26 novembre 2018

Rivian, elettriche american style













Si chiamano Rivian, la Suv R1S e il pickup R1T; sono elettriche e stanno per debuttare al salone di Los Angeles dopodomani, con un look tutto sommato semplice ma molto yankee. Sono costruite a Normal, la vecchia fabbrica Mitsubishi in Illinois, e si presentano con un pacco batterie da 135 o 180 kWh, 4 motori elettrici, potenza complessiva di 760 CV e coppia di 1.112 Nm. Roba tosta quindi, con autonomia  compresa tra 483 e 644 km, ma non si sa ancora se il pacco batterie sia realizzato in casa oppure in outsourcing. L'accelerazione è di rilievo, lo 0-100 si copre in poco più di 3 secondi, e a bordo c'è posto per 5 sul pickup e per 7 sulla Suv. Non ci sono cenni tuttavia sui tempi di ricarica, argomento chiave di una elettrica, ma sicuramente con capacità di questo genere occorrono dei supercharger, pena l'utilizzo al massimo bisettimanale. La società prevede di iniziare la produzione l'anno prossimo e di consenare i primi vecoli nel 2020; si possono però già fare prenotazioni sganciando 1.000 dollari sui 69.000 previsti per l'opzione base. Quella top dovrebbe costare invece 90.000 $. Per chi vuole fare poca strada c'è anche un'opzione batteria da 105 kWh che consente solo 370 km di autonomia. Ma sarà disponibile solo più avanti, in stile Tesla.

22 novembre 2018

Aria di rivoluzione in Francia





Bisogna stare attenti a evocare i fantasmi. Perché si corre il rischio di innescare spirali di eventi che ripercorrono quelli del passato. Mi riferisco all'affermazione sprezzante (pur decontestualizzata) del portavoce del governo Griveaux all'indirizzo dei gilet jaune, protagonisti della protesta spontanea che in questi giorni sta infiammando la Francia: "S'ils ne peuvent plus payer le diesel qu'ils s'offrent une électrique" (Se non possono più pagare il gasolio che si comprino un'elettrica). Non credo il terzo stato moderno si trovi nelle condizioni del 1789, ma citare Maria Antonietta quando alla rivolta del pane rispose con la famosa frase: "Non hanno pane, mangino brioches" non è virtuoso né intelligente. Venendo ai fatti nostri, mi sembra che, pur in assenza di frasi ciniche pronunciate pubblicamente, anche in Italia ci sia una crescente arroganza nei confronti degli automobilisti da parte delle amministrazioni. I blocchi alla circolazione in nome dell'inquinamento sono spesso pretestuosi, mentre le proteste vengono liquidate dall'alto con atteggiamenti da nobili verso il volgo che sono assai poco in sintonia con le regole democratiche e spesso anche con la realtà oggettiva e fisica dei fatti. Il trasporto pubblico, poi, è palesemente incapace di gestire i volumi necessari alla mobilità, mentre trovare responsabili per decenni di inattività sull'ambiente non è cosa da farsi su due piedi. Ma soprattutto occorre evitare di accanirsi sulle classi numericamente maggiori di Paese già in grosse difficoltà. Le micce possono essere corte o lunghe, ma quando vengono accese prima o poi arrivano alla carica. E sull'automobile, piaccia o meno, verte ancora un giro d'affari che può determinare l'andamento economico complessivo di un Paese.

The Audi experience









L'automobile è cambiata e sta cambiando. Ogni gruppo cerca perciò una strada per garantirsi il futuro in un mondo la cui struttura è tuttora in divenire e la ricerca prevede anche si battano strade completamente nuove. Audi è tra questi. A Seattle (Washinghton, Usa) il 9 e 10 novembre scorsi ha presentato la nuova A6 nello store di Amazon Go. Ma con un approccio del tutto nuovo alla clientela. Niente venditori, nessuna presentazione di offerte commerciali; venivano offerti soltanto test della vettura in modo, direi, asettico. All'interno della berlina in esposizione, infatti, c'erano molte scatolette, ciascuna delle quali conteneva un credito per un test drive del modello. La manifestazione è stata chiamata "Test Drive to the Unknown", prova di guida a sorpresa. La maggior parte dei crediti prevedeva infatti una semplice prova della durata di mezzora, ma c'erano anche in palio biglietti per concerti, servizi fotografici, stages in un caseificio e viaggi in elicottero, tutti accoppiati a un test più o meno lungo della A6. Infine, il più fortunato dei partecipanti ha vinto un viaggio di 5 giorni a Monaco di Baviera per due, con la prova di una A6 su un'autostrada priva di limiti di velocità. Una manifestazione davvero esagerata, con l'intento di trasformare un semplice test drive in un'avventura, per lasciare il segno sulla possibile clientela e fidelizzarla; un ritorno all'american deal che di sicuro piace molto a the donald. Altrettanto certo inimmaginabile dalle nostre parti, dove abbiamo a che fare con la diaspora europea e dove i conti in banca non permettono certo cacce al tesoro creative.

21 novembre 2018

The Ghosn affair





Lo scandalo dell'arresto del presidente di Renault-Nissan Mitsubishi si allarga. E' emerso che la Casa jap potrebbe essere accusata di cattiva condotta finanziaria; i pubblici ministeri di Tokyo ritengono infatti che Nissan debba rispondere alle autorità per la sottosegnalazione della remunerazione di Ghosn di circa 5 miliardi di yen (39 milioni di euro) in quattro anni. Sia Nissan sia le autorità hanno rifiutato di commentare la notizia. Il consiglio di amministrazione di Nissan deciderà domani se rimuovere il sessantaquattrenne manager dalla presidenza, ma il suo destino sembra ormai segnato dopo le dichiarazioni dell'attuale ad Hiroto Saikawa sul fatto che "Troppa autorità era stata posta nelle sue mani". Saikawa inoltre si è rifiutato categoricamente di offrire il profondo "inchino di scuse" che di solito accompagna gli scandali societari in Giappone e ha sminuito il ruolo che Ghosn aveva personalmente svolto nel far rivivere le fortune dell'azienda. Una presa di distanza che verosimilmente mira a fare del manager brasiliano il capro espiatorio per tutta la faccenda, una sorta di resa dei conti dato che "Ghosn ha calpestato le norme culturali giapponesi con i suoi modi vistosi, mentre il suo esagerato compenso ha scatenato gelosie e ha invitato alla rappresaglia". Di diverso avviso i francesi, dato che Renault ha dichiarato di stare con il manager, anche se ha nominato il capo operativo Thierry Bolloré come vice amministratore delegato, consegnandogli gli "stessi poteri" di Ghosn "temporaneamente inabile". Dopo una riunione del comitato di emergenza, Renault ha invitato la consociata Nissan a condividere le "prove apparentemente raccolte" contro Ghosn da un'indagine interna durata mesi, affermando che non era in grado di commentare le accuse senza queste informazioni. Parigi e Tokyo si sono date da fare per contenere le conseguenze dell'arresto, con i ministri delle finanze di entrambi i paesi che hanno espresso un forte sostegno per "uno dei più grandi simboli della cooperazione industriale franco-giapponese". Lo scandalo ha già causato perdite per milioni nel valore azionario delle tre società coinvolte, anche se Nissan ha avuto un rimbalzo marginale all'apertura della borsa di Tokyo, salendo di oltre mezzo punto percentuale in un mercato in calo.

La prima ibrida di Subaru

















Siamo alla vigilia del salone di LA e Subaru ha scelto la California per presentare la prima ibrida della sua storia, la Crosstrek, che dalle nostre parti si chiama XV, Suv piccola del brand. Si tratta di una plug-in e con il suo pacco batterie da 8,8 kWh al litio-ioni completamente carico può percorrere 27 km in modalità puramente elettrica a una velocità massima di 104 km/h. La ricarica richiede un paio d'ore con la nostra rete elettrica, mentre con quella Usa a 110 V ci vogliono 5 ore. Curiosamente il motore adottato è meno prestazionale di quello della versione a benzina, 139 CV e 182 Nm contro 155 CV e 197 Nm, ma sale la coppia complessiva, grazie al contributo di 201 Nm del motore elettrico di trazione da 120 CV. La specifica occorre perché i motori sono in realtà due: il primo agisce sulla trasmissione CVT standard da solo o in accoppiata, mentre il secondo serve all'avviamento e alla ricarica dell'accumulatore, oltre al recupero di energia in rilascio, funzione che tuttavia svolge anche l'altro propulsore. Verosimilmente, quindi, pur in assenza di foto o conferme ufficiali, è collocato nel volano, all'ingresso del cambio. Il peso complessivo è di 1690 kg, ben 278 kg più dei 1.412 della versione a benzina, ma grazie alla erogazione della coppia della parte elettrica, che è pari al massimo da 0 a 1.500 giri, l'accelerazione sullo 0-100 si riduce di un secondo; non è dato sapere però a che tempo ci si riferisca. Il pacco batterie è collocato nel vano bagagli e riduce la sua capacità da 340 a 277 litri; il debutto europeo avverrà al salone di Ginevra.

20 novembre 2018

L'autocritica di FCA







Il nuovo ad di FCA, Mike Manley, ha dichiarato che la gestione di Maserati è stata sinora un disastro. Kernel del problema, l'accoppiata con Alfa Romeo, che di fatto ha banalizzato il brand facendo sì che l'impostazione dell'intera area commerciale virasse verso quelle del mass market e determinando un tangibile calo di appeal. Le vendite del marchio sono in caduta libera dall'inizio dell'anno, con un calo degli introiti nei primi 10 mesi del 2018 dell'87%, pari a 15 milioni di euro. Il fatto è che attualmente Maserati ha poco da offrire. Alla Levante non si è ancora affiancata la Suv di media taglia, mentre la soluzione ibrida è ancora in fase progettuale; in più Ghibli e Quattroporte sono piuttoso vetuste. Manley studierà una soluzione che applicherà già negli ultimi mesi dell'anno, ma occorre ripensare nel complesso il marchio per riposizionarlo e rinvigorirlo. Nel frattempo ha richiamato al brand l'ex ad Harald Wester, che è già al lavoro per studiare soluzioni di marketing.

Aria tedesca nelle prossime F-Type





La F-Type è di fatto la nipote della E-Type, la più iconica delle Jaguar attuali. E trattandosi di una sportiva, cosa si trovi sotto il cofano ha una certa importanza. Il marchio indiano è attualmente impegnato in una globale opera di elettrificazione dei suoi modelli e pure la due posti non sfugge a questa regola, ma anche no. Di fatto esiste un'altra opzione, quella di adattare un V8 BMW, quel 4,4 litri biturbo la cui brillantezza si spinge nell'ultima variante fino a 650 cavalli e 814 Nm. I contatti con il marchio deutsch risalgono al 2003, quando Land Rover utilizzava questi V8, ma sinora gli otto cilindri delle Jaguar sono stati quelli sovralimentati a compressore di derivazione Ford. Oggi però il calo delle vendite di questa soluzione non giustifica più la produzione di un motore in casa, mentre la tecnologia ibrida non è adattabile a una sportiva di queste dimensioni. Il vulnus è costituito dal notevole aumento di peso e complessità e dalla mancanza di spazio nella prossima piattaforma in alluminio destinata al modello. Le opzioni sul campo si restringono perciò al motore acquistato in outsourcing e alla elettrificazione pura, con quest'ultima che potrebbe sfruttare (e magari potenziare) le soluzioni tecniche della I-Pace e andrebbe nella direzione di un brand totalmente EV, orientamento che pare dominante. Vedremo se il rigurgito termodinamico l'avrà vinta.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...