il brand croato sulla cui Concept One si è schiantato l'Hammond di Top Gear ha all'attivo collaborazioni con marchi importanti; è il caso di Aston Martin, ma anche di Porsche. Quello che però forse non sapete è che il marchio di Stoccarda è proprietario per il 10% dell'impresa slava; questo potrebbe spiegare perché Mate Rimac, patron della società, canti le lodi della Taycan su LinkedIn dopo che Porsche gli abbia chiesto di schizzare un prototipo sulla base di quella scocca. Non si sa se la Taycan adotterà componenti di origine Rimac, ma di sicuro c'è la collaborazione per le batterie ad alto voltaggio. I tedeschi in genere fiutano bene gli affari, ma talvolta prendono costose cantonate, vedi Mercedes con Chrysler. Porsche è tra le più caute e finora nulla ha interferito con la sua altissima redditività di marchio. Cosa potrebbe andar storto? Beh, metti la tendenza a schioppare che ultimamente le elettriche iniziano a manifestare. Ma sono casi isolati, direte. E se il caso isolato fosse il vostro sarebbe più o meno grave?

Land Rover Defender, un mito intramontabile.













Il primo amore non si scorda mai. O almeno così dicono. Sta di fatto che questo pensiero talvolta calza alla perfezione anche per le automobili. Non tutte certo, ma quelle più importanti sì. Come nel caso dell'indimenticabile Land Rover Defender che ha ancora  moltissimi fan sparsi per il mondo. Un amore così profondo e sincero che non ha lasciato "indifferenti" nemmeno gli uomini di Land Rover Classic (la sezione dedicata al restauro e alla ricostruzione dei vecchi modelli) che ha messo in commercio un kit dedicato appunto alle Defender 90 e 110 ed in particolare alla last edition equipaggiata tra l'altro con il V8 benzina realizzata in occasione del 70mo anniversario della 4x4 inglese.

E' un pacchetto installabile sulle Defender costruite tra il 1994 e il 2016 e comprende sospensioni specifiche, nuovi ammortizzatori e barre antirollio. Volendo è possibile aggiungere un kit supplementare per l'impianto frenante con nuovi dischi, pastiglie e pinze. I prezzi variano da circa 2.200 euro per il kit sospensioni ai  circa 12 mila euro per la parte relativa all'impianto frenante potenziato. Chi lo desiderasse, Land Rover Classic propone anche un upgrade da realizzare direttamente in fabbrica, per il motore td 2,2 litri prodotto dopo il 2012. Costa circa 18 mila euro e prevede un aumento della potenza di 39 CV che salgono così a 160. Nell'upgrade sono ovviamente compresi anche i pacchetti delle sospensioni e dell'impianto frenante. Il badge dedicato e la visita guidata della factory di Land Rover Classic sono compresi nel prezzo. Meno male..

PIù birra per le JCW

















Aggiornamento MINI per le JCW sui modelli Countryman e Clubman. La modifica riguarda il propulsore, che ha usufruito di un notevole incremento di potenza, passando da 231 a ben 306 cavalli. Di fatto si tratta del trapianto del propulsore della BMW M135i, riprogettato secondo la Casa con nuovi damper e un più efficace sistema di raffreddamento e adattato alla scocca MINI, cosa che rende le vetture decisamente più sportive e in grado di competere con le più brillanti del segmento, leggi Cupra Ateca e Mercedes-AMG A35, oltre a farne le JCW le più potenti di sempre. Le prestazioni sono perciò edge, con una V max autolimitata a 250 km/h e uno 0-100 di 4,9 s per la Clubman e di 5,1 per la Countryman, grazie alla robusta coppia massima di 450 Nm erogata dal 2 litri turbo e gestita dal cambio automatico ZF a otto marce automatico, qui adattato al maggior vigore del'unità motrice. Entrambe le vetture sono state aggiornate nelle tarature della scocca, irrigidita, abbassata di 10 mm e con nuovi ammortizzatori, e nella dotazione di un differenziale autobloccante meccanico che agisce sinergicamente con  la trazione integrale ALL-4 di serie. Esternamente invece solo piccole modifiche aerodinamiche allo spoiler sul tetto e alle cover dei retrovisori. Quel che conta è tutto sotto il cofano.

Un'altra elettrica prende fuoco. E' un'epidemia?







Una vettura "riposa" tranquilla nel garage di casa, il proprietario si rilassa sorseggiando una bibita in soggiorno. Poi all'improvviso dal box esce una densa nube nera, parte del garage prende fuoco e subito dopo l'auto esplode richiamando l'attenzione dei vicini, dei Vigili del Fuoco e della polizia. Insomma un disastro che per fortuna non ha causato feriti ma solo un bel po' di danni.



E' successo lo scorso weekend a Montreal in Canada e l'auto in questione era una Hyundai Kona elettrica. Al momento le autorità e la stessa Hyundai stanno indagando per capire cosa possa essere successo ed è perciò impossibile azzardare qualsiasi ipotesi, certo è che negli ultimi mesi incidenti di questo tipo sono in aumento. E guardacaso le vetture coinvolte, a prescindere dal marchio, sono tutte full electric e se molti assicurano che le probabilità che un'auto elettrica prenda fuoco, sono più o meno le stesse di un modello a benzina, è innegabile che il litio (presente in grande quantità nelle batterie) sia un minerale decisamente sensibile e con un pessimo carattere. Al punto che domare un incendio in presenza di litio può essere estremamente problematico. Dunque? Non resta che attendere il responso delle indagini, così come il report della Hyundai che lavorerà nella più totale trasparenza perché, si legge in una nota diffusa dalla Casa coreana, la sicurezza dei suoi clienti è una priorità fondamentale. D'altra parte non si può non esprimere qualche perplessità su questa piccola "epidemia" che sembra contagiare le vetture full electric.

30 luglio 2019

Le gamma Fiat 500 si converte all'ibrido






Secondo alcune indiscrezioni provenienti in queste ore dall'America, il gruppo FCA introdurrà tra non molto il suo nuovo sistema ibrido eTorque da 48 Volt sul quattro cilindri benzina sovralimentato di 1,3 litri. In particolare, il processo di "ibridizzazione" coinvolgerà la nuova offerta delle Fiat 500, 500L e 500X che subiranno perciò un radicale rinnovamento nella gamma dei quattro cilindri. Dal punto di vista delle prestazioni tutto è ancora top secret ma il nuovo motore dovrebbe erogare una potenza massima di 177 CV, valore considerevole considerando sia la cilindrata sia le ovvie restrizioni in materia di emissioni. Il piano di FCA prevede di introdurre entro il 2022 30 modelli "green"tra plug-in, elettrici e mild hybrid.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...