19 febbraio 2018
Dieselgate 2, la vendetta
Affamati come sono di scandali, gli yankee non sanno darsi pace e cercano ovunque colpevoli da punire, ma sempre secondo il loro codice, noto per fare del denaro la panacea per ogni violazione. E il filone Diesel è quello che tira; quindi ecco gli scagnozzi del dipartimento di giustizia prendersela anche con Mercedes. Che sarebbe colpevole di aver installato sulle sue auto a gasolio due diversi software, chiamati Slipguard e Bit 15 la cui azione congiunta sarebbe la solita, far rientrare le emissioni di NOx negli stretti limiti Usa, ma soltanto durante i test, poiché nella marcia normale queste sarebbero 10 volte superiori. Un altro Dieselgate, quindi. Il management tedesco smentisce e sostiene di aver dato già a suo tempo ampia collaborazione agli inquisitori americani sul tema, ottenendo di fatto l'archiviazione della procedura. Ora però la storia torna fuori e considerato che nel 2017 la Casa di Stoccarda ha richiamato circa 3 milioni di auto in Europa per una modifica al sofware della centralina motore destinata a ridurre gli NOx, a pensare male...
L'automotive fa i conti con la Brexit
In Europa si è diffusa la politica del ganassa, termine dialettale milanese che individua un comportamento a metà tra lo smargiasso e lo sbruffone. Ne è un tipico esempio la storia della Brexit, con i brit (o almeno la loro maggioranza) convinti che la loro isola sarebbe stata molto meglio senza il peso dell'Europa. Ma, a parte che il peso forse ce lo siamo tolti noi, vista la politica da paradiso fiscale da sempre portata avanti dalla UK sotto la copertura UE (dov'è il domicilio fiscale di FCA?), le conseguenze negative per la popolazione cominciano a manifestarsi. Dal mese di ottobre 650 addetti all'impianto Vauxhall di Luton hanno perso il posto e i restanti 1.200 temono la stessa sorte se i dazi UE saranno applicati alle Astra là prodotte. Dall'altra parte del fiume c'è lo stabilimento Jaguar Land Rover che sta pure considerando tagli al personale, anche se per ora solo in preventivo. Nessuno è ancora in grado di valutare appieno gli aumenti di costo della produzione di auto in UK, ma la tassazione al 10% applicata dalla UE a ogni auto prodotta in caso di hard Brexit potrebbe portare a un aumento di circa 3.000 euro per ogni vettura prodotta sul suolo britannico. E la ridda di spostamenti legata alla logistica dei componenti rende gli aumenti ancora più probabili. Prendiamo l'esempio di MINI: gli alberi motore sono realizzati in Francia, spediti vicino Birmingham e infine a Steyr in Austria per l'assemblaggio finale dell'unità. Una serie di spostamenti che picchia duro contro le barriere doganali e che costringerà BMW a fare i conti e rivedere il piano industriale. Per non parlare dei giapponesi, notoriamente assai più pragmatici negli affari, visto che business e guerra si esprimono con lo stesso termine. Uno per utti Honda che ha affidato all'ambasciatore jap in UK il commento: "Con la Brexit non c'è più alcuna profittabilità nel produrre in Gran Bretagna". Hai voglia a fare il ganassa. ma all fine il conto lo devi pagare.
14 febbraio 2018
Low cost autonomous drive
Come spesso accade nella tecnica, alle soluzioni di primo settore prima o poi si affiancano versioni meno costose dello stesso concetto. E' il caso della guida automatica, che nella sua versione full richiede un notevole aggranvio di costi e tecnologia imbarcata sul mezzo per essere efficace. In Giappone, precisamente nella prefettura di Shizuoka, la società Toyota Tsusho Corporation di Nagoya ha ricevuto incarico dal ministero dei trasporti di studiare un sistema che permetta di rendere sincronizzata la guida degli autocarri in convoglio. Si tratta in pratica di far sì che accelerazione e frenate compiute dal primo dei mezzi vengano trasmesse automaticamente anche agli altri, mantenendo costante la distanza tra i veicoli. Il 23 gennaio scorso si è svolto il primo test su una superstrada e i tre autocarri hanno percorso 15 chilometri senza particolari problemi. Sui mezzi seguenti il primo ci sono comunque degli autisti, dato che la sterzatura dei veicoli non è automatizzata, ma rimane ancora da verificare come possa essere efficace la soluzione in caso di traffico intenso che permetta l'eventuale inserimento di altri mezzi nel road train. Si tratta di una soluzione che potrebbe abbassare notevolmente i costi della guida autonoma, ma le incognite sono ancora molte, tipicamente il rispetto di norme di circolazione che in molte parti del mondo sono decisamente disattese.
Maybach rilancia la super S
Cinque anni fa la svolta di Maybach, passata da brand indipendente a sottomarchio, pur di ultralusso, di Mercedes Benz. A Ginevra vedremo un nuovo modello, la Maybach 6 concept, che prefigura un modello in produzione dall'estate del tutto aderente alla vettura da salone. All'esterno in evidenza gli stilemi del marchio, tipicamente la griglia verticale, il paraurti e l'abbondanza di cromature, che hanno il compito di fare la differenza rispetto alle banali Classe S. Esclusiva anche la verniciatura bicolore con un speciale effetto profondità che dona all'ampia gamma di tinte una luminosità particolare. All'interno nuove combinazioni in marrone e beige di pelle e legno per i rivestimenti, con grande scelta di combinazioni per soddisfare anche i più esigenti. Passando alla parte tecnica, la 6 concept sarà offerta con due motori: un V8 biturbo da 464 Cv e un V12 pure sovralimentato da 620, che equipaggeranno rispettivamente le versioni S560 e S 650. Prezzi da definire ma certamente assai elevati, anche se una po' di dumping sulla clientela RR e Bentley bisognerà pur farlo, se si vuole invogliarli a scegliere una super-Mercedes al posto di un marchio esclusivo.
Cala il consumo con la compressione variabile
Il motore a benzina vive un nuovo periodo di successo e parziale supremazia soprattutto a danno del Diesel, poiché la trazione elettrica non rappresenta ancora una minaccia concreta. Dopo un lunghissimo periodo di sostanziale stasi progettuale, quindi, si affacciano nuove soluzioni per migliorarne il rendimento, anche se la termodinamica insegna che ci sono limiti non valicabili dal ciclo Otto. Una delle innovazioni più interessanti è quella del motore VC Turbo di Infiniti montato sulla Q50, dove VC sta per Variable Compression, compressione variabile; soluzione che a suo tempo, prima della svolta elettrica, interessò anche VW (e prima Saab). E' noto infatti che il rendimento di un motore aumenta al crescere del rapporto di compressione (per questo i Diesel sono migliori) e la soluzione del gruppo franco-giapponese ottiene i vantaggi della variabilità tra 8 e 14:1 del tasso di compressione grazie a uno speciale manovellismo (vedi immagine), la cui affidabilità nel tempo è però ancora tutta da valutare. Nella posizione con il rapporto più basso si usa il turbo per otterenere dal 2 litri maggior potenza, i 272 CV dichiarati, mentre salendo a 14:1 si aumenta il rendimento e riduce il consumo. Il risparmio dichiarato per la Q50 rispetto alla vecchia versione è attorno al 30%, valore notevole anche se il paragone è fatto tra l'attuale 4 cilindri turbo di 2 litri e un V6 aspirato di 3.7 litri da 330 CV. Negli Usa, dove sono molto attenti al consumo visto l'abituale uso come commuter dell'auto, la soluzione sta avendo un certo successo e la compressione variabile, quantomeno sui motori di alta gamma, potrebbe estendersi anche ad altri costruttori. In un Paese dove il numero di cilindri conta (beati loro!) è però un problema il fatto che il meccanismo non sia al momento disponibile per i motori a V. E bisogna vedere se lo sviluppo sia remunerativo visto l'incalzare delle elettriche.
13 febbraio 2018
La Supra a Ginevra
In qualità di appassionati, ritengo conosciate bene il tormentone della Toyota Supra; se volete rinfrescarvi le idee date un'occhiata a ritroso di link qui: http://auto-thrill.blogspot.it/2018/01/la-supra-avra-il-brand-gazoo-racing.html. Ora però Toyota pare abbia rotto gli indugi e all'imminente salone di Ginevra presenterà una modern racing concept della quale ha diffuso un teaser. Il comunicato parla anche del "ritorno di una sportivca iconica sul mercato", quindi parrebbe implicito si tratti della Supra. Il condizionale però è d'obbligo, perché assodata la progettazione comune con BMW per la nuova Z4, di fatto della tedesca circolano da tempo su strada i prototipi mentre della jap non è stato colto nulla. E l'esagerata Gazoo Racing LMP1 sarebbe solo la traccia per la versione stradale, fatto salvo il battesimo del nuovo brand sportivo nipponico. La joint venture con i tedeschi potrebbe avere però ricadute più incisive sulla produzione: è il caso del 6 in linea di 3 litri da 340 CV di Monaco che potrebbe trovare alloggiamento sulle versioni normali affiancandosi al 2.4 V6 delle ibride da corsa. Anche la scocca in fibra di carbonio nasce dalla progettazione comune, mentre alcune foto spia avrebbero immortalato addirittura sistemi di controllo dell'infotainment mediante il tipico pomello rotante BMW.
In Cina spakka la copia Porsche in rosa
Zotye Auto è un'azienda cinese dello Zhejiang specializzata in
copie. Copie di auto tedesche e giapponesi in particolare, che
vengono vendute tranquillamente sul mercato nazionale grazie alla
legislazione del Celeste Impero che notoriamente è piuttosto distratta nei confronti della scarsa immaginazione locale a danno di chi subisce il plagio. In questo caso
tocca a Porsche con questa SR9 SUV Macan, soprannominata Nusheng (che
significa dea) per la evidente destinazione al pubblico femminile
(quello cinese, peraltro; non credo che dalle nostre parti potremmo definirla un prodotto che spakka). L'auto sarà presentata
il mese prossimo al Salone dell'Auto di Shanghai e la società ha
appena rivelato le immagini dell'interno, caratterizzato da una fodera rosa sulla copertura del pannello di
controllo, un bracciolo rosa, porte decorate in rosa, una fodera
centrale del tunnel rosa così come il rivestimento del pomello del cambio. Il tripudio kitsch continua anche all'esterno, ma con meno ricercatezza, dato che il
rosa domina ovunque eccetto per le ruote; grave mancanza questa nel concetto
di uniformità del veicolo che rappresenta il suo claim. Ah, last but not least, è possibile far incidere le proprie iniziali sui poggiatesta, ultimo tocco di classe. Motore 2 litri turbo da 190
cavalli; prezzo di 180.000 yuan, pari a circa 23.200 euro. Beh, almeno costa poco.
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