05 luglio 2019

A45 e CLA45 AMG: 421 Cv scatenati







































Ecco le prime immagini delle compatte Mercedes in versione super incattivita. Sono le varianti AMG della A45 e della CLA45, due "mostri" equipaggiati con il due litri sovralimentato declinato in due livelli di potenza: 387 e 421 CV per la variante S. Trazione integrale 4MATIC a gestione elettronica e ripartizione variabile e cambio a doppia frizione a otto marce.



All'esterno si distingue la griglia anteriore specifica AMG con fari dal differente profilo, passaruota più pronunciati con cerchi da 18 pollici sulla "normale e da 19 sulla S, mentre nelle viste posteriori si notano i doppi terminali di scarico, diversi gruppi ottici e il generoso spoiler sul tetto. Nell'abitacolo interni sportivi con rivestimenti neri con cuciture rosse che diventano gialle sulle S. La strumentazione digitale offre tre tipologie di visualizzazione, Classic, Sport e Supersport richiamabili dal guidatore attraverso il ricco menu AMG.

Con 421 Cv, il due litri turbo Mercedes è oggi il motore più potente al mondo nella sua categoria, un'esuberanza incontenibile che si manifesta anche con una coppa mostruosa (500 Nm) che garantisce allunghi al fulmicotone e sorpassi imperiosi con qualsiasi rapporto. Quanto alle accelerazioni Mercedes promette per la A45 S uno scatto da 0 a 100 km/h in 3.9 secondi che salgono a 4 per la CLA45 S. La velocità massima è autolimitata a 250 km/h per le versioni normali, mentre le S possono filare (optional) fino a 270 km/h. Il battesimo ufficiale avverrà nei prossimi mesi e al quel tempo si conoscerà il listino prezzi.





La De Tomaso torna a ruggire









































A 60 anni di distanza dalla fondazione, un altro marchio italiano risorge dalle ceneri esponendo a Goodwood il primo modello del nuovo corso. E' De Tomaso, marchio che riprende vita grazie alla Ideal Team Adventure, un'azienda con sede a Hong Kong che negli anni scorsi ha effettuato la medesima operazione rilevando i diritti della tedesca Gumpert.La P72, della quale vi mostriamo le prime immagini ufficiali, è l'erede spirituale della celebre Pantera, anche se in realtà rende omaggio al prototipo P70 degli anni '60, nato da una collaborazione tra Alejandro De Tomaso e Carrol Shelby e che prese parte ad un'unica gara ritirandosi, purtroppo, nelle prime battute. Era il Grand Prix del Mugello del 1966. Ebbene la P72 riattualizza in chiave moderna le forme tipiche delle vetture da competizione di quegli anni, combinando suggestivi effetti retro con la più moderna tecnologia. La struttura è infatti monoscocca in fibra di carbonio e gli interni sorprendono per la ricchezza dei contenuti e per la raffinatezza realizzativa. Al momento De Tomaso non ha fornito ulteriori dettagli, ma le note diffuse dall'azienda assicurano che il modello definitivo sarà molto simile a questo prototipo. Sempre secondo le dichiarazioni ufficiali, la P72 verrà prodotta, guardacaso, in soli 72 esemplari a un prezzo previsto di 750.000 euro. I presupposti per far rinascere un marchio ingiustamente finito nell'oblio ci sono tutti: la vettura è bella, la meccanica - sembra di capire - è molto raffinata e le prestazioni saranno allineate a quelle delle migliori supercar. Complimenti e... auguri.

04 luglio 2019

Ford GT Mk II, fulmine a ciel sereno





















Autothrill torna ancora una volta ad occuparsi del Festival of Speed perché anche Ford ha deciso di svelare a Goodwood la sua ultima, conturbante hypercar, la GT Mk II. Un meraviglioso giocattolo per adulti mosso dal V6 sovralimentato di 3,5 litri da 700 CV, contro i 650 della GT, telaio modificato con sospensioni riviste, peso inferiore e maggior carico aerodinamico. Insomma una autentica "bomba" destinata alla pista a un prezzo degno delle sue ambizioni: i 45 esemplari (questa è la produzione prevista) costeranno oltre 1 milione di euro cadauno. A quanto pare le richieste sarebbero già superiori alla produzione e Ford starebbe valutando dei meccanismi di selezione per non provocare ire e gelosie tra gli esclusi. Lungi da me voler dare consigli a Ford. Rammento solo che Enzo Ferrari ripeteva spesso: "Faremo sempre una macchina in meno di quello che richiede il mercato......" La soluzione, forse, è dietro l'angolo.



In ogni caso il look della Mk II lascia senza fiato: la grande ala posteriore sembra arrivare direttamente da una di quelle vetture che corrono a Le Mans e i dettagli della carrozzeria rivelano una grandissima cura aerodinamica con splitter e diffusori mutuati dal mondo delle competizioni.Il peso, come detto, è sceso di circa 100 kg. Al motore è abbinato un cambio automatico a doppia frizione a sette marce, mentre i cerchi in lega hanno un diametro da 19 pollici. Completano il quadro i freni carbo ceramici, prese d'aria maggiorate per un miglior raffreddamento del motore, sedili monoscocca Sparco con guscio in carbonio e un interno senza fronzoli ma decisamente allineato a quanto propongono le vere hypercar.

Le sportive di FCA a Goodwood













Sta per andare in scena l'immancabile kermesse annuale del Festival of Speed di Goodwood dedicata alla velocità e alle prestazioni e il gruppo FCA si presenta all'evento con una selezione delle sue migliori interpretazioni sul tema. A cominciare dalle serie speciali Alfa Romeo Racing sui due modelli Giulia e Stelvio Quadrifoglio che si distinguono per la livrea pressoché identica a quella delle monoposto F1 di Raikkonen e Giovinazzi. Oltre alle varianti cromatiche i due modelli possono contare su terminali di scarico in titanio Akrapovic, numerosi elementi in carbonio, mentre il V6 biturbo di 2,9 litri da 510 Cv beneficia, dicono, di un piccolo incremento di potenza. Negli spazi Alfa è presente anche la concept Tonale, il Suv compatto del Biscione che prosegue la fase di messa a punto e sviluppo e che dovremmo vedere entro il 2020. Quanto a Jeep, l'elemento di spicco è rappresentato dalla bellicosa Grand Cherokee Trackhawk mossa da un V8 turbo di 6,2 litri e 710 CV per una velocità massima di 290 km/h. E' la Jeep più potente di sempre e ha prestazioni da riferimento con uno 0 - 100 percorso in soli 3,7 secondi. Presente anche la Renegade Hybrid Plug-in che combina in chiave 4x4 le possibilità offerte dalla propulsione elettrica abbinata alla presenza del classico motore a combustione interna. Completa l'esposizione l'accattivante Wrangler 1941 della Mopar con grafica dedicata e scritta 1941 sul cofano che ovviamente ricorda l'anno di nascita della mitica Willys.

03 luglio 2019

In arrivo la prima Genesis elettrica





Genesis, il brand premium di Hyundai, sarebbe prossimo al lancio di una nuova gamma di veicoli elettrici alto di gamma già nel 2021. Gli stessi responsabili del marchio avrebbero confermato le prime indiscrezioni annunciando l'arrivo di una berlina e di un Suv (nella foto la concept GV 80 del 2018) per quella data: ovvio che il marchio di riferimento è Tesla e l'intenzione dei progettisti è quella di mettere a punto e realizzare prodotti ancora più performanti in termini di guidabilità e autonomia rispetto al concorrente americano. Lo stesso numero uno del marchio coreano negli USA Manfred Fitzgerald nel corso di una recente intervista ha dichiarato che Genesis è impegnata in prima linea nello sviluppo di propulsioni alternative e che presto si vedranno i primi frutti concreti, grazie agli sviluppi realizzati sulla cosiddetta piattaforma EV. La sfida quindi è aperta e considerando la velocità con cui Genesis sta scalando la classifica sul mercato USA, per Tesla si prospettano tempi ancora più difficili. Staremo a vedere.

E' morto Lee Iacocca






E' morto all'età di 94 anni Lee Iacocca, una delle figure di spicco del secolo scorso nel mondo dell'auto. Origini italiane, un carattere determinato e feroce, Iacocca passò alla storia per aver salvato Chrysler dalla bancarotta, azienda della quale divenne presidente e CEO nel 1979. A tal proposito parecchi anni più tardi, lui stesso ebbe a dire che quando arrivò in Chrysler si trovò di fronte a una situazione catastrofica, molto peggiore di quanto si aspettasse. Ma evidentemente Iacocca era un predestinato e sapeva come gestire le aziende; anche sul piano della comunicazione come testimoniano le sue innumerevoli interviste sia sulla carta stampata che in televisione. Personaggio controverso e poco incline ai compromessi, al termine della sua carriera, nel 1992, ebbe a dire che sapeva gestire al meglio le aziende nei periodi di crisi, perché la vera adrenalina scorre nel sangue solo quando ci si trova in trincea in prima linea. Al di là di giudizi più o meno romanzati, la lunghissima carriera di Iacocca che ebbe inizio negli anni '40 fu realmente costellata da parecchi successi. Per esempio, la Mustang nacque perché lo volle Iacocca nel 1964 e da quel momento la Ford iniziò a navigare in acque più tranquille grazie all'incredibile successo ottenuto da questo modello. E poi, come detto, il passaggio in Chrysler con il lancio della Voyager che proiettò l'azienda nel mondo dei monovolume e soprattutto, le permise di uscire dalle paludi della crisi.



02 luglio 2019

Di questo dovrebbe occuparsi chi ama davvero l'ambiente





Mentre la crociata anti-Diesel va avanti massicciamente sulle strade, è del tutto ferma anzi assente per mare. Il motore inventato dallo sfortunato Rudolf ha infatti il monopolio della motorizzazione su barche di ogni dimensione, dai gozzi alle superpetroliere. Mi sono già occupato dell'argomento, ma ci torno perché leggevo della preoccupazione sorta in UK (incidentalmente Paese produttore di petrolio) riguardo l'invecchiamento delle superpetroliere, quelle da 500 metri e più. Con la domanda di greggio in potenziale calo, infatti, si discute su come eventualmente riutilizzarle o smaltirle. Neanche una riga però sul loro impatto ambientale. Sono la bellezza di 10.420 nel mondo e inquinano in modo massiccio dato che sui loro enormi scarichi non c'è nemmeno l'ombra di un sistema di filtrazione o catalisi. Composti di zolfo, aldeidi e anidridi varie escono a tonnellate dalle ciminiere e il fatto che tali schifezze vengano emesse in alto mare non ne modifica l'unica area di accumulo, l'atmosfera, né l'impatto sull'ecosistema. Ma qui gli interessi in ballo sono enormi e ramificati; non è facile sottoporre a sanzioni Paesi produttori, emirati e compagnie petrolifere con la stessa noncurante leggerezza e prevaricazione usata per le reprimenda sugli automobilisti. Eppure ogni petroliera inquina come almeno 2 milioni di auto, quindi, con una semplice moltiplicazione, è facile evidenziare come il loro totale sfiori l'equivalente di 21 miliardi di auto. Considerato che le peggiori previsioni danno per il 2035 un totale circolante di appena 2 miliardi di auto, già oggi il grazioso contributo delle petroliere è pari a 10 volte tanto. Sono migliaia di bombe ecologiche in movimento, che se ne fregano di regole e sanzioni e fanno ciò che vogliono, perché in acque internazionali nessuno può controllarle. Hai voglia quindi a starnazzare su polveri e CO2 qui, a terra. Cambiamo almeno il combustibile impiegato dalle navi e l'impatto delle auto sul clima diventerà risibile. Così magari la smetteranno di rompere con l'ipocrisia ambientale. Anche Greta.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...