11 luglio 2019
Andy Palmer e le bolle di sapone
In un'intervista concessa ad Autocar, l'ad di Aston Martin Andy Palmer parla a ruota libera del futuro dell'automobile e si mostra scettico e critico sui due principali asset dello sviluppo tecnologico in corso, la trazione elettrica e la guida autonoma. "L'auto elettrica è una delle strade, non la panacea. Non esiste ancora la certezza di una soluzione dominante sulle altre; la verità è che nessuno è in grado di definire quale sarà la scelta tecnologica ottimale nei prossimi 20-30 anni". Palmer è duro anche con i politici, sui quali è convinto non si possa fare affidamento quando le scelte prospettate vanno avanti di 30-40 anni, data la necessità contingente di prevedere obiettivi a corto raggio inerenti la loro rielezione. Spingere furiosamente sull'auto elettrica è quindi un non-senso; il futuro sarà prevedibilmente un mix di diverse soluzioni dalle quali non potrà essere escluso il Diesel, visto il suo innegabile rendimento. Anche verso la guida autonoma ci sono strali: pensare che nell'arco di pochi anni si possa arrivare a una sua ampia diffusione è pura illusione viste le enormi differenze nei livelli economici e tecnologici vigenti nelle diverse aree del mondo. Indubbiamente Aston Martin si trova ai margini del mass market e le sue scelte si rifanno a un ambito di nicchia, ma l'opinione di un amministratore delegato del settore è comunque importante, tanto più se proviene da un Paese meno coinvolto della Germania nella rivoluzione di settore. Sinceramente mi domando se VW avrebbe fatto le stesse scelte anche se il Dieselgate non fosse avvenuto. A volte la voglia di riscatto a tutti i costi ottunde la visione del futuro.
Corvette new age
Manca ormai pochissimo al reveal della nuova Corvette, la prima a motore centrale, quella di cui autothrill ha già mostrato un render esclusivo. Tra meno di una settimana vedremo com'è dal vero la nuova sportiva-mito a stelle e strisce e, soprattutto, come sarà equipaggiata meccanicamente. Nel vano dietro l'abitacolo infatti sono possibili teoricamente diverse opzioni, ma il propulsore più nuovo del circus GM, il V8 Blackwing della Cadillac CT6, non sarà un'opzione. In un rigurgito di politica di marchio, è stato deciso infatti che per ora equipaggerà solo i modelli Caddy, mentre per la Corvette C8 si parla di una rivistazione dell' LT1 in LT2 adattato al montaggio posteriore-centrale. I rumors parlano però dello sviluppo di una nuova unità, realizzata sulla base delle esperienze del Blackwing, che potrebbe essere il primo V8 a doppio ad albero a camme in testa montato su una Corvette. Pare che il motore giri già al banco nell'impianto di Bowling Green: si tratterebbe di un 5.5 litri con albero piatto, realizzato in versione aspirata e biturbo, con potenze rispettivamente attorno a 600 e 800 cavalli. Parecchi di più del motore previsto per il debutto, che forse starà attorno ai 480 cavalli. In ogni caso le soluzioni meccaniche insisteranno su un corpo vettura del tutto nuovo e orientato assai più della C7 alle prestazioni che, comunque, anche con il corpo vettura classico se la cavava mica male in pista, vedi video.
10 luglio 2019
Una Bentley da fantascienza
Per festeggiare i primi 100 anni di vita Bentley presenta in questi giorni una concept perfettamente in linea con le ambizioni e il censo del marchio. Si chiama EXP 100 GT e anticipa la filosofia dei vedremo sui modelli Bentley dei prossimi 30 anni. Grande, opulenta e con un aplomb da primadonna, è un concentrato di tecnologia con motorizzazione elettrica e guida autonoma con possibilità di intervento del pilota in qualsiasi momento. Le prime note diffuse dalla Bentley indicano una accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e un'autonomia esagerata: quasi 700 km tra una carica e l'altra. Altrettanto impressionante la velocità massima dichiarata di oltre 290 km/h.
Quanto alla guida autonoma è presente un complesso sistema di assistenza elettronica ad attivazione vocale in grado di fornire tutte le informazioni necessarie lungo il percorso; nella modalità autonoma i computer presenti regolano le luci dell'abitacolo e le risposte della meccanica in base all'umore del pilota. La sostenibilità dei materiali ha giocato un ruolo importante nello sviluppo: ad esempio la tinta della carrozzeria è stata ricavata da gusci di riso riciclati e il materiale di rivestimento simile al cuoio, sentite questa, è uno scarto ricavato dalla lavorazione del vino. Bentley ha poi sviluppato una fragranza unica con note di sandalo e muschio. Fantascienza? Molto probabilmente sì, anche se alcune delle soluzioni proposte dalla EXP 100 GT le ritroveremo sulle Bentley di domani e di dopodomani.
La Mini vola in Cina
Mentre la Mini elettrica nella sua veste definitiva sta iniziando a muovere i primi passi sul web e sulla stampa specializzata, una nuova notizia giunge dall'Inghilterra dove i vertici dell'azienda avrebbero confermato in queste ore che uno dei primi frutti del recente accordo tra Mini e Great Wall sarà un'altra Mini elettrica. Verrà realizzata in Cina dalla Spotlight Automotive (la società nata per l'appunto grazie a Mini e Great Wall) e si svilupperà sulla base della Rocketman, una concept ultra compatta della Mini presentata parecchio tempo fa, nel 2011. Il debutto è previsto nel 2022 e sarà venduta con un'unica motorizzazione elettrica. Il progetto guidato da un team sotto la guida dell'ex direttore del design di Mini, Anders Warming, starebbe mettendo a punto l'industrializzazione della Rocketman che nella configurazione originale ha una lunghezza di soli 3 metri e 41 centimetri, dimensioni da city car autentica, che le permetterebbero di entrare a pieno titolo nel terreno di caccia delle super compatte metropolitane.
E' probabile che questa accelerazione improvvisa sul progetto Rocketman sia motivata dalle più recenti evoluzioni del mercato globale, ad iniziare dalla decisione di Mercedes-Benz di cedere la smart ai cinesi della Geely, che vorrebbero sviluppare un'intera nuova generazione di modelli per la città. Senza trascurare il fatto, aggiungo, che l'ombra della Brexit rischia di creare molti grattacapi ai piani delle industrie britanniche. Ragion per cui aprire una porta con la Cina male non fa. Anzi.
09 luglio 2019
2020, per la VW Golf GTI inizia il conto alla rovescia
Ormai non manca molto. Per l'ottava generazione della Golf è iniziato il conto alla rovescia e a dispetto di alcune indiscrezioni che ipotizzano problemi nella messa a punto dell'elettronica di bordo, in Volkswagen sono abbastanza sicuri che il nuovo modello vedrà la luce entro la fine di quest'anno. Così come non sembrano esserci dubbi sul fatto che nel corso dell'estate del 2020 verranno tolti i veli all'erede della GTI, versione che autothrill vi propone in esclusiva in questo render realizzato sulla base di informazioni attendibili. Innanzitutto l'aspetto: nonostante sia completamente rinnovata nei lamierati, negli ingombri e nelle dimensioni, il look è inconfondibilmente Golf grazie a un design equilibrato e decisamente ancorato alla tradizione.
Il motore, almeno nel pacchetto standard iniziale, è il quattro cilindri sovralimentato offerto in due livelli di potenza, 255 e 290 CV, accoppiato al cambio a doppia frizione DSG a sette rapporti. Ma è negli interni, come del resto sulle versioni "base", che si vedranno i maggiori cambiamenti grazie all'introduzione di una nuova strumentazione digitale configurabile con grandi display al posto della classica strumentazione sulla plancia. Anche la GTI disporrà di un potente computer centrale in grado, tra l'altro, di elaborare in tempo reale i dati delle telecamere e dei radar a vantaggio della sicurezza. Una rivoluzione soprattutto digitale quindi che permetterà alla Golf di compiere un ulteriore passo in avanti nella guida autonoma salendo al livello 3 che si traduce in un maggior controllo della strada e delle situazioni potenzialmente pericolose. Sempre secondo le indiscrezioni, le motorizzazioni contempleranno almeno all'inizio versioni benzina, diesel e ibride, ma non la e-Golf per non creare dannose sovrapposizioni con la ID.3, la full electric di casa VW di prossima commercializzazione.
VW finanzia i costruttori di batterie
Certo che le rivoluzioni qualche problemino collaterale lo creano sempre. Prendete ad esempio l'arrivo della mobilità elettrica: se ne parla da mesi (forse anni), si snocciolano date, previsioni di vendita, percentuali di mercato e via discorrendo. Come se tutti i tasselli del puzzle fossero già al loro posto. In realtà forse non è proprio così, visto che tutte le grandi Case, al di là delle dichiarazioni ufficiali, sembrano navigare a vista correggendo la rotta con sempre maggior frequenza. Prendete ad esempio il gruppo europeo più coinvolto nel processo di elettrificazione, la VW. E' di questi giorni la notizia che il colosso tedesco presto darà vita a una serie di joint venture, finanziando la produzione di batterie che al momento sembrano scarseggiare. Il tutto per un valore complessivo di 50 miliardi di euro necessari a "oliare" i meccanismi di partner fondamentali quali Samsung, Northvolt, LG Chem o CATL. Perché a quanto pare non proprio tutti i fornitori sono convinti che l'elettrico dilagherà sul mercato nei prossimi tre o quattro anni. E ridurre la produzione delle batterie dei cellulari, ad esempio, a vantaggio dell'auto forse non è la soluzione ideale per i bilanci di quelle aziende. Insomma VW sente puzza di bruciato e nel dubbio mette le mani avanti o, se preferite, nel portafogli. Anche perché dicono sempre in VW, entro il 2025 avranno bisogno di una capacità produttiva pari a 150 gigawattora, valore che raddoppierà entro il 2030: in caso contrario tutte le stime di crescita caleranno e i 33 modelli elettrici promessi entro il 2023 dal gruppo potrebbero andare incontro a pesanti ritardi nella commercializzazione. A questo punto, per chi ha qualche primavera sulle spalle, tornano alla mente le parole del grande Henry Ford: "C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti". Anche lui si occupava di automobili. Tantissimi anni fa...
08 luglio 2019
Audi RS1 Sportback, 310 cavalli in una compatta di 4 metri
In rete se ne parla da tempo con anticipazioni più o meno attendibili sulla sua evoluzione e messa a punto. Ebbene dalle ultime informazioni in possesso ad autothrill, dovrebbe entrare in produzione all'inizio del 2020. Si tratta dell'Audi RS1 Sportback, una compatta iper vitaminizzata realizzata ovviamente sulla base della A1. Il motore sarà il quattro cilindri 2 litri turbo benzina che equipaggia la S3 da 310 CV e 400 Nm di coppia. Una potenza che già sulla S3 si dimostra esuberante e che sulla RS1 non potrà che amplificare in modo esponenziale sportività, dinamismo e piacere di guida.
Ovviamente a fronte di tanti cavalli, la RS1 avrà la trazione integrale quattro di ultima generazione e quasi certamente sospensioni a gestione elettronica, assetto ribassato e ammortizzatori magnetoreologici.
Prestazioni: la sorella maggiore S3 con dimensioni e peso superiori, passa da 0 a 100 km/h in circa 5 secondi; barriera che la RS1 sarà senza dubbio in grado di abbattere facilmente. Questo al momento è tutto e non resta che attendere il battesimo ufficiale: di listini per ora non se ne parla. Certo è che se la S3 ha un prezzo di partenza superiore ai 42 mila euro, è ragionevole supporre che la RS1 si attesterà ben al di sotto della soglia dei 40 mila euro. Davvero niente male soprattutto considerando l'ottimo rapporto prezzo/prestazioni.
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