21 gennaio 2019

Anche integrali le nuove M3 e M4







Non esiste che un marchio tedesco non porti qualcosa di tosto al salone di Francoforte. E per non smentirsi BMW presenterà là il prossimo settembre le nuove M3 e M4, che avranno un orizzonte produttivo almeno fino al 2028 nonostante il marchio punti abbastanza nettamente a elettriche e ibride. I nuovi modelli, più leggeri mediamente di 64 kg, adotteranno sempre il 6 in linea turbo di 3 litri, che dovrebbe raggiungere in questa edizione i 480 CV accoppiato al cambio automatico ZF a 8 rapporti. La precisazione è d'obbligo, perché sarà disponibile anche una entry level leggermente depotenziata, 460 CV, dotata di cambio manuale a 6 marce. La notizia sarà una goduria per i puristi e la riduzione di potenza pare sia legata più che al marketing alla necessità di adattare il vecchio cambio alle prestazioni del motore, un lavoro di fino necessario perché i ridotti numeri delle M non giustificano il costo di installazione di un nuova unità di questo tipo. Altra novità, la disponibilità del sistema di trazione integrale M xDrive della M5 con la possibilità di disattivare l'anteriore; le versioni standard saranno comunque a trazione posteriore. Previste anche, più avanti, anche le versioni CS e CSL.

Noooo!





Il ritardo di FCA in campo high tech è cosa nota, ma ciò non vuol dire che il gruppo non abbia intenzione quantomeno di adeguarsi alle più recenti linee guida di sviluppo del prodotto auto. Certo è più facile iniziare dai piccoli numeri, per esempio quelli della Dodge Challenger, che l'anno scorso ha venduto 66.716 vetture in Usa. La muscle car più pura e amata d'America si basa infatti su una piattaforma che, pur aggiornata e rivista ogni anno, mostra ormai l'oltre ventennio di anzianità che la contraddistingue. Ecco perché Mike Manley, ad di FCA, ha dichiarato che con la Challenger si cambia. Sarà adottata una nuova piattaforma, quella in corso di sviluppo della Jeep Wrangler, che prevede, e qui viene il colpo da 90, una motorizzazione ibrida. Dal 2021, quando nello stabilimento di Brampton, Ontario, Canada, verranno prodotte le nuove Charger e Challenger, il glorioso V8 Hemi da 6,4 litri è perciò destinato a sparire, sostituito con un 6 cilindri assistito da un sistema ibrido. Il maggior peso delle batterie è compensato dal risparmio di peso della scocca, mentre sull'unità termica le alternative sono il vecchio Pentastar V6 3.6, decisamente decotto e tutt'altro che moderno nell'erogazione, oppure il nuovo 6 in linea turbo di 3 litri in sviluppo in Italia, che garantirebbe potenza e cattiveria decisamente più adeguate al tipo di vettura. In ogni caso forget the V8, scelta epocale su questa auto che ha nel connubio linea-motore-tuono di scarico la sua attrattiva più grande, dato che siamo certi che una ibrida turbo in accelerazione non abbia nulla da invidiare al semplice motore a benzina. Anche se, cosa nota a chi ha guidato una ibrida di tono sportivo, il boost ha durata limitata: quando le batterie sono scariche non solo occorre attendere la ricarica durante la marcia (e sei sei in coda o in città ci vuole una vita ) ma le prestazioni calano perché il motore termico deve azionare anche l'alternatore per fornire la corrente necessaria. Il passaggio da una brutale auto da sparo a una cui occorre chiedere con gentilezza quando sia disponibile non credo rientri nei sogni degli yankee amanti del genere. Fine della storia quindi, fine di un'epoca. E pure fine del divertimento, in soldoni.

18 gennaio 2019

La pausa di FCA ha origini lontane





Il ripensamento sulla produzione in Italia annunciato da Manley, ad della statunintense di diritto olandese FCA,  ha come causa dichiarata il recente nuovo balzello sulle immatricolazioni introdotto dal governo, ma nasconde anche una posizione sul mercato sempre più difficile da mantenere a costo zero. Con la passata gestione, infatti, il gruppo ha provveduto a tappare i buchi del bilancio con operazioni di maniera e riproponendo per anni modelli vecchi e poco evoluti. Nel mondo dell'auto ormai il rinnovo high tech avviene ogni 5 anni, ma ogni 3 c'è un aggiornamento ai nuovi parametri. FCA negli ultimi 14 anni ha investito assai poco in sviluppo e nuove tecnologie, preferendo puntare su prodotti attempati e politiche di dumping per ripianare i bilanci, con una politica di estremo rigore sui margini per non tornare al quasi fallimento della precedente gestione. Ma così facendo ha perso almento tre treni di innovazione e non esistono corsi di recupero per l'evoluzione tecnologica, il cui know how è dato assai prezioso e conservato con cura da ogni costruttore. FCA si trova quindi oggi in posizione decisamente arretrata rispetto alla concorrenza e se sinora ha poturo reggere grazie all'assenza di barriere sull'immatricolazione di modelli che non sono al livello dei più moderni nell'impatto ambientale, la recente alzata di scudi mondiale sull'argomento può metterla in grave crisi. Per non parlare delle soluzioni alternative ai combustibili fossili, sulle quali il gap è decisamente incolmabile in tempi di mercato operativo. Il furturo è quindi a tinte fosche, se non verrà stretta presto un'alleanza con un altro costruttore che possa aiutare a colmare il divario con la concorrenza oggi esistente. Si riparla di interesse cinese, ma non c'è nemmeno un memorandum of understanding; tempi e modi sono ancora da venire. Tutto mentre gli altri brand Usa sono già molto avanti con il cambiamento epocale che ci attende.

16 gennaio 2019

Ram e Cummins, primato yankee





Sappiamo tutti che l'auto negli States è una cosa diversa. Che i parametri di valutazione sono altri, che quello che per noi è semplicemente un autocarro là sia il mezzo più diffuso e amato del Paese, retaggio dei tempi della frontiera mai tramonati nell'immaginario yankee. E se parliamo di pickup il Ram ha un posto speciale nella categoria, sia con i V8 a benzina sia con il poderoso turbodiesel 6.7 litri Cummins, vero campione di coppia. Già la coppia. Da noi ha importanza legata più che altro alla fluidità di guida; ecco perché i tanto vituperati Diesel sono più piacevoli da usare. Ma in Usa la coppia è un must da sfoggiare, un valore che fa status. E in questo ambito il nuovo Ram 3.500, quello con i gemellati dietro e il Cummins 6 in linea, quello che badando solo al look mi comprerei subito, ha raggiunto un nuovo assoluto: 1.000 lb/ft, cioè 1.356 Nm. Roba da Tir, ma su un veicolo che puoi usare anche per andare al mare. Tirandoti dietro la casa, magari, tanto il Ram se ne accorge appena. Posso solo immaginare le sgommate mega sulle curve, quelle di una strada bella larga però, perché il 3.500 è largo come un pullmann. Un altro mondo, che forse sarebbe il caso di tutelare come specie a rischio di estinzione.

14 gennaio 2019

Metti una Suzuki G...















Il ritorno della Suzukina è stato uno degli eventi auto del 2018; la sua linea rétro da veicolo professionale è infatti ancora molto apprezzata e la decisione di produrla della  Casa jap è stata fatta in chiave rievocativa di un mito del segmento off road più che nell'ottica di una mera operazione nostalgia. L'auto ha una platea di appassionati decisamente ampia e tra i Paesi ove è mitizzata c'è pure l'India, dove fioriscono gli allestimenti speciali realizzati da preparatori. Uno di questi, Liberty Walk, ha trasformato la Jimny in una... Mercedes Classe G, come si può notare dal confronto nelle foto. Le linee squadrate da veicolo da lavoro sono infatti simili e al carrozziere del Sub-continente è bastato aggiungere un kit di allargamento che comprende parafanghi, griglia e fascia frontale, oltre a montare ruote e pneumatici di maggiori dimensioni e gruppi ottici posteriori uguali a quelli della tedesca. Nessun cambiamento però ai gruppi meccanici: il kit è solo estetico. La trasformazione ha un certo successo, ma il vero limite è il contingentamento della produzione scelto da Suzuki, che limita l'esportazione delle Jimny a un numero fisso all'anno. Ma questo potrebbe rendere le Jimny G ancora più esclusive.

L'ultimo al grande freddo



























Il salone di Detroit che si apre oggi è da sempre il primo dell'anno e, data la collocazione geografica del Michigan al confine con il Canada, ha sempre tendenzialmente accolto i visitatori con un gelo artico. Ricordo temperature di -24°C (la conversione in Fahrenheit ti fregava perché leggevi solo -11,2°) con un vento gelido che spazzava l'asfalto, ma fortunatamente l'hotel era proprio di fronte al Cobo Center, dove si svolge il salone, e bastava attraversare la strada.

Ma ora basta, è finita. No, non con il salone, ma con il periodo. Il NAIAS 2020 si terrà in giugno, quando le temperature saranno più ragionevoli. Una scelta motivata dalla perdita di importanza della manifestazione così com'è organizzata oggi, che vede l'assenza di molti grandi marchi, Audi BMW e Mercedes, per esempio, assieme a italiane e francesi. Tra le europee ci sarà solo VW, che fresca dell'accordo con Ford ci tiene a far vetrina con il partner. La concorrenza con il CES di Las Vegas ha imposto quindi un ripensamento in chiave di show che si spera riporti l'importanza della manifestazione ai fasti di vent'anni fa. I riferimenti cambiano e per ora resiste inossidabile solo il salone di Ginevra, anche se qualche defezione l'abbiamo vista pure lì.

In ogni caso per molti brand resta un appuntamento importante: è il caso della già citata Ford con la Mustang Shelby GT 500 da oltre 700 CV, della Toyota Supra con il motore BMW, della Lexus LC Convertible o della Infiniti QX Inspiration, concept elettrica. Poi Cadillac con la XT 6, mid size crossover e, tra le jap poco diffuse da noi ma molto apprezzate in Usa, la Subaru con un'ennesima operazione nostalgia con la WRX STI che adotta il 2 litri pompato, sembra a 350 CV.

11 gennaio 2019

La Supra, la Supra!









Visto che ormai con Detroit ci siamo, la filiale Mexico di Toyota si è fatta scappare il video della vettura, dove finalmente si vede al completo nella sua veste definitiva. Il sound sembra meno accattivante di quello del teaser di dicembre e decisamente allineato a quello BMW, visto (tra l'altro) che il motore è quello. 335 cavalli e prezzo tra 60 e 65.000 euro, mica pochi anche se l'attesa quindicennale potrebbe fare proseliti tra gli entusiasti del marchio. Io comunque non amo le copie e se dovessi comprare un'auto con il motore di un altro brand preferirei sempre l'originale, a meno che il fattore prezzo non sia determinante. E questo non mi sembra il caso il caso.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...