27 novembre 2017

Il web potrebbe peggiorare e l'industria dell'auto è complice










Forse non ne avete mai sentito parlare,
ma su Internet vige il principio della neutralità, ossia quello che
costringe i fornitori di servizi a
trattare in modo equo tutti i dati presenti. Vieta loro di
discriminare su argomenti o addebitare tariffe diverse in base
all'utente, al contenuto del sito, al sito Web, alla piattaforma,
all'applicazione o al metodo di consegna. In sostanza, rende Internet
un rubinetto in cui si paga una tariffa forfettaria per l'accesso a
tutti i contenuti.
Questo potrebbe presto
cambiare. Martedì, il presidente della Federal Communications
Commission ha annunciato l'intenzione di abrogare l'ordine neutrale
di riferimento dal 2015. Il capo della FCC Ajit Pai, repubblicano
nominato dal presidente Donald Trump a gennaio, ha detto l'anno
scorso che riteneva che i "giorni della neutralità della rete
fossero contati". E alcune case automobilistiche sostengono la sua
causa, in quanto i regolamenti della FCC hanno secondo loro ostacolato sinora lo sviluppo dei sistemi di guida autonoma.
"Dal nostro punto di vista", dice GM in una lettera
alla FCC, "la banda larga mobile che viene consegnata a
un'automobile che si muove a 75 miglia all'ora su un'autostrada oppure è bloccata in un ingorgo è fondamentalmente
diversa da una connessione a banda larga cablata alla casa
di un consumatore e merita una considerazione continua in base a
regole distinte che tengano conto di questo."
GM
vuole quindi sia data priorità al flusso verso auto autonome che
potrebbero richiedere l'accesso a maggiori velocità e densità. Una preoccupazione legittima. Come chiunque sia stato a un salone può attestare, il servizio
wireless può rallentare a passo d'uomo quando tutti iniziano a
caricare video sui loro telefoni in una piccola area. La
preoccupazione è però che Internet non sarà più "aperto"
senza neutralità della rete. Gli scenari proposti includono
strategie di pagamento a più livelli che costringono gli acquirenti
a pacchetti simili a cavi che finiscono per costare di più a lungo
termine, con accesso limitato a contenuti specifici. Se un
determinato sito web non è disposto a pagare di più a un ISP, tale
provider potrebbe rallentare l'accesso al sito o bloccarlo del tutto.
Ma se si pagasse di più, gli ISP potrebbero anche garantire una
connessione rapida e nitida. Il punto è che non potrai più
scegliere dove vuoi andare online o come arrivarci, almeno non come
prima. Molte organizzazioni si stanno preparando a dare battaglia. E
sarebbe il caso che anche dalle nostre parti si svegliasse qualcuno.







La nuova RS 7 è già in sviluppo







La versione cattiva della prossima due volumi alto di gamma tedesca è fase di sviluppo. I muletti della più potente Audi A7 sono ormai in circolazione e la messa a punto delle vetture prosegue in vista del lancio della nuova gamma nel 2019 e delle versioni RS nel 2020. In questo caso non è stato messo in pratica il downsizing spinto della RS5, che è passata dal precedente V8 aspirato all'attuale V6 biturbo. Il motore è infatti ancora il V8 di 4 litri di costruzione Porsche, che in questa nuova configurazione erogherà però 650 cavalli, contro i 560 e 605 attuali, rispettivamente per la versione base e quella Performance. I tecnici Audi Sport hanno previsto un allargamento dei passaruota per ospitare pneumatci più larghi e si prevede un frontale più aggressivo dell'attuale. Anche per la RS7 2020 saranno in listino le versioni "normale" e Perfomance: quest'ultima dovrebbe disporre di 700 CV grazie all'adozione dello stesso sistema di trazione della Porsche Panamera Turbo S E-Hybrid, che prevede un motore elettrico in aggiunta al V8 e un pacco batterie al litio da 14 kWh.





25 novembre 2017

Milano Autoclassica 2017















Le auto d'epoca (o classiche o vintage, chiamatele un po' come volete) stanno vivendo un momento di successo apicale, che si riflette in una dinamica dei prezzi sinceramente fuori di melone. Catorci senza alcun blasone con richieste di migliaia di euro sono ormai di prammatica e nell'immaginario collettivo ogni scassone del nonno è potenzialmente una miniera d'oro. Il fatto è che nel settore si sono inseriti i grandi delle aste e del mondo dell'arte, che hanno trasferito il loro business anche sulle auto. Ciò ha determinato la spirale dei prezzi che attualmente riscontriamo, mettendo da parte quello che era inizialmente lo spirito legato a queste vetture: la passione per l'automobile. Oggi è più che altro passione per il denaro. Per carità, nulla di oltraggioso, ma con le macchine c'entra solo marginalmente e possedere un'auto da collezione è come possedere un quadro, da guardare ma non adoperare. Uno stravolgimento del concetto dell'auto mobile così com'è nata. Ma tant'è. E quindi che la mia gallery dell'importante rassegna milanese sia dedicata alle vetture moderne colà presenti ci sta. Queste, almeno, se uno le compra poi le usa, con buona pace della filosofia a monte, capace di ipotizzare che in una mostra di auto classiche ci sia uno spazio rilevante dedicato a vetture come le Tesla, che io collocherei esattamente agli antipodi di una vintage da 40 milioni come la 250 GTO in entrata.










































































23 novembre 2017

Va in produzione la GT Concept









La AMG GT Concept che abbiamo visto a Ginevra quest'anno entrerà nel catalogo EQ, quello delle nuove auto ibride ed elettriche del marchio Mercedes. Dopo la concept, infatti, il modello sarà in produzione da settembre del prossimo anno e ne vedremo l'anteprima al salone svizzero 2018. Si tratta di una vettura top che è destinata a competere con la Porsche Panamera sostituendo la CLS 63, con la quale condividerà per il lancio il propulsore V8 biturbo da 612 CV e la trazione integrale 4Matic di nuova generazione, lo stesso gruppo utilizzato per la E 63 S 4Matic+. L'attribuzione al catalogo ibrido però deriva dalla decisione di affiancare al modello con propulsore tradizionale una versione ibrida che si differenzierebbe per le diverse batterie installabili; la top avrebbe un totale di 816 CV e un'autonomia puramente elettrica di 50 km, in pratica le stesse caratteristiche della concept. Ci sarebbero poi una versione base (si fa per dire) con 680 CV e una intermedia con 750, dotate rispettivamente di autonomia di 30 e 40 km. Gli accumulatori sono stati realizzati in partnership con la britannica High Perfomance Powertrains, appartenente alla costellazione AMG, e sono concettualmente le stesse della Project One. Il sistema ibrido, che prevede il motore termico che agisce sulle quattro ruote e quello elettrico dedicato al solo asse posteriore, è stato sviluppato secondo un concetto modulare e potrà essere impiegato anche su altri modelli, mentre la tecnologia degli accumulatori è quella che farà scuola per le prossime elettriche pure.

Black friday anche per le Corvette





Tutto 'sto parlare di black friday sinceramente fa tanto provincia, quantomeno dalle nostre parti. E' arcinoto infatti che la politica dei saldi e degli sconti nel nostro Paese segua criteri di convenienza di parte e spesso coincida più con lo svuotamento dei magazzini delle rimanenze più che rappresentare una reale occasione d'acquisto scontato per roba di valore. Ma tant'è. Negli States invece fanno sul serio e da quest'anno anche l'industria dell'auto sembra aver aderito all'iniziativa, quantomeno per ciò che attiene la GM. Chevrolet infatti ha innalzato lo sconto sulle Corvette Z06 a 9.107 $ sul prezzo di vendita consigliato, avvicinandosi così al 20% di risparmio sull'acquisto, ma solo fino al 30 novembre. La proposta fa parte dell'iniziativa 2017 Closeout Incentive e comprende anche altri modelli, come la Camaro, ma non le Corvette più esclusive, come la Stingray e la Grand Sport. Resta da vedere se ci saranno corse all'acquisto come per beni meno esosi, perché in un Paese comunque segnato profondamente dalla crisi 80mila dollari sono comunque una bella cifra per i normali yankee, quelli esclusi dalle élite delle corporation e templi della finanza. Ma rimane il fatto che lo sconto sia reale, applicato incondizionatamente e su modelli 2017, non su fondi di magazzino invenduti. Magari prima o poi qualcuno ci pensa anche da noi, facendo però sconti veri su auto aggiornate.

22 novembre 2017

Con iDisc Bosch fa ancora tendenza







 Quando Porsche ha presentato i freni al tungsteno sulla nuova Cayenne, pensavo si trattasse di un'esclusiva del marchio. E invece no. Ho sottovalutato quanto i teutoni impieghino l'outsourcing in campo auto e soprattutto quanto aziende come Bosch sviluppino e detengano il know how di punta del settore. Sì, i freni ricoperti dal film di tungsteno si chiamano iDisc, sono un brevetto Buderus Guss, consociata della arcinota fondazione tedesca, e la tecnologia di fabbricazione è proprietaria del gruppo, quindi chiunque li impieghi o li impiegherà (Porsche per prima) deve far riferimento a loro. Questione brevettuali a parte, si tratta di una notevole innovazione nel campo della frenatura, paragonabile all'introduzione dei dischi prima ceramici e poi carboceramici, ma con un costo tre volte inferiore. Peraltro a loro volta gli iDisc costano tre volte un disco tradizionale, ma sviluppano nell'arco d'utilizzo il 90% di polveri in meno, dote di grande importanza vista la gravità dell'inquinamento da polveri sottili dei centri urbani e il fatto che proprio le polveri da sistemi di frenatura costituiscono un importante elemento di accumulo del particolato sottile. Dal punto di vista funzionale, il rivestimento in carburo di tungsteno determina una superficie molto più dura rispetto ai tradizionali dischi in ghisa, che però non vede ridursi il coefficiente di attrito che anzi raggiunge lo stesso livello dei più costosi prodotti carboceramici. Inoltre il disco non è più soggetto a ossidazione e mantiene quindi il suo aspetto a specchio anche dopo un lungo periodo d'uso, che si può ipotizzare circa doppio rispetto ai sistemi correnti. Infine, la drastica riduzione delle polveri ha un risvolto estetico avvertibile: niente più cerchioni che si ricoprono di polvere nera e aspetto spic&span anche dopo anni.

Subaru Forester 2.0d Lineartronic










































Le Subaru sono una parte significativa della storia dell'automobile. Il ruolo pionieristico della Casa nel campo della trazione integrale, infatti, le ha ritagliato la qualifica di  punto di riferimento per qualità ed efficacia di questa soluzione tecnica, sviluppata tanto nel campo delle alte prestazioni con la lunga partecipazione al mondiale rally delle WRX, quanto nel campo off road con la Forester, Suv che riunisce in una solo veicolo doti fuoristrada di riferimento e un comportamento stradale sicuro e affidabile.



Qualche cambiamento rispetto alle edizioni precedenti all'esterno: frontale più aggressivo con i gruppi ottici a led, coda più armonica con portellone esagonale dalla battuta però non bassissima, visto l'ingombro del differenziale posteriore. All'interno la nuova versione si distingue per i materiali impiegati per i rivestimenti, plastiche di ottima qualità morbide al tocco e finiture più accurate che in passato con particolari in alluminio spazzolato; ingresso in auto con sistema keyless.



I sedili sono duri ma comodi, la visibilità ottima in ogni direzione e notevole il comfort acustico, migliorato anche dalle nuove guarnizioni dei finestrini che riducono ulteriormente la trasmissione di suoni dall'esterno. Al centro della plancia il display touch che controlla le diverse funzioni di infotainment, oltre a visualizzare le immagini della telecamera posteriore. Una ulteriore telecamera collocata sotto lo specchietto anteriore destro visualizza sul piccolo schermo in alto in plancia l'area cieca accanto alla vettura, particolare assai utile nelle manovre. Peraltro la manovrabiltà delle Forester è perfetta e nonostante le dimensioni ci si muove agilmente e con precisione anche in spazi ristretti. Bello il volante multifunzione sportivo e chiara la strumentazione analogica, con display digitale al centro; a lato le levette che consentono di inserire le 7 marce "virtuali" ottenibili con il cambio a variazione continua con leva centrale in consolle. Il ripiegamento elettrico dei retrovisori esterni avviene soltanto tramite il tasto sulla porta sinistra accanto a quello della chiusura centralizzata; quest'ultima ha però il difetto di non consentire l'immediata apertura delle porte se inserita. Ampia la disponibilità di spazio per gli oggetti, piccoli e non.



Avviamento con il solito bottone in plancia, leva in Drive e via. Non amo i variatori, ma devo dire che questo della Subaru funziona assai bene, basta solo fare l'abitudine alla (forse) eccessiva salita di giri (per un Diesel) alla partenza. Subito dopo il motore scende di regime e nella guida normale a bassa velocità si superano raramente i 1.500 giri. Il boxer di 2 litri eroga 147 CV a 3.600 giri, non molti per un peso di 1.645 kg, ma la coppia di 350 Nm a soli 1.600 giri rende la marcia spedita, unitamente al cambio a varizione continua che copia con precisione le richieste di accelerazione. Spostando la leva sulla sinistra si inserisce la modalità manuale, ma sinceramente è meglio lasciar fare all'automatismo, che si rivela più efficace. Anche in automatico, comunque, azionando le palette si può fissare la marcia più alta disponibile a quel regime.



La dinamica di guida è sicura e stabile, con assenza totale di oscillazioni della scocca nonostante la maggiore altezza da terra; l'avantreno inoltre è piuttosto preciso. Non si avverte molto di essere alla guida di una Suv, se non per la maggiore visibilità, mentre percorrenza delle curve e precisione degli inserimenti sono al livello di una berlina con velleità sportive. L'assetto bilanciato influisce inoltre positivamente sulla stabilità, con la totale assenza di reazioni imprevedibili, mentre i freni, ben dosabili,  non mostrano alcuna défaillance anche se sottoposti a un uso intenso.



Ma la Forester è anche una fuoristrada e qui se la cava benissimo, in particolare sui tratti inclinati lateralmente, dove il baricentro basso le consente sempre percorrenze sicure. Nella consolle c'è poi il tasto X-Mode, che prevede l'utilizzo di rapporti di trasmissione più bassi per dare maggior coppia alle ruote che hanno grip. Il sistema disattiva poi la frizione di blocco della trasmissione per indirizzare meglio la potenza alle ruote che slittano,
fa intervenire il controllo di trazione prima dello slittamento di un ruota e infine abilita lo
Hill Descent Control, evitando così l'uso dei freni da parte del guidatore sui pendii
ripidi.




A livello prestazionale puro la Forester non è un fulmine: lo 0-100 si percorre in 9,9 secondi, ma la velocità massima sfiora i 200 orari e, soprattutto, si possono mantene medie elevate anche sotto la pioggia grazie all'ottima dinamica complessiva, che garantisce una sicurezza non comune su questo genere di auto. I consumi sono contenuti ma leggermente più elevati della concorrenza; facendo però uso del gas con attenzione si possono però fare anche più di 14 km con un litro.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...